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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 1398976721.

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I greci avevano un [...] diverso da quello tipico [...]. Oggi siamo privi di [...]. Professor Natoli, lei ha [...] del dolore» elaborate dalla civiltà occidentale. Le chie-do: è possibile [...] dolore -come dato fisiologico o psicologico [...] o elaborazione culturale che [...] «È [...] luogo comune che il dolore sia universale: [...] sof-frono. Per altro verso tuttavia [...] vissuto variamente a seconda del modo in [...] concepi-scono la sofferenza. Nel dolore [...] un aspetto di danno [...] e un aspetto di senso che non [...] appartiene ad una interpretazione del reale entro [...]. [...] di [...] del dolore nella cultura occidentale: [...] per-ché gli orientali non soffrano, ma [...] da quello [...] occidentale. Diverso dal modo in [...] af-frontato questo problema e dalla maniera con [...] portato al linguaggio la sofferenza e si [...]. In che senso la sofferenza [...] linguistica e simbolica che produce [...] del [...] diven-ta fatto [...] per la circolari-tà del senso, [...] apertura della co-scienza. [...] senso [...] ac-cede al linguaggio: quando [...] si inventa la lingua, si entra in [...] in corso così come si impara a [...] orizzonte di senso già predisposto, in un [...] sofferenza per [...] di [...]. Un esempio di come [...] universale e il senso parziale può essere [...] di un portatore di [...]. Chiunque, in qualsiasi momento [...] ha potuto avere un handi-cap. Lo stesso malessere può [...] da un cristiano, da un [...]. [...] può mostrarci come questi uomini [...] subito un identico [...] polso [...]. [...] senso che quella sofferenza è [...]. Il cristiano può interpretare [...] espiazione per il proprio peccato o come [...] Dio per i peccati degli altri. Il buddi-sta e [...] ritengono, invece, che il [...] sia un mondo di apparenze e che [...] fondo, non esista. Lo stesso dan-no non solo [...] variamente interpre-tato, ma [...] di dolore varia a [...] modo [...] vivere e questa, ormai, è [...] cosa [...] agli studiosi di fisiologia [...]. Nei suoi studi lei [...] su due grandi scenari di senso: la [...] elabora-ta dalla cultura greca e la [...] del [...] propria della cultu-ra ebraica. Può [...] «Nello spirito tragico greco [...] il [...] continua di vita e di [...]. Nella visione greca la [...] stessa potenza che genera e distrug-ge, la [...] è condi-zione di quella generatrice, poiché se [...] generereb-be. Per il greco tragico [...] la vita dalla sofferenza, immaginare un mondo [...]. Nella cultura moderna novecen-tesca [...] Nietzsche a ereditare questa visione tragica greca. Per lui il tragico [...] un genere lettera-rio né una forma teatrale [...] nella visione dei greci, inscindi-bilità di felicità [...]. [...] si trova allora collocata in [...] dimensione [...] quanto vita vuole crescere e [...] morire, ma in quanto [...] finita di forza è destinata [...] perire. [...] finché esiste, è sintesi di [...] e [...] punto di vista, [...] della morte [...] centro [...]. Come vivevano e interpretava-no [...] Greci [...] che proviene [...] dissolversi delle cose? «Se [...] si è svilup-pata una cultura eroica, essa [...] da questa consapevolezza del dolore e della [...] della vita. [...] greco non è un Su-perman. [...] non è colui che [...] dalla vita, forse non è neanche il [...]. È colui che si [...] che ha assunto il peso del dolore, [...] la morte, colui che ha saputo reggere [...]. Viltà è non sapere [...] sé la sof-ferenza; non reggere al grado [...]. La dimensione tragica nel [...] due facce. Accanto al rifiuto della vita, [...] ci sono evi-denti infiltrazioni orfiche, [...] an-che [...] dimensione, rappresen-tata [...] tra Ulisse e Achil-le negli [...] Achille dice che è meglio essere [...] e il più po-vero degli [...] sotto la luce del sole che il signore tra [...] ombre dei morti. Questo amore per la terra [...] del corpo, [...] del vino, offu-scato da una [...] malinconia poiché effimero. Il non lasciarsi sfuggire [...] il [...] con tutto un gioco [...] di moderazione, nasce pro-prio in Grecia. Tutto ciò si sviluppe-rà [...] in Orazio, su uno sfondo in cui [...] il dolore non può essere separato [...]. Come cambia il senso [...] della morte nella cultura [...] «Nel mondo greco la [...] era pur sempre [...] una risposta a questo [...] senza che esso avesse biso-gno di essere [...]. Nella tra-dizione [...] dove, in-vece, il dolore [...] è una conseguenza del peccato: tutta la [...] costruisce in un ordine che è quello [...] che Dio salvi [...] e lo redima. La tradizione [...] è antieroica e la [...] religione è la grande religione [...] tutti i soffe-renti, in cui non [...] una selezione eroica tra gli [...] in base alla ca-pacità di assumere più o meno [...] pe-so del dolore, ma [...] una capacità [...] uomini ancorati a una speranza [...]. Lei ritiene che nella [...] il tema del dolore e della salvezza [...] processo di secolarizzazione e di demitizzazione? «Nella [...] si rea-lizza un dolore senza tragedia, e [...] bisogno di salvezza senza fede. Il cristianesimo ha di-strutto [...] bruciata alla radice inocu-lando [...] ci possa essere un mondo senza do-lore. La tragedia è stata [...] non esistano più cose atroci, ma perché [...]. Il mondo senza pene [...] era però concepi-bile in quanto presupponeva un Dio [...] salvezza. Noi, in-vece, abbiamo bisogno [...] senza fede, poiché il bisogno di [...] è rimasto immutato nonostan-te [...] portato al tramonto di Dio e si [...] garante di questa salvezza. A noi, dunque, è [...] di una salvezza senza fede. Da questa per-dita deriva una [...] della [...] fondamentali: la disperazione di [...] la tecnica, di diventare [...] della propria salvezza. Questo delirio di onnipotenza, [...] dal dolore, gli ha [...] sorta di esalta-zione demoniaca nel mettersi al [...] Dio senza essere Dio. Ma non si può [...] tecnologia, al mito della potenza tecnica, la [...] dal dolore. Il fatto che la [...] migliorata grazie ai risultati della scienza non [...] il dolore e la morte siano stati [...]. La società della tecnica [...] piacevole il mondo per allontanare il dolore [...] nostra esperienza. La tecnica ha preso [...] dolore, [...] portato fuori dalla nostra [...] quale noi non ab-biamo più nessun contatto [...]. È vero che esistono [...] dolore ma il dolore rappresentato, non è [...] di quello vissuto. Quan-do il dolore è [...] diventa una sorta di grande film, di [...]. [...] prossimo che [...] allora non si è [...] regge-re di fronte alla sofferenza. Quello stesso dolore che [...] ci [...] allontana nella vita. La [...] il sofferente a chi [...] con questo alibi, di al-lontanarci dal peso [...]. In questo quadro è [...] esempio, sul significato che [...] ha nella nostra so-cietà, [...] si cerchi la dignità della morte o [...] li-quidare il peso del dolore. Questi grandi enigmi si collocano [...] del dolore in cui non [...] più Dio e in cui [...] della tec-nica è diventato il modo per inten-dere e [...] la nostra soffe-renza. Quando noi soffriamo siamo [...] interpreti di uno sce-nario già predisposto. Come i gran-di attori [...] questo linguaggio e lo facciamo nostro, ma [...] senso che ci ospita noi non potremmo [...] patire, saremmo già morti [...]. ///
[...] ///
Già docente presso [...] di Venezia, attualmente insegna Filosofia [...] politica alla facoltà di Scienze politiche [...] di Milano. È autore di molte [...]. Tra queste «Studi su Aristotele [...] Cartesio», Antenore, Padova; «Il sapere [...] e la scientificità della [...] Bruno Mondadori; «Ermeneutica e genealogia. Filosofia e metodo in Nietzsche, [...] del dolore. Le forme del patire [...] Feltrinelli; «Giovanni Gentile filosofo europeo», Bollati Boringhieri; «Vita [...] felice. Scritti di etica e [...] Feltrinelli; «Teatro filosofico. Gli scenari del sapere tra [...] e storia», Feltrinelli; [...] meraviglia. Filosofia, verità». ///
[...] ///
Saggio di teoria degli [...] Feltrinelli; «Dizionario dei vizi e delle virtù, Feltrinelli; I [...] Il Saggiatore. [...] fondamentale di ricerca di Salvatore Natoli [...] intorno al tema della soggettività. Di [...] una riflessione sul soggetto inteso [...] principio del mutamento. Una scena della tragedia di Sofocle «Elettra», a sinistra Salvatore Natoli [...] Multimediale delle Scienze Filosofiche [...] di Rai Educational per il [...] anno organizza la [...]. La [...] consiste [...] tra quattro media -televisione, radio, Internet ed un quotidiano -su [...] filosofici, politici e sociali. In televisione, su Rai [...] onda tutti i giorni dalle 13 alle [...]. Ad aprire la catena multimediale [...] ogni lunedì [...] con la pubblicazione di [...] appartenente [...] della [...] sul tema della settimana. A concludere il percorso [...] la trasmissione radiofonica [...] Multimediale, realizzata in collaborazione [...] Radio [...]. La trasmissione dal titolo [...] va in onda la [...]. Sopra ogni cosa sul sito Internet della [...] (http: //www. ///
[...] ///
Inoltre un indirizzo di [...] di raccogliere domande e osservazioni sui programmi [...]. Il coordinamento di questa [...] a Silvia [...] con Francesco [...]. ///
[...] ///
Il coordinamento di questa [...] a Silvia [...] con Francesco [...].

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

(311)
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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


(285)


(191)

Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(215)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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