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Lei no, rimarrà a [...] pure che qualcuno resti a travagliare». Nelle vetrine ci sono [...] ingrassa solo a [...] imponenti ed eccessivi, arricchiti [...] crinoline di carta colorata, come in Italia [...] in certe pasticcerie del meridione. Sono [...] che Tonino [...] -uno dei primi italiani ad [...] nel Bronx -gestisce la [...] pasticceria nel cuore di questa [...] affogata nel quartiere più malfamato [...] New York. Una [...] rimasta più vera rispetto [...] turisti di Manhattan: [...] gli italiani ci sono [...] vivono davvero. In questo quartiere nel [...] strade che hanno i nomi delle regioni [...] bonaria da paese: la [...] si saluta per nome. Gli uomini più anziani [...] fare due chiacchiere al caffè. Il poliziotto di zona [...] si legge sul distintivo -Palermo. È [...] felice: spacciatori e [...] al di là di confini [...] entro cui vigila la «polisportiva Corleone». Ieri, come in tutti [...] Stati Uniti, anche nella [...] del Bronx si vota [...] presidente, ma come in tutti gli Stati Uniti [...] la necessità di andare a votare non [...]. Si parla molto di [...] ma andare al seggio è [...] storia. Quasi di fronte alla pasticceria [...] dei repubblicani [...]. Dietro il vetro manifesti [...]. Ieri però la sede [...]. Nella vicina sala biliardi [...] «goriziana» sotto [...] attento di un bambino. DALLA PRIMA PAGINA Ora [...] Usa do, si deve, dunque, ma tenendo [...] di [...] sociale, economica, istituzionale e [...]. Tra [...] gli Usa sono [...] grande democra-zia che non [...] un significativo partito socialde-mocratico, un veicolo per [...] interes-si e degli ideali delle classi popolari [...] meno soddisfacentemente adempiuto dal Partito democratico). I cittadini del quasi [...] sono ap-pena espressi, su schede qualche volta [...] spagnolo), per la riconferma del presidente in [...]. Bill Clinton è il [...] a questa parte a [...]. Per [...] è stato no-tato che [...] saputo [...] cogliendo tutte le opportunità [...] suoi messaggi pro-gressisti, accettando compromessi con i [...] una maggioranza di seggi sia alla Camera [...] al Senato. [...] vincere continua ad essere, [...] essere altrimenti, [...] giustamente prioritario dei politici [...] e non soltanto testimoniare, accettando la sfida [...] rischi. Dopo la vittoria è [...] del [...] riflessione programmatica, della filosofia [...]. Probabilmente, Clinton non godrà [...] democratica in entrambi i ra-mi del Congresso, [...] maggioranza operati-va, se i democratici eletti non [...] adeguatamente progressisti. Ec-co, fra [...] un serio inconve-niente del [...] governo diviso. Il problema è che [...] non governa, nessuno in realtà può [...] certo non un Congresso [...] disciplina di partito, a dif-ferenza del [...] francese (quello ucraino -elogiato [...] -non lo co-nosco ancora) [...] di coabitazione, consente al pri-mo ministro e [...] parlamentare di governa-re comunque, moderatamente. Ma il sistema politico [...] risorse e offre a Clin-ton almeno una [...]. Giunto al suo secondo [...] il presidente può rilanciare il programma riformi-sta [...] Hillary poiché, ora-mai, dispone di quattro anni [...] sarà obbligato a cer-care di trovare le [...] essere rieletto. Potrà esercitarsi a tradurre la [...] filosofia politica in scelte politiche, in politiche pubbliche con [...] di cambiare [...] per entrare nella storia. Libero, svincolato, con la [...] gli deriva dal mandato popolare conseguito, Clinton [...] se il suo è davvero un riformismo [...]. E noi potremo continuare [...] modalità e le risorse del riformismo, la [...] società, il dinamismo di un mercato tanto [...] gli incon-venienti di un [...] non uni-versalistico, imparando, ma [...] bisogno di imitazione. Certo, da impenitente [...] avrei preferito che il [...] un maggiore im-pegno nella lotta alle vecchie [...] che affliggono la so-cietà americana. Ma non ho perso [...]. Il vero banco di [...] la reale statura politica di Bill Clinton [...] mandato: la lotta alla povertà e [...] e la conseguen-te estensione [...] diritti sociali inalienabili, tra i quali quello [...] a priorità assolute [...] della Casa Bianca». Parola di John Ken-neth Galbraith, [...] il grande economista che fu influente consi-gliere [...] John F. /// [...] /// Il «nume tutelare» del [...] america-no «assolve» Clinton per la [...] rin-corsa al centro: «Il [...] State -af-ferma -può essere [...] terrà anche conto del profondo malessere sociale [...] della [...] e se i demo-cratici [...] rivo-luzione informatica e tecnologica [...] verso una riduzione dei [...] e la creazione di nuove chance occupazionali». Chi è realmente Bill Clinton? Un [...] «camaleonte politico» o un leader che ha [...] umori e le aspettative [...] proiettata verso il Duemila? Se, [...] ormai probabile, Clinton sarà rieletto presidente lo [...] capacità di-mostrata [...] una for-te ripresa economica, [...] di disoccupazione di gran lunga in-feriore agli [...]. Non parlerei di «cinico [...] lucido senso della realtà. Clinton ha capito che [...] degli americani era la materialità della loro [...] ideali a cui appellarsi. Può non piacere, ma questa [...] stata la [...] carta vincente. Gli americani si attendono [...] ra-gionevole delle tasse e riconosco-no un ruolo [...] benchè ci sarebbe molto da dire sulle [...] segnalano una preoccupante fuga dalla realtà. Cosa ha maggiormente determi-nato [...] di Clin-ton? [...] abbiamo già detto. Ma se Clinton siederà [...] ovale della Casa Bianca lo dovrà anche [...] campagna elettorale con-dotta dai repubblicani: una campa-gna [...] con forti tratti reazionari. In molti, anche tra [...] sono rimasti spaventati dal radicali-smo conservatore di [...]. Vede, la gente nutre [...] per i propri figli, la lo-ro istruzione, [...]. I repubbli-cano hanno tarpato le [...] alla spe-ranza, salvo poi pensare di recupe-rare terreno con [...] dema-gogiche quali [...] del-le tasse. In questo modo sono [...] spaventare che a disorien-tare [...] di centro. I repubblicani sono sembrati [...] in più orfani di un ve-ro leader [...] Ronald Reagan. Ecco, se proprio dovessi [...] parole il perchè del probabile successo di Clinton, [...] una vittoria del buon senso. [...] chi accusa Clinton di [...] «ba-rattato» la [...] rielezione con lo smantellamento del [...]. Mi pare una critica eccessiva [...] per certi vesti ingenerosa. Sia chiaro: come impenitente «liberal» [...] ho mai lesinato le [...] critiche a Clin-ton per un [...] non [...] del dramma della povertà che [...] sconvolge la società americana. Il presidente ha sottovalutato [...] sociale che colpisce soprattutto le metropoli. Doveva e poteva fare [...] ren-dere vivibili i miserabili ghetti urba-ni. Ma da [...] a [...] come il «killer» del [...] ce ne passa. Non si riforma lo Stato [...] Usa come in Europa, con la bassa [...] predica [...] delle tasse. Salvo poi scantonare quando [...] pro-blema del dove lo Stato dovrebbe reperire [...] finanziare programmi di assistenza e di soli-darietà [...]. [...] in particolare, va riconosciuta a Clin-ton: [...] compreso [...] decisiva [...] come ga-ranzia di benessere, non [...] mate-riale, per il Paese e [...] per le giovani generazioni. I repubblicani hanno invece [...] concependo il [...] co-me elemento di disuguaglianza [...] e consumo dei più ab-bienti. Quali dovrebbero essere a [...] priorità sociali [...] del neo-eletto presidente? La [...]. Vede, ciò che più [...] assistere ogni giorno alla guerra scatenata contro [...] constatare la mancanza di una rete di [...]. Og-gi negli Usa vi [...] perso-ne che vivono in uno stato di [...] questo non può essere tollerato in un Paese [...] vuole ci-vile e democratico come il nostro. Tutti gli indicatori economici [...] disugua-glianze sociali e ciò provoca tensio-ni che [...] ridotte a problema di ordine pubblico. Una cosa che giudico [...] vi siano state sostanziali riduzioni di bilancio [...] di assi-stenza sociale mentre le spese per [...] a livelli elevati, come se fossimo ancora [...] fredda. Spero che Clinton combatta [...] nel suo secondo mandato, que-sto spreco. In questo senso, sarà [...] il risultato delle elezioni per il Congresso. Se il presi-dente non sarà [...] da una maggioranza repubblicana alla Ca-mera e al Senato, [...] assistere a piacevoli sorprese. I maggiori politologi americani [...] quella appena conclusa come la più noiosa [...] presiden-ziali nella storia degli Usa. Condi-vide questo giudizio? La [...] mi portereb-be a fare paragoni con giganti [...] furono Roosevelt e Kennedy. Ma è meglio [...] per-dere e tornare con [...] terra. Sì, è stata una campagna [...] di basso profilo. E questo soprattut-to perchè [...] dal mezzo televisivo. La campagna elettorale si è [...] essenzialmente sui canali televisivi, riducendosi a una mortifera ripetizione [...] slogan, spot e battute. È la Tv, prima [...] classe dirigente, ad [...] «as-sassinato» la politica. Ma la vera statura [...] si misurerà nel nuovo mandato: la priorità [...] la lotta alla pover-tà». A [...] è il grande economista [...] libera-lismo di sinistra americano John Kenneth Galbraith. UMBERTO DE GIOVANNANGELI Il [...] Roma parla del suo incontro con il capo [...] Casa Bianca: un uomo molto diretto, poco formale [...] «Auguri Bill, ti aspetto [...] Roma» [...]. [...] lui? «Non scherziamo, fare [...] il capo della prima super-potenza mondiale e [...] me, che deve occuparsi dalla mattina alla [...] che mancano nelle borgate, e di scuole [...] mi chiedono di mi-gliorare il riscaldamento. Francesco [...] sindaco di Roma, tanto [...] non ce [...] personale -e così ha [...] negli aeroporti del nord, ieri, infestati da [...] e per tornare in tem-po (si fa [...] alla riu-nione di giunta ha dovuto mettersi [...] come tutti e sperare nel buon Dio [...] restare libero [...] posto che era, forse, [...]. Né si porta appresso, [...] il microfono [...] altissima, altrettanto personale, che [...] per «motivi di sicurezza» impian-ta in ogni [...] deve parlare. Così fu in Campidoglio, [...] 1944, quando [...] gli fece tro-vare le [...] romani che, in onore dello sbarco americano, [...] Americo, Ameriga o addirittura America. Aveva fatto le cele-brazioni [...] in Normandia e in altri luoghi [...] trovando un tempo pessimo. [...] trovò bel tempo e si [...] la [...] corsetta a Villa Borghese». Già ci aspettiamo un [...] guar-die del corpo per la settimana pros-sima, [...] vertice Fao [...]. /// [...] /// Un [...] gli dispiace a [...] dire quel no, un [...] ne approfitta per sgan-ciarsi da [...] foga di chiamarsi [...]. Noi siamo meglio, da [...] vista -siamo italiani. La campagna elettorale di Bill Clinton [...] stata una campa-gna molto moderata, e forse [...] Gore. Clinton non verrà al [...] Fao perché, esattamente come nel suo discorso sullo [...] la campagna elettorale la parola po-vertà è [...]. Dobbiamo pensare che gli [...] vanno a votare sono pochissi-mi, . [...] sentito, il sindaco, «minusco-lo [...] Bill Clinton, [...] «casualmente» a passare in [...] e centri cultu-rali americani (Yale University, [...] «ho dato apertamente e [...] Clinton con i suoi elettori, che certo [...] del mio sostegno. [...] è lontana, centi-naia e centinaia [...] affaccian-dosi allo stretto balcone sul Foro: «Noi pensiamo sempre [...] gli Stati Uniti e [...] siano la stessa cosa, invece [...] molto molto diverso, sono due realtà diversissime». Da [...] chissà se può arrivare [...] Bill di là [...] «Vorrei invitare Clinton a [...] Roma nel 2. /// [...] /// E in una città [...] vorrei molto che Clinton, come capo della [...] ci venisse a dire cosa vuole fare [...] mon-diale nei confronti della povertà dei paesi [...]. Perché «il secondo mandato [...] svol-gere più liberamente e penso quin-di che [...] una maggio-re forza nel difendere alcuni temi [...]. Là anche se non [...] presidente -quando è presiden-te è presidente. È la bandiera, rap-presenta [...]. Ero dieci file più [...] Clinton ed ero curioso di vedere se ci [...] quei settantamila uno che lo fi-schiasse: perché Atlanta [...] tempi [...] caratterizzata sempre più come [...] conservatore stato della Geor-gia. Non ce [...] stato uno». Non gli sarà arrivata [...] Clinton -di tut-to quel che ha detto al [...] di Roma? Che gli americani non son [...] sistemi di sicu-rezza. Era però anche [...] luci ed om-bre, tipico [...] Stati Uniti: decine di migliaia di volontari. Noi siamo partiti da Atlanta [...] sicurezza che ci fosse stato un attentato [...] e che un signore [...] ser-vizi di sicurezza avesse messo la bomba [...] non era vero, né [...] né [...]. Ci fa capire che [...] lontani dalla ca-pacità di controllo di certi [...] siamo sempre immagi-nati; ma anche che lo [...] avrà avuto un cedimen-to strutturale. È molto tardi, in Campidoglio. Il bar è chiuso, nel [...] non [...] acqua. Solo Aranciata, Co-ca Cola, Chinotto. Come in Ameri-ca? Alla [...] Clinton, magari beviamoci un chinotto. /// [...] /// Come in Ameri-ca? Alla [...] Clinton, magari beviamoci un chinotto. (0) (0) ![]()
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