Come si può ben [...] a Giuseppe Petronio. Quando gli inviai, nel 1968, [...] dattiloscritto di Pessimismo e verismo in Giovanni Verga, [...] mai visto, né mai, prima, [...] avuto corrispondenza con lui. Per quanto dunque fossi [...] uno sconosciuto, egli lo lesse immediatamente. Mi rispose che non [...] tesi di fondo del mio lavoro, ma [...] nuovo [...] e degno di pubblicazione; [...] mandò a Romagnoli che lo fece uscire [...] Liviana. Da allora Petronio e [...] mantenuto un rapporto di interscambio culturale e [...] stati molto spesso in disaccordo (lui mi [...] scelte politiche e gusti culturali di oggi [...] passato, io sono molto lontano dal suo [...] eccessivamente [...] certe sue formule critiche), [...] abbiamo affrontato il problema apertamente, scontrandoci magari [...] sempre amichevolmente. La [...] generosità umana e la [...] dialogo e al confronto mi sembrano tuttora [...] di rapporto fra un «maestro» e i [...]. Per molto tempo non [...] legami con [...] accademico, se non quello, [...] Carlo [...] con cui ho lavorato [...] Letteratura italiana. Storia e testi [...] Laterza, [...] e talora geniale capacità di [...] De Sanctis e Freud, Gramsci e [...]. [...] per anni ho avuto con [...] un contatto quasi strumentale: mi limitavo al rapporto coi [...] lezioni e tesi -e a [...] uno stipendio. Ma la politica accademica [...] conoscenza del meccanismo burocratico che ne regola [...] mi erano del tutto estranei. Dopo che da Lecce [...] Siena (nelle cui vicinanze ho preso residenza, [...] 1982), le cose sono in parte cambiate. Accetto un [...] di più, ora, il mio [...]. Dopo [...] ostinatamente rifiutato per anni [...] incarico accademico, ho perfino acconsentito -non senza, [...] qualche disagio -a farmi eleggere direttore di [...]. [...] ho ripreso a praticare [...] giornalistica, a partecipare a convegni di studio [...] non ci avevo più messo piede), a [...] (e in particolare con uno nuovo, conosciuto [...] Lecce, Piero Manni, per cui dirigo una collana di [...] narrativa) e a frequentare [...] letterario, cui invece ero [...] tutto estraneo anche nei cinque anni di [...] Roma (e, in questo periodo, devo a un [...] Filippo Bettini, e alle sue insistenze, se ho [...] qualche sporadico rapporto). Il momento più doloroso [...] questo reinserimento è stato fra il 1980 [...]. Nel mondo culturale e [...] trovato allora [...] isolato e quasi spaesato. Dominavano il nichilismo morbido, [...] la [...]. Mentre dieci anni prima [...] non trovare un intellettuale che non si [...] era impossibile [...] uno che si dicesse [...]. ///
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Mentre dieci anni prima [...] non trovare un intellettuale che non si [...] era impossibile [...] uno che si dicesse [...].