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Il segmento testuale illuminismo è stato riconosciuto sulle nostre fonti cartacee. Questo tipo di spoglio lessicografico, registrazione dell'uso storicamente determinatosi a prescindere dall'eventuale successivo commento di indirizzo normatore, esegue il riconoscimento di ciò che stimiamo come significativo, sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro, senza obbligatoriamente avvalersi di vocabolarii precedentemente costituiti.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 392Entità Multimediali , di cui in selezione 7 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: CORPUS OGGETTO). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 9

Brano: [...]va allearsi con le classi operaie: si trattava, in sostanza, della ridefinizione del radicalismo come partito dei ceti medi e della « ricerca di una terza via tra reazione capitalistica e socialismo ».

Questo recentissimo giudizio di E. Barbagallo, che riconosce a Nitti una visione moderna e per certi aspetti anticipatrice, attenua in parte l’altro, formulato in passato, che attribuisce allo statista lucano concezioni astratte e imbevute di « illuminismo predicatorio ».

Tra l’impostazione industrialista di Nitti e il radicalsocialismo di Meuccio Ruini (v.) e Massimo Natale Fovel (che, nell’ambito di un’accentuazione dei temi sociali, caldeggiavano l’intervento regolatore e propulsore dello Stato nelle questioni economiche), si può dire che la corrente radicoliberista, la quale disponeva di autorevoli rappresentanti come Antonio De Viti De Marco e Giretti (nel 1904 furono tra i fondatori della Lega antiprotezionista), restasse tutto sommato ai margini del partito.

La polemica di De Viti De Marco, che trovò rispondenza in quella roventiss[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 565

Brano: [...]conseguenze sociali ed etiche della rivoluzione industriale, si opponevano alle dure forme di sfruttamento da questa introdotte. Prima ancora che ne venisse stabilito il fondamento scientifico, l’ideale socialista rinverdì le grandi utopie del passato riallacciandosi a Tommaso Moro (14771535) e a Tommaso Campanella (15681639), traendo vigore politico dal radicalismo della rivoluzione inglese del 1648 e dalla componente comunistaegualitaria dell 'illuminismo francese (JeanJacques Rousseau e altri), anteriore alla rivoluzione del 1789.

Il movimento di lotta per il socialismo fece i primi passi partendo da varie esperienze: dall’insurrezionalismo di piazza capeggiato dal comunista Frangois Noèl Babeuf (17601797) con il suo richiamo alla necessità della dittatura della minoranza rivoluzionaria; dagli esperimenti riformatori di Robert Owen (17711858), industriale ed economista scozzese ispiratore dell’organizzazione cooperativa e del primo sindacalismo inglese, nonché assertore dell’opportunità di costruire colonie comuniste; dalla filosofia avven[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 344

Brano: [...]particolare riguardo per ri i luminismo francese e il populismo russo. In particolare Venturi sottolinea l'importanza, per la preparazione e la riuscita delle rivoluzioni, della partecipazione dall'alto della cultura d'avanguardia e, dal basso, del popolo.

Bibliografia essenziale: Le origini dell'Enciclopedia, Edizioni U, Firenze, 1946; Einaudi, Torino, 1963. Il populismo russo, 2 voli., Einaudi, Torino, 1952; Idem, 1972. Utopia e riforma neH’illuminismo, Einaudi, Torino, 1970.

P.Mo.

Venturi, Lionello

N. a Modena il 25.4.1885, m. a Roma nel 1961; storico dell'arte. Laureatosi nel 1907, fu ispettore delle Belle Arti a Urbino e si diede in seguito all’insegnamento, come professore universitario a Torino. Volontario nella Prima guerra mondiale, all'indomani del conflitto acquistò una crescente fama come studioso di Storia dell'arte e critico. Nel 1931, sempre a Torino, fu uno dei pochissimi docenti universitari che si rifiutarono di giurare fedeltà al regime (v. Giuramento fascista) e, per questo, lasciò la cattedra emigrando in Francia[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 803

Brano: [...]titolo Dialogues aux Enfers entre Montesquieu et Machiavai. Ne era stato autore l’avvocato liberale francese Maurice Joly il quale aveva inteso con quel sistema mettere in guardia l’opinione pubblica contro la minaccia rappresentata dal governo dittatoriale di Napoleone III.

Nel libro di Joly, sequestrato dalla polizia e diventato poi introvabile (l’autore, arrestato, era morto suicida in carcere nel 1879), Montesquieu difende I principi dell’illuminismo liberale, mentre Machiavelli (sotto il cui nome veniva in realtà descritto Napoleone III) sostiene la necessità di un governo autoritario. Si tratta quindi di un pamphlet politico non privo di connotazioni ironiche e brillanti.

Nei « Protocolli » compilati dalla polizia russa le argomentazioni dei due personaggi vengono artatamente distorte, interpolate e attribuite agli Anziani ebrei, in modo da dimostrare che il liberalismo, la democrazia, le lotte operaie ecc. erano soltanto perfidi artifici usati dal giudaismo internazionale per arrivare rapidamente al potere. Ciò giustificava la repre[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 599

Brano: Massoneria

ro al mondo deli Illuminismo, cioè a quei vasto movimento ideologico che si fondava su concezioni razionalistiche, ripudiava l’egemonia intellettuale e morale della Chiesa e forniva alle correnti rivoluzionarie borghesi le parole d’ordine per la loro lotta tendente alla conquista del potere.

Il suo nome derivò da un caso fortuito e cioè dal fatto che nella Londra del 1717 un gruppo di liberali inglesi (whigs) scelse per tenere le proprie adunanze i locali appartenenti alla locale corporazione dei muratori (in inglese: masons). È noto come i membri di queste corporazioni di antichissima origine e il cui scopo fondament[...]

[...]mbri di queste corporazioni di antichissima origine e il cui scopo fondamentale era difendere il monopolio del proprio lavoro, si mantenessero fedeli a regole da lungo tempo stabilite e sempre osservate. Esisteva fra loro una rigida gerarchia e vi era l’obbligo di conservare il segreto professionale. Si dichiaravano fedeli alla religione e al sovrano, ma generalmente, nella loro qualità di lavoratori, avevano fatto proprie le parole d’ordine deH’illuminismo: progresso, fratellanza, eguaglianza e libertà, cosicché davano a se stessi l’appellativo di liberi (free masons) .

D’altra parte nel secolo XVIII la borghesia industriale, divenuta ormai in Inghilterra l’effettiva classe dominante, avversava le corporazioni di mestiere che impedivano la libera disponibilità della mano d’opera: ogni cittadino poteva ormai esercitare il mestiere che voleva, perciò le corporazioni in quel paese avevano perduto ogni ragion d’essere e permanevano come un ricordo del passato. Il loro statuto permetteva che anche persone estranee alla professione vi entrassero a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 514

Brano: [...]né a destra né a sinistra e pretende di mascherare i propri interessi conservatori gabellandoli per interessi generali. Del resto in tutta l'equivoca concezione del Gentile, che vanamente si appella a Mazzini e à Cavour, si scorge l'assenza più desolante di ogni generosa passione per la libertà. Per il Gentile la politica liberale si fa dall'alto: solo il ministro può chiamarsi liberale. Un partito di governo inteso a questa funzione di moderato illuminismo conservatore è evidentemente inconcepibile, sicché il problema che il Gentile voleva risolvere viene da lui stesso negato nei suoi termini. L'esemplificazione politica delle tesi gentiliane, offerta dal ministro della Pubblica Istruzione di Mussolini, conferma il significato reazionario che Missiroli scorse nelle prime enunciazioni: la giustificazione e l'interpretazione date dal Gentile del suo liberalismo coincidono con la morale della tirannide e il problema della libertà viene dimenticato, per un artificio dialettico, nella preoccupazione, coltivata da tutti i despoti, dell’autorità ».
[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 160

Brano: [...]ontanamento di tutti gli ebrei tedeschi, per garantire al popolo germanico la sua « purezza razziale », fu . sin dall’inizio uno dei pilastri della dottrina nazista.

Se l’antisemitismo a sfondo religioso, presente fin dall’antichità e che per tutto il Medioevo aveva portato a leggi discriminatorie, a persecuzioni, a feroci massacri e all'espulsione delle comunità ebraiche di quasi tutti i paesi europei, sembrò estinguersi con l’affermarsi deH’illuminismo (gli ebrei uscirono dai ghetti, non furono più distinti da contrassegni infamanti e, nel secolo XIX, in quasi tutti i paesi vennero emancipati), verso la fine del secolo XIX il sentimento antiebraico tornò alla ribalta, ma con diversi contenuti di classe.

Culla deH’antisemitismo moderno, nel diciannovesimo secolo, fu la stessa Germania dove, nel quadro dello spirito nazionalistico maturato nella lotta contro Napoleone /, una forma aggiornata di antisemitismo aveva trovato i suoi apologeti negli accademici Friedrich Ruhs e J.F. Fries, secondo i quali gli ebrei, anche quando avessero raggiun[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine illuminismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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