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Sabato 30 aprile [...] pagine di un diario le [...] e i momenti di felicità di una ragazza condannata [...] una scommessa La «Comunità Jonathan» [...] ospitata In una casa In mezzo ad un frutteto [...] a [...] un paese [...] napoletano. Vincenzo [...] e Silvia Ricciardi sono I [...]. La loro comunità funziona come [...] casa famiglia e nasce da una scommessa: quella di [...] uno dei vuoti [...] lasciati scoperti dalle istituzioni, ovvero [...] mancanza di una comunità -femminile [...] penale. La mancanza di strutture [...] accogliere ragazze che hanno problemi con la [...] alla contrapposizione di Interessi tra II mondo [...] laico: mentre I primi si sono conquistati [...] a favore delle giovani [...] I [...] se ne sono quasi totalmente disinteressati. Le risorse che vengono [...] per questo tipo di intervento riescono solo [...] I costi di gestione, ma non quelli di [...] a questo tipo di [...]. I ragazzi che arrivano [...] sono mandati dalle autorità [...] del reati di ogni genere, dal furtarello [...]. I Rosa era in [...] a [...] , [...] uno di quei paesi [...] si snocciolano tra le campagne alle falde [...] Vesuvio. Era tornata a salutare [...] gli operatori con cui aveva passato parte [...]. Vestita con un pantacollant [...] avanzata gravidanza stava in [...] del salone con un microfono in mano, [...] attorniati da un viso rosato e paffuto [...] di sconcertante ingenuità. [...] squarciagola come in un [...] casareccio. I ragazzi della comunità [...] la musica con le dita, intuendo le [...] sulle sue labbra di bambina. Arresto per spaccio Era [...] giorno d'agosto dell'anno scorso per «associazione a [...] spaccio di sostanze stupefacenti», era entrata nel [...] che non aveva ancora [...]. La [...] storia è una delle tante [...] portano i ragazzi e le ragazze a salire quel [...] roccioso che guarda Capri: storie [...] povera gente, storie di ordinario annientamento sociale. È stato cosi anche [...] Rosa: [...] scuola abbandonata subito, un fidanzato, Natale, tossicodipendente [...] fratelli anch'essi detenuti per spaccio. In quel carcere Rosa [...] pochi giorni perché era incinta da qualche [...] custodia è stata sostituita [...] in questa piccola comunità dove altri ragazzi [...] Le «occasioni» di Rosa A 17 anni dal [...] pene per furto, rapina, spaccio. [...] qualcuno lavora i campi, [...] di prendersi un titolo di studio. Rosa decido di tenere [...] incerta per stemperare [...] remota, breve cronaca del [...] dolente per colmare [...] solitudine. Inizio a [...] che mi trovo in una [...] prima mi trovavo in carcere. In comunità non ci [...] la mia mente mi diceva che mi [...] poi quando sono venuta ho trovato il [...]. Voi operatori siete delle [...] però io me ne voglio andare al [...] soffro molto, vi chiedo di aiutarmi, di [...]. È solo un giorno [...] e mi sono già affezionata tanto, però [...] desidero tanto riacquistare la liberta e stare [...] madre. Mi trovo qua perché [...] se no mi trovavo in carcere: Il [...] mura, era un inferno, Volevo telefonare a [...] sentire solo un ciao di mia madre, [...] poteva. Scrivo queste parole e [...] sto soffrendo, ma quando consegno questa lettera [...] occhi asciugati perché non voglio farmi vedere [...]. Vi guardo c mi [...] Rosa ha ora 18 anni e tra qualche [...] bambino. Un anno fa era [...] per «associazione a delinquere [...] di sostanze stupefacenti». Da allora [...] tenuto un diario. [...] passi dì quel diario. La nostalgia della mamma, [...] una nuova vita, la paura di perdere [...] nei suoi assistenti. PAOLO [...] chi mi vuole bene. Per fortuna che non [...] se no soffrivo di più. /// [...] /// Comincio questa lettera per [...] fortuna ho passato questi tre giorni bene [...] malinconia non mi fa troppa compagnia. Il primo giorno mi [...] il secondo ho fatto un po' di [...] giorno avevo capito che voi operatori eravate [...]. Il mio tempo lo [...] e [...] vola. Mi è stato utile [...] quello che mi sento dentro, di persona [...] certe cose. /// [...] /// Innanzitutto non sto di [...] da due giorni che mi alzo con [...] mi sono calmata quando ha telefonato mia [...]. Mi basta sentire la [...] voce. /// [...] /// Oggi sono sei [...] sto in comunità e [...] sono sei anni. Mi ero alzata di [...] piede storto, ma quando ho ricevuto la [...] Natale mi sono ripresa e sono stata felice. Speriamo che Dio mi [...] arresti domiciliari. Non vedo [...] che viene domenica, così [...]. /// [...] /// Sabato sono stata al [...] una bella serata, mille di quei giorni. Poi domenica è stata [...] visto mia madre, ho pianto appena [...] vista non perché stavo [...] felicità, il mio cuore mi batteva a [...]. /// [...] /// Siamo andati a farmi [...] visto la mia vita dentro il mio [...] sentita [...] come si muoveva il [...] é rimasto impresso. Poi quando è finito [...] ammosciata, [...] si era ferma-to. Anche se so che [...] qua tutti i nove mesi, speriamo Dio [...] Madonna che uscirò presto. /// [...] /// Però vi ringrazio moltissimo, [...] ve lo prometto che cambierò per fare [...] posso. /// [...] /// [...] giorno mi hanno portato [...] poco bene, tenevo dolori ai fianchi. È perii fatto del [...] mi dà la forza di [...] perché se non era [...] potevo anche morire, tanto la mia vita [...] senso mi è cascato il mondo sopra [...] ad affrontare più questi problemi, specialmente con Natale [...] gli voglio molto bene. Scusa se vi parlo [...]. Ora vi parlo dì [...] ho visto ieri sera, si tratta di [...] un padre e la madre, di quel [...] colpito di più che alla fine sì [...]. È stato così brutto [...] sentita male perché riflettevo che così andrà [...] Natale. /// [...] /// Ieri era il primo [...] per la verità non mi piace proprio [...] fare niente: oggi ci devo andare di [...] e solo a pensarci [...] sudate. /// [...] /// Sono ritornata in comunità. A dire la verità [...] sono stati pochi giorni [...]. Ora mi tocca soffrire, [...] Dio mi dà la forza di andare [...] tutto il cuore che tutto questo finirà. Silvia, ti voglio dire [...] come ti devo ringraziare per tutto quello [...] me. /// [...] /// Il ho guardati mentre [...] poi uno di loro faceva il compleanno [...] Rosalia ci abbiamo comprato un pensierino: un [...]. Dopo siamo andate a [...] ragazzo a festeggiare, è stato molto divertente. A dire la verità [...] male il cuore per quel ragazzo, perché [...] triste, ti parlava con gli occhi. Rosalia mi voleva portare [...]. Comunque la serata è [...]. A tutti i ragazzi [...] di [...] a Don Vincenzo (direttore [...] mia amata Silvia (responsabile della comunità). Ciao, sono la vostra [...] sa, vi voglio dire [...] molto contenta perché finalmente me ne vado, [...] con tutto il cuore che ve ne [...]. Mi mancherà i vostri [...]. Silvia, [...] ò [...] bello, tu non lo [...] quando non ti vedevo mi sentivo distrutta [...] un bene non ti dico quanto Napoli [...]. /// [...] /// Abbandonato a tre anni [...]. Le uniche parole che [...] a dire solo: "Mamma è andata via. /// [...] /// Null'altro, niente che possa [...] sia, da dove viene, dove sono i [...] almeno la madre. Nonostante il piccolo sappia [...] di tedesco e lo capisca, la polizia [...] interprete perché scopra quale lingua slava parli, [...] quale paese [...]. Ora il bambino, dopo [...] è stato dato in affidamento ad una [...]. Ed è stata forse [...] segreta speranza che i genitori, magari privi [...] hanno lasciato solo fra uno scaffale pieno [...] un carrello della spesa. Pena lieve allo studente Rettore [...] " [...] Punire con un anno . E il rettore, non [...] e si dimette. La storia, raccontata dalla [...] accaduta al Churchill College nella prestigiosa città [...] Cambridge. Durante il ricevimento di [...] studente, che forse aveva bevuto un po' [...] balzato su un tavolo, si é tirato [...] ed ha mostrato il sedere ad alcune [...] si erano presentate alla festa [...] abito lungo. Il giovane è finito [...] consiglio disciplinare che gli ha imposto il [...] per un anno a «cene formali» nel [...]. La punizione è a [...] non ripaga le ospiti [...] subito, ha tuonato il [...] Bill [...] annunciando quindi le suo [...]. La famiglia [...] aveva preso alloggio a [...] dove mi trovavo anch'io, [...]. Il padre era di [...] ebrea berlinese; la madre originaria della Lettonia. Rita era molto vivace, Aveva [...] figura slanciata, amava il nuoto, ogni sport, [...]. Dopo [...] di Hitler al potere, [...] restare in Germania. Andò prima in Francia, [...] Italia. Nel 1936 sposai un [...] Stato tedesco, per cui dovetti fa-. Ci eravamo stabiliti a Berlino, [...] potevamo vedere i [...] era proibito "-frequentare gli [...]. Quando cominciarono le restrizioni [...] gli ebrei, mio marito e io, di [...] riuscivamo a portare loro qualche cosa. [...] del 1938, andammo a passare [...] vacanze in Italia. Un giorno ricevemmo la [...] Rita. Veniva da Bologna, dove viveva [...] qualche settimana in una mansarda. Mi raccontò che aveva [...] a presentarsi al Consolato tedesco. Aveva scritto pochi giorni [...] Consolato francese per chiedere [...] che le desse la [...] in [...] dove aveva un amico. La [...] lettera cominciava: [...] offre [...]. Era possibile che fosse [...] vacanze mio marito [...] tornammo a Berlino con [...]. Una sera [...] suonò alla nostra porta il [...] di Rita. Aveva ricevuto [...] che Rita era nella [...] trasportata [...]. Mio marito era in [...] fare [...] possibile per non [...]. Un paio di settimane [...] di presentarmi al famigerato [...]. Entrai con il cuore [...] testimonianza, Anna Arcangeli, livornese, sposò nel 1935 [...] tedesco, Josef [...] e viveva ancora a Berlino [...] capitale del Reich fu investita [...] delle truppe sovietiche. Fuggì con i suoi, [...] fuga ha scritto un diario premiato nel [...] Pieve S. Stefano e [...] nella collana [...] Giunti «Diario italiano», diretta da Saverio Tutino. La testimonianza che pubblichiamo [...]. L'incontro e [...] con una famiglia ebrea di Berlino. Il processo contro Silvia, condannata [...] dieci anni di carcere perchè «esemplare [...] di una razza mista». ANNA ARCANGELI [...] nel grande edificio e lì [...] diressero in una grande sala [...]. Dopo circa mezz'ora entrò [...] persona, un uomo sui 45 anni. Si tolse cappello e [...] a sedersi [...] lato della stanza. Dopo qualche minuto mi [...] trovavo II anch'io per la causa [...]. Io annuii e lui [...] poi riprese a parlare e a poco [...] diverse domande. Disse che voleva andare [...] Francia [...] aveva un amico, del padre che era [...]. DEL [...] della madre tanto fragile. Facevo del mio meglio [...] cattivo tedesco. Seguitammo a conversare cordialmente [...] una pausa, rovesciò il suo colletto e [...] il distintivo. /// [...] /// Poi divenne sempre più [...]. Mi tranquillizzò [...] che anche lui non [...] Rita [...] pericolosa spia: al processo [...] condannata al massi-mo a [...] perdita dei diritti civili. Alfine una grande porta [...] ci fecero entrare in [...] sala. Un milite mi faceva [...] verso una lunga balaustrata. Una delle figure dietro [...] davanti a me, gridò: «Si insegni alla [...]. /// [...] /// Facevo di nuovo del mio [...] per parlare male tedesco. Descrissi nuovamente Rita come [...] e [...] il suo desiderio di [...] Francia per ritrovare il suo amico, tutta la [...] una fragorosa risata e tutti volsero lo [...] lato. Allora scorsi Rita, a [...] panca al muro fra due guardiani, pallida [...]. Fui condotta fuori dalla [...]. Il tribunale conferiva. Poco dopo mi chiamarono [...] ascoltare la sentenza: dieci anni di reclusione [...]. Mi domandarono se desideravo [...]. Lasciai la sala e [...] scale arrivammo a una cantina. Lì trovai Rita. [...] senza dapprima [...] parola. Eravamo circondato da guardie. Una di queste mise [...] Rita la [...] merenda e questo mi [...] che in [...] si mostrasse ancora [...]. Durame [...] i giu-dici avevano menzionato [...] Rita al Consolato francese. Non riusciva quasi a [...]. Perfino al gabinetto la piantonava [...] guardia. In un lato della [...] gruppo di altri carcerati, per lo più [...] aspetto molto [...]. Ad un tratto il [...] cantina si aprì ed apparve un grosso [...] Minna». Era la prima volta [...]. Ci vennero [...] sopra tutte quelle povere creature, [...] Rita. Da allora non la [...]. Il padre di Rita [...] guerra. [...] moglie venne a [...] notizia, lo non potei [...] ma lei, la piccola donna fragile, mi [...] suoi occhi tanto tristi, ma asciutti e [...]. [...] notizia della madre di Rita [...] che aveva ricevuto [...] del penitenziario di [...] una breve comunicazione: [...] figlia ha un polmone consunto [...] in consunzione. /// [...] /// [...] notizia della madre di Rita [...] che aveva ricevuto [...] del penitenziario di [...] una breve comunicazione: [...] figlia ha un polmone consunto [...] in consunzione. (0) (0) ![]()
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