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È [...] che ci hanno portati [...] le due donne e [...]. Sentivo difronte i soldati [...] piedi sulla neve, mentre aspettavano [...] di fare fuoco. Ormai [...] poco da scervellarsi. A fregarci era stata [...]. Un soldato [...] trovata sul comodino. E noi non avremmo certo [...] dire di non [...] niente. Ricordo che un soldato aveva [...] a Costantina cosa [...] dentro e, mentre stavo per [...] lui [...] aperta. Con i delitti che [...] stati ultimamente un oggetto del [...] tenuto sul comodino era appunto una prova di colpa. /// [...] /// A questo pensavo, quando [...] tolto le bende, e al fatto che [...] di nuovo precipitata. Tutta raccolta sui toni [...] e del nero: noi, il plotone [...]. O la neve, ad [...] del [...] le vallette spalmate [...] e, a parte qualche [...] neve appunto. Poi noi tre e [...] che aspetta. Una decina di soldati [...] de [...]. E, sopra, una nebbia [...] che corre tra figure nere contro di [...] del sergente coi pugni in tasca e, [...] schiena della montagna. Impastata anche lei, quella nebbia, [...] puzzolente di rancio, [...] cavolo cipolla che fermentano nelle [...] delle forze [...]. Di quei dieci che, [...] era di fare presto, poi di marciare [...] caserma, per [...] una minestra, per accoccolarsi [...]. Penso alle tre sigarette [...] rimaste in tasca. Forse ci sarebbe ancora stato [...] tempo per [...]. E se mi avessero [...] almeno il dolore, quello [...]. O [...] bene cos'è potuto accadere [...] questo punto, avrei chiesto. Dimmi, [...] per filo e per [...] dietro questa storia, e dentro la borsa, [...] da [...] la vita. In questo modo poi. E [...] desiderio è che vorrei [...] sigarette, una dietro [...]. Farò presto, vedrai, avrei [...]. Nessuno di loro forse [...] tribunale di [...] tre giorni fa, aveva [...] caso. II nostro vicino [...] ci aveva denunciati per [...] tre pecore. La giuria aveva litigato, [...] il piantone mentre Costantina, mia madre e [...] una panca, fuori [...] la sentenza. Gli indizi erano deboli. Solo una lettera anonima e [...] testimone. Siamo stati assolti. Mancavano forti elementi per una [...] ha scritto il giudice. Lo abbiamo ascoltato leggere. /// [...] /// Le donne hanno pian-o, [...] abbracciate. /// [...] /// Ci hanno detto che [...] che potevamo andare e un soldato ci [...] dal tribunale. Di strada non ne [...] ranché quel giorno. Un ungo viale di betulle [...] panchina scassata, n fondo un militare ci aveva salutato [...] il cappello. Ho capito da questo [...] del mestiere, una giovane recluta. Anche gli occhi non [...] volgari, sembrava un ragazzo gentile perché non [...] un soldato. Non sapeva neppure fare [...]. Potevamo girare attorno alla [...]. O arrampicarci in cima [...] era più breve. Se la vecchia ha [...] detto. Poi si scende attraverso [...] dopo un paio di miglia si è [...] dove dovevamo consegnare la [...] delegato, perché ci cancellasse dall elenco degli [...]. Mia madre aveva voluto [...] umido che fasciava il corpo del soldato [...] la mano. Invece la schiena della [...] dirupo scosceso, coperto di ghiaccio e pietre. Un panorama di nebbie [...]. In fondo si apriva una [...] di rovi. Questo è il bosco [...]. Ma non [...] nessuna traccia di [...] o di altre città. Solo neve e nebbia [...] sarebbe fatto buio. Si sa come sono le [...] delle [...] in ore di cammino. /// [...] /// Perché chi sorride, chi [...] chi ritorna, cammina più in fretta. Calpestiamo felci piegate dal [...] come se un enorme animale ci si [...]. È stato poco più [...] incontrato le pecore e, lì accanto, il [...] con la gola tagliata. Quando ci siamo [...] falchi e i corvi [...] addosso si sono alzati. In branco, malvolentieri. In cerchi molli, sopra [...] hanno continuato a gracchiare, ad aspettare [...] ce ne andassimo. Aveva sulle mascelle una specie [...] sorriso, il pastore. Avrebbe sorriso così anche [...] pensato, perché sapeva dov è [...] e che noi invece [...] dalla parte opposta. E stata una vecchia che [...] con una carriola a portarsi via il corpo del [...] a [...]. Usando le mani, le braccia, [...] faccia lunga. Masticando un dialetto che [...]. Perché il soldato aveva [...]. Lo conosco quel giovane [...] mente. Perché è mio figlio, [...] e il più malvagio dei miei figli. Siamo tutti così nella [...] sappiamo solo mentire. /// [...] /// Poi, chinandosi per terra, [...] Alfredo [...] nato nel 1950 a [...] eritreo, da padre italiano (Gilberto [...] e madre [...] (Maria [...]. Nel [...] ha pubblicato, col cognome [...] di poesie(« Di vetro, di terra», Rebellato) [...] a collaborare a vari periodici. Nel [...] è uscito ii suo [...] «Rapporti sperimentali» [...] Bologna), seguito nel giugno [...] «Tornare a [...] edito da Feltrinelli. Il [...] ALFREDO [...] dice e mi fissa negli [...]. No, era già notte [...] da lì probabilmente, gli rispondo. Oppure è successo dopo [...] dico. No, è successo prima, [...] fa, ma non è molto importante. C'è anche il cadavere di [...] vecchia con la gola tagliata, accanto a una carriola. [...] vista? No, nemmeno lei [...] Costantina, [...] troppo buio. Beh, non importa, dice [...]. Ora parliamo di affari. Il giudice [...] manda a dire che [...] vi sta chiedendo un sacrificio. Ma è una cosa delicata [...] deve fare gente fidata, dice. [...] è seduto sul letto, [...] strette tra le ginocchia, ci scruta uno [...]. Perché il giudice non [...] suoi soldati?, avrei potuto domandare. Perché potrebbe revocare la [...] in qualsiasi momento, avrebbe potuto [...] in un orecchio [...]. Non resta che obbedire, [...]. È nelle emergenze che [...] è il capo e chi servo, si [...]. Poi assolvere o uccidere [...] cosa, dice [...] dopo un giudice se [...] a casa a mangiare o nel letto [...]. Questo sacrificio è il [...] dovete, [...] è una [...] carta il nome di [...] avremmo dovuto aspettare. Ancora una cosa dirà [...]. Porterete con voi questa [...]. Non [...] mai. La dovrete consegnare [...] che troverete a [...]. Allora guarderò la borsa [...] accanto al letto, chiusa con lucchetto. Poi [...] si alzò, uscì dalla [...] contro il freddo e perché [...] non finiva. Si fece dare di nuovo [...] bere. Bevve mentre si rivestiva, [...]. Uscì senza salutare. Facendo appena un gesto [...]. [...] continuò a [...] anche dietro il vetro, [...] confuso nella neve. Perché proprio noi?, chiederà [...]. Perché continuano a [...] Lo stato in questo paese [...] è [...] dirà allora [...] a parlare piano, accanto alle [...]. È un gigante e [...] come il fumo di un incendio. Ha mille occhi ora [...] le nostre debolezze. Non è più come [...] sa chiedere a tutti sacrifici pesanti. Allora penso a [...] non aveva forse fatto [...] a piedi nella neve, senza [...] al freddo, alla fatica? Poi [...] di [...] vo mia madre. Con la testa abbandonata [...]. Costantina e io, in [...] parlare di [...] sta brutta storia. Ma non c'è niente [...]. E di [...] toccherò il cuoio della [...] tasta un [...]. Costantina [...] dietro i vetri le cornacchie [...] sulla neve, come si inseguono uno [...] i cattivi pensieri. Ho i piedi freddi [...] sangue non girasse. Costantina che si raggomitola in [...] coperta tolta dal Ietto. È stato allora che [...] alla porta. E voci, [...] sulle assi della [...] la porta che si spalanca [...] una spallata. Poi i soldati e Naim [...] la [...] faccia da cane e [...] toga nera sotto la pelliccia e c'è [...] Deda, con un colbacco [...]. Entrano trascinandosi dietro la [...] sbirri. Abbaiano di fare presto, di [...] e mani in alto. Rovesciano i materassi, li [...] per terra, [...] spalancato, le cose gettate [...]. /// [...] /// Ed era sera e [...] come il vapore di una locomotiva. Poi è notte e [...] e punge coi suoi aghi la faccia. Ed è mattino ed [...] tigli, qualche panca scassata e galline arruffate, [...] il ghiaccio. Una coppia di tortore [...] su un ramo. Porta disgrazia il canto [...] mia madre. Una sbarra serra il viale [...] a una frontiera. Dalla garitta di assi [...] faccia bella del soldato bugiardo, figlio della [...] e raccoglie 1 morti con la carriola. Ha il bavero del [...] al mente, le orecchie viola. Ve la siete presa [...]. Il fumo gli esce [...] dalla bocca quando parla. Alza la sbarra, e [...] dritto, dice. A destra c'e [...] di una locanda. E lì [...] dovete aspettare il delegato, dice, [...] torna a rincantucciarsi nella [...] cuccia. Alla locanda [...] folla, gente ai tavoli, [...] alla grande stufa di terra rossa. Se volete una camera ne [...] una sola, dice [...]. Con un solo Ietto. Vi terrete la vecchia [...]. Alle nostre spalle gli [...] i borbottìi degli uomini che [...] a carte, che bevono [...]. Li guardo ed è [...] per la prima volta, ho il dubbio [...] girato in un cerchio. Avevamo viaggiato otto nove ore [...] tornare nello stesso punto. Perché forse eravamo sempre [...]. O in un posto [...] quelle facce non erano nuove Chi versava [...] era il giudice Naim [...] E [...] sulla panca il cancelliere [...] Dèda? E i due [...] erano stati durante tutto il processo, a [...]. A ridacchiare quando prendevo [...] Anche [...] non è una faccia [...] Costantina e si avvicina al giudice [...] perché eccellenza vorremmo ringraziare, [...]. /// [...] /// Ieri ci hanno portato [...] fretta che non c'è stato il tempo, [...]. Mia madre vorrebbe [...] le mani. Ma è [...] più evidente lo sconcer-o sulla [...]. Guarda Costantina con le [...]. E incerto, dispiaciuto di [...] cosa si stia parlando. Oppure si chiede se [...] cerchi altro, non sia una di quelle [...] vecchi minchioni dietro la taverna, a fare [...] per cinquecento [...]. Con la schiena appoggiata [...] piedi. Due cani, lì accanto, [...]. La carrozza che va [...] parte domattina alle sei, [...] ci porge la chiave. Noi andiamo a [...] dice Costantina. Non partirà nessuna carrozza [...] che sembrava dormis-se, raggomitolato accanto alla stufa. Nevicherà tutta la notte [...] quando non avranno sgombrato il passo non [...] dice. E infatti nevicherà. E sono almeno vent'anni [...] vedeva tanta neve, spiegherà [...] il giorno dopo. Costantina si riaddormenta, quasi [...]. Fuori i pochi rumori [...] imposte. /// [...] /// Quegli uccelli portano disgrazia, [...] stringendosi nello scialle. Quando scenderò [...] sarà appoggiata al banco. Guarda un giornale, con la [...] floscia tra le labbra che aspetta di [...] il dito [...] sfoglia le pagine. Una bambina strofina il [...]. È la stessa serva [...] salirà, busserà alla porta ed entrerà timida [...] in mano. È venuto un soldato a [...] dice. Firmato Naim [...] questa è la let-tera. Poi [...] si lamenterà, mentre nella [...] di un orologio, perché le galline non [...] con tanta neve in giro. /// [...] /// E latte [...] vaniglia, cavoli cotti, Aglio. Di questo sa quel [...]. Perché ci vorranno almeno [...] che liberino il passo, spiega uno. Costantina con [...] occhi persi dove la [...] al vetro. Il fruscio di una slitta [...] mia madre che si addormenta su una panca. Fo allora che si [...]. [...] sbatté i piedi sul [...] e la neve che [...]. Era un uomo massiccio. Viene a sedere al [...] sulla panca la borsa ai cuoio e [...] bere con [...]. Non ti conosco, dico. In controluce il naso [...] viene a chiedere cosa [...] ha capito che è questa la disgrazia [...]. Anche le tortore [...] annunciato questo arrivo, vorrebbe [...] mia madre. Ma lo sguardo [...] palpa fin sotto la [...] mandato dal giudice [...]. Anche quando lui alza [...] butta giù, tutto [...] fiato, [...] e dopo, quando si [...] a sfregarsi le mani sulla stufa. Erano anni che non venivo [...] è tutto cambiato. Una volta era una [...] fumo, ubriachi, vecchie baldracche, dice. È così anche ora, [...] sembra sempre che dorma, raggomitolato vicino alla [...]. [...] ubriachi già di primo mattino, [...]. E così anche ora, [...] stufa. Bene, ora saliamo, dice [...] che ha finito di [...] siamo in camera, seduti tutti quattro sul [...] dice del cadavere. [...] incrociato a metà strada. Un pastore morto. Steso tra le carcasse delle [...] pecore. Non potete non [...] visto [...] che va ricambiata, cari miei. E quando sarà tutto [...] a [...] reziario: grazie signor [...] gentile dottore, per favore [...] la nostra gratitudine e il suo buon [...]. Perché [...] ci tiene a queste [...]. Tra [...] un giudice può sempre [...]. E per non rinnegare [...] potrebbe sempre Farvi condannare da un suo [...]. Si sa, basterebbe andare [...] cosa c'è dentro la vostra faccenda e [...]. Mia madre, accanto alla [...] a singhiozzare. Anche Costantina avrà gli [...] continuerà a stendere sul Ietto [...] stropicciata. [...] macchie verdi e gialle [...] e pianure ed è [...] dirà [...] posando il dito sulla [...] di [...]. Quando arriverete in questo posto [...] lui a darvi nuove indicazioni. Il paese si chiama [...] e segnò in un [...] per un braccio, [...] nano via Costantina [...] per i capelli, calpesta-" no [...] abiti [...] hanno butta-. Uno fracassa -i vetri [...] fucile, la neve sbuffa. Eh sì, la roba [...] qua dentro dice. Anche; Naim [...] si china [...] guardare Altri due [...] trascinando di peso [...] la gettano sul [...] accanto al letto. E [...] bisognerebbe anche [...] star zitta, perché cani, figli [...] puttana, merde che siete: urla. Ma ci pensa il [...] te che le [...] un calcio [...] bocca, poi sulla pancia. [...] farla vomitare il sangue le [...] dalle labbra. E grazie: al sergente [...] silenzio ora. Solo Io [...] re di passi sui ghiaccio, [...] ri. Poi ci bendano, ci legano [...] mani col fildiferro, [...] portano fuori sulla [...] Abbiamo trovato i [...] li che ci servivano, dirà? [...]. Intanto i soliti in-; [...] Naim [...] controlla se] tutto fila. Poi una [...]. E fumerà [...] Costantina, con gli occhi [...] sperati di chi vorrebbe» piangere Vorrebbe non ci) avessero legato le mani col, fildiferro, sentirsi [...] abbracciare E avrei [...] prima di [...] di [...] bracciare mia madre, dire? di [...] desiderio [...] cancelliere [...] Deda. Se; ce ne fosse [...] tempo. /// [...] /// Se; ce ne fosse [...] tempo. (0) (0) ![]()
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