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Attualità La morte di Moravia La [...] intelligenza di uomo e narratore immerso nel [...] nella [...] città Il suo legame [...] letteratura contemporanea nel rapporto «insufficiente» tra destino [...] Il fantasma [...] volta che [...] visto è staio a [...] giugno di [...]. Era seduto a un [...] un callè nel quartiere Prati, a Roma. Parlava con un giovane. Immaginai che si trattasse [...] tesi di laurea sulla [...] opera. Non so chi fosse [...]. La riflessione fu [...] Moravia si muoveva nella [...] un personaggio di un suo romanzo o [...] racconto. La Roma confusa e [...] giorni era la [...] città. Era facile incontrario. A un caffè, ma [...] di amici, o per strada. Moravia non era lo [...] silenzioso; era. Era immerso In un [...]. Un tempo che a [...] vicino agli anni Trenta che al Duemila. Scriveva e parlava di OTTAVIO [...] non lesinava i pareri [...]. E sempre e soprattutto brillava [...] intelligenza, la [...] originalità, il suo coraggio di [...] senza veli. La [...] era [...] di un uomo che non [...] esitazioni. Ed era nel tempo [...] un narratore. Quando parlava, Moravia catturava [...]. Era nato per narrare. Questa [...] facoltà, Moravia [...] posta al servizio di [...] che è stato chiamato -impegno». Eppure (e non intendiamo [...] allo scrittore) nei suoi romanzi e nei [...] di là delle facili attribuzioni di ascendenze [...] lo dichiarava spesso: era il debito contratto [...] con Dostoevskij -, si muoveva un personaggio, [...] che a noi è sempre sembrato il [...]. [...] personaggio che non ha [...] né un cognome, o ha i nomi [...] I [...] di tutti i personaggi, femminili e maschili, [...] Moravia. È un tal dei [...] crede a niente, nemmeno a ciò che [...] a sé, uomini e [...] che ha poco a che fare con [...] le sorti del genere umano; un personaggio, [...] che con i suoi fratelli e la [...] e [...] non ha niente in [...]. Questo (al dei tali, [...] di dannarsi [...] scendendo in campo per [...] e civili, per cercare in sé il [...] male che gli sono [...] concessi per il tempo [...]. Questo personaggio è sceso [...] se stesso, contro il proprio scetticismo, contro [...] contro il proprio atteggiamento miscredente nei confronti [...] il proprio destino. [...] dei personaggi [...] nasce forse di [...] nasce da lui, da quel [...] che non è mai alla ribalta ma è sempre [...]. Questa angoscia è una [...] che il fantasma impone a sé stesso [...] lucida riflessione sul divario tra la [...] reale miscredenza e il [...]. Nei libri di Moravia [...] violenza e [...] punizione, o suicidio per [...] per mano altrui. Ma mentre si riscatta [...] condannando se stesso alla pena capitale, rientra [...] nella prigione del suo tempo. Che poi è anche [...] cui è andata volontariamente a rinchiudersi la [...]. Questo personaggio senza nome, [...] i nomi che Moravia ha dato ai [...] i connotati di quel tal dei tali [...] nelle pagine dei romanzi in cerca del [...]. La citazione [...] è chiara. Che cos è il [...] Giacomo Debenedetti? È trovare una intesa con il [...] con la vicenda: «È il centro dove [...] serrano e la commedia, volente o nolente, [...] senso finale». Ma che cosa è [...] «Un [...] si è consumato tra il Moravia ritratto [...] Adriana [...]. Il quadrai conservato [...] Vieusseux di Firenze. Al centro, con la moglie Carmen [...] Sotto, con Pasolini e Elsa Morante [...]. Su di un film, un [...] un evento dava una e una sola risposta. Ne veniva spesso una [...] al livello del buon senso che poteva [...] comune. Ma quello era anche [...] di forza. Nessuno come lui ha [...] di sopra della più volgare cultura [...] (e [...] nel doppio senso della [...] ammiccamenti e le delizie degli intellettuali intelligenti [...] circondava, [...]. Poteva essere stolido, non era [...] volgare. Costruiva robusti sbarramenti di [...] e chiare. Le frasi, precise, opache, [...] per essere tradotte in tutte le lingue. Più la materia poteva [...] viscida, meno la pagina la registrava. Ateismo letterario di un [...] d'arte: FRANCO FORTINI [...] non sto parlando del [...] ma del militante intellettuale. I personaggi di Moravia [...] letto un libro di Moravia. Quella [...] forza andava, secondo me, [...] anacronistica e sbagliata però trasmetteva perfettamente [...] del benessere e del [...] ordine mentale, un sistema di maniere morali [...] fame e sete e che era stato [...]. /// [...] /// Per questo non mi [...] ai facili e diffusi gesti di sufficienza [...] dei libri e degli articoli che ha [...] anni. Non [...] neanche una [...] pagina che. II conglomerato rumina e [...] depositerà nelle [...] del materialismo positivistico, in [...] lenta presa sicura. [...] di questo nemico della [...] la società italiana verso cinismo, misticismo e [...] col passare del tempo, [...] e sorda compattezza di Pirandello [...] Svevo, atei come lui. La formula di [...] mi pare perfetta: [...] del realismo. Come molti sordi, Moravia [...] e costringeva [...] ad una brevità perentoria [...] a se stesso. Quello -fu li suo [...]. Altra [...] gli parve solo moralismo. Si è rotto il [...] di legalità tra personaggio e vicenda. Come dire: tra [...] e il destino». Si è ricordato Debenedetti [...] Debenedetti [...] attentamente d'occhio l'opera di Moravia. Il confronto tra personaggio [...] tempi della Romana, parve insufficiente a Debenedetti. Sta di fatto che [...] il cuore della narrativa di Moravia, [...] sa bene d'altronde che [...] divorzio. Un divorzio, che a noi [...] di scorgere nelle pagine [...]. Tra personaggio e vicenda: [...] lo scrittore e il suo personaggio fantasma. Che è, ci sembra, [...] che si agiti nei racconti di Moravia. Questo, e non è [...] il legame tra Moravia e la grande [...]. Mi è capitato di [...] ultime settimane un libro come «Gli indifferenti» [...] istintiva a cui questa rilettura mi ha [...] che non si può restare, ancora oggi, [...] un libro cosi, a oltre un sessantennio [...] apparizione e al pensiero che l'autore aveva [...] appena diciottenne nel 1925 per [...] quattro anni dopo. Proprio con questo libro e [...] questo libro, Moravia apriva [...] nuova nella letteratura italiana, in [...] singolarmente analogo a quanto era avvenuto appena tre o [...] anni prima per il Montale di [...] di seppia»: [...] In [...] cui la qualità letteraria avrebbe [...] significato politico di rifiuto [...] etico sociale prevalente. In altre pa-role. Credo che ciò valga ancora [...] e, forse, oggi più che mai: la letteratura «innocua» [...] può, insomma, essere considerata letteratura. Il giovane Moravia resta, [...] un archetipo positivo. La morte del vecchio Moravia [...] sappiamo bene, tutt'ora in strenua attività di [...] però un semplice evento letterario. Il suo significato si [...] pubblica: con l'autore de «Gli indifferenti» (ma [...] «Agostino», de «La romana» e cosi via) scompare [...] che, con frase fatta ma in questo [...] è trovato ad essere ed ha poi [...] «testimone di [...] impegnandosi con straordinaria generosità [...] scelte di posizione, su molti dei temi [...] dal dopoguerra in poi la nostraLe sue [...] fatali. Per [...] Nel finale di Madame [...] ài Flaubert, Charles, il marito, [...] fronte a [...] di lei, esclama: [...] la laute à la [...] è colpa della [...]. Ora, di questa fatalità, [...] strano di cause ed effetti, incarnato in Rodolf, [...] lettori di Madame [...] via via leggendo, abbiamo [...]. [...] che non sa è [...] Charles, appunto. Ma il grande romanzo [...] quel rapporto struggente, intrigante, e, in qualche [...] lettore e personaggio, in questo caso per [...] Madame [...] nasce proprio [...]. Dalla complicità tra autore [...] include alcuni personaggi ed altri ne esclude. E [...] che sempre si assume la [...] del fatto che tutto avviene in un mondo di [...] e di effetti, magari di cause inspiegabili (e la [...] rientra in [...]. Tutto questo mi viene [...] personaggi dei romanzi di Moravia. Tanti, tantissimi, una galleria sterminata, [...] nessuno «fatale» nel senso di una Madame [...]. Si è sempre detto [...] Moravia [...] il [...] per esempio, del pittore Impressionista: [...] niente, dice tutto quello che deve dire, [...] non è tradotto in parole nei suoi [...] parte del suo universo. E lui stesso si [...] descritto come uno scrittore che si metteva [...] le mattine puntuale, con [...] in testa, ma si [...] con un fatto o forse, più precisamente, [...] e quel carattere prendeva come esempio di [...] svolgere. I suoi personaggi, quindi, [...] «esempi». Dunque, una galleria di esempi, [...] tantissimi esempi. Ovviamente, la Carla degli Indifferente. La Cecilia de La Noia. La donna ne La [...] Agostino: «Ella indossava [...] veste di velo azzurrino [...] CATERINA [...] ad Agostino le camicie [...]. La veste, trasparente, giungeva [...]. In quel velo, le [...] viste come in [...] marina, si disegnavano pallide [...] fluttuanti in curve indolenti intorno la macchia [...]. La Romana: «A sedici anni [...] una vera bellezza. Avevo il viso di [...] stretto alle tempie e un po' largo [...] occhi lunghi, grandi e dolci, il naso [...] sola linea con la fronte, la bocca [...] labbra belle, rosse e carnose e, se [...] regolari e molto bianchi. La mamma diceva che [...] Madonna, lo mi accorsi che rassomigliavo a [...] del cinema in voga [...] e presi a pettinarmi come lei»,A percorrere [...] accorgo che i primi «esempi» che mi [...] sono i più lontani nel tempo, e [...] femminili. La situazione si ripeteva. Il divorzio tra Moravia [...] città era avvenuto da tempo. Ma provate a immaginare Moravia [...] Roma, senza la città in cui si muovono [...] compreso quello fantasma che è uscito per [...] solo per noi, dalle pagine dei [...] libri. [...] sarà [...] aggiungere, dando prova di una [...] autonomia di giudizio, anche politico, che era indipendente dal [...] essere di volta in volta, più o meno [...] più o meno nel giusto. Altro aspetto [...] di Moravia che lo [...] prevalente [...] contemporaneo, mi sembra la [...] di viaggiatore e giornalista che ( aggiungendo [...] il suo forte interesse per [...] ed il momento visivo [...] motivava in lui per una sorta di [...] uno sguardo costantemente rivolto al reale degli [...] apparentemente più [...] e più lontano. Come non ci sono [...] I [...] personaggi degli «intellettuali» in senso stretto, cosi [...] suggestive ed acute corrispondenze giornalistiche riguardano proprio [...] non a caso aree [...] giocheranno e si giocano fin [...] le sorti del mondo [...]. Ma anche questa è [...]. Sono le prime figure [...] Moravia ha descritto e conservano [...] «fatale» non nel senso [...] fatale tra lettore e personaggio; ma di [...] e personaggio. Gli uomini, le [...] maschili, nella mia memoria [...] confondono [...] con [...] sono davvero «semplici caratteri», [...] fisiognomiche. Dunque a me sembra [...] personaggi dei romanzi di Moravia siano le [...]. Le donne, fatali, una volta [...] più. Ne [...] bambino Alberto di Dacia [...] c'è una sequenza di [...] e Moravia (si tratta di [...] e bellissima fra [...]. Osserva [...] «. Non ho ancora detto [...] ritrovo in Agostino come In. Cito sempre da Agostino: [...] ripugnanza sussistevano in Agostino; soltanto, mentre prima [...] filiale attra-versato e intorpidito [...] femminilità materna, adesso, dopo la mattina passata [...] del [...] Saro, nasceva da un [...] ed impura curiosità che il persistente rispetto [...] intollerabile». E Moravia risponde: «lo non [...] mai avuto questi sentimenti. Erano immaginazioni da scrittore. Agostino non sono io». Moravia riprende ovviamente il Madame [...] moi di Flaubert, per [...]. Per [...] con [...] caparbia e innocente, ad un [...] che gli era propria. E chiude il discorso [...] ne vuol sapere. Allora se ne può [...] che è forse una tentazione troppo facile, [...] I [...] gli «esempi», sono proprio questo. Esempio dell'Agostino sono io». O, in altro modo, [...] negato, di dire «che una cosa brutta, [...] il viceversa). /// [...] /// O, in altro modo, [...] negato, di dire «che una cosa brutta, [...] il viceversa). (0) (0) ![]()
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