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In quella più piccola [...] «rogo» leghista di tessere e simboli sindacali Quasi [...] turno della storica fabbrica milanese con [...] non toccate il sindacato. Ma non si perda [...] Stato sociale Marco Revelli, torinese, è uno [...] economica e industriale. Ha analizzato e rac-contato [...] avvenute in Italia negli ultimi decenni nel [...]. Revelli ha spesso scritto [...] Lega, e a propo-sito della Lega e [...] antisindacale lo abbiamo in-tervistato, suggerendo un percor-so: [...] il rogo (fallito: ne sono state bru-ciate [...] tessere con-federali, la crisi oggettiva di rap-presentanza [...] si lega alle grandi trasformazioni strutturali (nei [...] nei rapporti di lavoro, [...] dei si-stemi) [...]. Ho sempre pen-sato che [...] la causa del male italiano, bensì il [...]. Come la febbre che segnala [...] patologia del corpo. Il male è più profondo. Sono ammalate le for-me [...] della rappre-sentanza politica e sociale. Tutta-via ormai è un [...] nel rarefarsi della cronaca politi-ca Umberto Bossi [...] usci-te da istrione, con alcune trovate da [...] conqui-stare la scena con invenzioni di scarso [...] la mobilitazione sul Po con un ar-mamentario [...] segno deteriore e estranei a qualsiasi tradizione [...] al sindacato. Con risul-tati però: la [...] giornali-smo sono davvero malati, se per un [...] fa che discutere di queste volgarità». Se Bossi è un [...] il sindacato vive momenti difficili: nei confronti [...] confronti della [...]. Tutto si configura in modo [...]. Con la pic-cola e [...] in primo piano il territorio. La pro-duzione di fabbrica [...] produzione di area, met-te in discussione le [...] lavoro che abbiamo sempre immaginato. Ne compaiono al-tre: di [...] artigiani, di piccoli imprenditori, figure che non [...] della fabbrica e che [...] crescente nella produzione, non più [...] sindacalizzate e contraddistinte invece [...] tipo individuali-sta». [...] Aldo Bonomi, che spiega il [...] fin dal ti-tolo: «Il capitalismo molecolare». /// [...] /// Un dato statistico è [...] Nord Italia, il Nord della gran-de industria e [...] si contano 68 imprese ogni mille abitanti, [...] di neppure cinque addetti per im-presa. [...] cento [...] da aziende manifatturiere e di [...] di servizio alle imprese. Ma questa realtà «molecolare» [...] i termini della con-flittualità. Il tavolo della «trattati-va» [...] più lo stesso di prima «Il territorio [...] nelle sfide della globaliz-zazione. Se lo scenario [...] era segnato da conflitti [...] verso [...] del lavoro dipendente contro [...] occupati contro i padroni, il conflitto si [...] tra figure produttive che si collocano allo [...] piramide sociale. Sempre di più viene [...] scontro tra giovani e vecchi, garantiti e [...] e pensionati, tra aree sociali diverse, tra [...] nord est e nord ovest. Ma sottolineare il va-lore [...] ai rischi enormi del [...] tenendo insieme in un [...] legame territoriale lavoratori e padroni, sfruttati e [...]. I rapporti sociali non [...] diventano aree grigie che emarginano la vecchia [...] viene rimpiazzata dalla reto-rica etnica della Lega. Sarebbe una tragedia se [...] complicato e in trasformazione venisse semplificato dalla [...] naziona-le e entità regionale, [...] tra la cultura tradizionale [...] italiana e quella apparentemente nuova della piccola [...] camicie verdi e carabinieri: sa-rebbe una catastrofe [...] complessità in un caos bosniaco». La crisi sindacale, la [...] possono essere rico-nosciuti, ma la via di [...] sembra facile e soprattutto [...]. Abbiamo bisogno di aprire [...] confronto sociale, una risorsa che [...] salvifica, un conflitto tra [...] riconoscano». Ma come si riaggregano i [...] «Non esiste più il lavoro [...] che [...] con il padro-nato. Adesso le figure in campo [...] tante: lavoratori dipenden-ti, precari, lavoratori indipen-denti, lavoratori intellettuali, con [...] forte domanda di auto-nomia: una sana domanda di au-tonomia, [...] non può essere contenuta [...] leghista, che viene anzi negata [...] leghista. Il saggio di Bonomi [...] farci intendere quanto siano sbagliate le semplificazioni [...] nuova questione setten-trionale sia in realtà un [...] a modelli, co-me i Nord non siano [...] due ma sette e magari otto. Bo-nomi, dicendo del lavoro, usa [...] del diamante che si scompone. Oggi tutto sta non [...] nel connet-tere tra loro soggetti, figure di-versi, [...] secondo strategie che riguar-dano [...] anche il mondo del lavoro. Insomma il primo obiettivo [...] che [...] sta di-struggendo, e cioè [...] quegli elementi di socialità che rendono un [...]. [...] bisogno di rispondere alla [...] proget-to di socializzazione che propon-ga il conflitto [...] la Lega mette in primo piano il [...] politico». Vuol dire che il [...] ridare vita alle sue [...]. Il sindacato deve vive-re [...] società. De-ve imparare a utilizzare la [...] territoriale, come [...] del secolo avevano fatto le Camere del lavoro, deve ricucire figure disperse sul territorio, [...] loro una voce, [...] in rapporto con altre, riprendere [...] delle Società di Mutuo Soccorso, delle leghe, che il [...] di fabbrica, della grande fabbrica, aveva soppiantato». Domanda concreta: questo si-gnificherebbe [...] contratti nazionali? «Il contratto nazionale conti-nua ad [...] determi-nante: fissare il quadro, la soglia sotto [...] si può scende-re. Non deve essere tutto, [...] meccanismi locali». Significare camminare verso una sorta [...] federalismo sindaca-le? «Silvio Trentin aveva scritto una bellissimo saggio, [...] libertà e federalismo: [...] espressa era di stabilire patti [...] gruppi di la-voratori diversi, [...] in un reticolo molto flessibile [...] di-fendere le proprie condizioni materiali. Anche in una fabbrica apparentemente [...] come la Fiat, i lavoratori [...] il contratto dei metalmeccanici sono la metà. Gli altri sono pre-cari, [...] sociali, a ditte [...]. In questo quadro è [...] sin-dacato non intercetta più le linee portanti [...] lavoro. La sfida è profondissima: [...] tra fabbrica e territorio, unire quello che [...] e giuridico è diviso». Anche il salto culturale è [...] una volta il lavoro [...]. È una questione che la [...] si deve porre, con-siderando la fase del lavoro sala-riato [...] parentesi nella cultura del lavoro, senza con questo ca-dere [...] e [...]. Storia vecchia peraltro: i [...] i telai della nuova fabbrica per difendere [...] produttiva». Il Nord est a questo [...] «Potrebbe [...] se si giocas-sero sfide culturali [...] non si la-sciasse spazio alla volgarità [...]. Sarebbe scontato ribattere che [...] da un diffuso [...]. Considerando il tempo una [...] Stato do-vrebbe aiutarci a elaborare lin-guaggi comuni e [...] tempo indispensabili a proteggere la società dagli [...] globalizzazione. Quello che oggi chiamiamo [...] realtà un tale carico di distruttività sociale [...] essere ritenuto un valo-re assoluto». Oreste Pivetta La [...] alla Lega apre Non [...] la questio-ne è da sottovalutare. Perché se tra scelta [...] politi-ca [...] ed è giusto che [...] come è possibile concilia-re valori antitetici come [...] sono portatori la Lega, da un lato, [...] e [...] Fino a che punto [...] la contraddizione? Il sin-dacato confederale sa di [...] punto una strategia in grado di affrontare [...] radice. Per questo motivo, anche [...] ha deciso di andare fino in fondo. E non può esse-re [...]. [...] di essere in grado di [...] da sé. Da noi questa idea [...] in strati di popolazione molto ampi. È passa-ta [...] dello scambio tra diritti e [...]. Si è pronti a [...] mantenere quel [...] che si è conquistato. È questo [...] peggiore». Ed è anche [...]. [...] che -sottolinea De Gaspari -il [...] «deve spezzare». Ma come? E il [...] alla trattativa sullo stato so-ciale, ai nodi [...] il sindacato ha davanti. Ma loro più che [...] prospettiva sembrano puntare più sulle nostre difficoltà. Un brutto accordo sullo [...] noi sarebbe un colpo durissi-mo». Le condizioni per cambiare, [...] la sfida, ci sono. An-che i dati più [...] di [...] e [...] lo stan-no a dimostrare. E la Lega non [...]. /// [...] /// E la Lega non [...]. (0) (0) ![]()
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