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Cesare Romiti interviene nella [...] conferenza inter-nazionale organizzata [...] e ribadisce il suo [...]. Che al-meno nelle dichiara-zioni [...] è larga-mente condiviso. An-che da quel [...] governato-re della Banca di Fran-cia, [...] presidente della Banca centrale europea, dopo [...] che non nasconde la [...]. In sinte-si: [...] e la politica monetaria sono [...] condizione ne-cessaria ma non sufficiente [...] la disoccupazione che è primo [...]. /// [...] /// Quanta distanza [...] tra un [...] e, ad esempio, [...] presi-dente del Comitato di [...] dal Cancelliere Kohl per moni-torare la situazione [...] invoca la totale autonomia della banca centrale [...] assoluta [...] Domande disse-minate di incognite. È Paolo Savona, ex ministro [...] governo Ciampi, a [...] una, delicatissima. Se è ve-ro -dice -che [...] prossimi [...] questo significherà una ri-valutazione che [...] un eco-nomia europea già alle prese con il [...]. Sì, che quello del [...] que-stione numero uno lo riconoscono [...]. [...] soddisfazione per quel Cesare Romiti [...] due anni la va sollevando in tute [...]. Con, in più, la consapevolezza [...] non [...] equivoco. La decisione di far partire [...] e quindi, concretamente, il sogno di Maastricht, è stata [...]. E quindi il campo [...] ogni sospetto. E da vec-chie polemiche. Di quando il presidente della Fiat -è storia degli ultimi due anni -da una parte [...] dichiarava euro-peista convinto e, [...] contestava un processo [...] che, a suo dire, [...] poco dei problemi reali, a [...] da quelli [...]. Un ap-proccio al problema [...] un graffiante [...] sul suo reale «tasso» [...]. Ma oggi, quasi paradossalmente, [...] non dovendo esibire più «patenti», il [...] si [...]. [...] dei senza lavoro occorrono investimenti. Considerazione che per [...] ha una doppia va-lenza: una [...] che va alle [...] passato ma che si proiettata [...] pre-sente fino a spiegare alcune tragedie come quelle avvenute [...] Campania. Spiega: [...] è un continente che [...] investimenti in questi ultimi anni e purtroppo [...] questi ultimi giorni in Italia lo di-mostrano». [...] da [...] considerazione: «Bisogna riprendere gli investimenti, [...] è anche un mo-do per ridurre la disoccupazione». Una piaga europea ma [...]. Sot-tolinea come la disoccupazione [...] Europa è pari a quella degli anni della [...]. /// [...] /// Una situazione, dun-que, ben [...] degli Usa dove il tasso di [...]. [...] due i nodi che «hanno [...] lo svi-luppo e allargato [...] della disoccu-pazione». In Italia ma anche [...] Fran-cia [...] Germania la pressione fiscale raggiunge il [...] mentre -aggiunge -in Gran Bretagna [...] Usa è di 10 punti più bassi». Insomma, [...] è: meno tasse e maggiore [...] del lavoro. /// [...] /// Per il presidente della Fiat [...] unica non deve trasformarsi in un totem. [...] «O è competitiva, o non [...] Euro». Un traguardo che, però, [...] rag-giungere solo contando sulle virtù [...]. Che per Romiti non [...] av-vio entusiastico. No, non gli è [...] di ferro [...] sulla nomina del governatore [...]. E si augura che [...] di un cammino a ritroso con gli [...] tornano a prevalere sui più generali interessi [...]. Questione, questa, di [...] che ha, invece, spiegato [...] «fiduciosi» ma al tempo stesso «vigilanti». E così da una parte [...] messo le attese di [...] pubblica che vuole la stabilità [...] e [...] la necessità di rifor-me strutturali [...] partendo da una formazione professionale mo-dello Europa. Ma è evidente che [...] la «politica» [...] ampi spazi decisionali. /// [...] /// E infatti il tedesco [...] non esclude un futuro [...] alla stessa struttura su cui si basa [...]. Come evitare rischi? Per [...] un solo modo: «I politici [...] devono toccare [...]. E guai solo a [...] salario minimo euro-peo. Dice: fatto eguale a [...] Belgio quanto a [...] in [...] in Spagna. Morale: a produttività [...]. Michele Urbano LA GAFFE [...] Le [...] al piano [...] Palazzo [...] «Apocrife? Ma no, erano [...] No al salario minimo [...]. A produttività diversa deve [...] del lavoro diverso GAFFE 2. O, meglio: come cadere [...] brace. Cer-cando di mettere una [...] del documento italiano sulle strategie per creare [...] nella riunione del [...] a Londra, Palazzo [...] ha quasi peggiorato la [...]. Il [...] faxato a Londra, che conteneva [...] al cosiddetto «piano [...]. [...] sono in sostanza «elementi di [...] ancora aperti». Un banale [...] inviato a [...] dei tecnici della presidenza [...] Consiglio [...] giudizi piuttosto negativi sulle misure a sostegno [...] delle parti sociali ai progetti. Un documento apocrifo, lo [...] Ciampi. Cioè non autentico. Ironia della sorte, in greco [...] significa occulto, segreto. Un tempo erano detti [...] religiosi [...] che venivano nascosti a [...] contenuto destinato solo agli iniziati. Non è dato sapere [...] alludesse Ciampi. Chissà [...] del fatidico «piano per il [...] Certo, i documenti tecnici che circola-no a Palazzo [...] non devono [...] fatto passare un buon [...]. /// [...] /// [...] delegato della Fiat Cesare Romiti Dal [...] «Bisogna trovare il modo di [...] globalizzazione, riforma del [...] e nuove forme di solidarietà, [...] nel Nuovo [...] «Nel futuro [...] Kohl non [...] Ulrich Beck: ha unito la Germania e realizzato [...] ma ora non ha un [...] ROMA. E a questa «terza [...] Ulrich Beck è molto le-gato, ci ha lavorato in [...] Monaco di Baviera e Londra e ritiene [...] di [...] dalla sfera degli slogan [...] sociologiche per [...] politica [...] anche in Germania, come Tony [...] ha iniziato a fare [...] Gran Bre-tagna. [...] tedesco, noto per il libro [...] la società del rischio, e [...] quello su [...] normale caos [...] (scritto insieme alla moglie Elizabeth [...] dedicato alla crisi del vecchio modello di famiglia) è [...] questo momento tra le teste [...] più richieste sia in Germania [...] in Inghilterra. Dirige [...] di sociologia [...] di Mo-naco ma è anche [...] figura chiave della London [...] dove la direzione di Antho-ny [...] alimenta [...] la nuova fase politica britannica. Sul «Corriere della Sera» [...] della [...] dei sondaggi che dànno Kohl [...]. [...] difficoltà di un leader [...] la Germania e guidato la [...]. [...] dire che ora quel [...] e che, in un certo senso, Kohl [...] una missione, è superato dal suo stesso [...]. La gente in Ger-mania [...]. La [...] posizione non è ambigua [...] vista della storia, ma lo è dal [...] delle prossime elezioni, anche se è bene [...] sue ca-pacità di fare mosse a sorpresa, [...] aspettare il 27 [...]. Le principali accuse dei [...] Kohl riguardano le promes-se di sviluppo non mantenute, [...]. In che cosa ha [...] «Non [...] alternative, la strada [...] attraverso la moneta era stret-ta [...] difficile ma [...] dispo-nibile. [...] il processo politico possa anda-re [...]. Possiamo pensare a una cittadinanza [...] che includa diverse nazioni. È giunto il momen-to [...] su come co-struire questa identità europea e [...] vi si dovranno appli-care. [...] alle spalle grandi e convincenti [...] vediamo invece che ciascuno si attacca alla [...] vecchia identità nazionale e cresce [...] contraddizio-ne tra la necessità di fare un altro passo [...] e la man-canza di una [...] che sostenga [...]. Se non [...] alternative ieri nel cammino verso [...] ce ne [...] «Sì, finora la strada era [...] ma da [...] in [...] le opzioni sono [...]. Basta porre la domanda su [...] cosa sia attualmente [...] per capire che non sappiamo [...] se è un nuovo tipo di [...] sopranazionale, una burocrazia, un governo [...]. Ma dove si [...] Kohl e co-me si possono [...] le sue scelte? La [...] era una visione [...]. In che direzione il suo [...] Gerhard [...] «È il problema che si [...] discuten-do ora in Germania. Da una parte [...] rappresenta la promessa di [...] giovane, più im-paziente di cambiare strada, ma [...] quale sia il suo programma. [...] incon-trato a Monaco durante [...] futuro del lavoro e della socie-tà del [...]. Una delle [...] tesi è che non ci [...] più pieno impiego nel normale senso della parola [...] la promessa di piena occupazione [...] di oggi. Ne abbiamo discusso elui si [...] detto [...] ma sen-za [...] alcuna conseguenza sul piano del [...]. Nello stesso modo [...] è indeciso sul [...] le preoc-cupazioni della gente tedesca, [...] teme la perdita [...] del marco e vede in [...] nazionale, ma non spiega come [...]. Lei è da anni [...] della fine della società del lavoro, sulla [...] occupazio-ne. Adesso che quasi tutta [...] dalla sinistra che [...] «Sul cambiamento del lavoro [...] gli [...] ma anche al livello [...]. È chiaro che il [...] in futuro e che [...] sempre fonda-mentale nella vita di tutti, ma [...] altre attività da considera-re: il lavoro familiare, [...] persino quello che si dedica al divertimento, [...]. E so-prattutto [...] per me più im-portante, il [...] il lavo-ro civile, quello che si organizza spontaneamente e [...] concentra su problemi di interesse pubbli-co». Che vuol dire «ci [...] da considerare»? Ci sono [...]. [...] «Il lavoro civile deve [...] quello che esso rappresenta gli occhi della [...] qualcosa di utile, di essenziale per la [...] smettere di [...] nel modo in cui [...] pubblica, cioè come qualcosa [...]. Bisogna cambiare mentalità: queste [...] dallo stato, per esempio [...] alla disoccupazione, o in for-me simili, in [...] pos-sa essere aiutata a fare quello che [...]. Non tutti coloro che sono [...] grado di fornire un con-tributo [...] società devono essere costretti a [...] fornire [...]. Il lavoro civile può [...] giusta per giovani che devono affrontare sei [...] anno di disoccupazio-ne e può influire sulla [...] modo molto importante. Dobbia-mo ripensare [...] dei nostri si-stemi previdenziali [...] in-cludano e riconoscano questi perio-di di servizio [...] di attività fuori del normale mercato. Abbiamo bisogno di [...] più [...] sociale». Ma possono questi temi entrare [...] concreto nei programmi di go-verno di [...] di [...] se [...] «Io penso che devono [...] questo è un aspetto chiave [...] un contatto [...]. Certo non sono sicuro [...] se diventasse cancelliere, li [...]. Ci stiamo lavorando con [...] che sono molto vicini [...] e an-che loro sono [...] opi-nione. [...] un movimento in Gran Bretagna, [...] chiama [...] dove queste iniziative sono avviate [...] finanziate. Hanno messo su anche delle [...] a questo sco-po, ed è interessante [...] perché [...]. Sia in Inghilterra (dove è [...] go-verno) che in Germania (dove è [...] nella sinistra si confrontano due [...] una di impronta più liberale, [...] di impronta più [...]. Come andrà a finire [...] «Non per niente a Londra, dove questo rinnovamento [...] più avanzato, si parla di [...] un tema politico e [...] nei prossimi anni. I sostenitori di questa idea, [...] An-thony [...] si oppongono, da una parte, [...] neoliberalismo in quanto politica contraddittoria, perché i [...] si dichiarano conservatori ma [...] libero [...] al mercato distruggono ogni genere [...] si oppongono ai [...] i quali credono che il [...] siste-ma del [...] e della previdenza possa continuare [...] funzionare co-me prima. È chiaro che [...] si tratta [...] le [...] con la costruzione delle basi [...]. E come avviene questa [...] «Ci [...] due opzioni fondamen-tali. La prima consiste nel [...] il business ad anticipare le conseguenze sociali [...] nello sviluppare una economia che [...] non dunque chiedendo allo [...] a tutto, ma chie-dendo [...] di incorporare la responsabilità [...] produce sulla comunità, in termini di rischio, [...] di crisi ecologica. [...] opzione è quella di una [...] del [...] state ba-sata [...] che gli individui si as-sumano [...] rischi e, nello stesso tempo, su una sicurezza sociale [...] li metta in condizione di assumere questi rischi. Il nuovo [...] sta cercando di rifare [...] su queste basi. Non so quale di [...] sopravvento in Inghilterra. In [...] sono presenti entrambe le [...]. Il Nuovo [...] può davvero espri-mere una [...] tenere insieme il problema della globaliz-zazione, la [...] e la maggiore libertà di individui messi [...] assumersi più ri-schi. È questa visione che manca [...]. Giancarlo Bosetti [...] 2. /// [...] /// Giancarlo Bosetti [...] 2. (0) (0) ![]()
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