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Segal, «Lucrezio», Il Mulino, [...] 40. La morte [...] stesso, la rappresentazione [...]. [...] («La [...] Paris 1977) ha scrit-to che [...] morte è [...] stesso [...] pensante», di modo che pensare [...] morte è come pensare «il nulla e non pensare [...] nulla è dunque non pensare». La morte uccide il pensiero, [...] solo [...] scrive [...]. [...] («Dio, la morte e il [...] Book, pagine 320, li-re 42. Con es-sa, egli scrive, [...] che la filosofia europea non ha compreso. Comprendiamo la corruzione, la [...]. Comprendiamo che le forme [...] sussiste. La morte taglia tutto [...] al pensiero, e tuttavia irrecusabile e innegabile [...]. Anche [...] anche attraverso [...] la morte resta impensabile. [...] vissuto [...] non permette di [...]. Persino il volto, che è [...] fondo della filosofia di [...] il volto in cui riconosco [...]. /// [...] /// Ma se invece che [...] pensiero della morte [...] cui la vita tocca [...] meglio in cui la vita e la [...] in quella terza cosa che è lam-peggiante [...] Eraclito [...] dentro la tragedia antica, e che ha [...] tenui bagliori delle parole di Rilke e [...] Proust? Questo luogo che forse è il luogo stesso [...] verità umana? È [...]. [...] etica», Einaudi, pagine 352, lire [...]. Il potere una volta [...] la morte nella gestione dei [...]. Mai [...] nel vivente (che è [...] vivo») il confine estremo della vita, là [...] di [...]. [...] è [...] che sa la pro-pria morte: [...] porta dentro di sé co-me un germoglio o come [...] vizio. Entra dentro di noi, [...] Proust, «come fa un amore». Ma [...] che sa la propria morte [...] è più concesso di avere la [...] propria morte. Medici e legislatori hanno [...] in cui vi-ta e morte si toccano, [...] scaturire il senso stesso della no-stra esistenza. Anche se, come ha [...] Eliot [...] «Quattro [...] del senza [...]. Ma senza questa [...] ci resta che [...] della fragilità, delle devastazioni, delle [...] come [...] «di quella globale invasione dei [...] in quanto «anche nella fonte [...]. E, ancora come Lucrezio, la [...] e la filosofia come cura [...] di fronte a ciò che [...] per defini-zione incurabile. [...] cita-to da Segal, scrive che [...] libri sulla morte hanno arricchito la [...]. INTERSEZIONI Il «senso» della [...] confini con la vita FRANCO RELLA La [...] memoria di Rigoni Stern ROMANZO Sogni di [...] Si [...] Annibale, è quasi cieco [...] sinistro e fa il [...] narra-tivo di Vincenzo Mollica, [...] spettacoli al [...] e noto goloso di [...]. Un barbiere fan-tasioso e [...] solita-rio che un bel giorno pianta il [...] e si convince a seguire altri paesaggi. Sogni di ribellione, sogni [...] sogni di scrittura. Passioni che si intrecciano, [...] vita nuova, altra, in com-pagnia dei personaggi [...] dei suoi romanzetti in rima o dei [...] Radio Clochard [...]. Il tutto raccontato con [...] un occhio alle passioni di sempre, dalle [...] ai favolosi anni Cinquanta. IL GRANDE ROMANZO di Mario Rigoni Stern si svi-luppa attraverso tre titoli (Storia di [...] della vittoria e Le [...] Giacomo) che rappresentano uno straordi-nario corpo unico narrativo [...] metà del No-vecento. Una trilogia di grande [...] mette in scena il conflitto emotivo tra [...] (e ne-vroticamente, drammaticamen-te tale) e la caparbia, [...] sentimenti de-gli uomini. Gli altri suoi volumi sono [...] pennellate, chiaroscuri in margine [...] centrale. Con [...] ovvia-mente, del suo cele-berrimo [...] Il sergente nella neve che [...] ri-velò al mondo fin dalla [...] prima pub-blicazione nel 1953. Alla famiglia delle «pennellate», [...] nuova raccolta di prose, Sentieri sotto la [...] casa editrice Ei-naudi ha appena mandato in [...]. Sono appunti incisi nella [...] dal racconto sul ritorno dal lager che [...] (. Che magro che sei, [...]. Da una breve, bellissi-ma [...] della neve (Nevi), che rivela al lettore [...] popolare quasi incredibili (lo stesso oggetto, impalpabile, [...] appel-lativi e caratteristiche diverse a seconda delle [...]. Per lo più si [...] frammenti di storia personale colti nel momento [...] contatto con il mondo circostante. Che, come sempre nei [...] Rigoni Stern, è un mondo nel quale la [...] uomo e personaggio. Ma un racconto [...] ci ha col-pito più degli [...] Polenta e [...] bon. Siamo in questi giorni [...] meridionali vanno a fare una breve vacanza [...] per conoscere i luoghi conosciuti nei racconti [...] del nonno. Lì, oltre a venire [...] la vita scarna e profon-da in una [...] giovani ritrovano alcuni dei compagni di lotta [...] così, con i racconti raccolti da questi [...] due riescono a sal-dare il paesaggio della [...] primi tasselli rappresenta-vano la motivazione del loro [...] più importante baga-glio. [...] insomma, la descrizio-ne precisa di [...] punto di con-tatto possibile tra [...] diverse. Luisa e Franco (i [...] sono figure [...] al-tro mondo, di un [...] pacificato: sono persone reali che riflettono le [...]. So-no noi di questo [...] riescono a entrare in contatto con la [...] dentro a giocare con il presente. Lo fanno con cose semplici: [...] la luce abba-gliante che entra da una feritoia nel [...] rifugio dei par-tigiani, con una fet-ta di formaggio, con [...] vampa di fuoco tranquillo nel cami-no. Rigoni Stern [...] fa due cose che a [...] paiono importanti. Innanzitutto indica una strada possibile [...] contatto fra gene-razioni diverse: è possibile non perdere la [...] basta non [...] non [...] ma [...]. Poi lancia un segnale [...] possi-bile suo romanzo. La grande trilogia di cui [...] si interrom-pe con [...] in guerra [...] fascista. Le stagioni di Giaco-mo [...] come per un atto di estremo rispetto [...] tutto ciò che è venuto dopo, a [...] di Russia e dai Lager di cui [...] Rigoni Stern è stato testimone diretto e letterario. Raccontare [...] e il mondo dopo [...] suggerire lo scrittore di Asiago [...] storie e memorie in [...] e per ciò stesso fantastica, è impossibile, [...] memoria brucia e non ammette deroghe dalla [...] dalla de-nuncia. Ora, questo piccolo rac-conto [...] Sentieri sotto la neve, che pure avrà un [...] vicenda per-sonale [...] lascia spazio a un [...] vinco-lo. E del resto è [...] da parte di noi lettori, di [...] avanzare la saga dei [...] dei Giacomo fino a [...] nostri giorni: anche perché Ri-goni Stern ha [...] non [...] mai raccontato [...] e quella natura come [...] lontane. Sono, devono essere parte [...] oltre che del passato. La lezione che viene [...] tutta [...] indurre il lettore a [...] con una me-moria silenziosa, quella che non [...] negli slogan e nei [...] televisivi: quel parte di [...] si è depositata come la neve, lieve [...] sulla terra, sui con-flitti, sul dolore del [...]. Nicola Fano Romanzetto esci [...] di Vincenzo Mollica Einaudi pagine 98 lire [...]. E con lei torna [...] Kay Scar-petta, [...] di Ri-chmond, Virginia, oggetto [...] di [...]. Uno scienziato le ha [...] straziante, terribile, [...] perché? Un uomo semina [...] da un peri-coloso arsenale di armi batteriolo-giche, [...] il cor-po e la volontà. E intanto affolla il [...] Kay di immagini in-fernali di orrore, di piaghe [...] del vaiolo: chi è? Kay Scarpetta dovrà [...] a intercettare la folle psi-cologia di [...] per penetrare nel fondo [...] morte an-nunciata. Sentieri sotto la neve [...] Mario Rigoni Stern Einaudi pagine 130, lire 22. Spiegato dal suo ideatore [...] Ghezzi: «Un gioco al poli-tico italiano del decennio [...] canone della [...] televisiva immediata». Ovve-ro: «Una sbobinatura del [...] smontata, rimontata, ordinata per voci». [...] dun-que, che ha detto: «Certo, [...] non è il luogo migliore per spiegare. [...] Costan-zi Show e Mixer, Tribune [...] Porte a porte, ecco quanto il se-gretario [...] ha pronunciato in vi-deo, [...] «valori», passando per «garantismo» e «ne-mici». POESIA Ballate della vita [...] LA POESIA di Lidia Riviello è costruita tutta [...] momento che fugge veloce e poi si [...]. Le immagini evoca-no sofferenza [...] tempo gioco, diverti-mento. Poemetti in prosa che lasciano [...] ad [...] di una vita in cui [...] persone arrivano, parla-no, amano e poi vanno via. Un gioco di specchi? Non [...] la consapevolezza che [...] scorre e si sbriciola [...] senza lasciare [...]. [...] un tempo immaginario, allargare le [...] e restare fermi, in [...] piena di pensiero per [...]. Lidia Riviel-lo non improvvisa mai [...] prima [...] e spesso non riesce a [...]. I suoi versi sono bal-late [...] seguono mai la stessa musica:« Que-sta sono io in [...] e mi consegno al [...] questa nostalgia di tracce sempre [...] vista perché il pane sia ironia e viceversa». La [...] e domande che inseguono [...] gioco. Le risposte attraversano le [...] nuove di conoscenza. [...] Riviello sembra fermarsi per un [...] chi attende. Il dubbio dura poco, [...] corsa continua, inspiegabile. Annota, scrive, fugge, poi ritorna [...] continua ad [...] suo [...]. /// [...] /// [...] affermare Riviello, da usare solo [...] momenti di disperazione, di fronte a noi [...] la realtà, amara e viva [...] ogni tanto regala [...]. E quando arriva la [...] Basta [...] girare in tempo e non restare abbagliati, [...] è tutto una preparazione [...]. Per questo bisogna sempre [...]. Con qualche anno di [...] -un vero e proprio inquinamento acu-stico per [...] -sulle ragioni di tutti gli [...] -autonomismo, regionalismo, europeismo -accordati [...] Federalismo. Nel [...] libro non tradisce [...] vocazione, enunciata in controcopertina. Cioé quella di precisare [...] e filologicamente i [...] (che comparve solo alla fine [...] Sette-cento, [...] delle rivoluzione americana e [...] fondamentali, i processi di formazione [...] da parte delle correnti di pensiero e dei maggiori [...] inoltre i principali modelli sta-tali concretamente realizzati fino ai [...] gior-ni». Peccato solo per la [...] dedicato al Federalismo nel Risorgimento che, a [...] meritato un rilievo mag-giore. [...] nonè possibile -in un [...]. [...]. [...] capitoli, il lettore non sarà [...] edotto sul dibattito -in discesa -scaturito attorno alla progettualità [...]. Malandrino prudentemente evita di avvitarsi [...] presente, [...] giudizi [...] sui federalisti nostrani. Chi avrà però avuto [...] arrivare alle conclusioni, scoprirà il piacere di [...] con un federalismo inedito. Una dottrina che non si [...] né si è mai nutrita, di folclorismi dozzinali, o [...] da magliari incamicia [...]. Un testo che palesemente [...] mito di Don Giovanni, tra-mandato oralmente dalla [...] Seicento agli inizi di questo secolo, che proprio [...] generazioni di cantasto-rie, burattinai e comici [...] capaci di rinverdire e [...] della storia. Un mito assai popolare, [...] Perrucci af-fianca Pulcinella, Pimpinella e Co-viello. Da un lato i [...] i servi, in una [...] permette, tra le molte pirotecniche invenzioni, anche [...] linguisti-co [...] sussiegoso e del dialetto [...]. Il convitato di pietra [...] Andrea Perrucci Einaudi pagine 161 lire 24. /// [...] /// Il convitato di pietra [...] Andrea Perrucci Einaudi pagine 161 lire 24. (0) (0) ![]()
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