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PARISI, POETA DEL [...] Parini fu, nella seconda [...] Settecento, poeta del [...] di quel [...] di [...] contadino e poverissimo lavoratore intellettuale, faceva parte. Quello sfarzo e quella [...] di una classe sfibrata, parassitaria, di una [...] calcagna campava la vita un intero stuolo [...] servi e lacchè, cavalieri e abati, poeti [...] e avventurieri » (i). A questa classe feudale [...] mescolava la gioventù della borghesia più ricca, [...] i capitali accumulati con rapida fortuna dai [...]. Ai giovani signori della [...] « per lungo ordine di magnanimi lombi [...] il sangue purissimo celeste » si accompagnava, [...] vita, il figlio del mercante che emendava [...] del sangue » con [...] di titoli nobiliari (i [...] ») e le ricchezze adunate in )ochi [...] e in mare, « dal [...] ». La città appariva nello [...] berline dorate, delle mascherate, dei brillanti costumi, [...] delle feste, mentre « la miseria del [...] affamato era nascosta a sufficienza da tanto [...]. In questa Milano arrivò Parini [...] dal paesetto natio, fu accolto in una [...] e nel 1754 era ordinato sacerdote, « [...] per irresistibile vocazione, ma perché la prozia [...] era stato a Milano gli lasciò, morendo, [...] per una messa al giorno » (2! Per [...] la vita dava lezioni [...] carte forensi; trovò, poi, un posto di [...] del duca Serbelloni. Era una vita di [...] trattato come un servo, e sentiva amaramente [...] ricchi padroni gli facessero pesare la loro [...] un tozzo di pane. In questo periodo, però, [...] . E senti insorgere dentro [...] senso di condanna per tutto ciò : [...] a lungo. Un giorno, , in [...] Serbelloni schiaffeggiò, in presenza del Parini, una [...] condizione. La duchessa scriveva al figlio: "Ho dovuto sbarazzarmi dell'abate Parini" » (3). In questo episodio c'è [...] del Parini, insofferente di qualsiasi sopruso, ribelle [...] lontano dalle adulazioni; in nome della dignità [...] odiatore di ogni basso servilismo: non nato, [...] bussare alle porte dei ricchi, ma deciso [...] povertà al compromesso e alla viltà, sdegnoso [...] della [...] coscienza per avere onori [...]. Me, non nato a [...] illustri [...] accorrà, ma libero il [...]. No, ricchezza nè [...] frode o con viltà il [...] venditore [...] non mi vedrà. A differenza dei letterati [...] tanto spesso ridotti alla funzione di buffoni [...] ben [...] della classe dirigente, dei [...] ricchi, a differenza dei poeti che si [...] loro Accademie, Giuseppe Parini fu spinto alla [...] suo bisogno di condannare la corruzione e [...] un severo monito alla funzione altamente sociale [...]. Per lui, come scrive [...] De Sanctis, base del poeta è [...]. E questo è [...] Parini: uomo del [...] al [...]. E questo è anche [...] Parini, poeta del [...] che nei suoi versi [...] e dei bisogni dei poveri, osando persino [...] naso delle "eccellenze" le sue sofferenze e [...]. Eppure egli è povero; povero [...] non [...] sostentare la mamma. La mia povera madre [...] se non da me, ed io non [...] almeno per [...]. Sono versi, questi, di una [...] che [...] ad un certo canonico, Candido Agudio (dei cui nipoti era precettore), per [...] un soccorso, e nella forma [...] era come il pudore con cui velava il disagio [...] rimasi ieri sera muto per [...] vergogna del [...] stato in cui sono caduto, [...] adesso: ch'io possa [...] ora [...] avere al mio comando un [...] di soldi sol, nonché due lire. Limosina di messe Dio [...] ne potrò toccare, e non c'è un [...] tolga al mio stato miserando. E con la stessa [...] scrive di sé, scrive di Una povera [...] non ha che figli e stracci: il [...] miseria [...] gli fanno comprendere il [...] miseria del suo prossimo :Non ha che [...] e ha da dare lire [...] per la pigione. Il padrone non fa altro [...] gridare: dice che vuol danari [...] cauzione o che [...] birri la farà cacciare. Proprio nello stesso tempo [...] di casa Serbelloni, egli [...] intorno al suo poemetto, Il Giorno, nel [...] tutta la [...] condanna al mondo corrotto [...] quale viveva. E [...] di condanna esce da [...] sono una satira finissima dei vizi dei [...] nobili, e in cui c'è tutta la [...] i poveri, per i deboli, per i [...]. Leggiamo come comincia il Mattino: [...] un lato si descrive la levata del contadino e [...] fabbro, a primo mattino, per recarsi al lavoro, e [...] il sonno del [...] signore che, dopo [...] trascorso le ore della notte [...] teatri e nei salotti, andò a dormire [...] gli chiuse gli occhi il [...] che suole [...] a chi [...] il mattino in compagnia [...] al sol, che di poi [...] orizzonte a [...] animali, le piante e i [...] e [...]. /// [...] /// Allora sorge il fabbro, e [...] riapre, e [...] dì non perfette. Ma che? tu inorridisci e [...] in [...] istrice pungente irti i [...] suon di [...] parole? Ah, non è [...] il tuo [...]. Tu col [...] non sedesti a parca mensa, [...] al [...] crepuscolo non [...] a [...] in male agiate [...] dannato è a far [...] vulgo. Tu tra le veglie e [...] canore [...] il patetico gioco oltre più [...] la notte. Ecco, il giovane nobile si [...] alzato a mezzogiorno e, dopo una [...] toeletta, si avvia a un [...] per [...] la [...] dama, naturalmente moglie di un [...]. Accorrono i servi ad [...] sale sul suo cocchio, tutto pieno di [...] guardare la gente comune per le strade, [...] cocchiere fa correre pazzamente i cavalli, senza [...] i passanti. Ma quello che importa [...] il [...] signore non faccia tardi. Apriti, o vulgo, e cedi [...] passo al trono ove [...] il mio signore: ahi te, [...] perde un sol per te [...] suoi preziosi istanti! Temi il non mai [...] legge o verga o fune [...] temi le rote che già [...] volte le me membra in giro [...] seco, e del tuo impuro [...] macchiate, e il suol di [...] striscia, [...] miserabile! E nel pieno della [...]. Brucia e insieme rabbrividisce [...] al loro perfetto [...] smarrimento nei piccoli visi e [...] sguardi fisi su [...] dolore del [...] profonda arte [...] il pianto [...] e la [...] martirio [...] martirio [...] pur sempre [...] tutta [...] grazia e [...] il candido lume di bontà. In uno stile lucidissimo, [...] Sibilla Aleramo riprende in brevi bozzetti temi cari al [...] nascita delle prime scuole [...] romano, [...] con [...] con Alessandrina Ravizza, i [...] operai, con donne lavoratrici e le sue [...] di attiva combattente per la causa del [...]. Il titolo del libro [...] di questa nostra sempre giovanissima scrittrice dai [...] un avvenire più buono di cui sa [...] anche nel tramaglio attuale di un mondo [...] al palazzo. Oh, che essi se [...] per carità! Egri [...] la miseria e la [...] sul meriggio [...] a queste porte; tumultuosa, [...] di tronche membra e di squallide facce [...] e di grucce, ora da lungi vi [...] le aperte nari del [...] pranzo il nettare [...] che [...] aura a voi conduce; [...] i limitari illustri [...] fastidioso offrendo spettacolo di [...] vi regna. Questo contrasto tra ricchi [...] chi lavora e chi ozia, è presente, [...] del Parini. [...] è intento al dure [...] contadino « suda e incallisce al vomere [...] perché il padrone abbia « cocchi dorati [...] ». Eppure un giorno, agli inizi [...] egli pensa, tutti erano eguali. A un rivo stesso A [...] frutto, a una [...] convenivano insieme i primi [...] sangue, o Signore, e 1 primi padri [...] spregiata. Ci spiace di non essere [...] con [...] Flora. Parini era tanto più [...] non sapeva di [...]. Allo stesso articolo appartengono [...] che seguono. /// [...] /// I [...] DELLA LETTERATURA [...] satiriche e burlesche furono scritte, [...] può dire, da tutti i poeti del Rinascimento. In [...] dura, di aspri contrasti [...] ben pochi furono i letterati che non [...] satira, della burla; pochi coloro che non [...] questo genere poetico. Così, sotto la comune [...] satirica e. Scrittori di satire, oltre [...] tra i più famosi [...] di cui parleremo, e [...] Antonio Vinciguerra (morto nel 1502). Gli esempi, però, più [...] burlesca del Rinascimento sono I Capitoli di Francesco Berni, [...] II [...] di Teofilo Folengo. I Capitoli [...] Berni [...] nativo di Toscana, tipo di [...] sfaccendato, se ne andò a Roma a farsi prete, [...] si mise poi al servizio di ricchi prelati. Pare che morisse avvelenato [...] per essersi rifiutato di avvelenare lui stesso [...] nemico del primo. Per circa tre secoli [...] fu famoso per un [...] POESIA SATIRICA E [...] Innamorato, che non era [...] in lingua toscana, [...] poema del Boiardo (vedi [...]. Rifare [...] del Boiardo non poteva [...] mente a un tipo come lui, che [...] troppo difficile, aulico nella forma e nei [...] Berni vi trasfuse [...] toscana della lingua e [...] borghesi e pacifici del letterato per niente [...]. In questo rifacimento ci sono [...] versi autobiografici: [...] sé egli scrive che andava [...] per i cavalli, ma, non [...] si accontentava di [...] il suo sommo bene era [...] nudo, lungo disteso; e [...] suo diletto era non far [...] nulla, e [...] in letto. Oltre tutto, [...] del Berni è pieno [...] di versi divertenti, come quello famoso su [...] da Orlando che. Ma ciò per cui [...] Berni [...] famoso è la raccolta dei sonetti burleschi [...] I Capitoli. [...] il Berni, anche [...] dei toni, nello sforzo [...] nel volera tutti i costi lo stravagante, [...] temi di poco conto (le Anguille, i Cardi, [...] Gelatina, le Pesche), riesce davvero a creare il [...] per il quale il De Sanctis lo [...] Petrarca dei Capitoli. Uno dei più famosi Capitoli [...] della Peste in cui, con un crescendo [...] il Berni dimostra che il miglior tempo, [...] bella [...] che la natura sappia [...] infuria la peste, [...] scelta si fa, chiara [...] tempo si dispensa allegramente, tutto ira [...] desinare e fra la [...]. La poesia del Berni [...] sia tutta in questo pacifico entusiasmo godereccio [...] della vita: un entusiasmo però tutto letterario, [...] chi sa, poi, che in realtà, il [...] diversamente. Teofìlo [...] sosteneva di essere nato [...]. Ma era semplicemente di Mantova: [...]. Temperamento stra va [...] manesco e bilioso, fu [...] tre volte: e sempre litigava col priore [...] col padre guardia-no, e se ne andava [...]. Una volta si vendicò [...] scrivendo contro di loro addirittura un poema: [...]. [...] opera ha per titolo: Caos [...] nella quale sono raccontati i [...] pentimenti e i suoi errori [...] ma aveva usato il pseudonimo [...] Pitocco [...]. La [...] grande invenzione fu il latino [...]. Per tutta la vita [...] un poema scritto in [...] italiano latinizzato. Anche il suo nome [...] Merlin [...]. Il [...] è un vero e [...] in parodia: pieno di episodi, ricco di [...] regge tutto su quello strano linguaggio che [...] di latino e di volgare in un [...] di rime, a sorpresa, nel senso che [...] Folengo [...] è messo a latinizzare il volgare come [...] dice: vediamo come va a finire. Va a finire che, [...] ne nascono venticinque canti [...] o maccheronèe [...] in cui incontri le [...] latinizzate. Anche lui invoca le Muse, [...] del poema, e [...] giuro, [...] dire [...] per [...]. /// [...] /// Sullo stesso tema, le avventure [...] eroi del [...] Baldo, il giovane avventuroso ribaldo, [...] ladro, sempre truffare [...] Fracasso [...] gigante terribile e omaccione al [...] di Morgante), i quali finiscono le loro vicende in [...] immensa zucca, dove sono puniti tutti coloro che hanno [...] il loro tempo in vita, in special modo filosofi [...] poeti. Al di là del [...] di Baldo e dei suoi, al di [...] del latino maccheronico [...] come i maccheroni vogliono [...] di cacio e di butirro, cosi la [...] essere ben mescolata (De Sanctis) [...] c'è [...] ben ancora più profonda: [...] scrive il De Sanctis, la satira delle [...] delle istituzioni, de' costumi, delle forme religiose [...]. Si assiste [...] dissoluzione universale di tutte le [...] e di tutte le credenze nella [...] forma più cinica. E il De Sanctis [...] le due lingue, il latino e l'italiano, [...] generale, si beffano a vicenda: la beffa [...] di Merlin [...]. Le [...] questo capitolo sulla poesia [...] ricordando quei celebri componimenti diffusissimi a Roma: [...] nascevano [...] del [...] che sfogava [...] umori contro la corruzione della Curia. Erano attaccati alla statua [...] Pasquino, [...] torso di gladiatore vicino a palazzo Braschi, [...] aprile di ogni anno. Ce ne sono di famosissime: [...] più antica di cui si abbia memoria è questa: [...] non [...] barbari [...]. Cioè: ciò che non [...] fece [...] ed allude [...] di papa Urbano VI [...] dal Colosseo le pietre occorrenti per costruire [...]. /// [...] /// Cioè: ciò che non [...] fece [...] ed allude [...] di papa Urbano VI [...] dal Colosseo le pietre occorrenti per costruire [...]. (0) (0) ![]()
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