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La sfi-da del samurai [...] Kurosawa. Con disarmante faccia tosta, [...] aveva [...] scena per scena il [...] in chiave western: uguale [...] giovane madre vessata dal cattivo con relativo [...] uguale il massacro di una delle bande [...] nascosto nel carro, uguale soprattutto la resa [...] con la lastra di ferro piazza-ta sotto [...] annullare i colpi di fucile. Più tardi Leone par-lò [...] fatti lo era), ma nel frattempo gli [...] Kurosawa avevano fatto causa al regista italiano, ottenendo [...] totalizzato da Per un pugno di dollari [...]. Oltre [...] do-po, nel realizzare Ancora vivo! Questo per dire che Kurosawa [...] intrattenuto buoni rapporti con Hollywood. Un [...] perché le sue storie di [...] si intonavano ai gusti ame-ricani ben più di quanto [...] fare i climi di [...] o [...] un [...] perché non era poi troppo [...] in forma di we-stern. Accadde nel 1960 con I [...] di John [...] preso pari pari da I [...] accadde poco dopo con [...] di Mar-tin Ritt, non [...]. In entrambi i casi [...] Kurosawa offrirono lo spun-to per una parata [...] famosi o pronti a [...] Eli Wallach, James Coburn, Bron-son [...] film, Paul Newman nel secondo. Pare che Kurosawa non [...] di questi remake, che comunque portavano nelle [...] casa di produzione una discreta quantità di [...] finanziare [...] progetti. Ma certo un [...] della [...] fama americana si deve anche [...] disin-voltura con la quale i produttori di Hollywood maneggiarono [...] copio-ni originali, [...] la leg-genda. Non per niente fu Richard Gere [...] film di Kurosawa, e [...] cineasta americano -da Demme a Scorsese, da Coppola [...] Spielberg -che non lo citi tra i propri [...] magniloquenza delle scene di massa, per il [...] racconto, per la finezza di certi dettagli [...]. Purtroppo, o per fortuna, [...] Akira non emigrò mai negli Stati Uniti, rifiu-tandosi [...] in compenso fu il [...] a essere ac-colto [...] paese nemico, con tutti [...] lui ricambiò diver-tendosi a disegnare in Sole [...] Terence Young il personaggio di un samurai che [...] com-battere nel Far West accanto al pi-stolero Charles Bronson. Un modo elegante per [...]. Michele Anselmi Hollywood adorava [...] Sergio Leone fu il primo a «copiare» [...] regista giapponese [...] 1. Prima di lui quel [...] grandissimo [...] e non solo) ma [...] come se non esi-stesse. La rivelazione avvenne alla [...] il Leone [...] fu assegnato a [...]. Paradossalmente il film aveva [...] suo esotismo e insieme per il suo [...] di Pirandello e di Ravel, la tecnica [...] Fritz Lang). Il successivo Oscar completò [...] Kurosawa fece da batti-strada anche al cinema dei [...] e maestri. Con I sette samurai, uscito [...] 1954, in patria cominciarono a [...] per [...] profusa nel portare a ter-mine, [...] ogni avversità at-mosferica e ogni resistenza dei produttori, [...] fino ad allo-ra più lunga, [...] e costo-sa del cinema nazionale. Adesso che il suo [...] andato, anche il ci-nema [...] distru-zione era in atto da un paio [...] scomparire defini-tivamente [...] mondia-le. Dopo Kurosawa, come prima di [...] non [...] che il nulla. Ma que-sta volta anche [...] Giappone. In fondo il più [...] registi era sopravvissuto splendidamente al suo cinema. Dal 1965 al 1990 [...] i suoi film soltanto ogni cinque anni, [...] puntualità segnava quasi sempre una tappa storica. Datato 1975, [...] della [...] carriera girato [...] grazie [...] sovietico, approdò [...]. Al-cuni anni prima Hollywood [...] famoso regista e, una volta [...] da vicino, lo aveva [...] già [...] a suo tempo. Ma verso gli anni Ottanta [...] suoi devoti ammiratori america-ni Coppola e Lucas [...] Kurosawa i mezzi economici e tecnologici per [...] uscito giusto [...] del decennio. A metà del quale, [...] di [...] gli finanzia Ran. E alla fine, Spielberg [...] Sogni, cui la premiata dit-ta Lucas offre gli [...] regista Scorsese presta il volto per [...] a Van Gogh, che [...] Kurosawa [...] fin dalla gio-vinezza, quando per vivere faceva [...] il pittore. Con ciò, [...] Ran e So-gni rimangono profondamente [...] come la trentina di film della [...] attività complessi-va. Le sue radici nazionali sono [...] ben salde nel mezzo seco-lo della [...] carriera. La nomea occidentale va [...] giusto. Certo Kurosawa era nutrito [...] europea e americana. Fin da giovane aveva [...] della storia del cinema, e Shakespeare gli [...] Dostoevskij. Nato a Tokyo il [...] Akira Kurosawa aveva un padre discendente di [...] fra-tello maggiore che viveva per il cinema [...] trasmise la [...] passione. Cineasti americani, eu-ropei e [...] al futuro regista come quelli del suo [...] allevarono nel mestiere. Già da sceneggiatore era [...] che la censura imposta dal regime militare [...]. Fin-ché nel 1943 poté [...] regista con [...] Sugata, sostituendo alla mistica [...] mitico campione di judo. Il primissimo sentore [...] di Kurosawa nel film [...] si ebbe nel [...] con Quelli che camminavano [...] tigre, che in una sola ora di [...] tema poi ripreso con ben altra ampiez-za [...] suoi capolavori [...] La fortezza nascosta del [...]. Ma siccome, con [...] di un clown tra [...] regista lo volse anche al-lora in grottesco, [...] della liberazione intervennero per offesa alla tradizione, [...] saggio fu proibito fino [...] in cui [...] venne inco-ronato a Venezia. Prima di [...] Kurosawa aveva già firmato [...] che tra [...] spiega la magistrale sicurezza [...] 1950, girò il dodicesimo. Quando a Tokyo, nel [...] gli fu consegnato da una [...] italiana il Leone [...] lui se ne dichiarò felice [...] ag-giunse: «Peccato non [...] avu-to per un film sul Giappone at-tuale, un film come il vostro La-dri di biciclette. Sembrò un com-plimento orientale, [...] Ku-rosawa aveva già fatto i suoi per-sonali Ladri [...] Cane randagio) e Umberto D. Non sotto [...] dei film di De Sica [...] non aveva vi-sto, bensì per le circostanze [...] singolar-mente affini a quelle italiane. Con [...] ubriaco (1948) Kuro-sawa trovò [...] il suo attore ideale [...] la cui per-sonalità letteralmente [...] accanto al prota-gonista [...]. Tale è lo stile [...] Kurosawa: [...] di disgusto e pietà, di indignazione e [...]. Ed è questa dialettica [...] sguardo lucido su un uni-verso fluttuante, a [...] il suo cinema. Il ritmo serrato, bruciante, [...] da invidiare ai migliori thriller americani, anche [...] ri-flette la vita di un paese che [...]. Ancor più bello Cane [...] al 1949: Ladri di biciclet-te era [...] precedente, ma sarebbe giunto [...] Giappone [...] nel 1950, [...] di [...]. Venezia rimase affascinata da [...] sia per la [...] impronta «barbarica», sia per [...] verità (o della menzogna) da quattro punti [...] che sembrò appunto «pirandelliana». Nel settembre [...] trionfo veneziano ha appena ri-pagato Kurosawa dello sconforto causato dal massacro [...] delle sue opere più importanti, [...] trasposizione in abiti giappo-nesi moderni [...] romanzo di Do-stoevskij. I produttori gli hanno distrutto [...] ben cento metri di negativo, quelle che restano sono [...] ma frammentarie. Però il Leone [...] gli dà nuovamente la carica, [...] su una sceneggiatura originale il regista [...] con [...] per [...] volta protagonista assoluto, nel bilancio [...] vita [...] uomo alla soglia della morte. Vivere (1952) è per Kurosawa [...] che sarà [...] successivo Viaggio a Tokyo per [...] e quel [...] stato [...] precedente Umberto D. Se Vivere è il [...] Ku-rosawa moderno, I sette samurai (1954) lo è [...] film in costume antico. A questi livelli sparisce [...] tanta immaginazione visionaria nel [...] realismo nel poema [...]. Che però va preso [...] (tre ore e venti minuti) e non [...] nelle sale ita-liane, mutilate di [...] buona, che riduceva i [...] e i contadini a un coro indistinto. Ma se in [...] la smitizza-zione avveniva sul piano [...] essa si completa sul pia-no [...] (e anche eroicomico) della [...] de [...] inserendo quei guerrieri e cavalieri [...] nel mondo contadino. Sebbene il [...] gli abbia assicurato in [...] maggiori successi, Kurosawa non si è rinchiuso [...] genere. E anche quando lo [...] per necessità di sopravvivenza, si è sempre [...] come in [...] e nello stesso Ran, [...] epopee di costumi e di colori. Il primo passo falso [...] aurea risultò, nel 1955, Testi-monianza di un [...] sermone sul pericolo atomico troppo urlato per [...]. Ma il film che [...] era ambientato [...]. Giunto a Venezia nel [...] nelle sale normali italiane, Barbarossa è il [...] che in tre ore di scandaglio [...] società totalmente malata espone, [...] lezione morale, la contesa sulla missione del [...] burbero personaggio del titolo e un suo [...] convertito. A dispetto di pagine [...] troppo «educativa» per affascina-re il pubblico e [...] Giappone, non riscosse il succes-so sperato. Cominciò allora per lui [...] brutto, che lo indusse ad accogliere [...] di Hollywood: dove alla [...] offerto il colosso Tora! /// [...] /// Insomma anche [...] era ormai in disgrazia, [...] e [...] che, appena rientrò a Tokyo, [...] affiancarono nella cooperativa dei «Quattro Cavalie-ri» per [...] (titolo onomatopeico rimasto tale [...]. Fu il primo film [...] Kurosawa e il suo fallimento più doloroso. Sfida perduta non solo [...] richiese il sacrifi-cio [...] metà del metraggio, ma [...] al contenuto provocatorio, faceva riscontro uno stile [...]. [...] piom-bò in una depressione che [...] spinse a tentare il suicidio. Ma Kurosawa si è [...] sue cadute, riapparen-do più gigantesco che mai. Ora accetta [...] dei cineasti sovie-tici, che gli [...] carta bianca. Conosceva la letteratura russa [...] minori. Ma minore non fu [...] che rigorosa-mente cinque anni [...] di [...] gli restituì in-tera una [...] compromessa. Tra i settanta e [...] in porto la fenome-nale impresa di consegnare [...] Summa figurativa e spettacolare del suo magistero [...]. È lo strepitoso dit-tico [...] dei clan feu-dali. Il primo film [...] mette il sostituto di [...] Nakadai, nel ruolo di [...] (eterno Do-stoevskij! Le psicologie sono un [...] intatto è il vi-gore del regista nelle [...]. [...] è poi completata Ran [...] ha costituito qualcosa come [...]. Ran, che significa caos, [...] spalle il Re Lear: i personaggi sono [...] figli maschi del vecchio sovrano, invece delle [...] Shakespeare), ma le psicolo-gie restano. E soprattutto, in questo [...] Cinquecento [...] magnificamente evocato [...] volta, in questi stendardi [...] plasticamente rappresentano [...] cupo dissolvi delle diverse [...] tema profondo [...] inseguito da Kurosawa in [...] vita: il dilemma tra la salvezza e [...]. Ma la carriera di Kurosawa [...] affatto conclusa. Il solito quin-quennio [...] ed ecco [...] un altro colosso, ma [...]. Otto evocazioni oniriche risolte in [...] fanta-smagorie, nelle quali [...] ot-tantenne sfoga in piena libertà [...] sue ossessioni pittoresche e -più o meno felicemente [...] -dà magico corpo alle sue [...] convinzioni sulla natura e sul destino [...]. A questo punto il [...] che il vegliardo si rimette, per così [...]. Le remini-scenze dolorose e dolci [...] Rapso-dia in agosto, quasi un omaggio al cinema di [...] escono [...] se-guente, nel 1991, e al [...] una figura femminile (la nonna) [...] ribalta [...] che si aveva di lui [...] un regista esclusiva-mente di uomini. E nel 1993 il [...]. /// [...] /// E nel 1993 il [...]. (0) (0) ![]()
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