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[...] / DOMENICA 1 [...] GENNAIO 1986 I [...] anni 30: la moglie Giulia [...] Giuliano Torino 1916: Gramsci (in [...] a destra) tra alcuni compagni della Camera del lavoro. /// [...] /// Ottavio Pastore Sto perdendo [...] mia sensibilità. Sono stato molto contento, [...] le fotografie dei bambini e di Giulia [...] la tua. Ma perché e come [...] così cattiva ? Come hai potuto scrivermi [...] ricevere una tua fotografia possa non farmi [...] io possa [...] indietro? Il mondo è [...] terribile e, specialmente per chi e in [...] incomprensibile. Mi scrivi una volta [...] ancora mi scrivi in modo così cattivo! Ciò che mi dispiace [...] è che in questi due anni io [...] tutta la mia sensibilità e che la [...] essere capito, nei limiti in cui sono [...] mi caccia sempre più in basso in [...] indifferenza passiva e beata, da cui non [...]. Così, per esempio, nonostante [...] sempre il mio pensiero assillante e quasi [...] più scritto per domandare le fotografie dei [...]. Il non [...] mi faceva soffrire crudelmente, [...] più a scrivere in proposito e mi [...] dei miei sentimenti, senza tentare neppure di [...] colpo brusco. Vorrei spiegare a Giulia [...] stato [...] generale in cui mi [...] anni di carcere, ma forse è ancora [...]. Mi pare di potere, [...] solo questo punto: che mi sento un [...] sopravvissuto, in tutti i significati. Per capire meglio, bisognerebbe [...] un [...] un po' complesso: dicono che [...] sempre immobile oltre i trenta metri di [...] sono affondato [...] iLa cognata Tatjana [...] che assistette Gramsci negli [...] I figli Delio e Giuliano in occasione [...] loro visite in Italia. Gramsci potò [...] bambini solo in [...] fino a venti metri, [...] in quello strato che si muove solo [...] bufere di una certa entità, molto al [...] normale. Ma sento di affondare [...] lucidamente vedo il momento in cui giungerò, [...] al livello [...] assoluta, dove non si [...] le burrasche più formidabili, da dove non [...] possibile vedere i movimenti degli strati superiori [...] una mera mareggiata di ricami di spume. E quel che è [...] di essere già caduto in uno stato [...] deve essere proprio dei vecchi carcerati, i [...] più per nessi reali, ma per intuizioni [...] magico o spiritico. Quando sono giunte le [...] per firmare il registro delle raccomandate assolutamente [...] trattava delle fotografie. Nessun elemento anteriore poteva [...] suggerito questo pensiero, anzi, [...] tu scritto che mi avresti [...] dei soldi, poteva semplicemente [...] che si trattava del loro [...]. /// [...] /// Prima che mi arrivassero [...] mi hai mandato da Roma (la valigia [...] dei libri), ho pensato nitidamente che mi [...] determinata casset-tina di legno. Essa non aveva niente [...] me ne ricordavo nean-che più, o almeno [...] a pensarci. E la cassettina [...] davvero. Questo episodio mi ha [...] colpisce anche oggi più che non quello [...]. /// [...] /// Forse in [...] lettera, cercherò di spiegarmi [...]. Del resto, non credere [...] Giulia creda) che io sia del tutto incitrullito. Forse il dormire poco [...] po' stordito e mi porta a questi [...]. Dunque ho ricevuto le [...] hai mandato da Roma e ti ringrazio. Ora ricevo anche direttamente [...] Libreria [...] riviste in abbonamento. Non so perché non [...] «Critica fascista» alla quale ero stato abbonato a Milano [...] ricevetti fino a tutto febbraio: la Libreria [...] Roma nel giugno che avrebbe provveduto, ma [...] nessuna conseguenza di questo provvedere. Se non ti dispiace [...] Carlo, [...] che ho ricevuto la [...] che può farmi fare in casa delle [...] perché le scarpe carcerarie mi hanno rovinato [...]. Per il resto non [...]. Cara Tania, non essere cattiva, [...] più spesso e scrivi a Giulia per [...] tutta la mia gioia per [...] ver visto la [...] fotografia e quella dei bambini. Ti abbraccio [...] mille lire e pagherei da [...] il tavolo da [...] novembre [...] ricevuto le [...] due lettere e le due [...] di Giulia. La prossima volta scriverò una [...] per Giulia. Ho scritto perché Carlo [...] notizie che domandi sulla pratica. Non so cosa farai [...] forma. In ogni modo av-verti [...] deve raccomandare la mia pratica (mia perché [...] non fatta da me, ma dalla famiglia) [...] io sono disposto a far costruire a [...] tavolino occorrente, in modo che [...] del carcere non abbia [...]. Non preoccuparti del denaro. Ho mol-to, circa 1000 [...] sono dunque assicurato per un pezzo contro [...]. [...] pure il libro quadrilingue, di [...] mi scrivi; mi sarà molto utile. Mi dispiace la tua [...] il tuo lavoro. Io non voglio [...] domandandoti di scrivermi spesso delle [...] lettere. A me basta che [...] anche delle semplici cartoline illustrate. Lo stare a lungo [...] rende nervoso e preoccupato. Da Roma ho ricevuto una [...] di libri, non un semplice pacco: mi ero male [...]. Non ho ancora potuto [...] ho altri in lettura e più di [...] non posso [...] in cella. Non so quali siano [...] che mi dici essere stati mandati da Milano: [...] libri della «Sia via»? Li ho ricevuti A [...] escono [...] mandare il Ve il VI [...] Guerra e Pace. E i miei libri [...]. Ariis? Non ne ho [...]. Vorrei essere informato, non [...] subito: anzi sarebbe bene [...] ma perché sappia cosa [...]. Carissima Tania, ti abbraccio [...]. Io ho letto il [...] un ragazzo come te e mi è [...] riletto allora tante volte, [...] davanti e cercavo altri libri che mi [...] dei paesi dove passava il [...] parallelo Sud (mi pare). Il dottor Pagane! Non mi piaceva solo [...] del Verne (che forse non appare nel [...] hai visto) e la caricatura dei libri [...]. Quando ero ragazzo gli [...] molto perché erano grandi marinai e avevano [...] avrei voluto abitare. [...] anche tu le [...] impressioni, a lungo, cosà vedrò [...] veramente sei bravo nello scrivere: le [...] lettere sono scritte bene, ma [...] corte e Caro [...] da ragazzo sognavo tante [...] si può giudicare tutto un [...] da un solo giorno, ti pare? Caro [...] ti bacia il tuo papà. Non [...] paura di portare [...] al polso. Perché dovresti [...] è per te, non [...] su un tavolino. Penso che la falsa [...] altro che [...]. Tu hai creduto che [...] fin dal 32, che la mia povera [...] Il più forte dolore [...] sentito allora e veramente [...] fossi in grave stato di prostrazione fisica. Come potevo immaginare che [...] non mi scrivesse o facesse scrivere e [...] non mi accennassero più a lei? Penso [...] pietà non sia altro che stoltezza e [...] cui si trova un carcerato diventi una [...] crudeltà perché determina uno stato [...] di diffidenza, di sospetto [...] si nasconda chissà che cosa, . Cara [...] io conservo del tuo [...] che me lo fanno sembrare sempre presente [...] rimpianto che avremmo potuto [...] più e meglio. Ma questo rientra nella [...] perdute da me, non [so] se per [...] in poi ho in [...] sotto [...] di ciò che sarebbe [...] Italia e della enorme quantità di forza che [...] per fare fino in fondo ciò che [...] e necessario. Cara, potrò parlarti mai [...] Adesso sono diventato di una ipersensibilità morbosa [...] mai scrivere su certi [...] Forse non [...] quando ti ho scritto [...] del fatto che non riesco a comprendere [...] solo dalle loro lettere e dagli accenni [...] ne fai Non capisco neanche a che [...] loro sviluppo intellettuale. A te importa la [...] la ricchezza dei loro sentimenti. Non riesco a fare [...] la loro tenitura» scolastica e quella dei [...] posso fare un [...] neanche pensando ai [...]. Tutta-via: ho ricevuto una lettera [...] un mio nipotino che è più giovane di Delio [...] che [...] entra nel ginnasio. Mi pare che non [...] di sentimenti e la larghezza di interessi [...] di Delio, ma che sia più ordinato [...] sappia ciò che vuole (bisogna tenere conto [...] finora la vita meschina e angusta di [...] Sardegna, non paragonabile a una città mondiale [...] correnti di cultura e di interessi e [...] raggiungono anche i venditori di sigarette della [...]. Giuliano mi pare moralmente più [...] di Delio, [...] meno turbolento, ma perciò un [...] anche per il suo temperamento. Cara [...] occorre che riversiamo nei [...] che ci univa ai [...] che li facciamo rivivere in loro in [...] meglio e di più bello ce ne [...]. /// [...] /// Cara [...] occorre che riversiamo nei [...] che ci univa ai [...] che li facciamo rivivere in loro in [...] meglio e di più bello ce ne [...]. (0) (0) ![]()
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