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Al centro [...] che sia proprio il [...] la sfera psichica. Ma in questo non [...] affatto una chiusura al mondo [...]. Professoressa [...] a partire da quali aspetti [...] della psi-coanalisi possiamo, rileggendo Freud, cercare le sue concezioni [...] «Effettivamente, oggi è possibile leggere Freud a partire [...]. [...] che questa attualità si caratterizzi [...] di ciò che ho de-nominato [...] nel titolo di un [...]. Con ciò voglio intendere [...] che [...] si confronta con qualcosa che [...] con qualcosa che è al [...] qua del linguaggio. Intendo con questo, per [...] sintomatologie che vanno [...] alle varie affezioni psicoso-matiche, [...] i [...] le [...]. [...] parte esiste anche un [...] attualità che interessa molto le scienze umane [...] tratta di una spinta cognitivista che esige [...] psi-chica imponendo sulla materialità del linguaggio delle [...] o senza soggetto. Quindi, partendo [...] possiamo cercare di vedere quali [...] state le concezioni freudiane del linguaggio di cui spesso [...] ha [...] schematica, per cui, ad [...] concezione freudiana del linguag-gio». E quali sono le diverse [...] «Io sostengo [...] tre. Il primo modello di linguag-gio, [...] come Freud lo ha formula-to, si trova nei suoi [...] testi; pen-so in particolare a testi come [...] der [...] (Per una concezione delle afasie) [...] 1891, penso anche al [...] del 1895, e a qualche [...]. [...] testi procedono dalla [...] e il verbale. Freud pensa che il [...] sia colto dal linguaggio: non solo il [...] ad entrare nel lin-guaggio ed è difficilmente [...] può dire che intelligen-za e linguaggio da [...] desi-derio sessuale [...] siano asin-totici. Questa divergenza è forse [...] alla nevrosi, ma [...] un dato somatico proprio [...]. Noi siamo [...] viene [...] posteriormen-te. Sempre [...] tra corpo e linguaggio -tra [...] sessuale da una parte, ed intelligenza [...] -Freud con-stata [...] di traduzione o persino una [...] lacunosa tra la rappresentazione inconscia e le parole. Questa idea lo condurrà [...] modello -il pri-mo, dal mio punto di [...] modello [...] del linguaggio, e che [...] di cui [...] parla molto oggi; esso [...] tra rappre-sentazione di parole e [...]. Può spiegarci la differenza tra [...] «Questa distinzione si [...] testo di Freud, [...] alla [...] anche se egli la ela-borava [...] in [...] der [...]. [...] egli parla di [...] di [...] che sono un insieme di [...] che riguardano essen-zialmente [...] sonora della parola. Io pronuncio una parola, e [...] psichismo registra [...] sonora; ma questa immagine sono-ra [...] è [...] della parola -non è la [...] perché la rappresenta-zione di una parola comprende an-che [...] di lettura, [...] di scrittura e [...] di movimento. La parola, come ve-dete, [...] complesso, ma è un insieme chiuso. La rappresenta-zione di parole [...] rappre-sentazione di oggetti oppure di co-se; è [...] a dire un insieme aperto che comprende [...] parola: quando dico [...] o quando di-co [...] vedo [...] visiva della televisione. Ma non [...] solo [...] visiva: ci sono an-che le [...] tattili, posso tocca-re un televisore, esso ha un volume; [...] poi [...] acustica, dato che dei suoni [...] da que-sto televisore, ecc. Quindi vediamo che [...] psichico, secondo Freud, centrato [...] cose e sulla rappresentazio-ne di parole, procede [...] eterogenea dello psi-chismo: perché ci sono due [...] sono le parole da una parte e [...]. Quanto al [...] di una [...] fa oggi grandi pro-gressi. In questo [...] Freud abbozza due sistemi: [...] -che è un sistema esterno e che [...] in contat-to con il mondo esterno -e [...] che è un sistema interno. Egli postula che ci sia [...] carica quantitativa, [...] biologica, che [...] o elettrica (oggi, a [...] svi-luppo della neurobiologia, possia-mo riempire [...] proposte di Freud). Ora, questa carica quantita-tiva [...] psichica passando da un sistema ad un [...]. Dove si trova quindi [...] Esso si situa tra la carica energetica e [...] un lato, e [...] logica [...]. Quindi il linguag-gio, situato [...] sistemi [...] logica e la percezione [...]. Questo è molto interessante, [...] come il linguaggio, in [...] una posizione cruciale tra [...] la logica; quindi esso non si riduce [...] alla logi-ca, ma serve da intermediario tra [...]. In questo primo modello freu-diano [...] una duplicità che io chiamo una concezione [...] ovvero stratificata del linguaggio. Perché [...] il linguaggio non viene ridotto [...] nostri modelli attuali, ba-sati [...] tra significan-te e significato; esso [...] da una parte tocca verso il mondo esterno attraverso [...] sensazione, e [...] verso il mondo [...] perché trasmette il ricordo, la [...] -fino al sistema complicato delle concatenazioni logiche e, più [...] metafisiche. Possiamo consi-derare estremamente interessante [...] di questo modello, il quale [...] in una direzione opposta rispetto ad una certa corrente [...] -una corrente soprattutto lacaniana -la quale cerca di recupe-rare [...] primo Freud [...] del modello saussuriano del lin-guaggio». [...] chi obietta che quelle teorie [...] ispirate [...] «In effetti, quel primo modello [...] basa su una teoria oggi superata, nel senso che Freud non disponeva di sufficiente precisione neurobiolo-gica per raffinare il [...] della cellula cerebrale o delle sina-psi. Oggi invece, con i progressi [...] molto più raffinate del fun-zionamento del sistema cerebrale o [...] del sistema nervoso. Eppure, in tutte queste direzioni [...] più moderne, e molto più nette [...] uno iato che appare tra [...] quel che si può dire a livello neuro-nale da [...] parte, e il linguaggio [...] parte. Non riusciamo a colmare [...] divergenza tra il substrato biologico e la [...] ci trovia-mo confrontati a questa doppia de-terminazione [...] di fronte ai sintomi [...]. Prendete il caso della [...] un fenomeno depressivo, è evidente che un [...] sintomi depressivi pos-sono essere eliminati grazie [...] di neurolettici o persino [...] vuol dire che un certo funzionamento mentale [...] attra-verso il livello biologico. Questo tuttavia non esclude [...] a livello del [...] il lavoro [...] tale che esso può avere [...] effetti fin nella [...]. Per esempio, certe interpretazioni possono [...] ad un funzionamento accelera-to del cervello, ad una [...] il tasso della serotonina. In altri [...] che fa pensare al primo Freud: siamo sempre di fronte ad un mo-dello doppio, stratificato. Quindi, cerco di resuscitare [...] del modello freudiano, perché sen-za [...] essa si appiattisce il [...] biologia pura e semplice eliminan-do [...] fattore [...] oppure ci si accontenta unicamente [...] e si dimentica la base [...]. Passiamo a quello che [...] secondo modello freudiano del linguaggio. Come si articola [...] «Tale modello è più [...] strutturale che poi svilupperà [...]. [...] direi, [...] perché presuppo-ne che [...] libera ci possa permettere di [...] tutti i [...] che [...] far apparire i traumi, la [...] e tutti i disturbi della vita ses-suale e della [...] psichica. Freud si accosta a [...] della cura psicoanalitica, quando [...] neurologia di cui parlavamo. Tra il 1892 e [...] Freud si con-vince in modo sempre più [...] racconto associativo è capace di tradurre i [...]. Quindi egli baserà i dispositivi [...] produrre [...] modello, considerato come il mo-dello [...] di Freud sul linguag-gio. [...] avviso, [...] si caratterizza per il fatto [...] il [...] termini intermedi preconsci che permettono [...] porre [...] sotto la dominazione del [...]. Il linguaggio possiede il [...] più in là del conscio perché si [...] e inconscio, e dunque ha questo potere [...] consce le cose per-ché -facciamo riferimento al [...] una costruzione etero-genea, dato che è nutrito [...] percezioni, e si radica an-che nel corpo. Dunque, anche [...] abbiamo un modello intermedio tra [...] da una parte, e co-scienza [...] per questo è il li-vello [...] benefico, su cui si fonderà la cura. Questa concezione risponde al desiderio [...] Freud di estendere [...] umana la portata di ciò [...] si po-trebbe [...] o addirittura patologico. Quindi in questa fase [...] quando cerca di comprendere quale sia la [...] -Freud opera una specie di assimilazione della logica [...] primi-tivo: entrambi sarebbero logiche che, in particolare, [...] non conoscono la contraddi-zione. Allora il contributo di [...] cui [...] è struttura-to come un linguaggio [...] pare es-sere una lettura più che mai attenta e [...] di questo secondo Freud; [...] esplicita ciò che mi pare [...]. Ma questo non è [...] mo-dello del linguaggio elaborato da Freud. Vi è ancora quello derivato [...] fase [...]. Di [...] «Penso che possiamo datare dal [...] o 1914, una svolta del pensie-ro freudiano. Questa svolta si radi-calizzerà [...] e con le sue risonanze sullo sviluppo [...] della teoria di Freud. Freud suppone che ci [...] vale a dire [...] ad uno stadio arcaico, [...] dei fratelli, dato che le donne, in [...] sempre oggetti di scambio; e questi fratelli [...] loro padre esercita la [...] tutte le donne. In un primo momento, [...] acce-dere alle donne, non [...] che attaccare il padre -da [...] quel desiderio di omicidio, [...] ripetizione di questo omi-cidio. Poi, ad un dato momento [...] questa coazione [...] produ-ce qualcosa di veramente particola-re: [...] o [...] con questo padre attraverso il [...] totemico. Si [...] padre, lo si [...] via orale, si installa anche [...] patto simbolico, e la tirannia del padre cessa di [...] una tirannia, essa di-viene [...]. I fratelli ricono-scono che [...] una legge. [...] siamo al passaggio dalla pulsione [...] e la [...] violenza -verso la costitu-zione di [...] patto simbolico. [...] alla simbolizzazione: si smette di [...] semplicemente dei passaggi [...] -degli omicidi -e ci si [...] qualcuno, ci si identifica con qualcuno. Partendo [...] si [...] così anche di pensare, di [...] di entrare nelle elaborazioni [...]. Quello che mi preme [...] raccontando questa fa-vola, Freud si sia confrontato [...] psichico. Questa connotazione caratterizza per [...] la terza concezione del lin-guaggio. Egli ci ha mostrato che [...] bisogna rinchiudersi in un panpsichismo, e che bisogna aprire [...] cura ad una dimensione per la quale egli non [...] che [...]. Ma ciò a cui [...] essere chiamato con altri termini; prenderei per [...] di Nietzsche, o il [...]. Freud voleva sfuggire [...] di breve durata; voleva condurre [...] a pensare [...] allo psichico. Que-sto è [...] il quale è stato purtroppo [...] da molti analisti, [...] folgorante e senza molti svi-luppi, [...] indica che [...] parlante è un [...] un [...]. Sergio Benvenuto [...] Studiosa di «segni» e [...] Julia [...] è nata il 24 [...] Bulgaria. Nel 1963 si diploma in Filologia romanza [...] di Sofia, Bulgaria. Nel 1964 prepara un [...] comparata [...] delle Scienze di Sofia. Dopo il 1965 prosegue [...] lavoro di ricerca in Francia. Attualmente è professore [...] di Parigi «Denis Diderot». Dal 1978 esercita come [...]. I suoi interessi scientifici [...] alla semiologia, alla psicoanalisi, alla letteratura del [...] secolo. Esponente di spicco della [...] e in particolare del gruppo di «Tel Quel», [...] sviluppato in Francia le ricerche iniziate dai [...] anni Venti e continuate dal Circolo linguistico [...] Praga [...] da [...] Julia [...] ritiene che la semiotica [...] pilota nel campo delle cosiddette «scienze umane». Pervenuta oggi a [...] formalizzazione, in cui la [...] segno si dissolve, la semiotica si deve [...] per rimettere in questione il soggetto senza [...] lingua come sistema formale non si realizza [...] indagare la diversità dei modi della significazione [...] trasformazioni storiche, e costituirsi infine come teoria [...] intesa non come semplice estensione del modello [...] di ogni oggetto fornito di senso, ma [...] del concetto stesso di semiosi. Tra le sue opere tradotte [...] italiano: «Ricerche per una [...] «Sole nero. Depressione e melanconia», «Stranieri [...] «La rivoluzione del linguaggio poetico», «Poteri [...] «I samurai». /// [...] /// Depressione e melanconia», «Stranieri [...] «La rivoluzione del linguaggio poetico», «Poteri [...] «I samurai». (0) (0) ![]()
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