Caro [...] letto su [...] che [...] tempo, i tuoi articoli su Socialismo e [...]. I tuoi scritti sono [...] illuminanti. Ho studiato sino alla [...] ora lavoro come operaio in una officina [...]. Con questa mia lettera [...] spiegare, in un articolo, le ragioni che [...] fare anche noi la nostra rapida rivoluzione [...] invece, abbiamo scelto un cammino così lungo. Non ti sembri strana [...] noi giovani essa ricorre spesso, e io [...] una chiara spiegazione. Ho letto, ad esempio, [...] Questioni [...] leninismo: Stalin parla di certe condizioni necessarie [...] rivoluzione, che una volta realizzate consentono la [...] da parte della classe operaia. A noi, in Italia, [...] Non sono mutati i rapporti di forza [...] internazionale? Per esempio: come mai Cuba, pur [...] Stati Uniti, arriva così presto al socialismo, [...] siamo il partito più forte di tutti [...] proponiamo una prospettiva lontana? Basta a volte [...] Fanfani [...] per trasformare una situazione critica per i [...] allungare il brodo non si sa di [...]. Quanto dovremo allora ancora [...] Per [...] tempo consentiremo alla Democrazia cristiana di esercitare [...] e le sue prepotenze? Non è una [...] la scheda? Non ci vengono sottratti ogni [...] voti con artifici, inganni e truffe? E [...] vive « in duri stenti ». Certo per te queste [...] e nei tuoi articoli su Socialismo e [...] per scontate. Per questo ti chiedo [...] a noi giovani, come sai fare tu. Abbiamo bisogno di una [...] vicina per acquistare sempre più entusiasmo nella [...] diventare sempre più numerosi nei ranghi del [...]. Ti ringrazio e ti [...]. Sergio [...] prossimo numero pubblicheremo tra [...] Come si evolve [...] del PSI? (II). ERNESTO RAGIONIERI, A venti anni [...] fascista [...] (II). La [...] delle [...] e la [...] CIALENTE ha scritto un romanzo [...] e [...] fatto non comune [...] ha avuto un unanime riconoscimento [...] critica. Non sarebbe, quindi, il [...] sul suo libro anche in questa sede [...] per [...] a tutti i nostri [...] il giudizio della critica, non avesse sollevato [...] carattere più generale. ///
[...] ///
Il romanzo della Cialente [...] varie parti: nella prima si parla [...] di Daniela, che trascorre [...] della nonna (ex mantenuta di un ricco [...] la casupola di Matteo, un intellettuale antifascista [...] contemplatore, e di [...] moglie Livia, energica e [...]. Nelle altre quattro parti Daniela [...] in successive fasi del suo sviluppo: ancora [...] primo viaggio, quando prende coscienza delle magagne [...] Matteo [...] dietro alle donne) e di una parte [...] donna alle sue prime esperienze d'amore e [...] con gli altri, poi antifascista e così [...]. Lo sviluppo di Daniela [...] la società egiziana [...] della emigrazione italiana nel Medio Oriente [...] fra il 1930 e il [...]. La critica, come abbiamo [...] unanime net riconoscere il valore del romanzo [...] anche unanime [...] la prima parte (le [...] come quella veramente positiva, mentre le parti [...] smorte, meno spontanee, più costruite. A questo punto sorge [...]. [...] possibile e giustificata una simile [...] Il romanzo della Cialente è evidentemente frutto di [...] assai complessa; [...] ha voluto [...] non affidandosi alla memoria o [...] alle sue esperienze dirette, ma attraverso una ricostruzione storica, [...] ricerca sugli orientamenti politici e di costume, una conoscenza [...] documentaria dei vari aspetti, delle varie classi, dei vari [...] e dei loro incontri e scontri, della vita egiziana [...] cinquantennio. Tutto questo, dunque, sarebbe [...] e invece sarebbero poetici solo i ricordi [...] Nel [...] della critica non militante [...] intendo dire della critica [...] sugli scrittori del passato [...] alcuni concetti sono oramai [...] nessuno, oggi, pretenderebbe di ridurre la Divina Commedia [...] di due o tremila versi come proponeva [...] Settecento [...] nostro Bettinelli. ///
[...] ///
Tutto questo, dunque, sarebbe [...] e invece sarebbero poetici solo i ricordi [...] Nel [...] della critica non militante [...] intendo dire della critica [...] sugli scrittori del passato [...] alcuni concetti sono oramai [...] nessuno, oggi, pretenderebbe di ridurre la Divina Commedia [...] di due o tremila versi come proponeva [...] Settecento [...] nostro Bettinelli.