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Gramsci con Kant. Nesso impervio da dimostrare. Perché più di tanti [...] Gramsci era imbevuto di filosofia idealistica: Hegel, Croce, Gentile. E naturalmente Marx. Quel Marx che cercava [...] lavoro la vera chiave di volta «conoscitiva» [...]. Gnoseologia ed etica, per [...] siano in Marx a riguardo, appaiono lontane [...] di cui Gramsci era figlio. La celebre X Ima [...] non prescriveva forse di [...] laddove i filosofi avevano solo tentato di [...] E Gramsci non teneva in gran conto quella «tesi», [...] giovane Gentile aveva distillato la [...] idea della «prassi» autocosciente? [...] a Gramsci, in questo [...] Gentile, è estraneo [...] trascendentale» kantiano. La visione cioè di [...] logica che lascia un margine di opacità [...] sé. La prassi gramsciana rivoluziona [...] oggetti, [...] come possesso pieno della [...]. E quindi, in tal [...] kantiana è impraticabile. Resterebbe il terreno [...]. [...] è la forte curvatura [...] di Gramsci a [...]. Ma in che senso? Nel [...] in Gramsci la conoscenza in quanto tale [...] valenza della «pubblicità [...] kantiana. Era cioè processo dialogico [...] ricomposizione tra masse ed [...]. Forza produttiva, e banco [...] capacità egemonica dei colti, della loro capacità [...]. Ma poi [...] categorico kantiano subiva una torsione [...] nel partito come «intellettuale collettivo», il conoscere diveniva trasparenza [...] responsabilità [...]. Insomma primato [...] Kant con Machiavelli! [...] gramsciana del capire era un [...] politico, e la politica era [...] del capire. E tuttavia il «kantismo» [...] Gramsci [...] ben dentro la prassi attivistica di un [...]. E [...] principio di conoscenza, nasceva ben [...] i fini collettivi. Poco a che fare [...] kantiana del marxismo di fine inizio secolo [...] dialettica hegeliana, ripristinava il primato del conoscere, [...] e politica e rifondava [...] su basi negoziali e [...]. Poco a che fare [...] etico kantiano» (Lange, Cohen, Bernstein, Adler) che [...] trasformazioni radicali e critica del capitalismo, [...] tutto questo entro il [...] della cittadinanza, e [...] scientifica. E poco a che [...] il «revisionista» Croce, dal quale Gramsci attinse [...] ma al quale rimproverava, [...] e la «distinzione» delle [...] su cui Croce fondava il primato del [...]. E allora sino a [...] «Kant con Gramsci»? Forse ad una condizione: rivalutare [...] quei «marxisti kantiani» che pure Gramsci non [...]. Bruno [...] Il pensatore dei Quaderni? Non [...] quello di [...] lo sostiene Aldo Tortorella [...] «Critica Marxista» Compagni, anche Gramsci era kantiano E allora [...] primo posto Nonostante il suo storicismo assoluto, Gramsci [...] dal problema del relativismo morale in politica, [...] derivanti da una concezione amorale del potere. E allora si possono [...] nel suo pensiero motivi kantiani. [...] Detassare i libri sì Le [...] private no «Il materialismo storico distrugge tutta una serie [...] pregiudizi e di con-venzionalità, [...] obbligazioni, vecchi luoghi comu-ni, ma [...] perciò giustifica che si ca-da nello scetticismo e nel [...] snobistico». Antonio Gramsci affida questa [...] possibili esiti eticamente negativi di un pensiero [...] nota dei «Quaderni» dedicata alle «riviste [...]. Poco prima aveva evocato certe [...] del «carattere italiano», an-che tra i rivoluzionari: esiste una [...] tradizioni della media cultura ita-liana e sembra aderire ad [...] tratti del carattere italiano, [...] il [...] la pigrizia fatali-stica, il dilettantismo [...] la mancanza di disciplina intellettuale, [...] e la slealtà morale e [...]. Dalla ricca miniera del testo [...] Aldo Tortorella estrae questa prima «pepita» per argomentare -in [...] saggio pubblicato [...] nu-mero di «Critica Marxista» -che [...] pensatore e il politico [...] autodefi-niva «storicista assoluto», e respinge-va [...] decisione e a più [...] pre-tesa kantiana di [...] principio morale di valore universale, [...] in realtà attraversato da un assillo, da una tensione [...] ricerca volti a [...] per definire un fondamento etico [...] politica. Si tratta di una direzio-ne [...] pensiero di Gramsci assai poco [...] solo per tracce e tentativi. La vita del dirigente [...] testimo-nianza altissima che ne [...] nel-le lettere dal carcere [...] Torto-rella [...] parlano di un assoluto rigore morale. [...] non ha avuto nei [...] Gramsci [...] altri temi della polemica [...] il suo pensiero è di-ventato famoso. Ciò non vuol dire, [...] preoccupazione fos-se assente. E basterebbe ricordare quante [...] quanta passione Gramsci, reinterpre-tando Machiavelli nel-la costruzione [...] «moderno principe», cioè delle forme della politica [...] avverta che separare la politica dal-la morale [...] «distruggere la mora-le». Respingendo quin-di quella vulgata [...] Ma-chiavelli, secondo [...] fine giustifi-ca i mezzi». Vulgata che nonostante gli [...] Gramsci, ha avuto il suo peso nella pratica [...]. [...] gramsciana alle posizioni sia de-terministiche, [...] volontaristiche, e la [...] convinzione che solo una ana-lisi [...] delle concrete condi-zioni della storia e della società può [...] etiche, tra libertà e necessità. Tuttavia Gramsci appare ben [...] dimostra la citazione da cui siamo partiti [...] storicistico, rischia [...] di [...]. Come definire un principio [...] in grado di porre [...] politico al riparo da questo [...] Per una sorta di paradosso ermeneu-tico Tortorella, per abbozzare [...] tesi, va a rintracciare altri [...] nella miniera gramsciana. E proprio là dove si [...] del partito come centro di [...] morale e prefigu-razione di [...] assetto sociale che diviene «organicistica» [...] anche francamente [...]. [...] quindi, nella [...] concezione genera-le, oggi da respingere [...] ogni modo. I criteri in-dicati da Gramsci [...] una eticità fondante nella costru-zione [...] politica» e del suo [...] in sintesi, alla capacità del principio di [...] alla coerenza [...] costruzione dei grup-pi dirigenti, [...] che «guidi le moltitudini, le edu-chi, che [...] essere esempla-re». Ed è proprio in [...] osservazioni di [...] che Tortorella individua e [...] di pensiero che con-sidera ancora vitale. Contro i rischi, ben [...] tempo di [...] in campo una «premessa»: «Si [...] ci siano sempre governati e go-vernanti oppure [...] le condizioni in cui la necessità di [...] Cioè si parte dalla premessa della perpetua [...] umano o si crede che essa sia [...] storico, ri-spondente a certe condizioni?» È [...] elementare» che non può [...] se si vuole che que-sti dirigenti non [...] al-tri. /// [...] /// Gramsci non pensa a [...] immutabile della sto-ria, la finalità ideale e [...] sovrapposta o imposta alla so-cietà, ma assunta [...] -una [...] e cioè uno strumen-to [...] eticamente consa-pevole». Una [...] della [...] di bello e brutto [...] giusto e ingiusto per il diritto) che [...] il campo [...] politica «diversamente da una [...] il potere», giacché si in-troduce un «ancoraggio [...] libertà e al principio di liberazio-ne». Ma che cosa è questo [...] doman-da il dirigente del Pci e del Pds che [...] è formato alla scuola del neokantiano Banfi -«se non [...] un imperativo categorico, se non [...] di una norma di [...] ispiratrice del pensiero e [...] Senza questo tipo di «tensione», [...] Tortorella, [...] politico rischia di perdere ogni [...] di senso». E [...] la filologia gramsciana [...] che il leader della [...] del-la Quercia va combattendo, un [...] solitariamente, dai tempi [...] per stimolare un ripensamento radicale [...] «fondamenti» di una po-litica che si dica di sinistra. [...] filo che lega i più [...] interventi di Tortorella, pubblicati dalla [...] rivi-sta. [...] alla svolta fu più [...] che però è so-stanza) che sul merito. [...] del vecchio nome -ha [...] a Boston alcuni mesi [...] accompagnata dalla necessaria «di-scussione teorica». Una discussione che avrebbe [...] e che cosa salvato [...]. Per Tortorella gli «errori» [...] storici del comunismo italiano van-no ricondotti allo [...] idealistica, prevalente nel [...] salutare antidoto al dogmatismo [...] non riuscì poi a reinventare il «programma [...] la «cultu-ra della realtà» irrinunciabile per una [...] di governo, e [...] cui la sinistra perde [...] iden-tità. Oggi, nel confronto con [...] -direbbe Gramsci -delle posizioni [...] un soggetto politico che [...] costituire una polarità legata [...] europeo non può rinunciare [...] intuizioni, per quanto non sviluppate, che questa [...] produrre nella declina-zione di [...] di libertà non tutta [...] del mercato e nelle forme politiche date. Da [...] di una [...] di Gramsci, e [...] sul valore [...] Berlinguer, che in sinto-nia con Brandt e Palme, ma [...] nella critica del pensiero femminile [...] nuova linfa per per un nuovo «pro-gramma fondamentale» della [...]. Ci si potrebbe [...] questa ri-cerca non corra il [...] di attardarsi nel tentativo di recuperare una storia che [...] preso inesorabilmente [...] direzione. E se -dopo [...] e [...] dopo [...] e il dibat-tito anglosassone [...] dopo gli stessi sviluppi del pen-siero della [...] non possano essere le fonti per un [...] moderna. Tortorella forse ri-sponderebbe che, [...] sollecitazioni del nuovo pensiero, rinunciare alla disputa [...] dire arrendersi al rischio di una restaurazione [...] vecchi vizi della sinistra italiana. Un [...] senza Togliatti, un ma-chiavellismo senza [...] della tensione etica gramsciana. Un parti-to di nuovo [...] «pluralismo povero», senza nemme-no la giustificazione di [...] guerra, se pure «fredda». Ma [...] dal [...] al terreno della polemica [...]. /// [...] /// [...] possibilità riconosciuta alle [...] dei libri di testo [...] dal tipo di scuola frequentato) [...] lo di-ciamo pur promettendo battaglia sulla filosofia di fondo [...] ma, in questo caso, schierandoci [...] parte del libro. In altre parole [...] come [...] per vedere case con biblioteche [...] ric-che e comodini con pile di tomi e vo-lumetti. Per questo ci auguriamo che [...] estenda oltre gli angusti confini dei sussidiari e dei [...] il [...]. Proviamo a pensarci: ipotizziamo [...] tutti si riconosca la possibi-lità di [...] munire di un libro [...] sorta di bussola nel labirinto delle trasformazioni [...] che questo paese consegna nelle [...]. Un augurio e un [...] per-ché, cioè, [...] non la sprechi nessuno [...] ore passate a leggere rimanga un baga-glio [...] emozioni sem-pre più utile in [...] sempre più vorticosamente il [...]. Già, perché in un [...] la [...] per [...] fare strada dentro le [...] un bel libro di Tabucchi, Forti-ni o Conrad [...] per capire, districarsi, [...]. Tecnicamente, poi, non ci [...] che basterebbe stabilire un tetto massimo di [...]. E poi pensiamo al [...] in termini culturali: do-po la rottamazione [...] delle automobili, pure la [...] conoscenza. Ovvia-mente, però, senza censure o [...] di ciò [...]. [...] stesso riconoscimento, almeno [...]. [...] potremmo iniziare a capire come [...] e quindi per la crescita, [...] co-munità di cui facciamo parte. Vor-remmo in altre parole [...] cd di «canzonette» a prezzi umani o [...] personal computer di casa senza [...] fare «in nero». A quel punto avremmo [...] spazi do-ve le persone crescono ed [...] quel punto sì che il nostro si-stema [...]. Pierfrancesco [...] Fabio [...] nazionale della rete studentesca) [...] Art) Gramsci a Vienna in [...] foto di gruppo nel 1923. A lato Immanuel Kant [...] Antonio Banfi. Fu il marxismo revisionista, [...] inizio secolo, a rivalutare Kant, sia nella [...] che [...]. Tra i marxisti italiani, [...] Della Volpe, va annoverato nel secondo dopoguerra Antonio Banfi. Critica Marxista Nuova serie Editori Riuniti [...]. Critiche, assiali e duali, [...] di Mario Botta cercano di rispondere al [...] al trionfo senza residui di quella totalizzante [...] già Max Weber diagnosticava per il nostro [...]. Una replica, quella di Botta, [...] si può ammirare a Na-poli a Palazzo Reale [...] Pi-no Musi, catalogo [...] nella mostra «Emozioni di Pietra. Un percorso fra le [...] Mario Botta». E a rispondere con Botta [...] primo luogo una concezione di fon-do del [...] posi-tivamente il funzionalismo e sembra approdare, lontana [...] teoriche, ad una dimensione del fare architettonico [...]. E se per definizione una [...] è tale perché non sembra avere vie [...] di [...] a salvare [...] la figura essenziale di [...]. Con la scelta del sito, [...] di rado in quota, se non su [...] centro, un fulcro, un totem, [...] mundi»; con la scelta dei [...] evocativi e [...] del «tipo» architettonico capace di [...] rivivere oggi le tracce del romani-co: con tutto questo [...] sue opere resi-stono [...] della totalità. [...] contemporanea, ed oltre di essa [...] oltre [...] e il vetro rispecchiante [...] (si pensi al Museo [...] moder-na in prossimità della [...] a San Francisco), il ricordo [...] uno stato [...] più intimo e complesso: [...] il medesimo e [...] la presenza e [...] finito e [...] fra apertura e chiusura, dialogano. Che [...] nella mostra di Na-poli [...] ricorso costruttivo alla «pietra» è del resto [...] rammemorazione etica e poetica di questa relazione [...]. La storia della cultura [...] innumerevoli esem-pi di simbolismi litici, come nel [...] dei menhir, delle pietre funerarie, o dei [...]. Fondamentale per [...] simbolico [...] è poi [...] biblico di Giacobbe che, [...] riposare, prese delle pietre e [...] sotto il capo vi si addormen-tò. In sogno egli vide una [...] di pie-tra [...] gli angeli di Dio salivano [...] scendeva-no e il Signore vi si appoggiava. [...] quale si era addormentato [...] memoria, la unse, e le mise nome [...] ossia appunto, insieme «casa [...] Dio» [...] appellativo della pietra sacra, ossia del betilo. La pietra, dunque, emoziona [...] della me-moria di queste epifanie della tra-scendenza [...] gravida: e le opere [...] di [...] a [...] attestano di [...] perfettamente, offrendo tra [...] in entrambi i casi [...] anche magnifiche interpretazioni del sim-bolo [...] figure ar-chetipiche fra le [...] passag-gio a un altro modo e stato [...]. Metafisico in quanto perfettamente [...] questo dia-logo con il mistero [...] si sviluppa inoltre nel [...] fondamentale nelle sue opere dal quadrilatero al [...] metamorfica fra forme funzio-nali e forme simboliche, [...] e segni celesti. Con questi mo-vimenti della [...] della mate-ria, [...] progettante pone pertanto una forma [...] va sempre di nuovo al di là di se [...] e resiste appunto co-me [...] di una apertura. Vengono in aiuto, [...] le celebri parole di [...] «Nel mezzo [...] nel suo tutto, domina un [...] aper-to. /// [...] /// Questo Cen-tro, aperto, è [...] ogni en-te. Ma per [...] queste architettura modulano [...] di apertura, [...] di carattere religioso è [...] consegnata alla volta celeste; e in questo [...] acme, propria-mente la loro «chiave di volta», [...] del puro possibile: risuona come la memoria [...] di [...] «la luce del non [...]. Allora, come i suoni [...] un pianoforte sapiente-mente [...] segni architettoni-ci si liberano [...]. Sono emo-zioni assolute. Ma nella «gabbia» della solitudine [...] della convenziona-lità contemporanea, il luogo che così irrompe con [...] di una apertura [...]. Sono luoghi, tanto la chiesa [...] il museo, destinati [...] e alla accoglienza collettiva delle [...] espressioni. Ci si può do-mandare [...] per questo incon-tro non scandisca forse la [...] etica, del perforante, poetico, venire alla presenza [...]. In questo senso, sono pro-babilmente [...] queste architet-tura «pubbliche», (si [...] come luogo della [...] che è però sempre, come [...] insegnato [...] evento e invio etico [...] o [...] a [...] manifestare la poetica di Mario Botta: una poetica ma, per forza di cose, anche [...]. [...] forse non si-gnifica sottoporre il [...] a una insopportabile de-rivazione [...] quanto piutto-sto prendere sul serio [...] carattere di apertura [...] forte timbro comune di queste [...]. /// [...] /// [...] forse non si-gnifica sottoporre il [...] a una insopportabile de-rivazione [...] quanto piutto-sto prendere sul serio [...] carattere di apertura [...] forte timbro comune di queste [...]. (0) (0) ![]()
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