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Saraceno, il [...] come ha [...] «Il nostro [...] ha usato molto la famiglia, [...] da-ta per scontata nella [...] organizzazione, nella divisione del [...] le [...]. [...] la famiglia è stata [...] e per molti aspetti [...]. /// [...] /// Da noi il principio [...] stato utilizzato fino in fondo nel senso [...] non hanno avuto realizzazione contando che fossero [...] famiglia e in partico-lare dalle donne [...] della famiglia. Molte politi-che per i [...] state fatte in quanto si è cal-colato [...] sarebbero rimasti figli a lungo e quindi [...] a carico [...]. Nona caso siamo uno [...] cui si rimane [...] giovani più a lungo: [...] formazione lavoro ar-rivano fino ai 30 anni [...] media di 24-26. [...] è anche uno dei pochi [...] nel cui codice civile vi-ge un concetto esteso dei [...] tenuti agli alimenti. Altrove si è [...] ridotto alla coppia e ai [...]. Qual è, allora, [...] della famiglia che ha [...] «In Italia si è sempre pensato che ci dovesse [...] con tutte le sue garanzie attaccate, il [...] risorse, che faceva fluire ai mem-bri della [...] sue garanzie sia in termini di reddito [...]. Gli altri componenti del [...] la cura delle persone, il [...] domestico. I servizi alle persone [...] la cenerentola delle nostre politiche, [...] trasferimenti monetari ri-spetto ai [...]. Questo ha ripercussioni rilevanti [...] non [...] redistribuzione di reddito che [...] o surrogare [...] di servizi [...]. /// [...] /// [...] e strumento di [...] insufficien-ti aiuti per far fronte [...] compiti cui, volente o [...]. [...] «Già, e se prima [...] la famiglia dovesse [...] da sé, adesso, di [...] dello Stato socia-le, le si chiede esplicitamente [...] di quello che ha fatto finora con [...]. [...] quello che è, un [...] fragile, costoso anche per chi lo crea. Non si sono valutati [...] i costi della riproduzione e della cura, [...] donne, tanto in termini economici che di [...]. Cosa [...] alla radice di questa impostazione [...] «Le cause sono diverse. Come in altri paesi, il [...] e ai [...] lavoratori. I [...] pochissimo come soggetti che hanno [...] una fami-glia alle spalle. Poi [...] una [...] di entrambe le tradizioni che [...] a lungo dominato nel nostro pae-se, quella [...]. [...] ideologie, ma poche analisi, poca [...] concreta alla famiglia, forse anche perché [...] stata una specie di patto [...] il lavoro era faccenda dei [...] la fa-miglia dei cattolici. E la [...] non gradiva un intervento [...] della famiglia; come poi è [...] perché nei mo-menti in cui la laicizzazione è avanzata [...] sono fatti il [...]. Che tipo di politiche [...] negli altri paesi avanzati a sostegno del [...] «Va segnalata innanzitutto una [...]. Mentre negli altri paesi [...] nati per al-cune categorie di lavoro dipendente, [...] estesi a tutti i cittadini, da noi [...] in-verso: anziché [...] negli ultimi dieci anni [...] ulteriormente ridotti anche [...] della categoria dei lavoratori [...] livello di reddito. Per il re-sto, si [...] modelli. Quello franco-fono è di [...] assegni mol-to generosi per i figli minori, [...] con maggiorazioni [...] o uno solo, e [...] di servizi per la prima infanzia a [...] lavoratrice. [...] quello scandinavo, non è la [...] in quanto tale [...] di diritti o provvidenze, magli [...] tutta-via vengono visti come portatori di particolari [...] responsabilità relazionali. Il bimbo non è [...] risorse della famiglia. [...] il diritto della donna a [...] sostenuta [...] di conciliare lavoro e fami-glia [...] un concreto incoraggiamento a un riequilibrio nella divisione del [...] tra [...] donne; [...] per legge che una quota [...] congedo di [...] deve essere presa dal padre. Si riconosce il diritto sogget-tivo [...] o [...] a ricevere co-munque i sostegni [...] al di là della possibilità o [...]. Un confronto [...] per [...]. [...] sui quali poggiavano i sistemi [...] che il lavoro fosse sicuro [...] sempre e che le famiglie durassero tutta la vita, [...] pezzi, non tengono più, a [...] da alcune iniquità cui hanno dato luogo in Italia. Questo mette a rischio soprattutto [...] donne alle quali era stato [...] le persone [...] famiglia, gli anziani e [...]. Quindi dobbiamo [...]. Cosa si dovrebbe fare [...] può fare, oggi, per rendere più efficace [...] provvidenze per la famiglia? «Primo punto, bisogna [...] co-sto del lavoro di riproduzione. Far crescere un figlio e [...] non [...] ma produce anche un bene [...] fi-glio ben riuscito è anche un cittadino ben riuscito, [...] contribuisce alla riproduzione sociale e non solo della specie. I costi dei figli, [...] in qualche misura anche per il benessere [...]. /// [...] /// [...] «Pensi al sistema fiscale. Le detrazioni per il [...] ha reddito proprio sono molto più elevate [...] i figli. Si sta più attenti [...] come se fossero tutte povere, e quindi [...] modello di organizzazione del matrimonio, che non [...]. [...] dicevo prima, sono limitati [...] e relati-vamente ridotti, salvo che per pochi. Prenda [...] lo sconto sulla prima casa, [...] non esiste un parametro fa-migliare. E ancora: in sanità, [...] percepisce un reddito di 70 milioni meno [...] esente dal ti-cket, ma lo pagano due [...] 6 anni che vivo-no con lo stesso [...] famiglia di tre o quattro persone. Quindi, innanzitutto, politiche fiscali e [...]. [...] «Occorrono politiche di conciliazione delle [...] e lavorative per gli uomini [...] per le donne. Flessibilità e incentivi per [...]. E politiche di ciclo [...] alle persone. Che non vuol dire deresponsabilizzare [...] famiglia, ma pren-dere atto [...] fare [...] han-no bisogno di essere sostenute [...] libertà di scelta e di comportamento. La famiglia non può essere [...]. /// [...] /// La famiglia non può essere [...]. (0) (0) ![]()
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