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SABATO 22 AGOSTO [...] Italia PAGINA 17 [...] Le [...] visibili« Integrazione. È na parola in [...] cimento ca me dà na felicità. /// [...] /// [...] case, [...] strade, [...] ricorda, [...] ci stanno tutti i suoi [...] da immigrato bambino» [...] delle metropoli, cosi la raccontano [...] giovani scrittori Noi, terroni di Milano ORESTE PIVETTA Integrazione. [...] parola in [...] a sto cimento ca me [...] felicità. /// [...] /// [...] case, [...] strade, [...] macchine, [...]. /// [...] /// In [...] a sto cimento. /// [...] /// In [...] a [...] macchine, [...] strade. In [...] a sto [...]. /// [...] /// E poi, chissà, [...] nipoti. /// [...] /// Salvatore non sa se [...] suo dialetto, il dialetto del paese, perchè [...] andava per le vacanze e poi [...] continuato a sentire dal [...] madre e dagli amici [...] e [...]. Salvatore pensa, senza nostalgia [...] non sa neppure che cosa sia. Pensa che vada bene [...] mano nella tasca davanti dei pantaloni e [...] constatare che è . Intanto cammina attorno [...] che è un rettangolo [...] e si allaccia per due . Allo stesso modo da una [...] si succedono i negozi, [...] solo una autofficina con annessa [...] alcuni cortili, stradine cieche chiuse da una barra automatica [...] consente [...] solo alle auto dei residenti. /// [...] /// Segue un prato di [...] profondo e stretto, abbandonato ai rifiuti e [...] crescono in libertà seguendo i caldi e [...]. Piante selvatiche si sono [...] rottami e le gomme lisciate [...] e sono diventate alberi, [...] basso, folti in alto grazie ai rami [...] hanno mai conosciuto potatura. Gialla per [...] è [...] dei giardinetti che nessuno [...] fronteggiano [...] di un caseggiato [...] che è tutto piastrellato [...] ha i balconi spaziosi, di qualche ambizione, [...] lasciato al suo destino, prima della vendita [...]. Le piastrelle si staccano, [...] avanzano linee di umidità, muffa che approfitta [...] lascia sotto il sole strisce di nero. [...] si sfoglia e Il [...] crescono a loro piacere e allo stesso [...] i vialetti si raccolgono piume e sterco [...] secche, carte, cartoni, carte oleate da pizza, [...] squagliato, pezzi di vita e di sporco. Salvatore cammina e ricorda. [...] ci stan tutti i suoi [...] c tutti i suoi passi di immigrato bambino, fabbriche, [...] e soldi. E [...] ci stanno i vecchi, [...] compaesano, [...] ci stava il letto, [...] appena arrivato con il padre, senza niente [...] nome di quella via, periferia di Milano, [...] tutta loro. Tutti immigrati in quella [...] da mattina a sera, [...] finché [...] luce, nei cantieri ed [...] che [...] su con i bergamaschi [...] quelle nuove case 11 attorno, quando [...] ancora prati e orti [...] le pecore a pascolare. Il padre era stato [...] da uno che lo aveva guardato male [...] figlio solo e cosi aveva poco di [...] gli dava, quel porco, cinquantamila lire al [...] assegni se li teneva tutti lui. Prendere o lasciare e [...] che prendere. Adesso chi lavora [...] ci ha sempre [...] e :letta lui le regole [...] se è bravo guadagna quanto vuole. Le donne, quelle anziane [...] sono 11 11 per [...] che hanno figli e [...] portano ancora le sedie fuori casa, [...] tra il marciapiede e [...] quelle sedie piccole da bambini, impagliate o [...] raccolte e sembra che cosi si chiacchieri [...] gli uomini restano in piedi appoggiati al [...]. I ragazzi di fronte [...] conto loro o giocano a pallone in [...]. Si può ancora giocare [...] mezzo alla strada perchè passano poche macchine [...] passano sono tutte le loro, Ed è [...] quelle macchine che ora sono tutte grandi [...] e Lancia. /// [...] /// Con quei soldi. Quando le macchine si [...] la musica e si sente in tutta [...] le ragazze stanno a sentire, questa musica [...] sono belle canzoni che parlano del cuore [...] lo stesso ritmo che ai giovani piace [...] cosi, allora, se al giovani piace. E poi si va [...] lisciati, le ragazze scollate e strette, anche [...] piccole e larghe. Ne hanno il diritto. Hanno anche il diritto [...] se è vero che i loro padri [...] zitti e hanno lavorato tanto per mettere [...] sistemare le case e adesso stare bene, [...] sta bene con tutte le comodità ed [...] non manca nulla. Furbi i ragazzi e [...] ne approfittano, senza studiare, che non serve, [...]. Il catrame è rotto, [...] che durano una vita e il buco [...] della terra rivela stratificazioni di rifiuti, tubi [...] squarciati, altri fasciati. Passerà il metano di [...] un cartello inchiodato ad un cavalletto messo [...] il buco. Il primo bar è [...] lucido, accanto al magazzino [...]. Salvatore si specchia nella [...] appresso si gira, china la testa per [...] capelli, la solleva come volesse compiacersi [...] taglio della barba, mostra [...] giovane ma la pancia è larga, piena, [...] la camicia, che sembra seta disegnata di [...] attorno e la cintura la trattiene. /// [...] /// Non che abbia mai sofferto [...] fame. Quella era dei primi [...] e mamma. Lui da piccolo aveva [...] e quando, finite male le scuole, era [...] aveva cominciato ad avere anche del resto, [...] doveva avere per star [...]. Girando a destra, oltre la [...] si allarga una grande aiuola. Ci sono alberi ed erbe [...] tagliate [...] volta chissà quando. Sopra riposa una macchina ben [...] dalla [...] copertina di plastica argentata, stretta [...] cordoni elastici. Tra il verde selvatico [...] di un marmitta bucata. Un cane raspa tranquillo. I piccioni mangiano. [...] del giardino contro il [...] cascina, un angolo morto, ospita da sempre [...] resti [...]. La pioggia recente ha [...] sale con il caldo la puzza. Era una comodità [...]. Anche lui ci aveva abbandonato [...] water sbrecciati, lavandini infranti, memorie di case abbandonate allo [...] di tutti, le sue [...] di bagni e cucine, piastrelle [...] e qualche volta una lavatrice o una cucina a [...]. /// [...] /// Ma da II era [...] bene arredato e la macchina, che stava [...] infilata a spina di pesce contro [...]. Ci aveva litigato con [...] quegli scarichi. Non si poteva [...] là macerie. Echi [...] detto? Il divieto. Ma lui che doveva [...] ceramiche e di quelle piastrelle rotte, quando [...] a lavorare. Sapevano quanto tempo e [...] risparmiare. La mente corre ai [...]. Al bar [...] tre vetrine da un parte, [...] ricevitoria Toto e Totip. Qualche volta ai cavalli vinceva, [...] le sue voci dentro [...]. Dentro il bar saluti [...]. Nel retro si faceva [...] con tanti soldi nel piatto. Per lui era stato [...] per perdere sempre. Poi aveva smesso. Mica poteva rischiare [...] edile [...] proprio quando stava diventando [...] ad amici suoi che gli costavano, ma [...]. Non c'è niente da [...]. Cade dalle nuvole anche [...] se c'è da [...] cosa. La vita è una lotta. Il paese? Che ne [...] paese. Se ne è accorto [...] funziona niente laggiù, tutto un traffico di [...]. Si siede ad un [...] e sedendosi con la mano cerca qualche [...] e di rassicurante. Lo tira fuori il [...] di rilassarsi tranquillo sulla poltroncina di plastica [...]. Lo apre: lo scomparto [...] ordine decrescente, il bancomat, la [...] card vista alla televisione, [...] da rigiocare, le tessere del telefono. Poi pesca nella tasca [...] fazzoletto, alcune caramelle, un mazzo di chiavi [...] un rotolino di soldi, biglietti da cinquanta [...] poi un po' di cinquemila e di [...]. Li stende con vigore [...] li infila nel portafoglio e ci sbatte [...] facendo risuonare in strada la [...] ricchezza. Questi sono soldi, guadagnati bene [...] guadagnati male che importa. Girano attorno gli altri, [...] falliti, arricchiti, gente che ha [...] altri che si danno [...] Oreste Pivetta, quarantenne, è nato e vive a Milano. Redattore [...] è stato a [...] culturali e da tempo dirige [...] libri di questo giornale. Collabora alla rivista Linea [...]. Ha curato «Io, venditore [...] da [...] edito da Feltrinelli. Un ironico e doloroso [...] immigrato senegalese in Italia. Vecchie case e grattacieli, [...] milanese e. In alti». Oreste [...] altri che devono cominciare. Vecchi tremendi e appassiti, [...] loro abiti, facce rosse dì capillari che [...] di fumo e campari. /// [...] /// Il meglio che hanno, [...]. La camicia si vede [...] al colletto e la cravatta è ben [...]. E parlano di cose [...] nemmeno più che cosa siano, di parenti [...] affari che sono sempre 11 per arrivare [...] c'è che )a pensione. Contano i giorni facendo finta [...] i pensieri. Una vita per niente, [...] altri ragazzi, ragazzi bestie [...] ma arroganti, forti, rumorosi, [...] giovano, prima che capisse che i soldi [...] lui. /// [...] /// Passa davanti alla [...] macchina, ci picchia le [...] per sentire risuonare la carrozzeria di lamiera [...]. Qualcuno gli urla alle [...]. [...] un amico che saluta. Si gira e girandosi [...] la mano al fianco e l'indice scende [...] a sfiorare quella tasca pesante. E poi di nuovo [...] Mercedes nera e lucida. [...] negozi: [...] la panetteria, il vinaio, un [...] baY, [...] stretto e misero, un fruttivendolo, [...] cartoleria, il cinese dei cibi pronti, quasi [...] il negozio di [...]. Le case [...] sono alte, non ha mal [...] i piani. I balconi e le finestre [...] una [...]. Una scacchiera che diventa la [...] di una prigione o una gabbia dei conigli. /// [...] /// Forse non ha mai alzato [...] occhi per guardare. Sui terrazzini [...] altre vite, armadietti, panni [...] da giardino, biciclette, scarpiere. [...] si esercita ad allargare [...] a chiudere quel poco d'aria con plastiche, [...] allestendo una veranda che è uno sfogo [...] cassette [...] e il resto che [...] ci sta. Case senza ripostiglio. Una camera, una sala, cosi [...] chiamano, il tinello, [...] cottura. Piastrelle di graniglia, serramenti [...] che dondolano, quadri alle pareti, [...] in fascicoli, il [...] di decoro se arrivano [...] gli amici. Più che di decoro, [...]. Non manca nulla in [...]. La strada [...] piega a destra. Il viale è alberato. Sotto ogni pianta, nelle [...] le macchine in sosta. Il gelataio ha tirato [...] per sistemare [...] tra vasi di fiori [...] sotto gli ombrelloni, pochi metri quadri che [...] sembra si allarghino di qualche centimetro. Ha ragione il gelataio: [...]. [...] in quella aiuola non [...] mai vista. Solo ghiaia e dove [...] ghiaia fango terra secca che non sa [...] terra, ma di polvere, di immondizia, di [...] mozziconi di sigarette. Una voce ancora alle sue [...] "Salvatore". E poi saluta. /// [...] /// Ci sta quel lavoro. Ne ha in mano [...] un altro ancora. Il lavoro non si [...]. Lo si prende sempre e [...] tutto sta a [...] ordine, a rinviare quando si [...] ma intanto a cominciare. Quando si incomincia nessu-no [...] di tornare indietro. Magari hanno già pagato [...] materiale. /// [...] /// Salvatore, Che strazio quel [...]. Lo lasciassero in pace, [...]. Al lavoro non aveva mai [...]. Sarebbe passato in pasticceria [...] in casa. Che era Il al [...] casa. Quasi lo insulta quello [...]. Poi [...] gli stringe la mano, lo [...] a bere. Altrimenti non ci si [...]. Entra nella pasticceria, che [...] e quattro anziane sorelle che servono. /// [...] /// Scendono le dita al [...] con cura, ne estraggono un paio di [...] lo ripongono, chiudendo questa volta anche il [...]. A casa lo aspetta [...]. Sale le scale sbattendo [...] scarpe. [...] fischietta un motivo, borbottando qualche [...] del ritornello. Sbadiglia, si stira con [...]. Si fissa nello specchio, La [...] prima, solida, forte, la pettinatura bene acconciata, [...] riordina rialzando il colletto, la catenina d'oro [...] sul collo. La catenina d'oro, la [...] vistosa come i suoi anelli, la solleva [...] nel palmo della mano, tastando la medaglietta [...] casa infine e schiudendo [...] raggiunge un profumo dì soffritti, di aglio [...] poi i peperoni e le salse e [...]. Era la pasta che preparava [...] madre. Nella sala, con i [...] le tende che riprendono gli stessi disegni [...] colori. Gli pare di non [...] mal visti. Le sedie con le [...] nero e tutte tornite. Uno scaffale allinea soprammobili [...]. Sono ricordi dei viaggi dei [...] e degli amici. Infila le gambe sotto [...]. Non c'è nulla di [...]. Si rialza, impugna il [...]. Lascia oscillare la mano [...]. Accarezza la tasca posteriore [...]. /// [...] /// Echi la sente [...] pubblicità che la Coca Cola [...] costretta a [...] colpo per la multinazionale: [...] e [...] la [...] da bere? La Grecia [...] Coca [...] Ed è stata subito [...]. Le colonne del [...] trasformate in bottigliette di Coca Cola [...] sono proprio andate giù ai Greci. Indignazione di [...] richieste [...] e immediata cancellazione di quella pubblicità offensiva. La company statunitense ha [...] provveduto (giornata nera, ieri per la Coca [...] anche ingoiare il declassamento di [...] che [...] mandata in serie B, [...]. Polemica chiusa dunque, anche [...] perché Coca Cola abbia [...] il simbolo per eccellenza [...] culturale e nazionale greca [...] greci siano cosi violentemente insorti di fronte [...] di appropriazione [...] che al di là [...] è da un po' di tempo abbastanza [...]. Penso ad esempio alla [...] Mozart o Verdi trasformata in jingle, in [...] cioccolata e prosciutti. Probabilmente Coca Cola non [...] trionfo olimpico di Barcellona ha voluto mettere [...] colpo a massimo effetto. Ricordando che i prossimi [...] del 1996, quelli del centenario, non si [...] dovuto, ad Atene ma da Atlanta. La città appunto in [...] Coca Cola ha la sede. Dopo il danno, han [...] Greci, arrivano anche le beffe. E questo è parso [...]. Anche se mi pare che [...] del [...] sia stata loro sentita in [...] cosi bruciante per ragioni attinenti il loro forte senso [...] patria e dei suoi massimi simboli. Per i Greci evidentemente [...] cose sulle quali non è lecito scherzare. Cose serie, molto serie, [...]. Dico questo pensando a [...] invece accaduto in Italia se Coca Cola [...] Torre di Pisa e la Colonna Traiana. Molto probabilmente, visto che [...] risistemare il Colosseo o gli altri mille [...] crollando tutti bramano uno sponsor, [...] pubblica, con In testa [...] Ministro [...] i Beni culturali, avrebbero plaudito. Con ciò non si [...] la pubblicità: valgono le stesse considerazioni che [...] o la televisione: non [...] in sé in discussione ma [...] spesso dissennato che se [...]. E nel caso della [...] dubbio che la lieta disinvoltura con cui [...] anni in qua gioca con simboli valorizzati, [...] tragedie, sia spesso eccessiva quando non fuori [...]. Si può ancora fare [...] cerchi olimpici trasformati in altrettanti preservativi da Benetton, [...] gruppo che in precedenza aveva [...] fatto ricorso a immagini [...] neonati ancora sanguinanti, del [...] albanese. Tutti usi rispetto ai [...] parte tutte le diatribe ideologiche e morali [...] si osserverà solo come essi denotino un [...] estraniato in cui [...] non parla di sé [...] prodotto ma [...]. Magari di quello che [...] momento per il mondo, dando [...] molto particolare della pubblicità [...]. È il caso, per [...] esempio, dello stilista Mo-schino, che ha proposto [...] pacifismo in un contesto [...] (ma qual è la [...] pace e il [...]. Ma soprattutto di Benetton [...] più che un gruppo manifatturiero ambisce ad [...] immaginarsi, [...] del tipo [...]. Vien da [...] sino a quando sarà possibile, [...] per quanto, battere le strade di una pubblicità disancorata [...] prodotto, immaginaria al punto da avere come unico obiettivo [...] di stupire? Fintanto che durerà [...] sorpresa; ma ancor più sino [...] momento in cui qualcuno entrerà in un negozio chiedendo [...] di comprare un pullover o una [...] ma invece di prendere la [...] del movimento «United colors [...] Benetton». [...] questa in tempi di eclissi [...] politica non troppo irrealistica. [...] anche che la pubblicità [...] come [...] e vero valore assoluto. Indiscutibile e provvidenziale non [...] e giornali ma per tutti quanti intendano [...] opinioni, organizzare la più piccola manifestazione (che [...] solo se c'è lo sponsor), o addirittura [...] esistono. Una sorta di deità, [...] non paria, ma sentenzia. Che può permettersi di [...] il sacro. Cosi parlò [...] scorso [...] di Milano, Carlo Maria Martini [...] operatori della categoria riuniti nella loro «Assise [...] Comunicazione». E che ciò risponda al [...] lo dimostra il fatto che la chiesa cattolica italiana [...] anno [...] della denuncia dei redditi promuove [...] campagna pubblicitaria, con uso di testimonial e di immagini [...] del tipo pani e pesci, per convincerci a [...] il famoso 8 per mille. Una scelta questa che [...] cui vede anche Dio nelle man; della [...] pubblicitari suona ad ulteriore confermare delle più [...]. Ovvero che di questo [...] solo non ci sarà più religione, ma [...] più rispetto per niente e nessuno. Meno male che qualcuno resiste. Viva la grecia, forza Greci. /// [...] /// Viva la grecia, forza Greci. (0) (0) ![]()
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