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Già nel giornale di oggi [...] pubblichiamo soltanto due articoli nei quali ci si limita, [...] una parte a dare conto della conferenza stampa tenuta [...] della famiglia e da Carlo [...] per chiedere il silenzio, e [...] a riportare [...] del fratello di Mario Moro [...] chiede al suo parente di dire ciò che sa [...] rapimento. Non pubblichiamo invece notizie [...] delle indagini. Non è compatto invece [...] direttori dei telegiornali di fronte alla richiesta [...] fatta dalla famiglia [...]. Mentre i telegiornali della Rai [...] hanno aderito alla richiesta [...] fatta dalla famiglia [...] Emilio Fede e Paolo Liguori, [...] e di Studio Aperto, [...] andare controcorrente rispetto ai loro colleghi e Fede [...] «ridicola» la scelta. Dalla Prima [...] BRESCIA. Carlo [...] e Giu-seppe Frigo, il [...] rapito a Manerbio, hanno [...] ripristinare il silenzio stampa stabilito subito dopo [...] che per quattro mesi era stato rigorosamente [...]. Lo hanno fatto rivolgendosi [...] di infor-mazione, ma diffondendo un messaggio destinato [...] altri interlocutori: da un lato i sequestratori, [...] gestiscono [...] ora sanno che la [...] quelle condizioni che avevano reso possibili i [...]. [...] agli inqui-renti, che in [...] fatto trapelare le notizie che i giornali [...]. An-che a loro la [...] chiede di tacere. [...] Fri-go aveva anticipato il [...] ai telegiornali Rai e al [...] delle 13, forse con [...] la radio possa essere ascoltata anche nelle [...] Maremma. Si era limitato alla [...] togliere [...] dei media dalla casa [...] Manerbio [...] e dalle indagini. Poi, sollecitato dagli stessi [...] in modo esplicito di interrompere la pubblicazio-ne [...] sulle in-dagini in corso. Ve lo chiediamo con [...] per-ché si possa continuare a spera-re. La speranza è [...] a mo-rire e noi vogliamo [...] con atti concreti». È una richie-sta che [...] alla fa-miglia dagli inquirenti? «È una decisione [...] noi, autonomamente -ha rispo-sto Carlo [...] -. Da quat-tro mesi viviamo [...] ansia e di [...] vostra col-laborazione è stata [...] il silenzio, ma in questi ultimi quattro [...] stampa e tivù hanno avuto un impatto [...] noi. Questa situazione può intralciare [...] esito della vicenda». [...] Frigo spiega i paradossi [...]. Ad esempio è succes-so [...] mi telefo-nasse, [...] che [...] era stato liberato e [...] comunicassi alla famiglia, in-generando un sollievo ingiusti-ficato». E a chi gli [...] sarebbe stato più cauto at-tendere una conferma [...] di trasmettere alla famiglia una notizia ufficiosa [...] «Se voi sape-ste quante volte siete proprio voi [...] per primi informazioni che poi si rivelano [...]. In quel caso, lo [...] la sera prima mi aveva comunicato in [...] primi quattro ele-menti della banda, mi ha [...] avvenu-ta e io ho ritenuto che la [...]. Anche Carlo [...] racconta che sabato sera, [...] blitz, che si è concluso con la [...] Samuele Do-natoni, gli aveva [...] per [...] che il padre era [...]. Un accusa alle leggerezze [...] Frigo precisa: «Io faccio da molti anni questo [...] bene che quello che voi scrivete non [...] fantasia». E già che [...] consiglia la lettura di [...] nei giorni scorsi da un quotidiano locale, [...] aperta dalla procura di Brescia [...] giornalisti, accusati di [...] violato il segreto istrutto-rio. Non lo dice esplicitamente [...] è: «Forse la procura farebbe meglio a [...] interno». Neppure Carlo [...] punta il dito contro [...] informazione: «Non vogliamo entrare in polemica, chiediamo [...] per Fini superiori, vi preghiamo di comprendere». [...] ha detto di avere [...] sia ancora in vita: «Se [...] da questo presupposto non avrebbe più senso [...]. Carlo [...] si è limita-to invece [...] speranza. Hanno avuto qualche contatto? Si [...] la situazione che si era verificata col [...] Casella, [...] fu richiesto il silenzio stampa e dopo [...] annunciata la libe-razione? Frigo specifica che [...] prova del fatto che Giusep-pe [...] sia ancora in vita [...] ottobre scorso. Le sue convinzioni si basano [...] dedu-zioni logiche. La procura di Brescia [...] commentare in nessun modo questa decisione e Frigo [...] non sa le sue valutazioni coincidano con [...] in corso. Ma ribadisce: «È una nostra [...] che par-te da [...] autonoma e vi preghiamo di [...]. Dubbi, critiche, perplessità per [...] dagli inqui-renti? «Nessuna sfiducia -dice Frigo -le [...] al nostro obiettivo che è la li-berazione [...]. Non vo-gliamo esprimere nessuna [...] compiute e dia-mo per presupposto che siano [...] de-gli inquirenti. I giudizi li espri-meremo [...]. Questa scelta della famiglia [...] per riannodare i contatti coi seque-stratori? «Non [...] solo che intendiamo creare un contesto in [...] facile ottenere risultati». Il silenzio stampa è [...]. Spenti i riflettori, via [...] casa cronisti e inviati che avevano stretto [...]. Con [...] speran-za di non dover riprendere [...] mano la penna per raccontare blitz annunciati e operazioni [...] un passo dalla una conclusione che non arriva. Susanna Ripamonti [...] 3. Chi [...] provato a far certi [...] le cose hanno più fantasia di noi: [...] dinamica dei fatti è molto più complessa [...] e delle nostre ragioni. Perché poi quel che [...] cosa -e di per sé magari risulta [...] a quel che dicono le altre: e [...] dicono e diranno gli uomini. E allora non si [...] si può svalutare ex ante -per principio [...] un accertamento che il nostro Pae-se ha [...] compiere. Le strade che portano [...] di verità sono difficili e tortuose, sappiamo; [...] detto che non, [...] prima di qualsiasi metà. Ma non siamo esentati [...] tutta [...] e la fatica di [...] si saprà alla fine, ogni volta, se [...]. Ha senso dunque che [...] su, dalle buie acque del ca-nale [...] nelle quali era immersa [...] «Kader I [...]. Ed ha senso che [...] dalle profondità di otto-cento metri, tutti quei [...]. Carretta davvero simboli-ca: han [...] Albania a [...] fare un monumento; ma [...] ogni città [...] Occidente e del mondo [...]. Morti -così mescolati fra [...] colpevoli, però [...] tanti bambini -ancor più [...]. Ma poi non importa [...] conta solo che so-no morti. E [...] atto, agi-re in conseguenza, [...] sfera irrazionale come si è sostenuto. È il meglio di [...] umana, temprata da millenni, siamo capaci. Il meglio della lezione [...] imparato: ben prima che Antigone sfidasse la [...] alle leggi divine della pietà. E [...] non è frequente che il [...] della pietà pre-valga. Mentre è plausibile che, [...] guarda rimanga disorientato: cerchi la rassicura-zione [...] parametro più con-sueto, di [...] pic-cola. Ma in molti casi [...] scomparsi supplicano che, almeno, si indichi loro [...] recente abbiamo visto alla televisione la madre [...] offrire piangendo cin-quecento milioni per una notizia [...]. E il nostro paese [...] del suo non facile bilan-cio per dare [...] morti stranieri una sepoltura nella loro terra [...] per avvicinarsi, forse alla verità [...] grande tragedia. Una volta tanto ci [...]. Ora chiede scusa: «Mio figlio [...] da scuola era andato da [...] madre a chiedere [...] vero che noi siamo [...]. [...] POGGIO BERNI (Rimini). Indica il capannone con [...] i campi ormai scuri. Me ne andrei da [...] Mario, e gli direi: «se davvero hai un [...] mani, fallo torna-re a casa. Se davvero sei implicato in [...] storia, fai liberare [...] racconta tutto quello che sai». Antonio Stefano Moro, det-to Nino, [...] anni, e parla di suo fratello Mario, [...] inquirenti è il capo della ban-da che [...] Giuseppe [...] ed ha ucciso [...] dei [...]. Adesso lui è ferito, [...] andare a [...]. Ma come fac-cio? Se [...] se faccio una strada diversa da quella [...] i giorni, fra casa mia ed il [...] mi può succedere? Mi fermano ad un [...] mi fanno un culo rosso. E così, il coraggio [...] mio fratello, per parlare con lui e [...] e le mutande, non riesco a [...]. Vorrei parlare almeno con [...] come sta di salute. Ma quella non è [...] è terra bruciata. Ed hanno anche ragione: il [...] è una cosa seria, è una cosa che fa [...]. Antonio Moro, la mattina [...] del fratello, accol-se i primi cronisti con [...] mano. Le telecamere, le domande, [...] puntate su di me, mia moglie, il [...] ha otto anni. Ero io, il sequestratore? Il [...] prendo il giornale ed in prima pa-gina, [...] me, non mio fratello. Io che scarico una pecora [...] macchina per [...] as-sieme alle altre, perché deve [...]. E mio figlio che [...] e con me non trova il coraggio [...] va da [...] madre e le dice: [...] noi siamo sequestratori e che in casa [...] le armi? Me lo hanno detto i [...]. E sui giornali [...] scritto anche che a casa [...] era stata trovata [...] nella quale poteva essere nasco-sto [...]. /// [...] /// [...] stalla dei cavalli ci sono [...] gli abbeveratoi. Un buco nel pavimento, profondo [...] spanna e largo tre spanne. Ma [...] dentro ci può stare [...] un uomo». Gli at-trezzi per la [...] cortile. Lui abita in quella [...] alla mia. Ma non è che [...]. Se vedo la macchina, [...] casa. /// [...] /// A volte mi chiede [...] un attrezzo, oppure io lo chiedo a [...]. Siamo fratelli, ma non [...] ognuno ha la [...] vita. Io, con il mio [...] la porta nel 1977, dopo una condanna [...]. Anche Mario ha avuto [...] ma negli ultimi anni si era messo [...]. Certo, quando finisci dentro, [...]. Nel 1995 sono stato [...] in galera un an-no, e poi assolto. Avevo duecento pecore, e [...] dovuto [...]. Così è successo a [...]. Ma questa primavera, in Sardegna, [...] tanti amici che mi hanno dato chi [...] pecore, e con il camion sul traghetto [...]. E mio fratello Mario [...] «Invece di portare il latte al caseificio, [...] che faccio il formaggio e la ricotta, [...] vivere [...]. Ero [...] avremmo dovuto comin-ciare fra [...] le pe-core avranno finite di fare gli Agnelli. Ecco, quelli di Mario [...] i progetti di un sequestratore. Se potessi parlare con [...] meglio». Mostra la cantina con [...] vino nuovo. Ma [...] lavoro io e lavora mia [...]. [...] sono accolto e rispettato. Adesso su tutta la [...] arrivata la tempe-sta. Un sequestro? Io non [...]. Io tratto le altre [...] me stesso, con rispetto. Se potessi, andrei subito da [...] fratello, per [...] la verità. [...] accanto, nella casa di Mario, [...] anche mia madre, è arrivata apposta dalla Sardegna. /// [...] /// [...] accanto, nella casa di Mario, [...] anche mia madre, è arrivata apposta dalla Sardegna. (0) (0) ![]()
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