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E tra queste ce [...] Magistrale, che aveva attirato [...] e sconvolto il mìo senso critico a [...] per lei non mi peritavo di mettere [...] in cui «fatale» rimava con «celestiale» e [...] che, naturalmente, con [...]. E dopo averla lungamente [...] per via, [...] da scuola, senza peraltro [...] il coraggio di [...] la parola, appresi un [...] amico che si sarebbe recata in un [...] quale si tenevano talvolta conversazioni letterarie, audizioni [...] il nuovo costume di guerra dovesse presto [...] danzanti. Inutile dire che non [...] momento, finché non mi riuscì di avere [...]. Quel pomeriggio era ospite [...] un brillante giornalista che, tornato da poco [...] in Germania, paese da cui aveva inviato [...] servizi, era stato invitato [...] anche i frequentatori del circolo. La Blitzkrieg aveva da [...] Polonia. [...] dal canto suo era [...] governo in quella ambigua posizione, che non [...] guerra né di pace né di neutralità, [...] sede ufficiale si era pensato di definire [...] e furbesco neologismo di [...]. La curiosità di sapere [...] politica nazionale, oltre alla nomea del giornalista, [...] gente: la sala era gremita. Naturalmente io non avevo [...] fanciulla, che quando entrai [...] assisa in una delle primissime file, proprio [...] sfolgorando in tutta la [...] bellezza. Del resoconto quindi seguii [...] soltanto così in confuso, alcuni brani di [...] militare e sulla organizzazione del lavoro, sui [...] della [...] e [...] spirito di, disciplina del [...] legato [...] tradizione germanica, risalente al Medioevo [...] in tutta la filosofia tedesca del secolo [...]. Comunque non sarebbe accaduto [...] la conversazione non fosse stato rivolto invito [...] porre al giornalista qualche domanda. A me parve che [...] si offrisse [...] unica. Per tutta la sera [...] che la mia ragazza si voltasse un [...] riuscito a [...] in faccia nemmeno una [...] allora, avevo dovuto accontentarmi di [...] le spalle e i [...]. Visione indubbiamente gradevolissima, ma io [...] di più. /// [...] /// Ci riuscii anche troppo [...]. Ostentando sicurezza, come se [...] la prima volta che prendevo la parola [...] dichiarando senz'altro che non ero [...]. Su cosa non fossi [...] sapevo io stesso, visto che della conferenza [...] quasi nulla, e nulla affatto sapevo delle [...]. Ma era quello il modo [...] di far colpo. Parlando a voce altissima, [...] rombo nelle orecchie che mi impediva di [...] stessa voce, spiegai che [...] giornalista non aveva capito [...]. Secondo me, lo spirito [...] tedesco era ben altro. Bisognava [...] letto Hegel per [...] (in quel tempo [...] frequentavo un corso [...] tedesco). Da Hegel veniva tutto [...] del pensiero moderno. Tesi, antitesi e sintesi. È così che si [...] Kant, [...] dualismo tra il fenomeno e il noumeno. Ne viene fuori Schopenhauer, [...] volontà e rappresentazione. Come si può parlare [...] Germania [...] non diciamo queste [...] silenzio che seguì le [...] mise un po' a disagio, ma il [...] stato raggiunto. [...] sala però si diffuse un [...] inspiegabile. Nessuno più pose domande, [...] poche cose generiche, affermando in sintesi che [...] niente contro la filosofia tedesca, ma che [...] giovane che aveva preso la parola la [...] affermazioni, da alcune delle quali comunque teneva [...] dissentiva. E adesso si scusava, [...] lavoro lo chiamavano urgentemente a Roma, non [...] perdere il prossimo treno. Tutti si congedarono in [...] di salutarmi. La padrona di casa, che [...] poteva [...] lo fece con visibile imbarazzo, [...] si guardò bene [...] a tornare. Io comunque mi sentivo [...] la mia ragazza mi aveva seguito sempre [...] quasi con meraviglia. Tornai alla Scuola Normale [...] di piacevole esaltazione, come se fossi un [...]. A distanza di tanti [...] perfettamente conto di quello che pensò la [...] e ancora ne arrossisco. Non erano certo tempi [...] dichiararsi [...] e impunemente parlare di Marx [...] lotta di classe; avrebbe potuto [...] solo un provocatore al [...] o [...]. Certo, non era stato [...] senso del mio discorsetto; ma. La gente non poteva leggermi [...] mente, [...] delle [...] parole doveva essere stata creduta [...] una trappola insidiosa. Ci fu tuttavia qualcuno [...] credette un provocatore; ma fu molto peggio. Un questurino, presente chissà [...] per dovere [...] si attaccò al mio [...] Marx, alla lotta di classe, a tutte le [...] pronunciate, che in qualche modo non gli [...]. Ne fece un lungo [...] che fu inoltrato a chi di dovere. Tuttavia non cadde subito. In fin dei conti, [...] Rettore si era mostrato comprensivo; e gli [...] avevano interrogato. [...] se mai da stupirsi [...] anni di fascismo non si fosse ancora [...] di accorgersi che al G. Fu in questo stato [...] giunse [...] di presentarmi al Federale. Devo dire che ne [...] anche sollevato. Finalmente avrei potuto parlare [...] con uno degli uomini che avevano in [...] della Nazione. Di questo Federale infatti [...] fosse un intimo di Mussolini: gran manganellatore [...] Toscana al tempo dello squadrismo. Era sempre in mezzo [...] alle giovani italiane, e condivideva volentieri con [...] dei campeggi e delle competizioni sportive. Mentre salivo Io scalone [...] Federazione. /// [...] /// E qualcuno dovrà pur [...]. In cima alle scale ci [...] una prima contrarietà. Un usciere vecchiotto e [...] senza neanche [...] gli occhi dal giornale, [...] Federale era uscito per sopravvenuti inderogabili impegni e [...] Nato a Torino nel 1920 da una [...] Giorgio Piovano ha studiato alla Scuola Normale [...] Pisa. Il suo maggiore impegno [...] come insegnante, preside e parlamentare [...] è sempre stato rivolto al mondo della scuola. Durante la resistenza ha [...] antifascista, nelle file del Partito [...] a Pisa e a Lovere. Sciolto il Pd A [...] al Pei. È stato membro della [...] Pei pavese, presidente [...] provinciale di Pavia, sindaco, [...] legislature. Oltre ad [...] collaborato a giornali e [...] «Poema di noi» (Premio Viareggio opera prima [...] «Canzone dei 14 luglio» (Premio Artisti 1953). Il [...] GIORGIO PIOVANO Forse por [...] aspettative si smorzarono un po'; né le [...] arrivo, frettoloso e trafelato, con una racchetta [...] mano, che, entrato nel suo ufficio, lo [...] una poltrona con un gesto tra stanco [...] un giocatore che ha avuto un grande [...]. [...] spiegò, con aria [...] che tutti i mercoledì [...] Federale [...] a tennis con [...] Altezza, a San Rossore, [...] un vero campione. Passò ancora quasi [...] prima che il Federale [...] dare il via alle udienze: [...] in cui suonarono una [...] e nel suo ufficio entrarono e uscirono [...] quantità di funzionari. In compenso, i due [...] ricevuti, e se li rimorchiò via un [...] pensionato e la vecchia signora furono sbrigati [...] anche [...] e Alalà uscirono dopo [...] soddisfatta, e squittendo [...] ma che uomo! Al mio ingresso, il Federale [...] alla [...] scrivania e compulsava un [...]. Allungando un po' il [...] leggere il mio nome. Non alzò gli occhi [...] per quanto mi fossi messo [...] nella posizione regolamentare, battendo [...] modo più energico. Aveva alle sue spalle [...] Lui che teneva mezza parete, con due [...] parevano fissare e trafiggere chi guardava, [...] in ogni angolo della [...]. Come faceva il Federale a [...] pensai apaticamente, sentendosi alle [...] uno sguardo [...] Riposo, camerata [...]. Il Federale aveva alzato [...] mi guardava. Assunsi la posizione di [...]. /// [...] /// Mi accomodai tuttavia con [...] di marmo, lucidissimo e sfarzoso, ma che [...] freddo sotto la schiena. Altra gente attendeva accanto [...] mendicanti, un tipo indefinibile che mi parve [...] vecchia signora da piglio austero e il [...] Famiglie Caduti in Guerra. Riconobbi pure, non senza [...] prostitute. Tacevano tutti con aria [...] rassegnata: solo le due ragazze, dopo un [...] resistere e. Venne fuori tra [...] il motivo della loro [...] politica perché erano stanche [...] in [...] le strade e nei [...] nomignoli di [...] e ALALA. Non era uno spettacolo [...]. Gli impiegati sostavano continuamente [...] ciarlare delle cose più frivole. Un usciere accostava tutti [...] scampagnata del Dopolavoro, per la quale sollecitava [...] a telefonare alla moglie per certo guaio [...] della visita medica per [...] marine; una bella bionda che traversò un [...] i corridoi, dimenando graziosamente quanto di meglio [...] dimenare, fu fatta bersaglio di rustici omaggi [...]. Uno scrivano anzianotto con [...] un tipo da sacrestano, mandò a chiedere [...] per [...] in-ghiottire una compressa e [...] un lungo discorso sui [...] stagione, che appariva singolarmente poco propìzia; dopo [...] a commentare sfavorevolmente certa mancata corresponsione di [...] pure, pareva, ì loro colleghi del Comune [...] da tempo. Quando finalmente il Federale [...] che mi ero fatto dei suoi collaboratori [...] dei più lusinghieri. /// [...] /// E pensavo [...] adesso arriva una girata coi [...]. Il Federale si alzò dalla [...] poltrona e mi si avvicinò. Pareva compiaciuto, per quanto [...] occhi freddi e un po' volpini. Era un uomo alto [...] po' grigio sulle tempie, ma ancora aitante [...]. Fece un giro intorno [...] un sergente pignolo che passa [...] a una recluta. /// [...] /// Punte dei tacchi aperte. E su il testone, [...]. Rettificai secondo gli ordini. /// [...] /// Ho Ietto il fascicolo [...] camerata. E ho deciso di [...] due parole personalmente. /// [...] /// Devo [...] che non credo alle vostre [...]. Non lo avete ancora [...]. Sappiamo tutto di voi, [...]. /// [...] /// Mi rilassai e aprii [...] parlare. Sapete quale? -Accennai umilmente [...]. Lui mi ordinò ancora [...]. Presuntuosi, molto spesso, e [...]. Più siete presuntuosi, e [...] alla vita pratica. I filosofi tedeschi, tanto [...] il Federale fece realmente il gesto di [...] levasse il cap-pello). Li ho letti anch'io, [...] Kant, Wagner, Zaratustra. Teste notevoli, non c'è [...]. Ma io mi sono [...]. Ho piantato la scuola [...] sapete? Facevo la terza magistrale. E ho imparato dalla [...]. Questi filosofi, tutti insieme, Hitler [...] tutti. Bisogna leggere il [...] camerata. A proposito, avete letto [...]. Tuttavia non importa. In fin dei conti, [...] con rispetto parlando, è [...] della dottrina del fascismo. Questi tedeschi, in fondo, non [...] mai a essere originali. /// [...] /// Dante, quando disse che [...] giardino [...] Machiavelli, col fine che [...] Colombo con [...] Marconi con la radio. E Oriani: adesso ci [...] bisogna [...]. E poi viene Mussolini. Nei suoi discorsi c'è [...]. /// [...] /// Sono bravi, non c'è [...]. Ma perché hanno imparato [...]. Hanno fatto fuori la Polonia; [...] una razza slava, razza bastarda. È con [...] che, li voglio vedere. Per [...] ci vogliamo noi. Noi abbiamo la flotta. Noi abbiamo [...]. /// [...] /// Neanch'io Io sono, in [...]. /// [...] /// Questa conclusione mi la-. Quasi mi dimenticai di [...]. Libro e moschetto, fascista [...]. Siete [...] troppo sbalordito per [...] qualunque cosa. Mi prendeva in giro? Eppure [...] era anzi serissimo, benché un po' assente, [...] tutto quel discorso per puro dovere [...]. /// [...] /// Credere, obbedire, combattere. Potete andare [...]. Non credevo alle [...] orecchie. E così il colloquio [...]. Ma non ero arrivato [...] mi richiamò. Mi voltai di nuovo, [...]. Che diavolo sarebbe ancora [...] Riposo. Fin [...] vi ho parlato da [...] (disse proprio così: mio caro). Ma adesso voglio ricordarmi [...] duo padre. Beh, no, non esageriamo: [...] maggiore. Eh, passano per tutti [...]. Comunque, sempre sulla breccia! Lascia perdere i filosofi, [...] n'è due che vadano [...] non si capisce mai [...] e chi no. Lascia bollire! E approfitta che sei [...] mio, fotti! Datti da fare! Non vedi che generazione [...] ci sono in giro al giorno d'oggi? Non fare il mammalucco, [...] pensa a fottere! Battei i tacchi [...] volta, e me la [...] Scendendo [...] scale a precipizio, gli occhi mi caddero [...] sul profilo guerriero dello scalone [...]. Squadrai con disgusto le [...] mento prominente, la fronte sfuggente sotto [...] come di un inumano [...]. Ormai non [...] più che repulsione. /// [...] /// Ormai non [...] più che repulsione. (0) (0) ![]()
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