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Il tasso di inte-resse [...] finanziano le ban-che è stato ridotto di [...] punto percentuale passando dal [...]. Non è molto, ma è [...] un segna-le che alla [...] cioè la banca centrale ame-ricana, [...] invertito rotta alla poli-tica monetaria più preoccupata per il [...] di una deflazione o di una depressione globale che [...] il [...]. [...] ha ap-prezzato riducendo a metà [...] le perdite a [...]. È nor-male che sia [...] costo del denaro rende più attraente [...] azioni i cui prez-zi [...] declinare settimana dopo settimana. Non solo: la mossa [...] sia pur li-mitata ma [...] scontata fino al minuto prima, libera spa-zio [...] europee per adeguare [...] dei tassi di interesse [...] non convergono nonostante alla mo-neta unica manchino [...] il [...]. [...] ora può [...] di interesse non rischiando nul-la, [...] avendo perso [...] di dimostrarsi al mondo intero [...]. La ragione del taglio [...] è chiara: bisogna ridur-re, così è scritto [...] «gli effetti sulle prospet-tive [...] negli Usa di una debolezza crescente delle [...] degli ef-fetti di condizioni finanziarie me-no favorevoli [...] Usa». [...] mondiale e [...] «significano che un tasso legger-mente [...] basso nei tassi inter-bancari dovrebbe essere sufficien-te per mantenere [...] bas-sa e sostenere la crescita [...]. Parole scontate che nascondo-no [...] fondo. La prima è che [...] di valore talmente ingente da molti-plicare il [...] cominciano a rare-farsi. Chi ne ha bisogno [...] tratti dei paesi travolti dalle crisi finanziarie [...] si tratti delle imprese [...] deve pagare dei premi [...]. Ciò alimenta la spirale [...] economico anche laddo-ve, come negli Usa, [...] pro-duttiva è solo leggermente [...] ogni caso, cresce [...] da sette anni. Se que-sta spirale coinvolgesse [...] recessione certa negli Usa, paese nel quale [...] delle famiglie è so-stenuto dai guadagni realizzati [...] Borsa [...] ora abbondantemente bruciati. [...] dei tassi america-ni, dunque, [...] delle moneta per chi si inde-bita in [...] il mondo. Un segnale innanzitutto psicolo-gico: la [...] sarebbe disposta a fare [...]. La seconda preoccupazione è [...] finanziaria ed econo-mica [...] trascini [...] Latina, mercato molto più [...] Usa che non quello asiatico. E che di conseguenza [...] nella finanza ameri-cana. Il salvataggio della [...] Management, che ha perso [...] capitale con gli investimenti speculativi nei mercati [...] il primo [...] segnale [...]. La [...] la più im-portante [...] ha appena sospeso [...] del [...] in attesa di tempi migliori. [...] delle principali banche di investi-mento [...] sta riducendo. Ormai non crede più [...] Usa siano [...] felice: la Gillette ha [...] per eliminare 4700 dipendenti, la Coca Cola, [...] America [...] del suo fatturato, chiuderà [...]. Solo [...] stan-do alle valutazioni di [...] ministri del Tesoro, si ri-tiene chissà perché [...]. COL FIATO SOSPESO Mercati europei [...] attesa Milano al palo: [...] MILANO Anche in Europa si [...] della [...] Alan [...]. E [...] almeno a Milano, ha provocato [...] paralisi. Si è chiusa infatti [...] la riunione della Borsa, tutta giocata [...]. [...] ha realizzato così un mi-nimo [...] del [...] scenden-do a 19. Durante la riunione non sono [...] alti e bassi che hanno movimentato il listino, passato [...] negativa [...] a [...] del [...] nel primo pome-riggio. [...] di seduta incerto di [...] ha però favorito un [...] quota, scesa fino a un mini-mo del [...] nel finale. Il risultato appare comunque ap-prezzabile, [...] conto che le altre piazze europee hanno [...] ribasso; era importante per Piaz-za Affari non perdere terreno e consolidare il forte guadagno realizzato [...] dando un [...] di continuità a [...] troppo spesso spezzettata. In ripresa gli scambi, [...] di [...]. [...] sulle mosse della [...] americana e i ti-mori innescati [...] invece spinto in ribasso la Borsa di Francoforte che ha chiu-so con [...] telematico [...] Le attese [...] turbate da «pessimisti» che prevedevano [...] nulla di fatto. [...] energetici hanno patito a [...] della [...] di [...] tedesche, di intavolare con [...] perla formazione del governo: le azioni dei [...] e [...] hanno perso anche più [...] dato che molti osservatori contano su [...] della Germania [...]. Su quindici paesi solo [...] governi conser-vatori, la Spagna e [...]. Il si-gnificato è chiaro: [...] una sinistra cui viene affidata [...] respon-sabilità di governo, alla quale viene chie-sto di modernizzare [...]. Comincia da [...] dal commento alle elezioni [...] a Vincenzo Visco, per un giorno non [...] tasse» ma [...] che ha davanti a [...] paradossale, quello di [...] comunista proprio nel momento [...] apre una fase nuova in Eu-ropa. [...] peraltro voluta e [...]. Per i cittadini europei [...] «Sarebbe un errore [...] la vittoria di [...] si possa tornare alle [...] sinistra, quelle in voga negli anni Sessanta [...] Settanta. Noi sia-mo un caso [...] biso-gna dimenticare che [...] tut-ta è fortemente indebitata, [...] non consente di tornare al vecchio deficit [...] sarebbe inefficace». E quindi, a cosa andiamo [...] «Io credo che bisognerebbe [...] di investimenti sul piano euro-peo. Con maggiore facilità si po-tranno [...] le politiche [...] ad una idea di investimenti [...] opere pubbli-che in grado poi di [...] con le tariffe, ad una [...] non [...]. Quando arriverà la vera [...] poli-tica? «Ora una guida politica è più [...]. [...] è invece uno degli [...] ancora non è riuscito a decollare. Io però vedo il caso [...] quindici anni, ma dopo [...] stata una accelerazio-ne [...] perché i paesi si [...] di [...] bisogno. Succederà anche con [...]. Sul piano econo-mico bastano in-vece [...] «Penso che serva an-che un [...] meno ottuso [...] di pa-reggio di bilancio. Mi spiego: [...] ha giu-stamente richiamato i [...] per ridurre i rispettivi disa-vanzi. Però si dà il [...] ragionamento non sia mai stato [...]. [...] non prevedere che tutti pos-sano [...] al [...] del rapporto [...] in modo da liberare ri-sorse [...] mettere in atto politiche espansive? Non dico che si [...] ora, ma nel caso in [...] si pre-sentasse la necessità, questa potrebbe esse-re una politica [...] europea, anche se nei limiti del patto [...]. Un nuovo corso europeo [...] a far fronte alla crisi [...] di ampio re-spiro sulla [...] e mondiale sarebbe importante, perché quello che [...]. Finora la risposta è [...]. [...] è conclusa una fase di [...] ideologico molto forte, scatenato. E si pone la necessità [...] una nuova regola-mentazione dei mer-cati finanziari, [...] aree economi-che del mondo. Il più impressionante sim-bolo della [...] di questi giorni è sta-to il fallimento [...] gestito da due pre-mi Nobel. La riforma del [...] «Può bastare o meno, [...] il pun-to. Il punto sono gli [...] dà [...] mondiale, te-nendo presente che [...] è quello di fornire be-ni e servizi [...] occupazione alla gente. Bisogna recu-perare [...] ragionare se questi mer-cati non [...] ormai ipertrofici, se sono utili al finanziamento delle imprese [...] se invece devono rap-presentare una spirale orgiastica [...]. Come si intervie-ne? Con [...] le misure amministrative? «No, anche se sui [...] a breve termine si [...] di questo tipo. Penso però a quello [...] avere una mo-neta unica stabilizza [...] la situazione, perché elimina tutti i rischi di cambio. Ma oggi la prima cosa [...] fare è evitare il contagio, altrimenti sarà la col-lettività [...] i costi. Del resto [...] vedendo. [...] che ruolo può ave-re? «Il [...] ci possa essere una guida più omogenea [...] passato è sicuramente im-portante. Ma la situazione va [...] con decisione. Io ho già detto [...] assu-mere un ruolo di leadership. Un coordinamento con altri [...] sono sensibilità ana-loghe è indispensabile, ma pen-so [...] di pretendere una nostra parteci-pazione più piena [...]. Per stimolare la crescita non [...] candidato alla successione [...] ministro delle Finan-ze [...] ha già criticato la [...]. [...] un senso una im-postazione [...]. Negli ultimi [...] anni [...] è stata quella [...]. Le [...] redditi hanno [...] fase la preoccupa-zione maggiore è [...] deflazione più che [...]. È perciò singolare tutta [...] banchieri centrali eu-ropei. Naturalmente questo non significa che, [...] essendo più [...] bisogna [...]. La vittoria [...] in Ger-mania [...] sulla [...] «È evidente. Le ban-che centrali, ovunque [...] au-tonome e indipendenti, normal-mente tengono conto delle [...]. Tuttavia, al vertice di [...] Vien-na, i governatori europei tendeva-no ad escludere [...] una forte riduzione a [...]. [...] «Fazio ha ribadito che [...] quando ne vedrà le condizioni. Ma a par-te questo, [...] quello che dice il Governatore è che [...] la presa in presenza di una situazione [...] per-manente». [...] «Non fa bene, perché comunque [...] si metta, si vede che il [...] del governo. Nel senso che se [...] situazione politica è [...]. Ma forse [...] somma [...] e quella sui mercati fi-nanziari, [...] pensa che sia [...]. Dopo la vittoria di [...] è più forte in Europa? «Non [...] un pae-se è forte in base alle [...] e alle pro-poste che avanza. Certo, siamo enor-memente più [...] anni fa, anche se non siamo ancora [...] una af-fidabilità tale da esse-re inseriti di [...] europea. Evidentemente scontiamo i nostri [...]. Visto quello che sta capitan-do [...] si può nemmeno [...]. In una [...] si discute se far saltare [...] governo che [...] buono. Siamo al di là [...] di comprensione razio-nale». Come andrà a fi-nire? «Francamente [...] so. Quello che posso dire [...] è il miglior governo che [...] ha avuto da de-cenni. Ha avuto suc-cessi straordinari, [...] que-stioni economiche e della giusti-zia sociale. Negare questo o dire [...] stato fatto è insuffi-ciente è puro velleitarismo. Ma forse il problema [...] go-verno deve cadere, perché altri-menti si può [...] di riformismo efficace. Però sarebbe una cosa fatta [...] pelle del paese. Una rottura sarebbe un errore [...] contro la classe operaia, contro [...] più debole [...]. Dunque lo sforzo fatto [...] Finanziaria non basterà? «La Finanziaria che abbiamo fatto [...] perché è dentro [...] limiti. Molto dipen-derà da come andran-no [...] cose [...] pros-simo. E mentre ora il nostro [...] sareb-be dare sicurezza e prospettive al paese [...] per cose miserabili. Ancora adesso gli in-dustriali negano [...] hanno pagato molte meno tasse, [...] a polemizzare contro le 35 ore in modo ideologico, [...] a prospettare come unico [...]. [...] «Non si fanno le cose [...] dal-la Finanziaria, è ovvio. Ma a parte questo, [...] una guida politica seria [...] si ria-pre immediatamente il [...] alla spesa sociale. E ci po-trebbero anche essere [...]. Ma da questo punto [...] siamo al sicuro, visto che dal 10 [...] «Ma anche negli Usa [...] del Nebraska e quelli della California abbiano [...] se entro certi limiti. Eppure lì [...] un unico tasso di sconto. Ma soprattutto, con la [...] tutte le rifor-me che abbiamo iniziato, non [...] volta contribuirà a ridurre le imposte. Aumenteranno sicura-mente le crisi aziendali [...] la possi-bilità di colonizzare il paese da parte di [...] straniere: [...]. /// [...] /// Aumenteranno sicura-mente le crisi aziendali [...] la possi-bilità di colonizzare il paese da parte di [...] straniere: [...]. (0) (0) ![]()
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