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Sì, se la sentiva [...] Questura [...] del marcio, aveva an-nusato [...] punto che da qualche giorno girava con [...] pugno. Ma che da lì dentro [...] partito [...] di [...]. Non ci ha pensato [...] di Fabio, il figlio diciottenne ammazza-to al [...]. Che fosse partito tutto [...] mi era neanche passato per la testa, [...]. Ti guarda fisso negli [...] della [...] dabbenaggine, Antonio Maritati, ex [...] della questura veronese. Sposta lo sguardo oltre [...] i suoi gatti attendono la pappa, dietro [...] code si agitano come ser-pentelli. [...] silenzio, in mezzo alle colline. Avrebbe dovuto? Avrebbe dovuto [...] era partito da un [...] E che i proiettili li aveva for-niti il [...] Mobile? Questo di-cono adesso i killer, «pentiti». Era la sera del [...]. /// [...] /// Maritati, allora [...] maresciallo comandan-te della squadra mobile, [...] salito sulla [...] vecchia «Beta» per tornare a [...]. Gli assassini erano pronti: [...] chi lo precedeva, chi lo aspettava in [...] condomi-nio dove viveva, «e io non mi [...] niente». Due killer, su una 128 [...] dovevano [...] per strada. Un attimo di distrazione, [...] era già passato sotto gli occhi. Un minuto fatale. Maritati era arrivato. Stavo suo-nando il campanello [...] sentito una raffica di colpi. E subito dopo dei [...] Maritati, hanno sparato a Fa-bio! Un sorriso pallido, storto. Io, in quei giorni, [...] mano la mia calibro nove, anche in [...] e nascosta da un quo-tidiano sopra la [...]. È stato un at-timo, [...] fatto per spa-rare, sono passati in mezzo [...]. Ho desistito». Fabio era mor-to. Una sventagliata di mitra, [...]. Maritati inebetito, a guardare [...] dei suoi quattro figli, il [...]. I ritratti Fabio adesso [...] maresciallo e la mamma dai muri del [...] ritratti ad olio, «questo [...] fatto padre Ignazio [...] un frate veneziano, [...] Francesco [...] gran pittori, sa?». Era un ragazzone alto [...] me-tro e novanta, praticava tanti sport, gareggiava [...]. Come me amava la natura, [...] campagna, nelle ore libere andavamo assieme a cercare un [...] sui colli per [...] dopo la mia pensione, [...] quasi trovato, quando gli hanno [...]. E sopratutto: «Era [...] dei miei figli che [...] polizia, ap-pena diplomato in ragioneria. Vede, io avrei potuto [...] gli altri figli insistevano. Mi sono fermato per [...] Fabio, pensavo che gli avrei dato una mano. Invece [...] ucciso». Altro sorriso stanco, ras-segnato. Lo pensavo allora, continuo [...]. Vede, quelli che hanno [...] motivo di vendetta nei miei confronti: semplicemente, [...] ai loro piani futuri. E io ave-vo capito [...] funzio-nava, ma pensavo che il rischio fosse [...]. Se andavo in pensione [...]. Sono rimasto, per la [...] Fabio è morto. E sono morto [...] di-ciotto anni fa». Il giorno dopo il [...] Antonio Maritati era di nuovo al lavoro. Mi hanno congedato nel [...] di età, con 47 anni di anzianità [...]. Volevo restare ancora. Fin-chè sono stato in [...] non dico vivo ma, come dire?, al [...]. Ecco, combattere fino alla [...] famoso solda-to giapponese». No, non so-no comunista, [...] pe-rò il Pci allora aveva fatto quadrato [...] solo loro. /// [...] /// Dormo poche ore, e sono [...] di incubi, mi sveglio col buio. Si guarda attorno. Un rustico in collina, [...] stato il sogno di Fabio. Ha un grande giardino, [...] gatti, un cane, cento pavoncelli, tor-tore, canarini. [...] il laghetto con le [...] pesci rossi che [...] sotto il ghiaccio, e [...] ed alberi di ogni tipo. Antonio Maritati, nato in [...] lec-cese, ha fatto tutto con le sue [...]. Aiutato dal suo antico [...]. Un [...] Bel caso: «Appena finita [...] esse-re scappato di qua e di là, [...] a Milano dove stavo allora la [...] per fare il servizio [...] Calabria. Io non volevo. [...] dei manifesti per [...] straordinario nella polizia parti-giana [...] Italia: mi sono pre-sentato. Ricorda il primo incarico: [...] di Bresso, [...] rinchiusi ex gerarchi fascisti [...] che non [...] «come Nuto Navarrini e Marcello Marchesi». E poi il passaggio [...] stato: istruttore di piloti di autoblindo e [...] «quelle grandi autocisterne divise interna-mente in vari [...] manifestanti si poteva spruzzare schiuma, acqua, acqua [...]. Tempi di [...] uno che la polizia [...] rovinata». Infine dagli an-ni sessanta [...] Verona, [...] alla stra-dale, poi alla Mobile. Sullo scaffale di fronte brilla [...] serie di gialli. Lui li odia: «Li [...]. Robaccia, mi danno sui ner-vi. Anche i telefilm di Colombo [...] Derrick. /// [...] /// Come se un caso si [...] risolvere da [...] di-gitale. Ma va là, che [...] ave-vo io non sapevano neanche [...] le impronte». Eppure Maritati di casi [...] ha [...] cinque sequestri di persona, [...] Tir, infiniti omicidi e rapi-ne. Che investigatore era? Un [...] Un [...] «Io non ho mai usato la pistola, [...] mollato uno schiaffo a nessuno. Neanche ho mai voluto [...] è uno che per rapinare tranquillamente ti [...] ladro di polli. La mia unica arma è [...] stata questa», e im-pugna una [...] «una biro da 50 lire». Penna, scarpe, pazienza, cocciutag-gine [...] «Per dieci an-ni non ho fatto un giorno [...]. La [...] è quella sui rapitori [...] Lo-vati, preso a Caorle, bruciato vivo a Peschiera: «Stetti [...] casa per nove mesi, tornai con 35 [...]. Il processo [...] appiglio di partenza: i [...] mah, avevano soggiornato in un maxi campeggio [...] Garda. Scarta gli stranieri, gli [...]. Prendi tutti gli altri, [...] dei comuni di resi-denza, paese per paese, [...] cartellini con le foto. E poi controlla le [...] vedi se qualcu-no le riconosce. /// [...] /// Sei documenti [...] intestati a nomi di [...] altrettanti [...]. [...] possibile? «Ho scoperto che [...] 1950, anno santo, impone ai comuni di [...] provvisoria al nomade che la chiede. I delinquenti nostri la [...]. Andavano [...] di un paesino qualsiasi, con [...] te-stimone compiacente: [...] noma-de, mi chiamo Pinco Pallino, [...] la [...]. Ed [...] con nuove identità da usare [...] puliti ed [...]. Al processo Lovati il maresciallo, [...] teste [...] aveva de-posto poco prima [...] di Fabio, ed era stato [...] pe-santemente. Era una delle undici piste [...] Ma-ritati aveva segnalato al giudice, e forse la più [...] assieme ad [...] il [...]. Era stato preso a Nizza [...] passaporto intestato ad un altro nome, ma [...] questura di Verona. Io, in quei giorni, su [...] stavo inda-gando: come mai un nostro passa-porto, firmato e [...] ce [...] lui? [...] perdere, si sarà [...] mi diceva il questore. E usciva [...] con la Beret-ta in pugno, [...] pronto a spa-rare il primo colpo della [...] vita. Non era destino. [...] «Mio figlio ucciso al [...] Volevano colpire lui, ammazzarono per errore il figlio [...] Fabio, [...] giorni prima del Natale 1979. Ades-so Antonio Maritati, ex [...] Mobile di Vero-na, è in pensione, «morto dentro [...] ed im-merso in [...] incubi. Sconvolgente la verità dei [...]. Sì, avevano sparato loro, [...] su ordine di un collega e di [...] Maritati, uno alleato con la mala, [...] depresso dai successi [...]. DAL NOSTRO INVIATO MICHELE SARTORI Oggi [...] la sentenza per gli assassini di Fabio Due [...] giustizia, Loris Bedendo e Fabrizio «Gengiva» Bersani. Un mezzo pentito, Francesco Mozzi, [...] estradato da Bilbao. Un latitante, il killer [...] Antonio Bruno, «Tonino il calabrese». Sono loro ad attendere, [...] sentenza per [...] di Fabio Maritati. Il [...] Mario Giulio [...] ha chiesto pene che partono [...]. [...] prosegue sui mandanti «insospettabili»: [...] Carmelo [...] capo della sezione di polizia [...] della Polstrada -da tempo [...] e divenuto un ricco concessionario [...] -e [...] dirigente della Squadra Mobile Giorgio Lolli. Li accusa il terzetto [...]. Raccontano il retroscena del [...]. Loro, Bruno -amico dei [...] Lovati -e il corrotto ispettore volevano «fare un [...] nella mala», dedicandosi ad estorsioni e sequestri, [...] informati [...] della polizia. Ma il maresciallo Maritati, [...] aveva incastrati in precedenti occasioni, li spaventava: [...] era la premessa necessaria. Per [...] il mitra fu fornito [...] Angelo Manfrin, un rapinatore conosciuto da [...] sul quale Maritati stava [...]. /// [...] /// Mocci assicura che le [...] il dr. Giorgio Lolli, divertito: «Sai [...] Maritati sapesse che questi colpetti glieli ho [...]. Lolli, secondo il pentito, [...] stesse preparando solo un attentato intimidatorio contro [...] detestava perchè gli faceva «ombra» con la [...]. Pensava di ottenere dopo [...] trasferimento di Maritati «per esigenze di sicurezza». Dopo [...] auto e armi furono riconsegnate [...]. In seguito, la banda tentò [...] seconda volta di uccidere Maritati. Ed un anno dopo [...] fece ritrovare il mitra [...] lettera di insulti e minacce: «Era un [...] il dito nella piaga. In quel modo avremmo [...] Maritati». /// [...] /// In quel modo avremmo [...] Maritati». (0) (0) ![]()
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