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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 1156109360.

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Sono passati un paio [...] Italia, per la prima volta, governa la [...]. Ma, fra tanti mu-tamenti, [...] cambiato molto nella filosofia della comunica-zione. [...] molto stretto alla produzione [...] co-stituito dai media attuali continua ad inibire [...] sviluppo in que-sto campo. Qualcuno sostiene un teorema [...] interes-sante, e cioè che [...] struttu-ra del mercato culturale [...] circolazione corrisponda al mi-nimo dei contenuti e [...]. Sic-come Monsieur [...] ama i para-dossi, se [...] che il massimo di contenuti corrisponda a [...] di contenuto sia veicolo [...]. Andiamo verso il nulla [...] Se [...] della sinistra in Italia [...] verificati cambia-menti -esordisce [...] -è perché manca una [...]. Potrem-mo dire anzi che [...] formazione tecnica accomuna la di-rigenza politica di [...] sinistra, che ha semmai una cultura artistica, [...] Platone e Shakespea-re, ma non quanto è avvenuto [...] nei mezzi di trasporto e di comunicazione. Il pensiero politico, a [...] handicappa-to dalla mutazione del mondo, per-ché le [...] mutazioni so-no essenzialmente tecniche. Noi stiamo uscendo dalla [...] già entrati nella [...]. Il ci-berspazio è la [...] e il tempo sono completamente scon-volti dal [...] degli oggetti tecnici, di trasporto (super-sonici oggi, [...] di trasmissione. E dato che la [...] alla ricchezza, il fattore base di qualsiasi [...] si ca-pisce la rivoluzione tecnica della ve-locità [...] del-la visione e [...] (la [...] la tele-visione, le [...] il tele-lavoro), evidentemente non [...] la situazione politi-ca». Non capire gli sviluppi [...] avere conseguenze disastrose. John Perry [...] so-stiene che fra non [...] un oggetto fisico, bisognerà essere un asiatico [...]. Vuol dire che o [...] manodopera cala al livello india-no, oppure le [...] macchine. Non è una pre-visione incoraggiante, [...] è reali-stica. [...] una cosa, tuttavia, che le [...] ancora non hanno im-parato a fare, e cioè pensare. For-se questo fatto in [...] a riflettere sulle possibilità [...] immateriale come industria del [...]. Torniamo pure alla tecnoscienza, [...] fra scienza e tecnica. Lo specifico della scienza [...] dei limiti del sapere, [...] a sapere tutto. Esiste dunque una vo-lontà [...] nella vo-lontà della scoperta scientifica, che è [...]. Durante il periodo della [...] questo estre-mismo è passato nella tecnica. È ciò che il Papa [...] chiamato «militarizza-zione della scienza». La militarizza-zione della tecnica è [...] come [...] come le arti primarie, ma [...] militarizzazione della scienza, una scienza in cui la volontà [...] po-tenza passa [...] tecnico, apocalittico, questa è una [...] è la dissuasione. Le tecniche antiche erano [...] di li-vello scientifico che ne costituiva-no la [...]. Serve poca scienza per far [...] una carretta, men-tre serve [...] scienza per far volare un [...] ipersonico. Mi pare quindi che siamo [...] di ciò che possiamo chiamare le scienze [...] e cioè [...] per [...] della potenza in sé, la [...] fino in fondo. La dissuasione è scomparsa, [...] è rimasta nella [...] dimensione estremistica. Questa tecnoscienza [...] non più limitata da alcuna [...] umana, ha già superato [...] da molto tem-po, non solo [...] robotizzazione. Quindi siamo ridotti ai [...] lei mi proponeva -e non a ca-so [...] -e cioè il robot, [...] assoluto della pro-duzione, oppure [...] della produzione manuale indù. Ciò dimostra che ci [...] trascinare [...] della volontà di potenza, [...] che è il contrario del pensiero magico. Con le velocità limite [...] oggi, que-sto pensiero produce, nella società civile [...] pace, ciò che avrebbe prodotto nella società [...] di guerra, vale a di-re [...]. La bomba al neutrone, [...] a mantenere intatti i materia-li distruggendo tutto [...] vivo. [...] che prevale oggi non [...] criteri diversi: tutto ciò che è vivo [...] ec-cezione dello schiavo indù (e que-sto è [...] e al suo posto vengono messe macchine [...] sole. Si verifica un delirio, [...] delirio della mondializzazione. La mondializza-zione non è [...] realiz-zazione delle nostre società: è la fi-ne [...]. Potrei citare il se-condo [...] compimento è un [...]. Il com-pimento del frutto [...] del frut-to, e la mondializzazione è la [...] Terra, del mondo finito di Valery. E da questo momento [...] potenza, non avendo più possibilità di espansione [...] (nonostante la conquista dello spazio), necessariamente si [...] ciò che [...] ge-nerata. È il grande mito [...]. Per ciò penso che [...] in poi sarà necessario lottare [...] il progresso della scienza, con-tro questo paradosso folle. Non credo [...] un oscurantista, ma è chiaro [...] la scienza è ormai deregolamentata, ed è contro que-sta [...] che biso-gna lottare, contro una scienza che è ormai [...] volontà di poten-za, senza più riferimento a ciò che [...] fatta nascere, e cioè [...] e il pensiero. E lei non vede [...] usci-re da questa spirale? Sì, certo, con [...] braccio di ferro [...] contro la [...] opera. Non un braccio di [...] alla cariola, come a volte pensano gli [...]. Che fanno un buon la-voro, [...] sono piccoli rispetto alle sfide che abbiamo di fronte: [...] non è solo [...] o nella flora; è [...] mentale, [...] della cultura. Penso che il X XI [...] sarà umano se ci sarà una lotta di Giacobbe [...]. È il grande mito [...] quadro di De La Croix, a [...] Giacobbe combatte tutta la [...] un uomo davanti al suo Dio, non [...]. Credo che [...] debba lottare per rimanere [...] fronte a qualsiasi cosa che lo superi, [...] Dio [...] la tecno-scienza. È la grandezza del [...] spero che gli uomini ab-biano una tale [...] a questo [...] ex machina che hanno [...] ora chia-mano Internet. Come per Giacob-be, è [...] la nuova tecnologia, Internet, è in un [...] dio unico, [...] della comunicazione. Il problema è se [...] o si lotta. Io sono a favore [...] voglio un progresso imposto dalla dissuasio-ne, come [...] mezzo secolo. Le propongo [...] minima-lista, e cioè quella [...] reti solo come un mezzo di tra-sporto [...]. Teorica-mente, [...] globale consente a qualsiasi [...] o informazione un poten-ziale distributivo quale storica-mente [...] grandi co-lossi. Posso sbagliarmi, ma secondo [...] Internet [...] uno specchietto per le al-lodole, è il [...] lancio pubblicitario. È il meccanismo dei [...] che la prima do-se te la regalano [...] mercato, e una volta che sei «agganciato» [...] a peso [...]. Penso [...] che la lotta futura sarà [...] ma le macchi-ne che si [...] preparando non so-no solo macchine per [...]. Ogni volta che una macchina [...] entrata in [...] ha eliminato degli uomini, li [...] sostituiti. Le mac-chine del [...] secolo erano mezzi di produzione. È vero che dopo [...] siamo ora nella rivoluzione [...]. Il pro-blema è che il [...] non è più solo una macchina per lo scambio [...] informazioni, ma è una [...] che letteralmente pro-duce, e che [...] farà sempre di più, con i [...] i computer [...] o quantici. Quando usia-mo la tastiera, [...] di telefono, televisione e [...] è così: è un [...] con la [...] con [...]. Questo strumento che sembra [...] realtà ordina la produzione, la nuova modalità [...] pen-sare al tele-lavoro. Non siamo di fronte [...] semplice, co-me la sega o il tornio, [...] che, preso nella spirale delirante della tecnoscienza, [...] sempre maggiore. [...] militare è sempre rivela-trice. Come Internet è nata da [...] il computer è nato per [...] come [...] come calcolatore di tiro. Comincia con il calcolo, [...] la paro-la, simula gli spazi, serve a [...] fare [...] diventa il [...]. Le sensazioni pro-venienti dalla [...] animali, passeremo dalla zoofilia alla [...]. Di fronte a un [...] non credo si possano opporre le logiche [...] convivialità, di scambio, che sono le logiche [...] piazza pubblica, e cioè della società antica, [...]. [...] modo per non farsi [...] sapere estremo è la «resistenza», non la [...]. I media so-no [...] sono un potere cibernetico al [...] dobbiamo re-sistere come di fronte a una ditta-tura. Io sono un grande appassio-nato [...] tecnica, ma credo che esista un [...] del pensiero tecnico, che è [...] al-la filosofia, e per ciò ci porta ad un [...]. La rottura fra scienza [...] la maggiore catastrofe del pensiero. È il ritardo sul [...]. Quando leggiamo [...] non ci sembra che [...] secoli da [...] e questo avviene perché [...] la filosofia hanno divor-ziato. Finché non saremo in [...] a un nuovo matrimo-nio, possiamo solo resistere. Tutto ciò è molto [...] possiamo ignorare il fatto che i media [...] il mondo da decenni. Se è vero che [...] reti è solo teo-rica, la televisione non [...] nemmeno teori-camente. Bisogna utilizzare le reti, [...] dubbio, come si utilizza il veleno per [...] omeopatiche, e in-fatti il laboratorio informatico della [...] considerato uno dei migliori a Parigi. Ma torniamo pure a Giacobbe: [...] lotta con [...] esce ferito, ha [...] fuori posto, si è veramente [...] ed è per questo che è grande. [...] una frase di San Paolo [...] amo molto: «Sarete salvati come attraverso il fuoco». Per essere salvati non [...] passare attraverso il fuoco. E la tecnica è [...] è anche il fuoco del nostro orgoglio, [...] della nostra volontà, della nostra grandezza. Non si indietreg-gia: si [...] fuoco, sa-pendo che si tratta del fuoco, [...] piscina di Bill Gates: [...]. Resistere forse si-gnifica anche [...] della capacità di con-centrazione [...] Certamente. E alla [...] frase di Gide rispondo [...] di Cocteau, che è forse contemporanea: «Oggi [...] riflettono abbastan-za». Lei capisce bene che [...] attraverso una grande pas-sione per la tecnica. Per me la tecni-ca [...] è la colti-vazione dei [...] mulini a ven-to. Ora sono diventati dei [...] è iniziato con dei piccoli mulini ad [...] giocavano i bambini. Per questo gli ecologisti [...] tecnica [...]. Il ciberspazio, Internet, so-no [...] coloniale. Bisogna avere un oggetto [...] per avere una ba-se coloniale. Si porta la corazzata [...] si spara con dei cannoni da 400-420, [...] dice «abbiamo bisogno di questo porto». E la gente se [...] si portano ca-valli e armi. Questa è tutta la storia [...] inglese e francese. Il grande oggetto tecnico [...] la corazzata, ma la rete e il [...] spazio virtuale è la nuova co-lonia mondiale. E cosa è avvenuto [...] Sono state distrutte le culture locali e sono [...] dei ninnoli: «Noi ci prendiamo queste statue, [...] degli ombrelli, delle perline e dei gadget». Sta ricominciando, ma questa volta [...] si tratta [...] o del Giappo-ne, non [...] il Comandante Perry con la [...] corazzata, siamo noi stessi: trasformiamo noi stessi in colonie. [...] differenza è che il [...] è un continente im-materiale. C Dittatore [...] Carta [...] Paul [...] è nato a Parigi nel [...]. Si considera un francese [...] «Essendo nato da padre italiano e madre [...] altra scelta». È ingegno multiforme. La [...] formazione è legata inizialmente [...] in particolare [...] e infatti [...] Spéciale [...] di Boulevard [...] a Parigi. Ma sono assai noti [...] di strategia militare e geo-politica, e soprattutto [...] «velocità della comunicazione» e sulle conseguenze [...] nel pensiero e nella [...]. In Italia le sue [...] dalle case editrici Dedalo (Lo Spazio Critico), Costa [...] Nolan (Estetica della sparizione, Orizzonte Negativo) e [...]. Che siamo noi della [...] voca-zione a sottolineare gli errori della concorrenza, [...] di criticare gli altri giornali, fi-guriamoci la [...]. [...] esultiamo per i refusi [...] andiamo addi-rittura fuori di testa dalla soddisfa-zione [...] televi-sivo sbagliato. Ebbene sì, noi poveri [...] Santoro riserva più disprez-zo di quello che [...] baffo di [...] ci prendiamo le no-stre [...] le cadute di Auditel. Mi-chele (se possiamo permetterci [...] non è per man-canza di rispetto, ma [...] la ripetizione) fa bene, benis-simo a [...] con noi e do-vrebbe [...] di tira-ture. Invece se la prende [...] così in forse pro-prio la religione della [...] quale ha scelto di mili-tare, anzi di [...]. Cosicché tutti quanti noi [...] se [...] Dick è miglio-re o [...] Pinocchio, con-tinuiamo a girare attorno alle ci-fre e [...] accu-sare Santoro di mancanza di sti-le perché [...] che non gli fanno comodo. Che cosa dovrebbe dire, [...] Ruggero Aguzzi, che andava in onda nella [...] con uno sha-re dello [...] Poteva almeno sperare di passare inosservato e di [...] totale solitudine per lanciare al mondo messaggi [...]. Invece la [...] voce che gridava nel [...] registrata e rimandata in onda dalla [...] Band, ma nep-pure questa [...] è bastata a [...] il posto. Questo anacoreta [...] non si è lamentato, non [...] accusato [...] e non ha neppure mi-nacciato [...] ispezione generale ai tabulati di Walter Pancini, che di Auditel è il direttore. Né si è lamentato [...] Mike, che fa un bel vecchio pro-gramma di [...] tutto sprecato su Rete 4, e continua [...] suo [...] come niente fosse. Così come del resto [...] i registri [...] la [...] Band, pure lei incappata, [...] nella campagna denigratoria del [...]. Signori si nasce e, [...] Totò, [...] lo nacque anche Giorgio Gherar-ducci, il quale [...] Auditel [...] «Bisogna dire che è una ca-gata quando [...] e [...] quando si va male». Una fi-losofia [...] alla quale Santoro non ha [...] aderito. Peccato, perché gli permettereb-be [...] fare sornione che lo rende irresistibile. E, fa-cendo di necessità [...] anche di entrare dentro i tabulati e [...] la [...] grandissima capacità di attrazione [...] pubblico. Se infatti la media [...] balena bianca è quasi la metà di [...] Pinocchio [...] punta-ta 4. Insomma, secondo il lessico Auditel, Santoro [...] poca «per-manenza». Noi potremmo dire che [...] ama, ma poi lo tradisce. Forse perché alcuni si [...] lui. Forse perché la pubblicità [...] alla fuga e vedere quella bella sequenza [...] si inabissa, è come lasciarsi e [...] addio. O forse perché il [...] Santoro è per [...] natura di opposizione (co-me [...] Berlu-sconi); scomposto e agitatorio, sembra promettere sempre [...] rivelazioni che poi non arrivano. Cosicché il pubblico si [...] in continuazio-ne deluso e passa su [...] dove trova meno fascinazione [...]. Ma poi chissà. La tv è un [...]. Basta vedere il dato [...] disposizio-ne dal precisissimo Pancini), che dimostra [...] perma-nenza del pubblico sul [...] di Emilio Fede, il [...] partigiano dei notiziari. Significa che il pubblico [...] come un telefilm e vuole vedere come [...]. O anche fino a [...] arrivare. ///
[...] ///
O anche fino a [...] arrivare.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

(214)


(270)

Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(127)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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