Italia, non aveva rivelato [...] suo volto, anticipando di parecchi anni [...] Tempi moderni di Charlot. Ma forse [...] più profonda del nostro [...] al fenomeno più importante della civiltà industriale, [...] i sociologi chiamano processo di massificazione e, [...] di atomizzazione [...]. Mi si consenta di [...] Carlo [...] due parole in [...] di [...] si vede [...] è ormai superato sia [...] nelle forme. Nelle forme perchè [...] umoristica, fondata sul sentimento [...] alla deformazione delle cose e dei personaggi, [...] naturale degli oggetti che [...] base di tutta [...] del Novecento. Nei contenuti perchè il [...] e il reale, fra [...] e la vita, fra [...] il volto non è più ancorato a [...] pure totalmente negativa [...] come avveniva [...] ma dà luogo al [...] e [...] alimenta una sensazione di [...] delle vicende umane, si nutre [...] nascoste nei recessi più [...] nei quali [...] ottocentesca non sapeva e [...] il suo scandaglio. Per questo il Novecento [...] per il nostro scrittore, nonostante che egli [...] le scoperte fondamentali della scienza, della filosofia, [...] pensi che tutte le conoscenze di Pirandello [...] psicologia si limitavano probabilmente [...] almeno fino alla prima [...] al libro di un onesto, ma mediocre [...] Le finzioni [...] del Marchesini, pubblicato nel [...] Laterza. Egli comprende [...] fin dal loro primo [...] fenomeni più caratteristici e sconcertanti del nostro [...]. In un romanzo quasi [...] tutto sottovalutato dalla critica, Giustino [...] nato [...] egli sa cogliere, già [...] fondo di alienazione che si trova alla [...] quando questa capovolge il rapporto con [...] al cui servizio dovrebbe [...] quale dovrebbe mettere in luce le qualità [...] alcuni bisogni [...] e diviene invece autonoma [...] suo servizio e creando bisogni fittizi e [...]. Nel romanzo di Pirandello [...] di una grande scrittrice che si trasforma [...] pubblicitario e si persuade che i successi [...] moglie non sono dovuti alle loro qualità [...] della [...] propaganda. Qualunque cosa scriva la [...] perchè c'è lui che [...] come un pallone di [...] una festa e che egli « abbia [...] e con cura trepidante sorretto sulle fiamme [...] suscitate perchè si gonfiasse; a cui ora [...] acceso lo stoppaccio » e che segue [...] temendo « che da un istante [...] un [...] d'aria, una scossa di [...] abbatta da un lato, ed esso non [...] divorato lì [...] dallo stesso fuoco ch'egli [...] » (16). E in un altro [...] molto noto, Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Pirandello [...] carattere stesso della produzione industriale e il [...] stabilisce nel mondo moderno fra la macchina [...] non è più [...] che si serve della [...] il lavoro, ma è la macchina che [...] e lo condiziona alle sue esigenze. Che cosa è diventato Serafino Gubbio [...] Una mano che gira una [...] della letteratura italiana del [...] senza che le vicende degli uomini, le [...] loro dolori, le loro miserie i loro [...] su di lui, o meglio, su quella [...] egli è divenuto servo. Così la mano continua [...] quando a pochi passi una tigre sbrana [...]. [...] un servizio che frutterà tesori [...] Casa cinematografica e renderà ricco [...] lui: ma la natura umana ha pure operato la [...] vendetta ed egli è divenuto muto, agghiacciato [...] e dallo spavento. Insomma « [...] che, prima, poeta, deificava [...] e li adorava, buttati via i sentimenti, [...] inutile ma anche dannoso, e divenuto saggio [...] messo a fabbricare di ferro, [...] le sue nuove divinità [...] servo e schiavo di esse " (17). Così scriveva Pirandello quando [...] riduzione [...] a oggetto [...] coglie tutti e due [...] questo fenomeno: il meccanizzarsi della vita quotidiana [...] pensieri ripetuti senza [...] più coscienza del loro [...] loro portata, e la solitudine reale [...] in ogni momento che [...] tessuto connettivo delle convenzioni e voglia affacciarsi [...] nuovo, che dia un sapore alla vita, [...] in contatto reale con gli altri uomini. [...] allora la compagine [...] quotidiana, quasi sospesa nel [...] nostro silenzio interiore, ci appare priva di [...] scopo; e quella realtà diversa ci appare [...] crudezza impassibile e misteriosa, poiché tutte le [...] consuete di sentimenti e [...] si sono scisse e [...]. Il vuoto interno si [...] limiti del nostro corpo, diventa vuoto intorno [...] vuoto strano, come un arresto del tempo [...] come se il nostro silenzio interiore si [...] del mistero. Con uno sforzo supremo [...] la coscienza normale delle [...] con esse le consuete relazioni, di [...] le idee, di risentirci [...] al modo solito. Ma a questa coscienza [...] idee riconnesse, a questo sentimento solito della [...] più [...] fede, perchè sappiamo ormai [...] nostro inganno per vivere e che sotto [...] cui [...] non può affacciarsi, se [...] di morire o [...]. [...] stato un attimo; ma [...] in noi [...] di es-. ///
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[...] stato un attimo; ma [...] in noi [...] di es-.