Pusterla usa essenzialmente endecasillabi [...] netta prevalenza del primo; inoltre in più [...] a parte il largo uso [...] gli endecasillabi sono intrecciati [...] che sommando un secondo emistichio col primo [...] segue si ricostituisce ancora un endecasillabo. Se per esempio rileggiamo [...] poco sopra («E poi qualcuno va, tutto [...] noteremo come, oltre agli endecasillabi visibili, ce [...] due nascosti: «nella storia faticosa di tutti», [...] il mare». Ma si veda anche [...] tra partitura ritmica, simmetrie [...] e orchestrazione fonica, come [...] e [...] innestata sul [...] fra «me» e «te»: [...] memoria per me, insetto, / per te, [...]. Una delle chiavi dello [...] Pusterla è poi [...] assai parco della metafora, [...] dagli standard del [...] troppo in voga [...] ventennio, e semmai prossimi [...] lombarda. È stata già notata, [...] Giorgio [...] la presenza in Pusterla [...] degli oggetti»: «Le cinture / smangiate, le [...] altri arnesi inutili: / nei sacchi per [...]. Queste serie di oggetti, [...] nudo elenco, richiamano ancora la morte, ma [...] nuovo ad una corrosione che supera [...] per intaccare le cose, [...] ciclo di disfacimento e ricreazione che coinvolge [...]. E si noti come [...] di questa [...] verso gli esseri animati [...] trattenuto e abbassato grazie alla natura dimessa [...] ripugnante degli oggetti. In effetti Pusterla insiste [...] cosi dire residuali, e potremmo addirittura parlare [...] dei rifiuti, tanto è costante la sottolineatura [...] talvolta proprio della spazzatura: «le cose hanno [...] / dirette verso lo scarico». Il punto è che [...] il disfacimento delle cose è [...] inorganica di quanto nei [...] putrefazione; da un altro lato la consunzione [...] funzionano da correlativo oggettivo di un concetto [...] tempo. Inutile dire quanto [...] sulla materia in disfacimento [...] diretto e profondo con la metafora archeologica. Si potrebbe fare tutto [...] figure della disgregazione in [...] a cominciare dalla stessa [...] due parole tematiche come «fango» e «frana», [...] e «franoso». La sottolineatura della materialità [...] («Col piede sposto un cadavere: / si [...] unghie») serve anche da avvio alla protesta [...] che si perpetua, «terrore, / urla di [...] cui appunto il [...] non è che un [...] soltanto rompere [...] diaframma che separa il [...] quello morale, lo schifo dallo sdegno. [...] moderno è costretto a fronteggiare [...] una nuova, terribile violenza, quella contro [...]. Ad essa in particolare si [...] del Reno», una poesia che [...] la catastrofe ecologica di [...] ridistendendo [...] narrativo su una struttura [...] che ricalca [...] di Montale. ///
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Ad essa in particolare si [...] del Reno», una poesia che [...] la catastrofe ecologica di [...] ridistendendo [...] narrativo su una struttura [...] che ricalca [...] di Montale.