Questo linguaggio mascherato ci [...] Giorgio ironico e sferzante: «anche [...] la guerra si sente [...] qualche mese fa . Non dico che non [...] coordinare tutte le energie del paese verso [...] della vittoria; ma questo [...] di restrizioni in tutti [...] a un dispendio di tempo e di [...] scriveva il 9 ottobre 1941. E pochi mesi dopo, il [...] dicembre, [...] a una convinta esaltazione di [...] trova il modo di far [...] quei suoi giudizi con un trucco un [...] grossolano ma che evidentemente dovette [...] alla perfezione il censore: «Sulla china di certi scivolamenti [...] soddisfatti (tutto il reale è [...] è una formula che qualche volta [...] di fronte a certe enormità [...] storia [...] ti impazientisce) [...] è trattenuto da quel vigile [...] della realtà e da [...] profondamente morale [...] un [...] puritano se vuoi [...] della tragedia umana che è [...] degli anglosassoni: parlo di poche eccezioni, per carità, ché [...] massa [...] tutti e due troppo bene [...] razza di ipocrita canaglia sia! Le informazioni date allora da Giorgio [...] si costituiscono oggi in fonti [...] aprendo inediti spiragli di conoscenza anzitutto sul clima culturale [...] in guerra. Almeno fin [...] del [...] nessuna cesura produttiva ed editoriale [...] venuta ad arrestare la produzione intellettuale nel nostro paese: «Quel maledetto Einaudi pubblica una tal quantità di cose interessanti [...] bisognerebbe non [...] altro da fare che [...] dietro», scriveva il 12 giugno [...] e il 13 dicembre: «Si continua a pubblicare a [...] spiano e ogni giorno nasce una nuova casa editrice [...]. Longanesi a Roma, le Edizioni Italiane [...] hanno pubblicato Storia fra due guerre di Salvatorelli». Ma i libri di [...] Giorgio [...] con Mino sono importanti anche per permettere [...] Giorgio [...] «pensare la guerra», [...] lontano [...] razionalmente; dove non arriva [...] e dei bollettini di guerra, arrivano le [...] le «pagine forti di [...] il testo [...] la cui edizione Mino [...] la UTET, quel «continuo [...] les tripes» che lascia [...] dimensione tecnologica della guerra totale un rito [...] celebrato dagli uomini di tutte le epoche. ///
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Ma i libri di [...] Giorgio [...] con Mino sono importanti anche per permettere [...] Giorgio [...] «pensare la guerra», [...] lontano [...] razionalmente; dove non arriva [...] e dei bollettini di guerra, arrivano le [...] le «pagine forti di [...] il testo [...] la cui edizione Mino [...] la UTET, quel «continuo [...] les tripes» che lascia [...] dimensione tecnologica della guerra totale un rito [...] celebrato dagli uomini di tutte le epoche.