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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 1111523245.

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[...] la cultura di sinistra e [...] «Così come venivano concepiti nel [...] non esistono più [...]. Perché? «Perché [...] di sinistra nasce come organico [...]. [...] al capitalismo ma è stato [...] quando ha dovuto prendere atto che al capitalismo non [...] alternati-va. Il Sessantotto è il [...] presa [...]. Proprio in que-gli anni gli [...] trasformati in massa. Così, insieme alla parcellizzazione [...] fino ad allora era stato [...] e democristiano), passato nelle [...] sono caduti tutti i [...] dalla società contadina. La vec-chia pedagogia non [...] in un mondo tutto [...]. [...] di sinistra è [...] «No, va semplicemente [...] o meglio vanno [...] i termini [...] e [...]. Oggi quando si dice [...] purtroppo, viene in mente la caricatura patetica [...] rimasto attaccato a [...] ancora pauperistica e populistica [...] nostalgico dei tempi in cui si vendeva [...] porta. E questo perché è venuto [...] ciò che una vol-ta si chiamava [...] cioè il sogno realizzabile at-traverso [...] rivoluzio-ne». Secondo lei quali compiti hanno [...] in questa Italia pro-fondamente cam-biata, [...] «Fa bene a distin-guere i [...] ruoli. In ge-nere gli scrittori, [...] vengo-no messi nello stesso calderone degli intel-lettuali. In genere, molto sbrigativamen-te, [...] tutti coloro che esprimono le loro idee [...] alla televisione. Allora vengono in mente Si-ciliano, Scalfari, Sergio Romano ec-cetera. [...] o una madre quando parlano [...] fi-glio, anche se di mestiere lui fa [...] e le fa la casalinga, [...]. Io definirei così [...] colui il quale ha [...] mondo to-talmente scevro dai propri partico-lari interessi. Come dire che si [...] problemi [...]. [...] diventa di sinistra quando [...] di quei problemi nel modello di sviluppo [...] si-nistra, che dovrebbe [...] prevale-re la politica sul [...]. I compiti del creativo [...] altra cosa. Il creativo non giudica [...] limita a [...]. O meglio a mostrare le [...] pieghe più segrete, le sue contraddizioni, [...] fobie, le sue distorsioni, eccetera. Un artista impegnato non è [...] artista, è [...] chierico. Diceva Proust che un [...] messaggio è co-me un regalo con il [...]. I messaggi [...] creativa spesso contraddicono quelli dello [...] intellettuale. Céline [...] uno stucchevole reazionario, un fa-scista». Non pensa che scegliendo [...] di cui parlare si faccia [...] «La scelta dei temi e dei soggetti quando la [...] compie con spirito, co-me dice lei [...] rappresenta un pesante ostacolo al [...] porta-to [...] a far paradigma, appun-to, del [...] e del soggetto, e [...] paradigmatica è valida solo quando [...] di partenza. Allora preferisco un artista come Gadda, [...] che [...] della nostra letteratura [...] a Roma. È antifascista non nel soggetto [...] ma attraverso [...] della letteratura, [...]. [...] «Non sono simpatici. Nella vita uno dovrebbe fare [...] professione più seria. Infatti quelli seri [...] fanno [...]. [...] vuole. Piuttosto che [...]. Ne conosce [...] «Non è una [...]. [...] le farei una lunga lista [...] persone che lei non conosce. Lei parta dal principio che [...] stragrande [...] cosiddetti intellettuali di professione pensa [...] di ca-sa [...]. [...] be-ne è contro le tasse, [...] guadagna male è più [...]. [...] serio è semplicemente una persona [...] e viceversa. È [...] se deve difendere [...]. Co-munque [...] predominante [...] così come a volte scatta [...] a Ferroni nella [...] ac-corata disamina, è di vecchia [...] piccolo-borghese e provin-ciale. Concepire [...] co-me colui che [...] per gli altri è retaggio [...] una visione vetero-co-munista della società dove da una parte [...] i [...] e [...]. Quali sono i valori [...] aiutarci a orien-tarci in questo mondo nuovo [...] valori [...] «La società di massa [...] di un mondo esploso. Viviamo in una realtà [...] anche da un punto di vista semiologico, [...] brandelli. Molte certezze non esistono [...] fortuna anche molte menzogne. Ci riman-gono dei frammenti [...] noi deve di volta in volta organizza-re [...] e sensati che possano fornire un orienta-mento. Al tempo stesso, però, dob-biamo [...] pronti a [...] via alcuni per [...] degli altri. La realtà cambia con [...] cam-biamo. Nella società di massa i [...] sono [...] profondi. Avere sempre il [...] succedendo, è il compito che [...] a tutte le persone [...]. Con quali strumenti, secondo [...] questo termometro? «Con la curiosità e la [...] voglia di vivere meglio in un mondo [...] sensi di col-pa. In questo senso la [...] ai tempi delle bandiere rosse: la condizione [...]. Ha detto che [...] di [...]. [...] «Forse mi sono spiegato male. Di-cevo che [...] di sinistra esiste solo là [...] è possibile e reali-stico credere che esista [...] al capitalismo. [...] ro-mantico quanto si vuole, [...] di sinistra, anzi un grande intellettuale di [...]. Gli altri, quelli [...] fanno più [...] il vecchio linguaggio di quando [...] facevano, sono sopravvivenze, [...]. [...] riguarda la sinistra culturale, il [...] si fa più complesso. Esiste co-me [...] di italiani. Certo, la società di [...] svuotato di senso la memoria. Certo, il pappa e [...] della destra e della sini-stra che vanno [...] o si incontrano da Costanzo o da Letta [...] di [...]. Tuttavia la sinistra esiste [...] a [...]. [...] fortuna, non ha più i [...] intellet-tuali organici. Sì, è popolata dagli [...] parla Ferroni, ma poi se si va [...] vicino so-no gli stessi che mangiavano alla [...]. Cosa [...] fare questo [...] «Anche [...] distinguiamo. Una cosa sono le istituzioni [...] la cultura. I governi posso-no agire [...] pri-me: i teatri, i musei, i beni, [...]. E Veltroni, bisogna [...] fino adesso, si è mosso [...] bene. La cultura è naturalmente [...] delle sue istituzioni, e cosa ben più [...]. Essa decide la [...]. È il risultato finale [...] un paese, è il metro della [...] civiltà. Tutto contribuisce a [...] dalla giustizia [...]. Ad [...] sono spesso il conformismo, [...] e le azioni parassi-tarie dei [...] i suoi comporta-menti che spesso sembrano liberi e [...] coatti, condizionati dal mercato. Oggi tutti i cittadini solo [...] pesantemen-te aggrediti per essere rapinati: non [...] azienda che non scateni tutte [...] sue energie nel tentativo di mettere le mani sugli [...] dei cittadini. Dai mutui ai bancomat, dalle [...] di comprare scarpe da tennis [...] ai figli per non [...] sentire inferiori, sui conti del [...] mettono le mani troppi interessi. Si diventa poveri non sol-tanto [...] diminuire [...] ma vedendo crescere a dismisura [...] uscite. E questa è cultura. Il citta-dino si comporta [...] che lo spinge a comportamenti solo apparentemente [...]. Questa cultura non è [...] un po-tere centralizzato, ma dal potere in-vasivo [...] mercato. Un provvedimento secco in grado [...] certo fare il governo. La cultura è il punto [...] di un lungo [...]. Stefania Scateni «Non [...] più chi [...] per gli altri Oggi anche [...] casalinga fa cultura nel momento in cui non cura [...] il suo particolare Gli [...] di cui si parla sono [...] stessi che mangiavano con [...] Disegno di [...] 4. Ma tutta [...] LUCA CANALI LA TREGUA [...] (quasi sempre collegata con [...] senatoria) e [...] imperiale durò fino alla [...] Augusto: Livio, Virgi-lio, Orazio, Properzio, Tibullo, Ovidio, furono [...]. Già con Tiberio riprende [...] al potere dei Cesari, magari [...] a [...] manifestazioni di os-sequio. [...] sincero ammirato-re di Tiberio [...] che, ufficiale subalter-no, ricordava [...] piena solidarietà il grande generale che Tiberio [...]. Con Caligola [...] sarà definitivamente spezzato: la letteratura [...] sarà in sostanza e senza interruzione una letteratura di [...] fa-ranno eccezione Stazio e Marzia-le: ma si trattò soltanto [...] oppor-tunismo in nome della personale sopravvivenza. Lo stesso Seneca, che [...] fu a fianco di Nerone adolescente, assumerà [...] con [...] di fare [...] docile fi-glio della invadente Agrippina, [...] principe» (la stessa illu-sione che aveva nutrito Aristotele [...] del giovane Alessan-dro il Macedone). È dunque pos-sibile dire [...] Cesari, almeno fi-no a tutta la dinastia dei Flavi (Ve-spasiano, Tito, Domiziano), dopo quella [...] (Augusto, Ti-berio, Caligola, Claudio, Nerone) [...] costantemente a fon-dare il loro potere sulla [...] cioè sulla bor-ghesia affaristica [...] che, ovviamente, sul soli-do ma mutevole presidio [...] proletariato in armi) e sui pretoriani (la [...] sempre, non a caso, da un prefetto [...] degli [...] un «borghese» dunque). Altro aspetto notevole dei [...] e ari-stocrazia senatoria fu una non tra-scurabile [...] ancorata -anche se spesso solo formalmente -alla [...] con la memoria fissa [...] e ringhioso Catone il Censore, [...] di cultura greca e [...] della propria tra-dizione nazionalistica; proiettati verso [...] innamorati dello sfarzo pro-prio [...] gli imperatori: Cesare sicuramente, meno Augusto e Tiberio, [...] Caligola e Nerone, con un problematico interregno di Clau-dio. Caligola e Nerone hanno [...] (per influenza de-cisiva della storiografia di Tacito [...] di Svetonio) [...] pessima fama: pazzi, megaloma-ni, [...] etc. La storiografia recente è avviata [...] una rivalutazione, se non una totale «riabilitazione». Sia Caligo-la che Nerone [...] economica, una politica (anche monetaria) che favoriva [...] contro [...] e i «grandi ricchi»: [...] e la rivalutazione [...] volute da Nerone, fa-vorivano [...] il commercio contro la ricchezza fondiaria e [...]. Caligola, da parte [...] cercò in ogni modo di [...] la [...] il [...] minuto. Gli intellettuali, alleati [...] e spesso nostal-gici del [...] vendicarono lasciando di questi imperatori un pessimo [...]. Certo, sia Caligola che Nerone [...] dei «perfetti principi» e commisero crimini politici (Ne-rone [...] Britannico, pericoloso pretendente al supre-mo potere, la [...] Agrippina, [...] moglie Ottavia), ma Cesare, Au-gusto, Tiberio, Claudio [...] da meno. ///
[...] ///
Certo, sia Caligola che Nerone [...] dei «perfetti principi» e commisero crimini politici (Ne-rone [...] Britannico, pericoloso pretendente al supre-mo potere, la [...] Agrippina, [...] moglie Ottavia), ma Cesare, Au-gusto, Tiberio, Claudio [...] da meno.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(268)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(252)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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