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Un altro passo [...] «Cosa due». Lo compie la sinistra del Pri, guidata da Giorgio [...] del progetto di un nuovo [...] partito della sinistra, quanto da [...] per un [...] era sembrato [...] essere soggetto politico unico dei [...] se-gmenti [...] di centrosini-stra. [...] testimone. [...] le ragioni storiche della ricompo-sizione [...] sinistra, il presidente del Consiglio le assume a fondamento [...] di governo che abbatte [...] «steccato» della democrazia [...]. Resta, è vero, [...] del ruolo di Rifondazione. Fausto [...] è un [...] il convitato di pie-tra [...] dei repubblicani che aderiscono alla «Cosa due». Ma Famiano [...] non ne appro-fitta per [...] della «Cosa tre». [...] dei co-munisti unitari si [...] del modello con cui Tony [...] è [...] radicali in un processo [...] già supera i confini inglesi. Un modello che suggestiona Prodi, [...] tanto di «contributo a for-mare una volontà [...] che in Gran Bretagna [...]. Ma lì la ricomposizione [...] in virtù [...] bipolare sia per una [...] terremota-ta» come quella vissuta dalla sinistra italiana [...] Livorno in poi. Con entrambi [...] si misura [...]. Parte dal [...] meno delle ra-gioni storiche, [...] legate alla guerra fredda, alla rot-tura della [...]. [...] con la sinistra repubblicana, [...] di vi-sta, è esemplare. Non solo per [...] con cui Ugo La Malfa [...] sempre seguito [...] del Pci, ma proprio perché [...] maturate «affinità elettive» che oggi [...] nel nuovo partito. È una «lezione» che sembra [...] valere, oggi, per i rapporti con Rifondazione. [...] spiega che se una parte [...] sinistra continuasse a porsi fuori dal sistema, «riprodurrebbe quella [...] di [...] del Pci». Il che non signi-fica «negare [...] tra noi e Rifondazione: [...] chi divide la sini-stra tra [...] parte moderata e una ra-dicale, ma a parte il [...] che non ri-fiuto la moderazione come modo di agire, [...] che la sinistra sia divisa tra una parte innovativa [...] una parte arroccata su posizioni conservatrici nel senso di [...] al passato». Di [...] la strategia del «dialogo» verso Rifon-dazione. [...] mossa dalla consapevolezza che [...] nella propria storia chi la mette in [...] con gli altri qualcosa di nuovo [...] tabernacolo». Per [...] la «sini-stra del futuro» dovrà [...] con una varietà di stru-menti». Una identità, insomma, più [...] della sinistra europea che, appunto, «muove da [...]. [...] ci arriveremo male [...] se ci arriviamo con un [...] politi-co spezzettato». Una «anomalia» che già [...] «paga». E che, anzi, con la [...] ha rischiato [...] ancora dipiù. [...] «Questo antagonismo è stato evitato, [...] concreti e i sentimenti della [...]. [...] Prodi: «In questa crisi [...] gioco molto più che un governo. [...] gio-co il bipolarismo, senza il [...] non [...] salvezza per la nostra democrazia. Per questo abbiamo puntato [...]. [...] è più un cartel-lo elettorale: [...] un momento unitario [...]. [...] il rischio, adesso, che ricompo-sto [...] quadro politico si scomponga quello delle relazioni sociali su [...] pure il governo punta per la riforma del [...] Prodi non [...] sul conflitto apertosi con la Confindustria, giacché ha già rimes-so il merito [...] delle 35 ore nel 2001 [...] concertazione e alla contrattazione. E però richiama il [...] della stabilità finalmente garantita: «La crisi, invece, [...]. È [...] ad affrontare di petto la [...] «Non penso che la leg-ge sulle 35 ore sia [...] dramma e credo che questa [...] scena drammati-ca lascerà il posto [...] una riflessione più matura». Ma già il segretario [...] Pds [...] qualche elemento: «Consi-dero giusta la legge, ma [...] la pietra filosofale per la lotta alla [...]. Se si occupano la maggior [...] delle risorse alla ri-duzione [...] si finisce per convo-gliare ricchezza [...] è al Sud». [...] allora, cosa serve? «Politiche di [...]. [...] «di-storsione», quindi, è da evitare: «Per creare occupazione vera -dice [...] -è importante attuare il progetto [...] snella, aperta ai merca-ti e [...] privati. Ma non vorrei qualcosa [...]. Prodi aggiunge un altro [...]. Si [...] attrarre investimenti aggiuntivi a [...] più che «in Ita-lia da [...] arrivano gli investi-tori stranieri [...] di merca-to, ma non si fa nessun [...]. È qualcosa che può [...] Nord e Sud. E il messaggio, in [...] completa con il richia-mo di [...] alla tradizione e al [...] Risorgimento. Prodi lo fa proprio:« In [...] lasciato dormire quei valori per-ché indiscussi, ma oggi ne [...]. /// [...] /// Un [...] trasandati nel vesti-re, magari, ma [...] le idee chiare. Così si presentano i [...] hanno battezzato la nuova Sinistra giovanile. Bacchettano il governo, il [...] Pds di cui so-no «figliocci», ma senza [...] del ribellismo e della demago-gia. Fanno proposte precise e [...] sullo stato sociale, sui [...]. E ricevono udienza. Ieri alla ker-messe di [...] -periferia simbo-lo di Roma [...] di-rettamente il segretario generale della [...] Sergio [...] e il mini-stro della Pubblica [...] Luigi Berlinguer. Berlinguer ha ras-sicurato: «La [...] prima di tutto, abbiamo già la più [...] scuola che è quella [...] è pratica-mente concluso [...] per la riforma [...] di stato, ed è [...] riforma dei cicli scolastici che eleva [...] a 16 anni: il [...] grande ma ora si co-mincerà a decollare. Certo non so-no cambiamenti [...] da un giorno [...]. Il ministro è [...] che giovedì gli sono [...] che hanno animato le manifestazioni [...] piazze di tutta Italia. Piacciono a Berlinguer i [...]. Nien-te a che vedere [...] degli anni passati. Non di sola scuola [...] 500 delegati della Sinistra giovanile e il [...] in una palestra adattata per [...] a sala congressi. Spesso protagonisti nel mondo [...] volontariato, chiedono la parola anche le gran-di [...] millennio. [...] lo stato sociale, prima di [...]. Calvisi, nella rela-zione di [...] andato giù duro. Ha criticato «una giusti-zia [...] quarantenni, per chi vota, per chi comunque [...] rappresentato». E poi: «Una parte [...] corre il rischio di non co-noscere mai [...] parte quello di [...] senza quei diritti, quelle [...] che altre genera-zioni hanno conosciuto. Questo è un problema [...] ma è anche un problema per la [...]. Strani, questi ragazzi. Perché Sergio [...] quasi non riesce a [...] applausi scro-scianti che precedono il suo in-tervento. E la mani battono [...] che «bisogna smantellare [...] che purtroppo ha avuto [...] sini-stra, che [...] stato sociale protegge gli [...] gio-vani, i forti contro i deboli». Il sindacato, quindi, non [...]. La riforma del [...] come quadratura del cerchio. Ma con quali strumenti? Con [...] di coinvolgimento? [...] non ha dubbi: con [...] cercare anche con forme di con-sultazione permanente [...] studentesche, soggetti politici come la Sinistra giovanile. Il confronto è schietto [...] che ministri e sindacali-sti prendono sul serio [...]. Anche se indossano camicie [...] jeans scoloriti, anche se i ragazzi portano [...] lunghi e le ragazze zainetti in stoffa [...]. Ra-gazzi comuni, come quelli [...] la mattina davanti alle scuole o alle [...]. Un [...] orfani di Che Guevara, [...] di Walter Veltroni, parlottano agli angoli della [...] indirizzi e numeri telefoni-ci (non si sa [...] corridoi o davanti al bar. Non sembrano [...] certo non vogliono apparire [...] i costi come tanti loro coetanei. Non fanno paura, per [...] li si stia a sentire. Giancarlo Mola Si parla [...] straordinario Presentate liste padane Bordate di Comencini [...] Speroni A Milano il leader [...] «spiega» con [...] i giorni della crisi [...] «Noi al governo? No, [...] moderato» Attacco alla Confindustria («pigra ed egoista») [...] («sono affiorate ten-denze di regime»). Il presidente contro la [...] «Con noi sono stati [...]. /// [...] /// Invito a [...] Per carità, il 26 ottobre [...] chiamia-mo alle urne 20 milioni di cittadini [...] di democrazia, [...] sancito da una dozzina di [...] internazionali. Certo chie-diamo un voto [...] quello che bisogna fare [...] della [...]. Comunque non è che diciamo: [...] tutto [...]. È morbido, morbido Roberto Maroni: [...] le modalità del grande gioco [...] vir-tuale messo in piedi [...] Lega [...] attentissimo a non alimentare tensioni di sorta: «È [...] ab-biamo in tasca le autorizzazioni di tutti [...] molti prefetti si sono pronunciati sulla legittimità [...]. No, non cre-do che [...] Roma [...] così fessi da ri-correre alle maniere forti [...]. Mi pare che anche [...] Napolitano abbia mostrato un atteggiamento distensivo. /// [...] /// Registriamo anche questo come un [...]. Ma mentre Maroni recita la [...] del [...] in un albergo del centro [...] Milano, il segretario della Liga Ve-neta, Fabrizio Comencini, spara [...] segno. [...] regista della protesta in [...] durante il dibattito sulla fidu-cia al governo: «Basta [...] pagliac-ciate -scrive Comencini in una lette-ra inviata [...] Speroni [...] per conoscenza anche a Bossi -. Basta con la goliar-dia. La gente ne hai coglioni [...] di Prodi, [...] dei [...]. [...] opposizione dura. Ci sostiene se [...]. [...] se lo facciamo ridere. [...] gente che rischia [...] per le [...]. [...] il tempo degli scherzi. I popoli del-la [...] ci vogliono a muso [...] sistema italiano». È la prima volta [...] così esplicito al salto di qualità [...] al «regime romano» viene [...] opinione e fa specie che a [...] sia il moderato Comencini. [...] Polo [...] An in particolare, ora si [...] a porta-voce della volontà della base (vene-ta), che avrebbe [...] di telefo-nate le [...] contro [...] tenuto dai parlamentari del Carroccio [...] Ro-ma». Secca la replica di Speroni: «In [...] non si può certo entrare col mitra. È sensazione diffusa che [...] al pettine i nodi della contraddizione politica [...] Carroccio, sempre più aggroviglia-to fra eversioni virtuali, gesti [...] goliardici, ri-cerca di vie [...] politiche e peri-colose tentazioni [...] dagli assaltatori al campanile di San Marco). Si parla già di [...]. Comunque per ora Bossi [...] movimento in riga, mobilitato per [...] con le [...]. Lo spettacolone sotto i [...] oscurato dalle re-centi vicende [...] or-ganizzative da capogiro. Nelle 46 cir-coscrizioni elettorali, [...] mila gazebo, più 2 mila seggi mobili. Gli addetti impegnati saran-no [...]. I candidati al [...] sono 1. Le liste presenti 43. Fra queste figurano quel-le [...] Marco Pannella e Nando Dalla Chiesa che [...] così la presen-za del [...] Italia democratica: «Vogliamo dimostrare che si tratta di [...] e non di [...] interna di partito. Proprio ieri Dalla Chiesa ha [...] alle più alte autorità dello Stato italiano una me-moria [...] quattro pagine contenente la richiesta di referendum consultivo [...] «È [...] strada possibile [...]. Pannella e Dalla Chiesa a [...] la [...] è pirotecnica. [...] di tutto: dal sim-bolo del [...] degli immigrati extracomunitari, al movimento [...] liberista. I raggruppamenti che faranno la [...] del leone sono comunque ridotti a sei: i [...] mi-nistro Vito [...] i democratici [...] padano [...] sindaco [...] padani del padre fondatore leghi-sta, Giuseppe Leoni, [...] di Erminio Boso; seguono a [...] la Destra [...] europea e i comunisti padani [...] presentano [...] simbolo che non ammette fantasie [...] falce e martello rossi su campo bianco. In quanti an-dranno a [...] gazebo? Ma-roni è categorico: «Più di cinque [...]. Lunedì daremo i risultati». Che faranno i 200 [...] «Divente-ranno [...] vera e propria assemblea costituente che avrà [...] scrivere la costituzione della repub-blica federale padana». E chi garanti-sce sulla [...] «Chi an-drà a votare -spiega ancora Maroni [...] la carta [...] e su quel documento [...] minuscolo segno, a certificazione [...]. Carlo Brambilla MILANO. La Confindustria? «Pigra ed [...]. Il sindacato? «Quando si [...] come le 35 ore, dovrebbe essere contento». Lo psico-dramma televisivo durante [...] governo? «Sono affiorate in questa vicenda tendenze [...] pos-sono annidarsi nella società delle co-municazioni di [...] ap-parati di consenso diventano così forti». Rifondazione nel governo? «Non [...] condizioni. Troppe differenze, col Pds sulle [...] e con tutto [...] su politi-ca estera, economica, giustizia. Sa-rebbe una fuga in [...]. Privatizza-zioni a rilento? «È [...] si ha la sensazione che succeda-no cose [...] stesso non co-nosce, come dimostra la presa [...]. [...] a [...] a Nerio Nesi, tutti [...] Milano per il comitato scientifi-co nazionale di Rifondazione, [...] messaggio metà distensivo e metà polemico. Con Prodi la pace [...]. [...] che a chi insinua che [...] sulle 35 ore possa di-ventare una pura dichiarazione [...] ribatte laconico: «Non capisco perché [...] debba presta-re così scarsa fede nelle dichiarazioni del presidente [...] Consiglio, io le prendo molto sul serio». Con il cen-tro-sinistra, se non [...] pace vera e propria [...] comunque un armistizio critico: «Questa [...] -dice il se-gretario del [...] -ha una vocazione fortemente moderata, [...] è permea-bile alle ragioni della socialità, anche se è [...] permeabilità che ha bisogno [...] traumatico. Senza il nostro atto di [...] e [...] francese [...] sulle 35 ore non ci [...] stato». Le polemiche sono ancora [...] Confindustria e alla [...]. A Fossa [...] rimprovera pigrizia ed egoismo: «Per [...] la Confindustria [...] trova nella con-dizione, fisiologica [...] di dover redistribuire incrementi di produttività. Così non si può [...] riprende la crescita. [...] ridotto è una condizione non [...] ma necessaria, come dimostra mezza Europa, e la legge [...] sarà [...] pigliatutto, non sosti-tuisce la contrattazione, [...] è di certo un incentivo superlativo». Le borda-te alla [...] vengono da [...] stato un attacco indecoroso [...] indecoroso e inedito. [...] tra comunisti e socialisti, la [...] attaccò mai il Psi come [...] fatto con noi». Infine un pizzico di nostalgia [...] il modello [...] e [...] della grande fabbrica. Dice Nesi: [...] che [...] principali industriali di una volta. Non lo dico per [...] ma i grandi imprenditori hanno [...] vi-sione più ampia dei problemi, con [...]. /// [...] /// Non lo dico per [...] ma i grandi imprenditori hanno [...] vi-sione più ampia dei problemi, con [...]. (0) (0) ![]()
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