Presto [...] tuttavia, che quel capolavoro [...] meschino imparaticcio, giocattolo dalle pareti troppo sottili [...] ad un vero assalto; evita allora, nelle [...] parte della tana, per non avere [...] un vizio di costruzione [...] già fin troppo la coscienza. Sogna spesso [...] rifatto inespugnabile, il labirinto, [...] tutto è silenzio e vuoto, dove sembra [...] da ogni pericolo, il rumore di qualcun [...] giorno e notte con forza e alacrità [...] nemico, senza dubbio [...] diventa ossessione con la [...] può se non trepidamente convivere. Con Borges, visitato a Ginevra [...] giorni prima [...] morisse, Marguerite Yourcenar affermò in [...] avuto in comune «il sentimento [...] labirinto da cui non si esce». Ai primi del secolo suo [...] aveva tradotto in francese [...] di [...] cui già [...] accennato, donde venne a lei [...] la propria trilogia autobiografica Le [...] du monde\ e in [...] del 1980 al labirinto si [...] come a uno dei più antichi equivalenti simbolici di [...] che [...] convenuto di denominare inconscio. Le molteplici vite che [...] la catena biologica delle ascendenze, che la Yourcenar [...] ricostruisce servendosi di segni sparsi, ricordi, fotografie, [...] insolubile reticolo, i cui punti sono fra [...]. Quanto a Borges, forse [...] lui è stato, di recente, incorreggibile cultore [...]. Lo assillò, in modo [...] della biforcazione nel tempo, anziché nello spazio. In un racconto del [...] Pen [...] già governatore di una [...] in astronomia e astrologia, interprete dei libri [...] poeta e calligrafo [...] rinuncia ai piaceri del [...] si rinchiude per tredici anni nel Padiglione [...] Limpida Solitudine, a comporre un labirinto [...] e insieme un libro [...] giudicheranno confusa farragine di varianti contraddittorie. [...] invece, a chi la esaminerà [...] attenzione dopo la morte del suo artefice, parrà distinguersi [...] ogni altra impresa narrativa, dove, di fronte a diverse [...] se ne [...] una e si eliminano le [...] «in quella del quasi inestricabile [...] Pen, ci si [...] per tutte. Si creano, cosi, diversi [...] che a loro volta proliferano e si [...]. Il giardino dei sentieri [...] è simulacro [...] quale lo concepì il [...] a differenza di Newton, credeva in infinite [...] una rete crescente e vertiginosa di tempi [...] paralleli, in un proliferare di innumerevoli futuri [...] tutti quanti: «questa trama di tempi che [...] si tagliano o [...] per secoli, comprende tutte [...]. ///
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Il giardino dei sentieri [...] è simulacro [...] quale lo concepì il [...] a differenza di Newton, credeva in infinite [...] una rete crescente e vertiginosa di tempi [...] paralleli, in un proliferare di innumerevoli futuri [...] tutti quanti: «questa trama di tempi che [...] si tagliano o [...] per secoli, comprende tutte [...].