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Nata a Demonte nel Cuneese [...] in lettere, ha insegnato per vari anni [...] Torino [...] a Milano, dove attualmente risiede. Dopo avere esordito come [...] pubblicava nel 1941 la raccolta [...] Fiore, e dopo la [...] Le [...] (1951), e il suo primo romanzo Maria (Premio [...] 1953). Con il suo romanzo [...] Tetto Murato vinceva nel [...] 1957 il Premio Pavese. Successivamente la Romano è [...] diario di viaggio (Diario di Grecia, 1960) [...] che parlava solo (1961) [...] recente La penombra che abbiamo attraversato, protagonista [...] -Viareggio [...] maggior parte delle sue [...] presso Einaudi). La Romeno, durante la [...] attivamente alla [...] a quel periodo e [...] risalgono i due rari racconti che pubblichiamo, [...] in volume. Due racconti di Lalla Romano I TEDESCHI A BOVE SA DONNA disse che un [...] dalle colline e chiedeva un vestito borghese. Uno non voleva credere, [...] se era così, quello era un [...]. Poi cominciarono a passare [...] e continuarono [...] trascinando i piedi sulla [...]. [...] la strada per Mondovì. Non [...] o se parlavano era [...] i generali. Passavano guarendo in terra. Arrivò un operaio in [...] concitatamente che se i tedeschi! Mia ìlla corse in [...] una rozza per portare in salvo il [...] Irmo, [...] noi aspettammo a lungo cortile rabbrividendo per [...]. Erano [...] allegri, disordinati e violenti [...] composizioni di Picasso Guttuso. Più belli allora, che [...] liberazione. Più [...] meravigliosi ancora. Non volevamo crema lei [...] uguali, biondi. Per le le del [...] correre di [...] di usci, un fragore [...]. Tutti si tappavano in I [...] ci guardavano, [...] e olimpici, [...] delle [...]. Una detonazione [...]. [...] col bambino per mano, per [...] deserte e stranamente ridenti le [...]. [...] una autoblinda, e spaio sulle [...]. Miravano [...] di scappare, non verso [...] ma dalla nonna, a Spinetta. Il si rifiutò di [...] tino e fece anche lui a piedi [...]. /// [...] /// Salimmo sul tetto della [...] vedeva il fumo salire e il rosso [...] della montagna. A notte arrivarono fuggiaschi [...] raccontarono. Erano dei pochi usciti [...] i tedeschi avevano bloccato le strade. [...] rifacendo il cammino [...] incontrai la figlia più [...] Cia, con un mucchio di vestiti . Le avevano bruciato la [...] il padre. La nostra Cia, dopo [...] anni in casa nostra, aveva sposato un [...]. Avevano quattro figli. Non [...] ancora le fiamme, ma [...] alle finestre e agli usci sbarrati, di [...] tetti una frangia di fumo saliva silenziosamente. Sulla piazza incespicarono in [...]. Scantonarono verso il cimitero, [...] Peveragno. Un soldato gli sbarrò [...]. Il fabbro alzò le [...]. /// [...] /// Io avevo visto soltanto [...] Torino sotto le bombe, ma lo strazio [...] povere case di Boves ! I vicini mi raccontarono [...] a salvare le bestie dalle stalle abbandonate [...] di come [...] si era prestato anche [...]. I tedeschi erano dei [...] come angeli, con le cosce nude, pelose [...] quelle delle donne. Uno mordeva una pesca intanto [...] metteva fuoco alle case. Uno accarezzò i bambini. Altri chiesero una scatola [...] una vecchia che li accontentò premurosamente e [...] appiccarono il fuoco alla benzina sul pavimento. Ce ne ; fu anche [...] che spense per pietà del [...] pianto di una donna. Prima di lasciare il [...] attraverso una fessura nel cor-. La figlia era li [...]. Alcuni giorni dopo in [...] Cuneo una signora mi disse che era [...] quello che era stato perchè la popolazione [...] Boves [...] aveva applaudito» al passaggio di un morto [...]. Anche i borghesi hanno [...]. Però in esse non [...] vergogna. Pochi ne-I I [...] ci passa poca gente. Sol-tanto per qualche minuto, [...] si riempie tutta di movimento e di [...] sono due scuole, dirimpetto. Quando è deserta, sembra una [...] vuota. Guarda a ponente sulla [...] una chiesa, che si vede solo in [...]. Tra quella e la [...] via principale dove si [...] il passeggio e il [...] del centro. A levante si apre [...] in quel punto si addolciscono e declinano [...] e la pianura alberata. Una strada non particolarmente [...] tranne che nel nome (1); nè antica, [...] moderna. Una strada qualunque. Che non vuol dire [...]. La strada ha avuto, [...] come ogni altra strada della città, la [...]. /// [...] /// La storia penosa e [...]. La giornata [...]. Una domenica sera, [...] del [...] una folla muta si ammassava [...] fondo alla strada, a guardare verso le montagne. Ai piedi della [...] il bagliore del fuoco [...] di fumo. I tedeschi bruciavano Boves. [...] sera bruciarono i cascinali [...] i fuochi disseminati sulla collina di Chiusa Pesio [...] una costellazione caduta. Ma la pena vera [...] come una vergogna, fu [...]. Una delle scuole fu [...]. Ci portavano i ragazzi [...] della leva, e chiunque altro trovassero. Donne, le madri o [...] contadini si affollavano. La sera cantavano. Canzoni di osteria, ma [...] vino, infinitamente tristi nel loro accorato e [...]. Poi [...] notte, verso [...] gli abitanti della strada [...] con un sussulto angoscioso del cuore, sentivano [...] di un gregge muto e sospinto. I ragazzi partivano per [...] Germania. Altri arrivavano [...]. Davanti ai cancelli sostavano [...] giornate i guardiani fannulloni e insolenti, non [...] ma nella loro abiezione disumani. Nessuno fraternizzò con loro, [...]. Una signora della strada, [...] ma giovane nel cuore (mia madre), passando [...] piangeva con le donne, qualche volta osava [...] che fingevano di non [...]. Intanto il tempo, che [...] sorti della strada, girava rapidamente sul quadrante [...]. Gli abitanti della strada, [...] a cenni, si domandavano: vengono? Quale sarà [...] Aspettavano « quelli della montagna ». Nelle « code » [...] donne si sfogavano e se [...] anche « quelle », [...] nel rione, si scambiavano frasi mozze, ammiccavano. I tedeschi non erano [...] primi tempi; erano dei soldati panettieri pacioni, [...] tragedia della loro terra, amici dei bambini [...] loro bambini lontani. Ma sempre ancora nella [...] oscena incomprensibile di [...] tedesco ubriaco, o la [...] pieni di paura nel buio, facevano sussultare [...] abitanti della strada. Un mattino furono portati [...] prigionieri, e alla sera i guardiani in [...] cosa, armi, viveri, su un camion e [...]. Mai la strada era [...]. Gli abi-tanti spiavano, trattenendo [...] le persiane. Quando furono partiti, si sentiva [...] la voce della fontana, e la strada sembrò più [...] mai una scena vuota. V " La mattina dopo [...] scena [...] parvero poche maschere, [...] nere, sinistre. Apparivano e sparivano, tra [...] portici, nel colonnato neoclassico, dèi tempio. Attraversavano la scena con [...] il santo di pietra nella [...] nicchia guardava. Che cosa avrebbe portato [...] il sabato 29 aprile. Prime sono state le [...] la visione? Arrivarono intenti, guardinghi, imbracciando l'arma. Tutti gridavano, dalle finestre, [...] partigiani, i nostri! Erano brutti, i primi, [...] proprio per quello. Strani, vestiti da poveri. Gli abitanti della strada [...]. In un momento la [...] seria, modesta e fedele, fu tutta imbandierata, [...]. Una gioia che faceva male, [...]. Qualcosa [...] spezzato, dentro, la dura crosta [...] costrizione. Si combattè tutto il [...] le fucilate, gli allarmi, ma la strada [...] liberata. Liberata [...] della lunga attesa. Quanto durò quella mattinata? Un [...] un lampo. Il tempo delle cose [...] non quello degli orologi. Il tempo della memoria, il [...] tempo che non ci sfuggirà più, [...] per sempre presente. I cittadini erano quasi [...] nonostante le fucilate: la bella panettiera bionda, [...] a stento dalle madri. I partigiani passavano, ora [...] ora correndo; si aspettavano, sparavano. Colorati, diversi come è [...]. Fazzoletti rossi, fazzoletti [...] o anche niente, vestito borghese [...] fucile. Anche un vecchio con [...]. Attori [...] e spettatori, anche gli spettatori [...]. I cittadini acclamavano, indicavano, [...] ai portici per. Ci furono dei momenti: [...] un gruppo correndo, erano disarmati e corsero [...] per cercare armi. Ma quelli non avevano [...]. Allora il sarto, un piccolo [...] pacifico, diede la [...] rivoltella e le munizioni, e [...] le provò [...] con felicità dei ragazzi. O quando ci fu [...] il dottore lo medicò nella [...] casa, o quando una [...] signorina corsero alla scuola, riuscirono a trovare [...] balcone la grande bandiera mentre piovevano le [...] erano appostati nella via trasversale e sparavano. Strada qualunque, . Ma il momento più [...] gli abitanti della strada riconobbero i loro. Il [...] ciclista », " un [...] forte, e il suo garzone, ragazzo smilzo [...] parrucchiere calvo dal nome curioso e, più [...] i camerieri del caffè [...] coi loro piedi piatti, [...] dallo sparato bianco. Tutti usciti così com'erano [...]. [...] partigiano, il [...] giorni, strada per strada, [...] unito ai fratelli della [...] con loro la [...] città. Un altro ancora fu [...] ragazzo siciliano, in tuta azzurra. Era stato uno dei [...] negli ultimi tempi. Era fuggito, e, ripreso, [...] costretto alla vergognosa servitù di custodire i [...]. Finalmente liberato, divenne liberatore. Lo vedemmo [...] coi suoi riccioli bruni [...] tricolore. La giornata fu lunga, [...]. /// [...] /// I tedeschi ordinavano di [...]. Nella strada tutte rimasero. A un dubi-toso un [...] Non temete, noi non ce ne andremo. Le cannonate [...] e i muri delle case. I combattimenti languivano. Due ragazzi biondi e [...] della montagna, vennero a guardare la loro [...] dove erano scappati. La notte non parve [...]. I cannoni insistevano. Ma era la fine. [...] ricominciava la vita. La storia della strada [...] comune. La strada tornerà silenziosa, [...] con le voci degli studenti. Ma ha avuto la [...] sempre, la mattina del 29 aprile. Lalla Romano O) Via [...]. /// [...] /// Lalla Romano O) Via [...]. (0) (0) ![]()
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