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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 135

Brano: via a sostituire i socialisti nella guida della classe operaia. Dopo il 1906, la direzione riformista del partito fu anzi in grado di dare un più ampio e concreto appoggio a Giolitti (si ricordi che le tendenze riformiste furono sempre forti nel Gruppo parlamentare socialista ed anche nella Confederazione genera* le del lavoro [v.]). Ma proprio in quel periodo cominciò a svilupparsi nel partito, e soprattutto nel movimento giovanile socialista, una nuova sinistra che svolgeva un’intensa polemica antimilitarista ed aveva posizioni intransigenti contro ogni cedimento alle ideologie borghesi.

Guerra libica

Nel 1911 e nel 1913 Giolitti dovette fare due importanti concessioni alle forze che lo combattevano su fronti opposti: la guerra di Libia ed il suffragio universale. Si trattava di due aspetti contrastant[...]

[...]ovette uscire dal partito, dove i riformisti turatiani furono messi sulla difensiva e costretti a cedere la direzione. Nel Congresso di Reggio Emilia (1912), in cui vi fu appunto l’espulsione del gruppo di Bissolati, le posizioni della sinistra trovarono un demagogico ma efficace illustratore in Benito Mussolini (v.) che cominciava allora a porsi come uno dei maggiori rappresentanti delle forze decise a rompere con l’ideologia e con la pratica riformiste.

Esordio dei cattolici Negli anni seguenti Giolitti si preoccupò di riconquistare il terreno perduto a sinistra. In questo tentativo deve essere fatta rientrare, almeno in parte, la concessione del suffragio elettorale universale (ma in realtà fu concesso solo agli uomini), che tolse ai socialisti uno dei loro più importanti motivi di agitazione e di propaganda, senza peraltro costituire un serio pericolo per il dominio del Parlamento da parte delle forze borghesi.

Nelle intenzioni di Giolitti, ed anche dei gruppi conservatori, l’ingresso sulla scena politica delle masse contadine avreb[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 131

Brano: Treviso

La scelta della coalizione coi repubblicani ci illumina sufficientemente anche sulla linea politica della Sezione socialista che, ancor prima della svolta del biennio 18981900, dovette collocarsi su posizioni riformiste, per le quali il rapporto con le altre forze della sinistra era evidentemente un elemento condizionante.

È un fatto che, nato II Lavoratore, organo del socialismo trevigiano, il 12.8.1899, nel numero del 23 settembre di quell'anno si legge addirittura un articolo tutto sommato di difesa della partecipazione del riformista Millerand al governo francese, articolo che la dice lunga sulla linea politica dei socialisti trevigiani in quel momento.

Socialisti e cattolici

Dominata dalla figura di Cleanto Boscolo, vero padre e nume tutelare del primo socialismo trevigiano, fino alla svolta ra[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 319

Brano: [...]avvocato, penalista apprezzato per i suoi studi e oratore enfatico, fu tratto alla lotta politica da un vago umanitarismo e da una spiccata ambizione. Radicale moderato, fu eletto deputato nel 1886, anno in cui difese davanti all’Assise di Venezia i contadini mantovani accusati di aver partecipato alle agitazioni note come « la boje ». Al Congresso socialista di Reggio Emilia (1893) passò nelle file di questo partito, attestandosi su posizioni riformiste: in tale occasione, pur proclamando la propria fede nel « collettivismo » e nella « lotta di classe », sostenne insieme ad Andrea Costa l’utilità dell'« affinismo », cioè

dell’alleanza con i partiti borghesi democratici.

Nella lotta politica all’interno del partito, che vedeva contrapporsi l’ala intransigente a quella riformista, fin dal 1896 il Ferri assunse una posizione mediana. Nella tattica elettorale sostenne la transigenza nei ballottaggi politici e amministrativi.

Nel congresso socialista di Imola, pur votando l’ordine del giorno di Arturo Labriola, (ispirato a un'assoluta in[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine formiste, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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