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Dal suo [...] la psichiatria non ha mal [...] elaborare, se non pratiche perverse, saperi dissociati rispetto [...] in una tragica caricatura di [...] umani sviliti [...] sfibrati dal mondo chiuso [...] deliranti rispetto ad una realtà [...] dai suoi propri artefatti confini. [...] scientifica posta dentro i confini [...] dati. Mal come [...] la [...] é il prodotto delle [...] sono precostituite. [...] è [...] fondante la psichiatria. Il rovesciamento dialettico [...] sta tutto [...] decisiva di questo errore originario, [...] negata») è allora denuncia pratica [...] teorica di questa perversione. Solo da [...] comincerà finalmente la «cura». E [...] 6 perù interminabile perché [...] essere solo pratica modificazione. [...] è [...] stesso della cura. La crisi delle scienze [...] committenza, reclusa ed esclusa grazie alle condizioni [...] date. [...] coincide con la critica [...] dato e delle condizioni [...] lo determinano, delle regole [...] e riproducono, introducendo ideologia, impedendo la luce [...]. [...] 6 allora prassi [...] dimensione estetica ed etica [...] verso le radici della scienza, critica [...] ricerca de! [...] ha scritto: «La psicoanalisi è [...] una finestra che tuttavia viene qua» sempre utilizzata ormai [...] per [...] dentro", mentre le finestre sono [...] soprattutto per guardare fuori». Il dolore e la [...] quanto soprattutto anche «a sinistra» si disperdeva, [...] dentro o le estetizzate letture [...] freudiano o dentro una [...] rifiutava, per narcisismo corporativo, di farsi davvero [...] sapere pratico delle Istituzioni, erano cuore e [...] Basaglia. La consapevolezza di non [...] mai uscire dal sistema istituzionale, [...] non per [...] ideologica, lo stare ossessivamente dentro [...] condizioni date quand'anche le peggiori e, per questo, le [...] reali. Da II risalire la [...] smottamenti continui. Con la forza e [...] una [...] locale» vissuta come corpo [...]. Come un corpo da [...] gioco incessante di oppressioni e liberazioni, di [...] di liberazioni per un «per sé» che [...] e si facesse, per pratica agita, sguardo [...]. Attimo di liberazione, coscienza [...]. Dopo Pinci, la rivoluzione [...] grande modificazione indotta nel [...]. Un campo immenso se [...] nel mondo ne sono vittime totalizzate, se [...] arrancando a identificare limiti e contenuti dei [...] e sragione su cui gravano ancora inesplorate [...] anche la [...] delle nostre quotidiane vite [...]. Dalla riduzione positivista, o [...] o sociologica ad una pratica progettuale della [...]. Ben raramente una [...] epistemologica» ha interrogato alla radice [...] e politica, stato e cittadino, discipline e comportamenti, culture [...] pratiche, [...] e leggi, come [...]. [...] sul manicomio era interrogazione [...] costituzione materiale del capro espiatorio, delle procedure [...] insieme che strutturano [...] interrogazione sulla violenza, prime [...] un sapere [...] e progettuale. Strano destino: chi per [...] alla notte si occupa di [...] e dalla rimozione, oggi è [...] del loro abbandono. Chi odiava fisicamente ogni [...] ipostatizzato in formulette che deprezzava con violenza; [...] ogni ideologia, 4 oggi Imputato del con-trario. Chi seppe coniugare con [...] contro tutti I muri, seppe [...] viene rinchiuso in uno [...] esorcizzato. Un amico editore mi [...] che è stato fatto con i muri [...] pio importante della caduta del muro di Berlino: [...] stupefatto di come molta gente abbia capito [...] compito di un uomo, nonostante la [...] di questo decennio. [...] parte [...] contemporaneità storica voleva che [...] era processo di mutamento del paradigma psichiatrico [...] e come libertà per) là divenisse liberismo [...] spesa, abbandono voluto della follia per le [...]. Le politiche [...] incrociavano la lotta [...] contro 1 manicomi, e i [...] ne facevano alibi per [...] dei più deboli. Li volete liberi, li [...]. Come ci ha insegnato Alice, [...] delle parole lo decide chi comanda. Basta rileggere [...] Negata» e balzerà agli [...] da abbattere e coscienze insieme da rianimate [...] tutt'uno. La velocità del capitale [...] che [...] e là mura cadessero: [...] solo [...] della pratica [...]. Ora occorrerà sulle rovine [...] giacobina che risultasse [...] ora il deserto si [...] noi 11 compito di vivificare altrimenti ciò [...] muri crollati. Basaglia avrebbe voluto [...] costruendo una «mappa della vergogna» [...] denuncia del luoghi del manicomi e dai luoghi di [...] disapplicazione della legge. Quel «Crimini di Pace» [...] il terreno elettivo di lavoro di una [...] di tutt'altro si occupa e rinvia sine [...] luoghi, [...] ed ora, la politica [...] della propria professionalità, [...] civile [...] (quegli Intellettuali che parlano [...] quando per avventura vi vengono reclusi o [...] quando, laddove dissidenti, lo subiscono; e poi [...] Più). [...] sulla dialettica tra servo [...] desiderio fisico di una libertà nei rapporti [...] la provocazione costante contro ogni adesione acritica [...] ripetitivo, domandava a ciascuno e a tutu [...] Incontrai Fianco Basaglia a Padova, [...]. Sembrava un ragazzo, anche [...] doveva avere allora [...]. Avevo portato con me [...] una serie di impianti sportivi da realizzare In [...] appezzamento di terreno, acquistato per ampliare il [...] volevamo invece dare un altro uso. Ci pareva fosse il [...] scelta che qualificava il nostro atteggiamento. Parlai delle iniziative che [...] rendere più umana la vita ospedaliera, ma Basaglia [...] interessato. Mi ascoltava un po' [...] fine, mi invitò ad andare a Gorizia [...] che stavano facendo, perché era vero -diceva [...] il manicomio occorrevano quelle iniziative, ma senza [...] a modificare i rapporti, a riabilitare la [...] dimettere. Mi parlò della comunità [...] si trattava di una tappa transitoria e [...] visto dopo quale sarebbe stato il passo [...]. Già questo mi apriva [...] le incertezze -il non sapere verso dove [...] segno del nuovo che poteva nascere. Gli chiesi se non [...] lavorare a Colomo (sapevo che a Gorizia [...] con [...] democristiana), presumendo che quella [...] Parma, [...] sinistra, [...] sostenuto. Ma lui sembrava scettico [...] amministratori in generale, avendo già avuto modo [...] più di me che [...] fame parte. Comunque, delle poche cose [...] mi piacque subito; era una persona diretta, [...] si avvertiva che sapeva bene quello che [...]. Dopo dieci giorni ero [...] Gorizia. Potei vedere ciò che Basaglia [...] aveva descritto: un ospedale vivo, pieno di gente che [...] non si distingueva: malati? medici? visitatori? volontari? infermieri? non [...] facile [...] individuare i loro ruoli. Ma soprattutto vidi come [...] cultura come Franco conoscesse e capisse I [...] elementari, del malati e con» passasse tanto [...] loro. Li conosceva tutti, entravano [...] senza essere annunciati, la porta era sempre [...] un viavai continuo. Cosi come, nel [...] un fermarsi ad ogni [...] a chiacchierare con [...] o [...]. /// [...] /// Nelle assemblee -le grandi [...] tutto [...] -vedevo e sentivo i [...] avvertivo che Basaglia aveva la capacità di [...] che ognuno si aspettava [...] che non rifiutava, non [...] rapporto diretto, personale con loro: e non [...] risposte di compatimento o di accondiscendenza. Un momento dopo, alla [...] e infermieri, lo stesso uomo dimostrava una [...] ampia di cosa fare per cambiare [...]. Insomma, mi trovavo di [...] con una grande apertura culturale che sapeva [...] vita quotidiana, [...] in comportamenti coerenti e [...] che -anche se apparentemente insignificanti -erano uno [...] dalla gente e al cambiamento. Capii, vedendo come lavorava Basaglia, [...] come lavoravano i giovani medici che lo [...] (Antonio [...] che era stato con [...] Clinica neurologica [...] di Padova. Agostino [...] che era venuto dal [...] Mantova, Lucio [...] che faceva [...] a Mestre ed era [...] Gorizia e vi si era fermato) quello che [...] In un manicomio con lo scopo di creare [...] umane e organizzative per riuscire a dimettere, [...] alla vita gli [...]. Mi si apriva una prospettiva [...] stravolgeva [...] cui ero abituato. Non si trattava solo [...] manicomio; era la [...] esistenza che veniva messa [...] pratica ma anche la [...] sosteneva, cioè la psichiatria e la scienza. Erano per me problemi [...] però direttamente attraverso quanto mi stava sotto [...] manicomio che si liberava significava anche che [...] e perché era esistito e In quel Amministrare [...] Il testo che [...] presentiamo è tratto da [...] Franca Ongaro Basaglia che uscirà prossimamente per [...] Editori Riuniti. Il volume ricostruisce il [...] Franco Basaglia e Mario Tommasini che [...] delle maggiori ricerche di Basaglia, [...] e ai servizi [...] ONGARO [...] a chi servisse, se [...] si diceva, o ai sani che se [...]. Capivo ciò [...] per Basaglia il valore [...] attraverso quanto vedevo mi apparivano espliciti i [...] il manicomio era ciò che era e [...] lo avrebbe spiegato tanto chiaramente. Mi ripromisi di non [...] e da allora fui spesso a Gorizia [...] molti compagni. Fu [...] di una grande amicizia, perché Franco per me é [...] veramente un compagno e un [...] lo non ho remore nel dire che con lui [...] Imparato tutto: il modo di guardare le cose, Il [...] di guardare anche il mio partito, una capacità più [...] nel giudicare e [...] le situazioni e una maggiore [...] sui problemi che mi erano estranei e sconosciuti, Per [...] come per tutti, gli istituti assistenziali erano una necessità: [...] matti occorreva il manicomio, se [...] bambini abbandonati occorreva il brefotrofio, se [...] vecchi soli e senza risorse [...]. Con lui ho imparato a [...] queste soluzioni e a [...] altre, comprendendo che lo scopo [...] questi istituti era soprattutto [...] antagonisti di se stessi, innamorati [...] della libertà. Cercò le risorse del [...] uomini di cultura, filosofi, ragazzi, sindacati, [...] operai per aggredire le [...] e con esse le città [...] negato. Dal giardino di Abele [...] Gorizia [...] cittadella finalmente abbattuta di Trieste, a lunghi [...] giù per Messico, Brasile, [...] lezione a diecimila che [...] Berlino. Seppe trovare dappertutto, in [...] ogni classe sociale, in ogni città chi [...] II abbatté furiosamente ogni steccato. Scrisse con Sartre, [...] li riconobbe e ne [...] non [...] mal visto felice come [...] popolari in una festa di paese dopo [...] su Trieste con cento matti, Il suo [...] Univa sul gioco di parole con Hugo Prati [...] Negata, [...] Istituzione, dama veneziana di dubbi costumi, viene [...] di notte in un angolo buio di [...] Venezia [...] fatuità sapeva svelarsi finalmente liberatoria. Era «razionale» diseguaglianza. [...] una «ragione» a trasformare la [...] in diseguaglianza. Una solida incarnata. [...] di un equilibrio di una [...] gestione. Nobilitata da tecnici scienziati, [...] e di lettere, psichiatri e medici, e [...]. La radicale trasformazione della [...] aveva i suoi sostenitori, ma è ovunque. Dopo Basaglia la critica della [...] diversità viene trasformata in disuguaglianza: [...] diversi e non disuguali. /// [...] /// Perché la malattia é [...] sociale, polivalenza di soggetti, nostra polivalenza, va [...] della complicità corporativa con la classe degli [...] gesto radicale. Il rovesciare la politica [...] e pratica coniugate tra loro. Odiò i nomi che [...] spesso si limitano a coprire una cosa [...] la «chiose» [...] il [...]. Ma mantenne intatta la memoria [...] conflitto e la [...] pratica. FU quindi un uomo [...]. [...] immagini di Franco Basaglia, in [...] delle due lo psichiatra sta per salire sudi un [...] insieme ad alcuni malati che ha [...] cura. Stanno andando [...] a fare . Chi parla in queste [...] proprio Mario Tommasini e ricostruisce i suoi [...] Franco Basaglia. Dai primi approcci fra [...] un uomo di scienza» alla progettazione di [...]. Ho, dunque, in me [...] non di ricordi soltanto -ricordi di un [...] di speranze, di rapporti, di amicizie, di [...] -ma di capacità acquisite di capire meglio [...] cose e di lottare per [...]. Quanti compagni che avevano [...] che lottavano per il socialismo e da [...] seri e [...] di fronte al problema [...] e tuttora non capiscono il senso politico [...]. Battaglia che evidentemente passava, [...] attraverso [...] culturale nuova, una conquista [...] per la quale non basta [...] a questo o a [...] mi risultò chiara quando, nel [...] Basaglia venne a Parma [...] può dire [...] provinciale di sinistra [...] appoggiato e sostenuto, anche [...] furono resistenze esplicite alla [...] venuta. E Basaglia se ne [...] realizzato che più di tanto a Colomo [...] riusciti a fare, perché mancava una reale [...] che implicava, da parte [...] e quindi del partito, [...] discussione della burocrazia, de! Di fatto [...] non si é mai [...] sulla politica culturale di quanto Basaglia andava [...]. Si occupava degli aspetti [...] gestione: si consumavano troppe [...] cambiavano e si lavavano spesso (cosa che [...] succedeva); Basaglia faceva troppe telefonate perché era [...] mezzo mondo; ma soprattutto in ospedale [...] troppa confusione, troppo andirivieni [...] ragazzi che lavoravano volontariamente, attratti da quel [...] guardare le cose e da quel nuovo [...] i rapporti, ma che, insieme, risultava difficile [...]. Questa era [...] il clima culturale dei [...]. Non capendo che solo [...] consentisse a tutti -malati e operatori -di [...] ferreo contro cui si [...]. Quando Basaglia, quasi due [...] provinciale di Trieste di [...] con la possibilità di [...] voleva, ha avuto ragione ad [...] anche se per me [...] duro constatare che in una provincia di [...] possibile attuare il cambiamento culturale che ci [...]. E la prova é [...] é riuscito a fare a Trieste, con [...] Michele Zanetti, presidente della Provincia triestina, democristiano intelligente [...] aveva intuito il progetto di Basaglia e [...] proprio, [...] giocando se stesso e [...]. Rischio che i burocrati [...] hanno accuratamente evitato, cercando anzi di Impedire [...] chi invece voleva continuare la sfida. /// [...] /// Rischio che i burocrati [...] hanno accuratamente evitato, cercando anzi di Impedire [...] chi invece voleva continuare la sfida. (0) (0) ![]()
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