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Nel 1975 ha iniziato [...] dedicandosi di preferenza al [...] al romanzo. Ila collaborato con racconti di [...] fiction alle riviste specializzate «Perry [...] Star», « [...] «Dimensione Cosmica», e al quotidiano [...] lavoro» di Genova. È presente in antologie [...] fra le quali [...] nel soie» (Black Out) [...] «Magie [...] stregoni» [...]. In «La collina [...] (Editrice Nord) è incluso [...] «Lettere a Robespierre». Un altro racconto, «Il [...] è di prossima pubblicazione in una antologia [...] italiani. Collabora al [...] di Padova con articoli [...] ad altri giornali e riviste con racconti [...] sulla letteratura popolare. N CORA AL LAVORO, Karla? Ricordi [...] siamo ospiti del direttore generale, stasera?». La giovane donna si [...] che amava: «Come potrei [...] serata tanto importante per te? Ma è [...]. Guarda, piuttosto, che ne [...]. [...] si chinò sul tavolo [...] Karla ed esaminò con occhio esperto il [...] torre. II lavoro era perfetto, [...] della donna però. Non sarà di facile costruzione». /// [...] /// Lei lo guardò colpita da [...] parole mentre [...] le oscurava il bel volto, [...] sempre [...] pò assorta. In effetti lei era [...] Continente che si spingeva, con le sue [...] e acciaio, sempre più in alto. Le costruzioni degli altri [...] pur, rispettando lo stile [...] che voleva alte e sottili [...] come luoghi [...] e uffici [...] non osavano innalzarsi troppo per [...] di stabilità. Ma Karla era un [...] campo, rifletteva nel frattempo Caspar pentito della [...] poteva arrivare là dove nessun altro avrebbe [...]. La strinse a sé [...]. Sarà una meraviglia stagliata [...] e rilucente di mille luci». La donna sorrise grata. Voglio che tu sia [...]. Caspar [...] mentre Karla passava [...] stanza per cambiarsi [...] si mosse per il grande [...] ordine e i numerosi progetti [...] torri portate a termine incorniciati e appesi alle pareti. Potè così ancor meglio [...] torri, che sorgevano ovunque nel vasto continente [...] via aumentate [...] e [...] di bellezza. [...] tratto si fermò sorpreso. Sopra un piccolo tavolo da [...] un disegno [...] quanto mai strano. Sembrava più un quadro [...]. Vi si vedeva [...] in bianco e nero [...] digradava verso il basso e su essa [...] piccole forme umane come se vi stessero [...]. Fissò il disegno a [...]. Non riusciva a capire [...]. Era così intento a [...] si accorse nemmeno di Karla alle sue [...]. Lei con un gesto brusco [...] il disegno [...] parte. Che significa?». /// [...] /// [...] decise di [...] perdere per il momento. Si stava facendo tardi [...] era importantissima per il suo futuro. La mattina di quel [...] ricevuto la nomina a vice-direttore delle Imprese Australi, [...] importante delle acciaierie del Continente. Questo significava [...] raggiunto quasi il massimo [...] Quasi, ma per il posto supremo [...] quello che gli avrebbe [...] assoluto sul mercato ai tutto il continente, [...]. Il direttore generale delle Imprese Australi, [...] dava quel pranzo in suo onore, gli [...] la successione. Il pranzo fu un [...] Caspar e Karla ne fu felice Ser lui, [...] la smania di potere e di dominio [...] amato. Era duro con i sottoposti [...] in certe occasioni [...] privo di scrupoli. Ma [...] lo accettava anche se [...] si stavano allontanando [...]. E questo dipendeva anche [...] assorbita dal suo lavoro da soffrire quando [...] a lungo. Il giorno dopo la [...]. La costruzione di una delle [...] torri a [...] una città lontana dalla capitale [...] centinaio di miglia [...] procedeva a rilento a causa [...] un errore della società di costruzione. La torre era arrivata [...] altezza e ci vollero [...] riuscire a definire la questione. E fu in una [...] che le capitò un fatto preoccupante. Karla si trovava sulla [...] nel Punto in cui erano [...] e stava parlando con [...] della costruzione. Intorno a lei [...] per miglia e miglia [...] si stendeva la grigia e [...] città. Migliaia di torri alte, [...] lucevano nella luce rossastra del sole e [...] nelle vie squadrate e simili a reticoli [...] i rioni della città [...] correvano i veicoli di [...] come uno stuolo di insetti affaccendati. La donna levò lo [...] cielo grigio e rosso e vacillò, sostenuta [...] operai senza che lei se ne accorgesse. [...] alture frastagliate, più o [...] certo più alte di qualsiasi torre che [...] progettare). Le cime erano coperte [...] bianca che brillava sotto un sole mille [...] di. Più in basso [...] delle zone verdi e delle [...] brune e su quelle alture si vedevano delle piante [...] abbastanza simili a quelle coltivate nei [...] ma gigantesche. La visione si dissolse, [...] nata, Karla riprese il lavoro e attese [...] sola. Più tardi, nella stanza [...] stata assegnata [...] del cantiere, la giovane [...] visione avuta, se di visione si trattava. Sembrava piuttosto un ricordo [...] qualcosa tornata a lei da un lontano [...]. Ma da quale passato? Nella Terra [...] esistevano e mai erano esistite le cose [...]. Fu allora che come [...] accecante parole sconosciute affiorarono nella [...] mente: «neve», «erba», «alberi», [...]. Quelle alture, quelle vette, [...]. /// [...] /// Le montagne verdi [...] bianche [...]. Le passeggiate fra [...] e gli alberi con [...] discese su strani oggetti chiamati [...] con il freddo. E quel meraviglioso senso [...] mentre velocemente scivolava verso [...] la valle, dove centinaia di persone erano [...] risalire sulle cime su seggiole disposte lungo [...] da terra! Un Caspar più giovane, [...] vivo. Ridevano assieme felici, mentre [...] poi assieme scendevano giù correndo, facendo a [...] arrivava primo. Ma la bellezza non [...] questo. [...] le arrampicate nel verde estivo [...] e poi fra le [...] verso le cime dove contemplavano, [...] una commozione che escludeva le parole, il mondo [...] quasi in miniatura [...] ma sfolgorante sotto il cielo [...] e un sole che [...] colline della [...] MIRIAM [...] che sulla Terra non era [...] esistito nulla di simile a ciò che lei descriveva [...] poterono [...] più di quanto non lo [...] già. Caspar volle vedere i [...]. Li studiò attentamente e [...] capo con tristezza. Karla doveva [...] lavorato troppo e quella storia [...] era che un aspetto della [...] fissazione. [...] perché lei si riposasse, si [...]. Dopo, disse lei, dopo, quando [...] torre sarà finita. /// [...] /// Caspar la fece sorvegliare da [...] dei [...] più fidati. Sempre più spesso si [...] ripensare ad un certo fatto o ad [...] delle montagne. Talvolta [...] seduta pigramente in una poltrona [...] suo appartamento, quando la mente si allontanava dal presente [...] si chiedeva se oltre alle montagne [...] altre cose in quel mondo [...] forse dalla [...] fantasia malata. E «sapeva» che [...]. [...] i paesi nella valle [...] acque limpide e gente che viveva e [...] case che lei vedeva [...]. Sapeva pure che le [...] che un aspetto di quel mondo; che [...] essere stata in altri luoghi. Ma soltanto le montagne [...] si erano impresse in lei. Le montagne e Roberto. Così [...] senza quasi [...] quel mondo finì per acquistare [...] come se lei veramente vi avesse vissuto, mentre il [...] mondo quotidiano finiva per farsi sfocato e lontano. Passavano le settimane e [...] Karla si innalzava sempre più verso il [...] forma slanciata e di [...]. La donna vi si [...] tanto -in tanto, ma il suo interesse [...] spento. Infine la costruzione fu [...]. La torre, chiamata Karla [...] progettista, sarebbe stata inaugurata [...] ricevimento nella vasta terrazza che formava il [...]. La sera precedente la [...] senti, [...] desiderio di salire in [...] La raggiunse eludendo la sorveglianza [...] di Caspar, della quale [...] accorgersi, e salì fino alla terrazza sul [...] osservare la città. Sembrava estendersi quasi [...] illuminata da mille e [...] trasparivano dalle pareti a ve-tro delle alte [...] costruzioni più basse. La città era bella, [...] quando non si poteva scorgere il cielo [...] una coltre di nubi fra le quali [...] sforzava di passare. Ma non era [...] mondo. Là [...] di notte [...] altre luci brillavano nel cielo [...] e sembravano posarsi dolcemente sulle cime delle montagne. Le montagne! Se erano esistite un tempo [...] erano scomparse? Che poteva mai essere accaduto? Ma forse [...] soltanto nella dolce follia che stava distruggendo la [...] mente. Si sarebbe curata e [...] sarebbero svanite. Il cielo velato e [...] da un sole vivo e caldo [...] pur nella frizzante giornata [...] brillava in un cielo di un azzurro [...]. Lei stava sulla cima [...] con gli [...] ai piedi, e guardava [...] neve sotto di lei e che ora [...] giù nella valle, dove Roberto [...]. Se sarai brava stasera [...] del paese e balleremo tutta la notte». Lei aveva accettato ridendo. E ora stava là, [...] in [...] pronta per la partenza con [...] che le sfuggivano dal berretto di lana [...]. Era assolutamente felice. E dopo [...] occhiata al magico mondo [...] la circondava si era lanciata sulla pista. Scendeva a tutta velocità, [...]. Il vento le arrossava [...] le metteva le ali ai piedi Scendeva [...] più in fretta, provando un esaltante senso [...] meraviglioso senso di ebbrezza. La gioia le trasfigurava [...] il cuore canta va con il vento [...] la spingeva giù, sempre più giù, dove [...] 1 attendeva. Karl stava precipitando. Ma non aveva paura. Non rimpiangeva nulla. Mentre cadeva, in fretta, [...] fretta, un pensiero le accarezzava la mente: «Forse, [...] volta ritroverò le montagne verdi del mio [...]. Era meraviglioso, era la [...]. Il suo amore per [...] confondeva con il suo amore per Roberto [...] nome di Caspar) fino a diventare tutt'uno [...] di piangere per [...] quasi dolorosa dei suol [...]. Anche adesso piangeva. Karla si accorse solo [...] delle lacrime che le rigavano il volto. Che le era accaduto? Quel [...] realmente esistito o stava diventando pazza? [...] la Storia da migliaia [...] Terra era un mondo grigio, roccioso e piatto [...] costruzioni di vetro e acciaio riflettevano freddamente [...] e cupo. Forse allora la follia [...]. /// [...] /// I sogni che a [...] di anni (ma da [...] mese frequentissimi), avevano invaso [...] con visioni di montagne verdi o bianche, [...] luoghi diversi Lei non ne conosceva prima [...] ed era soltanto [...] in quei sogni na [...] attenta. Non ne aveva mai parlato [...] alcuno, ma ultimamente al risveglio aveva iniziato a disegnare [...] suoi sogni e poi a [...] Quello [...] Caspar [...] era uno dei tanti disegni [...]. Un altro pensiero la [...]. Possibile che il suo [...] torri [...] più alte non fosse [...] inconscio di raggiungere le altezze di quelle [...] viste dal basso [...] parevano sfiorare il [...] se così era meglio [...] vi sarebbe riuscita mai Poi cadde in [...] dove due mondi si scontravano nella loro [...] due [...] lottavano per il predominio [...]. Con la luce del [...] Karla di sempre riprese il sopravvento e relego [...] quelle che potevano essere memorie, ma che [...] fossero frutto di un temporaneo disorientamento mentale [...] della [...] coscienza. /// [...] /// Portò a termine il suo [...] ritornò nella capitale e da Caspar e assistette alla [...] iniziale della costruzione [...] torre progettata che doveva sorgere [...] centro della città, nel punto dove [...] una [...] piazza. Quella torre sarebbe diventata [...] della vita economica, socia-le e politica del Continente Così [...] voluto il direttore generale delle Acciaierie Australi [...] bellezza del progetto presentato. Karla seguiva da presso [...] torre cercando di non pensare mai né [...] a [...] né ai sogni che [...] più. Sembravano [...] adempiuto una loro funzione e [...] che Karla aveva [...] si erano dileguati Però con [...] passare del tempo la donna fu ripresa dalla [...] ossessione. Mille volte si diceva che [...] poteva ricordare ciò che non era mai avvenuto, né [...] cose mai fatte. Di conseguenza nasceva in lei [...] sempre più forte [...] la convinzione di stare impazzendo. Ne parlò a Caspar [...] di lui fa quella, [...] fondo, prevista. /// [...] /// Ne parlò a Caspar [...] di lui fa quella, [...] fondo, prevista. (0) (0) ![]()
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