[...] bella di Karl [...] idee del [...] Karl Jaspers (1883-1969) è [...] settimane da Karl [...] di quelle grandi figure [...] lingua tedesca che nel periodo fra le [...] una notevole influenza sugli orientamenti della cultura [...]. Cresciuto e [...] nella prospera, gerarchizzata e [...] un ordine da caserma) Germania guglielmina, il [...] non riuscì mai a [...] dal crollo di quel [...] e garantito », e si fece banditore [...] irrazionalistico che, « detto dalla cattedra, nei [...] nei caffè a partire da Nietzsche e [...] fino a [...] e Jaspers, sarebbe poi [...] piazze da Hitler e Rosenberg » (Lukàcs). Molto bene, nella [...] opera [...] Lukàcs ha riconosciuto quel [...] abdicazione del pensiero borghese che sarebbe approdato [...] del naufragio »: « [...] dura e densa di [...] prima guerra mondiale imperialistica e il periodo [...] modificano fortemente la disposizione di spirito [degli [...]. La tendenza soggettivistica rimane, [...] tono fondamentale, là [...] atmosfera è del tutto [...]. Il mondo non è [...] ricco di vicende sul quale [...] in abiti sempre [...] suo piacere le quinte, possa recitare la [...] e commedie interiori. Esso è diventato un [...]. Nel periodo prebellico si [...] dal punto di vista della filosofia della [...] è di meccanico e di rigido nella [...]. Era un innocente e [...] poiché la realtà sociale sembrava sussistere incrollabile [...] modo sicuro [...] del soggettivismo parassitario. A partire dal crollo [...] il mondo sociale è diventato poco rassicurante [...] del mondo che questo [...] ma che è alla base della [...] esistenza, appare minacciosa da [...]. Non vi è più [...] nessun punto di appoggio. E nel deserto sta [...] angoscia e tormento ». Jaspers e il [...] fronte ai grandi rivolgimenti politici [...] sociali del nostro tempo Jaspers (e [...] sì fà [...] con la [...] filosofia, di quello stato [...] di disperazione diffuso in vasti [...] della borghesia tedesca e particolarmente tra gli intellettuali. Dopo il carnevale [...] e imperialistica nicciana è « [...] mercoledì delle ceneri del soggettivismo parassitario ». Il mondo oggettivo è [...] Jaspers [...] alcunché di irrigidito, di morto, un « [...] « impedisce il sorgere delle forze che [...] senso [...] nel futuro, in [...] da esse stesse voluta [...]. Queste « forze » [...] filosofo gli individui che si sono « [...] che si fondano unicamente su se medesimi. Il « reale » consiste [...] Jaspers soltanto [...] nella propria anima, [...] completamente isolato che conserva [...] esistenza ». Ma [...] io interiorizzato » si [...] con la « realtà che ci coarta [...] il dolore, la lotta e il contrasto, [...] e finite) che lo conduce allo « [...] « naufragio ». La presa di coscienza [...] naufragio » eleva [...] al di sopra del [...] di sopra di se stesso, e gli [...] in contatto con la « trascendenza », [...] sorta di Dio cioè non personale ma [...] indefinito. In un mondo in [...] di ogni uomo era quello di prendere [...] precise responsabilità, Jaspers si impegnò a fondo [...] la mancanza di senso di ogni azione [...] mondo. Come ha notato il Lukàcs, [...] filosofia che ebbe una notevole influenza in Germania [...] della repubblica di Weimar, « le eventuali [...] vengono stroncate e la reazione aggressiva riceve [...] tutt'altro che trascurabile. Il fascismo deve non [...] di [...] e di Jaspers se [...] parte [...] tedesca a una neutralità [...] ». Certo Jaspers non può [...] con [...] che al nazismo aderì [...] già [...] del 1933 guidò insieme [...] e allo storico [...] 960 professori universitari a [...] loro appoggio a Hitler e al regime [...]. Al servizio della guerra [...] guerra mondiale, Jaspers forte del suo [...] dignitate, si è precipitato [...] fare il bilancio del disastro nazionale e [...] e proponimenti per il futuro a nome [...] altri intellettuali tedeschi. In questa occasione il [...] interiorizzato » ha fatto appello alla « [...] sostenendo che « la. ///
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In questa occasione il [...] interiorizzato » ha fatto appello alla « [...] sostenendo che « la.