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Michele [...] insegna arte a una quarantina [...] degenti S. COLOMBANO Siro Mutti, solo [...] se-gnava sulla car-ta una serie di puntini. Poi li univa con una [...]. /// [...] /// Ora abbia-mo davanti un [...] di colori distribuiti con cura, con perizia, [...]. /// [...] /// E Loren-zo Muzzi? Il [...] sem-bra realizzato dalla mano di un bam-bino. Pochi tratti semplici semplici. Adesso realizza quadri vivaci, [...] di oggetti che trova in giro. Ruggero Cazzanello è impetuoso. Costruisce opere com-plesse con [...] mobi-li e vecchie cose abbandonate: una bella [...] ospita piatti segnati dalle impronte delle sue [...] seguendo or-me di gesso dipinte di giallo. Silvano [...] ha una grande passione per [...] manipolazione della materia, talvolta gioca con i colori, altre [...] segue una strada figurati-va. Massimo Mano dipinge tanti [...] espressionista, tanti quanti i suoi stati [...]. I disegni di Angelo [...] hanno un sopran-nome: «La [...]. Sono pae-saggi o animali [...] stilizzati. Gerardo Trevisan [...] disegnava solo arcobaleni. Ora rea-lizza ritratti e [...] immagini delle riviste: miniature. Umberto Bergamaschi dipinge in-solite, [...] riportano impresse le storie della [...] vita e le fantasie [...] di ri-viste. Vincenzo Sciambra quando cominciò incollava [...] fotocopie della [...] carta [...] ora dipin-ge paesaggi e ritratti. Ce ne sono altri. E [...] Carmine Verde, che non [...] più da tre mesi. Ed è diventato il loro [...] «La voglia disegnare [...] dentro, si sentì subito [...] di-cono adesso. Infine [...] Michele [...]. Siro, Lorenzo, Ruggero, Angelo, Silvano, Massimo, Angelo, Gerardo, Umberto. Luca, Vincenzo e gli [...] loro opere dentro un ca-pannone circondato da [...]. Il capannone e il [...] da una costruzione a ferro di caval-lo. La costruzione è circondata da [...] palizzata di ferro battuto. Vi so-no entrati tutti [...]. Una vecchia idea E Michele [...] Michele è un pittore [...]. È nato in Puglia, studi [...] Statale [...] di Monza e poi, dal [...] mostre perso-nali e collettive in Italia e [...]. Lì [...] voluto entrare «per insegnare e [...] imparare». I suoi allievi e [...] pazienti [...] «di riabilita-zione psichiatrica e [...] che è a San Colombano al Lambro, [...] Milano. Prima era solo un [...] gestito tuttora, con gran-de oculatezza -dai padri [...] San Giovanni di Dio, no-to come [...] fondato tra 500 e [...] era fini-to in un [...] e quando ne uscì pensò bene di [...] come [...] gli ospiti). Come mai Michele è finito [...] «Non so. Ma era tanto tempo [...] replica. Finché, nemme-no un anno [...] Bianca Tosatti -critica e storica [...] studiosa della co-siddetta Art [...] propo-sto: «Te la sentiresti di insegnare a San Colombano?», [...] chiese, dopo essersi consultata con Giovanni Fo-resti, [...] questo grande ospedale privato, che ospita quasi [...] problemi psi-chiatrici e [...]. Detto fatto, un bel [...] inverno, Michele si ritrovò faccia a faccia [...] artisti, affiancato, dopo i primi tempi, da [...] Ales-sandro Romani (è la persona cui ri-volgersi se [...] le ope-re, che sono in vendita, tel. È così che [...] del [...] è arrivata, nove mesi fa, [...] di una quaranti-na di pazienti. Ecco dunque Michele [...] in tenuta da lavoro. Porge una mano multicolore. Figurati, dunque pensavi da [...] di que-sto genere? «Perché [...] direttamente questo. Mo-do di lavorare? «Beh, [...]. Modo di la-vorare». [...] «Il primo impatto è stato [...] duro. [...] sono stato quasi sempre solo [...] i pazien-ti». In che modo siete riusciti [...] a venire [...] «Medici, assi-stenti e infermieri dicevano [...] questa opportunità nei reparti». E quanti sono venuti? [...] parec-chi. /// [...] /// Trenta, quaran-ta». Come hai fatto a [...] «Ho [...] a disposizioni più materiale possibile. Ho lavorato assieme a [...]. Ho cercato di capire. Senza inse-gnare nulla, però». Dicevi: disegnate quello che [...] «No. Mi baso su quello [...] esprimono da soli. È come se avvertissi [...] hanno già delle cose da espri-mere. Io non ho insegnato [...]. Cerco di mettermi sul [...]. Non voglio essere un [...] con me si confrontino. Io lavoro e studio [...] loro». Però è diverso [...] ad una persona che sta [...]. /// [...] /// Loro ti chiedono tut-to [...]. Tutto quello che tu [...] assorbono. Hanno bisogno di questo. Capiscono, secondo me, se sei [...] persona che è in grado di dare qualcosa. Pensa che nei primi [...] andavo via, si fer-mavano completamente. Adesso, quelli che si [...] ad andare [...] da soli». Guardando le loro prime [...] che ciascuno aveva già [...] uno stile personale. Tuttavia i primi erano [...] quasi infantili. Nel giro di pochi [...] opere molto inten-se ed elaborate. /// [...] /// Co-me te lo spieghi? «Sono [...] colpito io stesso. È stato straordi-nario. Molti di loro non [...] in mano un pennello, un colo-re. /// [...] /// Lavorare con loro è [...] in questo periodo mi in-teressa di più. Mi sembra di parlare [...] di confrontarmi. Que-sta esperienza è anche [...] banco di prova». Stili diversi Colpisce [...] degli stili adottati. Un profano si aspetterebbe [...] simili a quelle di Li-gabue, per intenderci. Grazie al lavoro, allo studio [...]. Cosa ti ha colpito di [...] in questi mesi? [...] stata una grande tensione. [...] invidia tra di loro. Bastava che io stessi [...] più con uno, perché succe-dessero delle liti. Ora questa situa-zione è [...]. Guardano i lavori degli [...] com-mentano assieme. Proprio come succede fuori, [...]. Per loro è importante [...] «Cre-do di sì. Anche se ogni tanto [...] momenti difficili, certo. Momenti in cui non [...] tutto ciò, a cosa serva». E te lo chie-dono? «Certo». Tu come rispondi? «Molte [...] rispondere. Perché ti dicono: io [...] ritratti, continuo a fare quadri ma è [...] cosa. Allora biso-gna spiegare a [...] lavo-ro, il valore di quello che fanno». Cosa ti aspetti da [...] «Che [...] vadano [...] e che abbiano biso-gno sempre [...] per fare quello che amano. Ora sono contenti perché Siro [...] un quadro e tutti vorrebbero [...] uno. Secondo me non lo [...] soldi. E perché così, in realtà, [...] la voglia di uscire, di far vede-re il loro [...] di [...] dei riscontri. /// [...] /// È una soddisfazione per tutti. Pe-rò io cerco di [...] è molto bello ma che ci sono [...] gli artisti, in cui non va così [...]. Può subentrare la delusione. Io voglio che loro [...] mollare». Perché non ci sono [...] «Me [...] chiedo [...]. E non so darmi una [...]. Qualcuna ha provato [...] e poi ha lasciato. Eppure [...] secondo me delle grandi dise-gnatrici». Le prospettive di questo la-voro? [...] è uscire noi, fuori. E nello stesso tempo [...] esterni a San Colombano. In mo-do da avere [...]. Tu [...] imparato dai tuoi allievi? «La [...] di volontà. È come se li [...] facendo finalmente una co-sa che è mia [...] facendo per qualcun altro. Il [...] riuscire a rom-pere un guscio. Proprio loro, che so-no [...] tutto. Spesso [...] si presenta Bianca Tosatti, che [...] portato Mi-chele [...]. Di pittura e di [...] se ne intende. È stata tra i [...] fa, della mostra milanese «L A NORMALITÀ [...] così: artisti «normali» e artisti «malati», assieme. Dice: «Sui li-bri di [...] ne parla. Certo, viene definita Art Brut, [...] Losanna [...] un museo. Però oggi la questione [...] dibattuta fra, da una parte, pertinenza [...] -cioè, fa bene ai [...] -ovvero, è arte o [...]. Insomma, è un argomento [...] della cultura ufficiale». Ma ai pittori di San Colombano [...] questo interessa poco. Nè inte-ressa, una volta [...] a Bianca Tosatti, al dottor Foresti e [...] Michele [...]. I pazienti si sono [...] pennelli e altri oggetti. E questo basta. Afferma Foresti: «Certo, [...] ha una valenza terapeutica, perché [...] contenti di realizzare cose che altri apprezzano. Lo è quanto ogni [...]. Il ruolo di Mi-chele? [...] Credo [...] sia importante il clima di normalità che [...]. [...] da anni ormai le [...] tra le difficoltà che incontra chi affronta [...] sono: riabilitazione dei pazienti, sempre maggior qualificazione [...] del personale, apertura al-la realtà sociale. E, [...] parte, è una prospettiva ineludibile, [...] che dal 1997 i «vecchi» manicomi non dovrebbero esistere [...] per legge. Così a San Colombano [...] da alcuni mesi un circolo che si [...] Dick», cui ade-riscono pazienti, [...] cittadini. [...] dibattiti, animazioni, spettacoli teatrali -fa [...]. È in al-lestimento una mostra [...] delle opere realizzate [...] e il Goethe [...] di Genova ha assi-curato il [...] sostegno finanziario per organizzare una mostra internazio-nale su questo [...] di esperienze. Un piccola mostra [...] già portata a Milano. Stanno tracciando una stra-da per [...] dunque. Una poesia Già, la [...]. Forse Ruggero ci pensava [...] un qua-dro, da lui racchiuso in una [...] cui si arriva seguendo altre orme di [...] bianco [...] un piccolo uomo accoccolato. Ac-canto, una poesia: «Persona [...] nella sabbia/ che si muove lungo il [...] stanca. Commenta Michele [...] «Quando da uno come [...] frase del genere è. Un miracolo? «Non so. Forse un miracolo no. Però è meraviglioso». Insegnare a dipingere ai [...] di San Colombano, una [...] istituto privato di riabilitazione. Un invito difficile da [...] Miche-le [...] pittore pugliese, [...] accolto come un banco [...]. Per sé e per [...]. /// [...] /// Ora sono in quaranta a [...] affinando tecniche [...] anche se molti di loro [...] avevano mai preso in mano un pennello. /// [...] /// Ora sono in quaranta a [...] affinando tecniche [...] anche se molti di loro [...] avevano mai preso in mano un pennello. (0) (0) ![]()
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