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Il segmento testuale prussiana è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 138Entità Multimediali , di cui in selezione 29 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 195

Brano: [...]toriografico una forte tensione morale e l’accentuazione della sfera etica e ideologica congiunta all’azione di alcune personalità esemplari.

Ultimo grande erede della scuola storica prussianotedesca, il Ritter coltivò, insie

me agli studi sulla Riforma (tra questi si ricordano, oltre alla biografia di Lutero, lavori più generali come Die Weltwirkung der Reformation e Die Neugestaltung Europas im 16. Jahrhundert), il culto della tradizione prussiana, dalla quale egli cercò in anni più recenti di allontanare il sospetto di responsabilità nella preparazione politica e culturale del fenomeno nazista.

Maestro della biografia, un genere particolarmente congeniale alla sua concezione storiografica, dedicò studi fondamentali a due delle figure più rappresentative della storia prussiana: H. Friedrich Karl vom Stein (1931) e Federico il Grande (1936).

All’avvento al potere del nazismo visse il conflitto tra la sua concezione conservatrice della vita sociale, che lo portava a solidarizzare con la reazione antidemocratica e antisocialista, e le sue concezioni morali che lo portavano a rivalutare le correnti del protestantesimo tedesco più intimamente avverse al nazismo (v. Protestanti): conflitto che lo indusse ad approfondire principalmente, e unilateralmente, la problematica morale dell'arte di governo (Machtàtaat und Utopie, 1940). Dopo l'attentato a Hitler del

20.7.19[...]

[...]on Cari Goerdeler, al quale dedicherà l’ultimo dei suoi grandi lavori biografici (1954).

Nell’ultimo dopoguerra l’attività storiografica del Ritter si rivolse principalmente alla storia contemporanea, sotto l’impulso del rinnovato interesse politico legato alle vicende del nazismo, della guerra e della catastrofe della Germania; ma ancora una volta l’interesse storiografico era rivolto al tentativo di salvare la tradizione politica e militare prussiana: non solo la biografia di Goerdeler mirava a denunciare nel nazismo una forma di tradimento rispetto alla tradizione prussiana, se non addirittura un fenomeno estraneo alla storia tedesca, e a rivendicare agli uomini del 20 luglio (v.) l’unica, vera forma di resistenza; ma soprattutto gli studi sul militarismo che impegnarono gli ultimi venticinque anni della sua esistenza (Staatskunst und Kriegshandwerk, 4 volumi 19541968, Der SchlieffenPlan. Kritik eines Mythos, 1956) mirarono a rivalutare in modo massiccio la tradizione militare prussianotedesca e a negare le responsabilità dell’imperialismo tedesco nello scoppio della Prima guerra mondiale. Ciò fece in forte ed esasperata polemica, fra l’altro, con la più giovane[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 13

Brano: [...] a Posen (oggi Poznan, Polonia) il 2.10.1847, m. a Neudeck il 2.8. 1934; feldmaresciallo tedesco e presidente del Reich.

Tra le più spiccate personalità militari tedesche del secolo, fu una delle figure che maggiormente influirono nello svuotare il tentativo democratico della « Repubblica di Weimar » e nel favorire l’avvento al potere del nazionalsocialismo in Germania (v.), anche grazie ai legami di classe che lo univano alla nobiltà agraria prussiana e ai vincoli della tradizione militare, che facevano corpo con le caratteristiche sociali deH’ambiente familiare nel quale era nato.

Avviato ben presto alla carriera militare dal padre (ufficiale prussiano egli stesso), a soli dodici anni entrò nella scuola di cadetti di Wahlstatt (1859) e nei decenni che precedettero la Prima guerra mondiale percorse tutti i gradi della gerarchia militare: sottotenente nel 1866, ebbe il battesimo del fuoco nella guerra austroprussiana e nel 1870 partecipò anche alla guerra francoprussiana.

Nel 1877 entrò nel corpo di stato maggiore, alternando il servi[...]

[...]a tradizione militare, che facevano corpo con le caratteristiche sociali deH’ambiente familiare nel quale era nato.

Avviato ben presto alla carriera militare dal padre (ufficiale prussiano egli stesso), a soli dodici anni entrò nella scuola di cadetti di Wahlstatt (1859) e nei decenni che precedettero la Prima guerra mondiale percorse tutti i gradi della gerarchia militare: sottotenente nel 1866, ebbe il battesimo del fuoco nella guerra austroprussiana e nel 1870 partecipò anche alla guerra francoprussiana.

Nel 1877 entrò nel corpo di stato maggiore, alternando il servizio presso unità minori alla collaborazione presso lo stato maggiore generale di Berlino. Qui particolarmente, fra l’altro come collaboratore dell’allo

ra colonnello Schlieffen, tra il 1885 e il 1889 compì un’esperienza decisiva per la sua formazione di comandante.

Nominato maggiore, tra il 1889 e il 1893 fu comandato presso il Ministero della guerra. Tornò presso lo stato maggiore generale, allora retto dallo Schlieffen, ancora nel 1899, collaborando all’elaborazione delle concezioni strategiche delle quali avrebbe fatt[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 277

Brano: [...] il governo che violava la Costituzione.

Dirigente riformista

Dopo il 1860 si avvicinò al movimento operaio, ma su posizioni riformiste. Fu uno dei fondatori dell’« Unione generale degli operai tedeschi » e ne divenne presidente. Espose la propria linea politica nel « Programma degli operai » e nella « Risposta verbale », presentando lo Stato come un ente al disopra delle classi. Quindi non propugnava la distruzione dello Stato reazionario prussiana, ma solo interventi statali di tipo « socialista » per risolvere la questione sociale.

Proclamando l’inutilità della lotta di classe, egli sosteneva che l’emancipazione operaia e la trasformazione dello Stato erano questioni dipendenti dal raziocinio degli uomini, dalla scienza e dalle stesse classi possidenti. Egli era quindi per l’agitazione legale, per la lotta politica e sociale pacifica, per Io sviluppo della cooperazione sostenuta dal

lo §tato borghese e per arrivare a trasformare gradualmente lo Stato reazionario prussiano in un « libero Stato operaio ». Condannò gli scioperi e n[...]

[...]in, cioè per proclamare questa unione a nome degli operai. Bismarck, da parte sua, promise il suffragio universale e alcune riforme parlamentari di carattere quasi socialista. Lassalle potè smarrirsi così lontano, perché egli era un politico realista a modo del signor Miguel, ma di calibro più pesante e con compiti più vasti [...]

Egli non faceva che scimmiottare i signori della Lega nazionale. Ma se costoro facevano appello alla " reazione ” prussiana negli interessi della classe media, egli faceva dei baratti a mani chiuse con Bismarck negli interessi del proletariato. Quei signori sono tanto più giustificati di Lassalle, in quanto il borghese ha l’abitudine di considerare ” realtà " ciò che gli sta immediatamente davanti al naso e in quanto la loro classe ha sempre fatto dei compromessi, anche col feudalesimo. Ma la classe operaia deve essere per sua stessa natura lealmente ” rivoluzionaria Per una natura teatrale piena di sé, come Lassalle (il quale però non si poteva corrompere con delle bagatelle), era seducente la prospettiva di giun[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 233

Brano: [...]egli anni Sessanta introdusse per primo in Germania l’acciaio Bessemer e, nel 1869, il primo forno SiemensMartin.

Fu lo stesso Alfred che, oltre a perfezionare la produzione metallurgica, sviluppò il settore meccanico che ben presto si allargò alle attrezzature per la navigazione, alle costruzioni ferroviarie, agli armamenti. Appunto quest’ultima specialità, collaudata dalle prime forniture di cannoni al re di Prussia e poi dalle guerre austroprussiana e francoprussiana, valse ad Alfred Krupp l’epiteto di « re dei cannoni », che traduceva in termini popolari la posizione di monopolio ormai assunta dall’azienda Krupp nel campo degli armamenti.

Ma spettò soprattutto a Friedrich Alfried Krupp (18541902) che, alla morte del padre Alfred, successe alla direzione dell’impresa, rafforzare i legami politici e d’affari con la dinastia degli Hohenzollern e con il militarismo prussianotedesco. Intimo di Guglielmo II, ne assecondò le aspirazioni alla « politica mondiale », facendosi promotore della agitazione pangermanistica e fautore del riarmo navale contro l’Inghi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 506

Brano: [...]emocratica (v. Germania).

Il suo impegno politico e sociale, oltre che in numerose raccolte di saggi (Macht und Mensch, 1919; Sieben Jahre, 1929; Geist und Tat, 1931), trovò espressione nell’adesione a molte battaglie della sinistra weimariana contro il militarismo e l’imperialismo, contro la giustizia di classe e la repressione della libertà di espressione, e in solidarietà con il movimento proletario.

Presidente dell’Accademia delle arti prussiana dal 1930 al 1933, non mancò di lanciare severi moniti contro la minaccia del nazismo montante, auspicando contro di esso l’unità delle forze del movimento operaio.

Contro il nazismo

Fu tra i primi esponenti intellettuali presi di mira dalla persecuzione nazista: il 15.2.1933 fu espulso dall’Accademia prussiana e nei mesi seguenti i suoi libri furono dati alle fiamme.

Costretto a prendere la via dell’esilio fin dal febbraio 1933, il 23 agosto dello stesso anno fu privato della cittadinanza tedesca.

Il periodo dell’emigrazione a Praga, poi in Francia e infine, dal 1940, dopo una fortunosa fuga, negli Stati Uniti, rappresentò per Heinrich Mann una nuova intensa fase di lavoro creativo e politico.

Dal punto di vista letterario, notevoli sono soprattutto il grande af



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 569

Brano: Marx, Carlo

appartenente a una famiglia di antica nobiltà prussiana. Nell’autunno di quello stesso anno, chiusa ormai la « Gazzetta », si trasferì a Parigi per pubblicarvi insieme ad Arnold fìuge (dal quale dipendeva la parte finanziaria dell’iniziativa) una rivista radicale intitolata DeutschFranzòsische Jahrbucher [Annali francotedeschi).

Di tale rivista uscì però un solo numero, nel febbraio 1844. Tra altri scritti, esso conteneva due saggi di Marx (La questione ebraica e la famosa Introduzione alla critica della filosofia hegeliana del diritto) nonché il saggio di Engels Cenni per una critica dell’economia politica. L’uscita della rivista fu poi sospes[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 110

Brano: [...]il barone von Neurath vide nel tentativo di von Papen il momento della riscossa delle forze conservatrici e, in cuor loro, legate alla tradizione monarchica del secondo Reich contro il parlamentarismo e la democrazia weimariani. Da allora fu elevato a una carica che se non rispondeva a doti di uomo di stato, quali egli non aveva, esprimeva bene tuttavia l’adesione del funzionario e del servitore dello Stato, come entità astratta della tradizione prussiana, a ideali di ordine e di restaurazione. Con tali intendimenti, e senza esprimere una posizione politica autonoma, von Neurath conservò la carica di ministro degli Esteri anche nel gabinetto del generale von Schleicher, che facendo seguito al fallimento di von Papen era destinato ad aprire immediatamente la strada alla presa del potere del nazismo (v.).

Nel Terzo Reich

Grazie alla sua sostanziale indifferenza rispetto alle sorti della repubblica democratica, von Neurath accolse anche l’invito di Hitler, divenuto il 30.1.1933 cancelliere del Reich, a continuare a rappresentare gli interes[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 123

Brano: [...]niale e inquieto di Lou Salomè, una delle grandi figure femminili a cavallo tra Io scorso secolo e il nostro, e con lamico di lei Paul Rèe. Da questo triplice sodalizio nacque certo il fervore di un intenso scambio intellettuale, ma anche la tendenza di Nietzsche, deluso nelle sue aspirazioni sentimentali, a rinchiudersi nella solitudine di un carattere scontroso e altero. Nietzsche, che come soldato di sanità aveva partecipato alla guerra francoprussiana del 187071, nelle sue molte pagine autobiografiche non sembra restituirci mai direttamente il suo rapporto con il mondo e l’ambiente del suo tempo, ma soltanto la riflessione sulla sua opera, sui suoi progetti intellettuali, sulle sue polemiche, quali quelle che dalla iniziale amicizia e ammirazione per Wagner lo portarono alla rottura totale con quello che era stato uno dei suoi idoli. Scrittore fecondo, ritenuto tra i grandi maestri della prosa letteraria tedesca, combattè costantemente con la salute malferma che lo indusse a ricercare condizioni ambientali adeguate. Fu posto prematuramente[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 397

Brano: [...]tinato ben presto a diventare non solo il luogo d’incontro tra i politici reazionari e gli esponenti del capitale finanziario e dei Junker, ma il più influente centro di elaborazione antidemocratica e di agitazione autoritaria della repubblica di Weimar, raccogliendo al di sopra dei partiti, sulla base di una precisa solidarietà di classe, i nemici della repubblica stessa e della democrazia. Papen rappresentò inoltre la Zentrumspartei alla Dieta prussiana tra il 1921 e il 1925, e poi ancora tra il 1930 e il 1932, avversando nel Land della Prussia la linea di collaborazione tra il Centro cattolico e il partito socialdemocratico.

A differenza di altri cattolici (tra i quali Io stesso Konrad Adenauer), i quali avevano accettato la repubblica non per vocazione ma per realismo, von Papen non si sarebbe mai conciliato con il nuovo quadro istituzionale: la sua prospettiva, se non era quella di un impossibile ritorno alla monarchia, era tuttavia pur sempre legata al superamento della repubblica parlamentare e alla restaurazione autoritaria. Prima a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 617

Brano: [...]pò nel 1866 alla Guerra di indipendenza nelle formazioni garibaldine e, l’anno successivo,

alla spedizione di Mentana. Nel 1870 si laureò in ingegneria indù' striale al Politecnico di Milano, avendo come maestri F. Brioschi e G. Colombo e ottenendo una borsa di studio Teresa Kramer Borra per un viaggio di specializzazione all’estero. In tal modo potè visitare la Svizzera, la Germania e successivamente (a causa delle vicende della guerra francoprussiana) la Francia. Qui prese contatto con le industrie per la lavorazione della gomma, produzione ancora non nota in Italia e che anche in Europa continentale stava muovendo i primi passi.

Nel 1872, dopo essersi assicurata la collaborazione di un tecnico francese (Goulard) impiantò a Milano la propria azienda sull’area del Sevesetto (via F. Filzi, 21), con uno stabilimento di 1.000 mq di superficie coperta, 40 operai e 5 impiegati. II capitale di 215.000 lire era stato sottoscritto da 24 soci accomandatari.

Tra questi figuravano industriali come Eugenio Cantoni, Ercole Porro, Lorenzo Prinetti[...]


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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine prussiana, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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