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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 24Entità Multimediali, di cui in selezione 8 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 379

Brano: [...] nell’Europa del Nuovo Ordine nazista, a costo di caricarsi di gratuite vergogne. L’incontro con Hitler a Montoire nell’ottobre del

1940 aveva acceso in Pétain speranze che erano solo il frutto dell’ipocrisia di Hitler e delle sue illusioni.

il combattentismo

Più vicino alle forme istituzionali del fascismo che a quelle del nazismo, il regime di Vichy non riuscì a creare un sistema compiutamente fascista. Sostenuto da diverse formazioni filofasciste, non ebbe un forte partito unico a suo sostegno. Ciò non gli impedì tuttavia di tentare l’attivazione di canali di mobilitazione popolare, vale a dire di affronta

re il problema dell’organizzazione del consenso soprattutto presso i ceti medi, la piccola borghesia urbana e rurale.

Questo avvenne attraverso la mobilitazione, intorno allo “Stato forte”, di almeno tre settori di opinione pubblica: il primo settore, quello del combattentismo, fu anche il più strettamente legato alla figura e alla funzione di Pétain. L’unificazione delle vecchie associazioni combattentistiche nella Légion des[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 15

Brano: [...]nemerenza per l'attività svolta a favore dei mutilati e invalidi di guerra.

Autore di saggi sulla Resistenza, ha curato con Roberto Forti il volume II sole è sorto a Roma (1965).

Daladier, Edoardo

N. a Carpentras il 18.6.1884, m. 1*11. 10.1970; uomo politico e statista francese. Eletto deputato nel 1919, nel 1924 fece parte del governo Herriot e nel 1933 divenne Primo ministro. Fautore di una politica di destra, favorì le organizzazioni filofasciste francesi.

Nel 1936 entrò a far parte del primo governo dì Léon Blum (v.) e fu contrario al Fronte popolare, sostenendo altresì il « non intervento » nella guerra civile spagnola. Nel 1937 ministro del governo Chautemps, nel marzo 1938 fu vicepresidente del Consiglio e ministro della Guerra nel secondo gabinetto Blum.

L'appoggio al fascismo

Primo ministro e ministro della Guerra dall'aprile 1938, nel maggio dello stesso anno riconobbe l’impero fascista in Etiopia. Nel giugno chiuse le frontiere con la Spagna, favorendo di fatto l’eversione franchista e l'aggressione italogermanica all[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 118

Brano: [...] tro

vò così, negli anni della crisi economica mondiale (1929), al vertice della gerarchia politica del partito cristianosociale; e nel marzo 1931 entrò nel governo come ministro dell'Agricoltura, prima con il cancelliere Ender e successivamente con Buresch.

Divenne infine egli stesso cancelliere (10.5.1932), all’apice della crisi della democrazia parlamentare austriaca insidiata dalle pressioni esterne tedesche e, all'interno, dalle forze filofasciste. Incline a soluzioni in senso corporativo e autoritario, servendosi dell’appoggio del movimento della Heimwehr, dopo aver sospeso ai primi di marzo del

1933 le prerogative del Parlamento si adoperò per instaurare un regime clericofascista, con l’appoggio del fascismo italiano.

Verso il fascismo

Intraprese così la lotta su due fronti, contro le pressioni annessionistiche del nazismo tedesco da una parte e contro il movimento operaio e le forze socialiste all’interno dall’altra. Spinto da Mussolini a schiacciare il movimento socialista nell'illusione di poter strappare in tal modo al n[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 257

Brano: [...]tifascisti alla rivolta armata.

« Il 26 luglio — si legge in una relazione della Sezione comunista di Faenza — dopo una grande dimostrazione popolare contro j| caduto regime, in un assalto alla milizia asserragliata dentro la propria sede avemmo il compagno Ghirlandi ucciso e altri due compagni feriti [...]. Per circa un mese i compagni tennero saldamente la piazza nonostante la decisa opposizione del locale Presidio militare e delle autorità filofasciste. In questo tempo a nessun fascista fu permesso di circolare, sotto pena di solenni bastonature, e molti furono ricoverati in ospedale. Un solo squadrista osò mostrarsi in una via principale, ma fu immediatamente ucciso a colpi di pistola da un nostro gruppo d’azione. Alla popolazione fu distribuito il grano degli ammassi a L. 150 il q. Partito il reggimento dei bersaglieri per prendere posizione sulle alture circonvicine, prima che si sciogliesse fu dai compagni dato l’assalto alle caserme e vennero asportate tutte le armi, munizioni ed equipaggiamenti rinvenuti ».

La lotta partigiana

Q[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 445

Brano: [...]berto di Savoia compì lunghe peregrinazioni attraverso il paese (spesso accolto da manifestazioni di aperta ostilità, come a Genova; o di fredda indifferenza, come a Torino), nominò migliaia di « cavalieri della Corona », distribuì ingenti somme di danaro in « opere di beneficenza », spedì decine di migliaia di fotografie col suo autografo, indifferentemente a esponenti dell’antifasci

smo come a rappresentanti delle correnti più reazionarie e filofasciste. Corse anche voce che il principe avesse in animo di accogliere taluni progetti di colpo di stato, suggeriti da quadri dell’esercito per il caso di una vittoria repubblicana. Quantunque, nel restituire al capo del governo i decreti per il referendum (approvati dalla Consulta e trasmessigli per la sanzione luogotenenziale), con la sua lettera del 16.3.1946 Umberto di Savoia si fosse solennemente impegnato a rispettare i risultati della futura consultazione, le manovre monarchiche destavano preoccupazioni negli ambienti del governo stesso.

Il referendum del 2 giugno Il 9 maggio Vittorio Eman[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 753

Brano: [...]ovimento cattolico, che fino al

1929 aveva tenuto nei confronti del fascismo un atteggiamento critico, dopo la firma dei Patti Lateranensi venne rapidamente integrandosi nel regime. Ma nel 1931, anche a Prato, quando i fascisti pretesero di proibire all’Associazione Cattolica lo svolgimento delle sue attività educative, non mancarono tensioni con il clero, finché il vescovo Vettori fu sostituito da Giuseppe Debernardi, di tendenze apertamente filofasciste. Venne così a estinguersi a Prato un filone di afascismo cattolico operante fino al 1931. L’entrata in guerra dell’Italia ebbe notevoli ripercussioni neH’industria tessile pratese, per il restringimento dei mercati e per le difficoltà a reperire le materie prime, quantunque gran parte delle fabbriche lavorasse su commesse militari. Venne inoltre fissato un « prezzo corporativo » dei prodotti assai poco remunerativo, specie per le piccole industrie.

Nel 1942 la continuità del lavoro cominciò a essere compromessa dai continui allarmi aerei. Negli anni di guerra le condizioni della manodopera[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 100

Brano: [...]rini. Poco dopo

11 P.R.I. si dotava di un quotidiano, La Voce repubblicana (15.1.1921), che sarebbe rimasto nella storia del partito e si sarebbe illustrato in vivaci battaglie antifasciste fino alla soppressione del 30.10.1926.

Il partito venne posto in grado di superare e i cedimenti dei “patti di conciliazione” promossi dai fascisti di Italo Balbo a Ravenna e il secessionismo di una organizzazione marchigianoromagnola dalle inclinazioni filofasciste.

Lantifascismo e l'esilio

Giovanni Conti, eletto deputato di Roma fin dal 1921, fu fra i primissimi a opporsi in Parlamento all 'indirizzo antidemocratico mussoliniano; la prima organizzazione clandestina deH’antifascismo (se si eccettua l’apparato illegale del P.C.I.) fu VItalia libera, sorta nel 1923 (con precedenza quindi rispetto all'omonima associazione (v.) di ex combattenti fondata a Firenze nel 1924) e promossa da elementi repubblicani.

Il P.R.I. aderì peraltro alla secessione parlamentare dell’Aventino (v.)f egemonizzata da Giovanni Amendola e Filippo Turati; ma se ne ritirò[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 27

Brano: [...]ano “Le Monde”, allora diretto da Henri Barbusse, ed egli prese a scrivere anche sul socialista “Populaire”. Nel 1936 prese la cittadinanza francese, ma intensificò i rapporti con gli esuli italiani socialisti e “giellisti”. Favorevole al Fronte popolare, divenne sempre più anticomunista, rivedendo anche posizioni e strategie del socialismo alla luce delle teorie neoriformiste del belga Henri de Man (v. Neosocialismo), fino a cadere su posizioni filofasciste.

Dopo l’occupazione tedesca della Francia collaborò con il governo di Vichy come commentatore politico

radiofonico e fu editorialista del giornale “L’Effort” dei cosiddetti collaborazionisti riformisti. A quel punto gli stessi dirigenti della S.F.

1,0. lo tacciarono di traditore e lo denunciarono alla Resistenza perché fosse fisicamente eliminato, ma al termine del conflitto Tasca riuscirà a provare dì aver collaborato con un nucleo antifascista clandestino francobelga e, per questo suo contributo alla lotta di liberazione, otterrà anche una decorazione dal governo francese.

Nel s[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine filofasciste, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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