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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 207

Brano: [...] ungherese (P.O.S.U.), sorto dopo la rivolta del 1956 sulle ceneri del Partito operaio ungherese che era stato costituito nel 1948 attraverso una fusione fra comunisti e socialdemocratici. Il P.O.S.U. conta circa 871.000 membri (1985) ed è, sostanzialmente, un partito comunista. La religione prevalente fra la popolazione ungherese è la cattolica.

Cenni storici

Nei secoli XVIII e XIX l’Ungheria conobbe un ritorno del potere magnatizio e del feudalesimo autoctoni, mentre politicamente rimaneva vincolata alla dinastia degli Asburgo. Il potere rimase così concentrato nelle mani dei grandi latifondisti, i quali cercarono di modernizzare l’agricoltura per rafforzare le proprie esportazioni sui mercati occidentali, ma lasciando i contadini in condizioni di servitù. Anche quando i rapporti nelle campagne mutarono (dapprima timidamente con le riforme illuministe, poi più decisamente con la rivoluzione del 1848), i nobili conservarono il potere, riuscendo in larga misura ad adeguare ai propri interessi lo sviluppo industriale del paese e quello dell[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 37

Brano: [...]te

grandi superfici in quasi tutte le Università. Il trapasso in parola era stato invano contrastato dalle “masse sanfedistiche”, eccitate contro francesi e patrioti da borbonici e clero, ma portatrici di una disperata aspirazione a migliore sorte fino allora negata non soltanto dai feudatari, ma anche dai ceti “superiori” immediatamente sovrastanti. La pastorizia, quasi unica risorsa della montagna, potenziata dalla decadenza e scomparsa del feudalesimo, avrebbe mantenuto la sua abbastanza elevata redditività nel secolo XIX e nel nostro, fino all’avvento del fascismo.

Nel Risorgimento

Un filo conduttore continuo collega la “Rinascenza teramana”, laica e progressista, alla partecipazione della provincia al Risorgimento. Durante i quarantacinque anni trascorsi dalla caduta di Napoleone (e da quella quasi contemporanea di Gioacchino Murat) all’Unità d’Italia, una minoranza, sia pur piccola, di uomini di cultura, operatori economici e popolani manifestò a Teramo e nei vicini principali centri dipendenti il proprio patriottismo nella cospir[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 168

Brano: [...]azio, Viterbo 1984.

B.AI.

Riformismo

Da “riforma”, innovazione in campo politico o amministrativo di uno Stato. Il riformismo in quanto dottrina politica fece la sua comparsa in Europa dopo la Rivoluzione francese, come una delle applicazioni del pensiero illuministico che la precedette e l’accompagnò.

Negli Stati chiamati a favorire i processi economici e di industrializzazione, si trattava di spezzare le sopravvissute strettoie del feudalesimo per adeguare rapidamente gli assetti sociali e culturali alle nuove esigenze del libero mercato capitalistico e consentirne l’espansione. Ciò non poteva avvenire senza

168



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 855

Brano: [...]plicavano gli scioperi, a Milano operai e popolani cadevano sotto i fucili

di Bava Beccaris, a Monza Umberto I moriva per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.

Ormai alle soglie dell’età giolittiana, stava per mettere radici nel paese una democrazia industriale che avrebbe lasciato profondamente aperto il problema del rapporto fra un Nord in fase di espansione capitalistica e un Sud ancora arretrato, politicamente sottoposto alle leggi di un feudalesimo trasformista e clientelare. Fu appunto in quel clima che Romolo Murri elaborò un programma nel quale, lasciando da parte le cautele della impostazione di Giuseppe Toniolo, con un linguaggio moderno e attuale metteva a fuoco ed esprimeva i problemi della società, come scriverà Gabriele De Rosa, « senza il filtro dell’antica letteratura cristiana apologetica e medioevaleggiante ».

Diventata praticamente impossibile la convivenza tra i giovani democratici cristiani e i vecchi gruppi clericali intransigenti, neppure la mediazione di Toniolo riuscì a impedire una frattura che andò facendosi sem[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 799

Brano: [...] popolari riferiscono che da secoli un fiero spirito di lotta per la libertà e per l’autonomia aveva già portato, in quelle terre, a ripetute esperienze di autogoverno e di democrazia « diretta ». Ricordano le leggende locali tramandate di bocca in bocca la sera a veglia nelle stalle e confermate dagli storici, che il 25 novembre del 1429 gli abitanti di Vitriola, Montestefano e altre « ville », oppressi e angariati, avevano deciso di abolire il feudalesimo e, sollevatisi in armi, in un impeto di furore popolare avevano dato l’assalto alla Rocca di Montefiorino cacciandone per sempre i feudatari Montecuccoli. Tali racconti avevano lasciato un segno profondo negli abitanti della montagna modenese, sicché, in varie occasioni, momenti di « ribellione » avevano contrassegnato nei secoli i tentativi di governo autoritario.

Se le contrapposizioni e le divisioni che avevano favorito nel 1922 l'avvento del fascismo bloccarono per lunghi anni la rinascita di una unità di intenti e di lotta, le par

ticolari condizioni economicosociali e la tenace az[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 505

Brano: [...]il rapporto tra capitale e lavoro salariato, ma, nel migliore dei casi, diminuiscano alla borghesia le spese del dominio e semplifichino l’assetto della sua finanza statale ».

Il quarto e ultimo capitolo espone i principi della strategia e della tattica del Partito comunista: i comunisti appoggiano in ogni paese tutti i movimenti rivoluzionari contro l’ordinamento politico e sociale esistente, sino alla lotta comune con la borghesia contro il feudalesimo. Ma non si dimentichi mai che il loro obiettivo principale è quello di dare alla classe operaia una chiara coscienza dell’antagonismo irriducibile tra il proleta

505



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 315

Brano: [...]di riprendere il lavoro. Anche la situazione dell’esercito russo, sotto l’abile guida di Trotzkij, diventato commissario alla Guerra, al fronte andava intanto migliorando.

Tra l’ottobre e il novembre 1918, in risposta agli attacchi antisovietici condotti dal socialdemocratico tedesco Karl Kautsky, Lenin scrisse La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky: « La democrazia borghese, — affermò, — rappresenta un progresso storico rispetto al feudalesimo. La classe operaia, sotto là guida dei partiti marxisti, e tutte le forze realmente popolari dei paesi capitalisti devono difendere con energia le conquiste della democrazia borghese dall’assalto della reazione; ma non si può tuttavia dimenticare che la democrazia borghese rimane sempre — e sotto il capitalismo non può non rimanere — strettamente limitata, monca, falsa, ipocrita, un paradiso per i ricchi, una trappola ed una frode per gli sfruttati, i poveri ».

Nel novembre 1918, quando, travolti dalle rivolte popolari all’interno e premuti dalla supremazia economicomilitare delle potenze [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 277

Brano: [...]are i signori della Lega nazionale. Ma se costoro facevano appello alla " reazione ” prussiana negli interessi della classe media, egli faceva dei baratti a mani chiuse con Bismarck negli interessi del proletariato. Quei signori sono tanto più giustificati di Lassalle, in quanto il borghese ha l’abitudine di considerare ” realtà " ciò che gli sta immediatamente davanti al naso e in quanto la loro classe ha sempre fatto dei compromessi, anche col feudalesimo. Ma la classe operaia deve essere per sua stessa natura lealmente ” rivoluzionaria Per una natura teatrale piena di sé, come Lassalle (il quale però non si poteva corrompere con delle bagatelle), era seducente la prospettiva di giungere di colpo a realizzare, negli interessi della classe operaia, qualcosa di grande, di cui la classe operaia sarebbe stata debitrice a Ferdinando Lassalle ».

Lassalle morì in seguito a ferite riportate in un duello originato da una sua vicenda sentimentale con una dama dell’aristocrazia.

Carlo Marx, che era entrato in relazione con Lassalle nel 1848, nel 18[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 63

Brano: [...]e la classe dominante, o anche di un intero popolo per cacciare l’occupante straniero, conquistare l’indipendenza, realizzare la propria unità nazionale.

Nel primo caso rientrano le insurrezioni della borghesia contro la nobiltà e il potere feudale, culminate in Europa nella rivoluzione inglese del secolo XVII e in quella francese nel secolo XVIII; così come le lotte della classe operaia e dei contadini russi contro la borghesia e i resti del feudalesimo, culminate nella rivoluzione socialista dell’ottobre 1917.

Nel secondo caso rientrano le lotte per l’indipendenza nazionale e per la liberazione dall’oppressione colonialista (soprattutto nel corso dei secoli XIX e XX) in tutti i continenti, nonché la stessa Resistenza europea ed asiatica per la cacciata degli invasori nazifascisti e giapponesi dai territori occupati durante la seconda guerra mondiale. A differenza dell’insurrezione del proletariato contro la borghesia (che per essere scatenata con prospettiva di vittoria richiede che siano maturate determinate condizioni), nel corso della[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 19

Brano: [...]er organizzarvi la folta colonia vietnamita; di lì estese la sua attività a larga parte del Sudest asiatico. Il suo nome cominciò ad essere conosciuto in tutti gli ambienti colonialisti come quello di un pericoloso agitatore sovversivo. Nel 1930 prese parte alla fondazione del Partito comunista indocinese.

Il programma del partito venne presentato in forma estremamente semplice e popolare, con 10 parole d'ordine: rovesciare l’imperialismo, il feudalesimo e la borghesia reazionaria nel Vietnam; conquistare l’indipendenza totale dell'Indocina; impartire a tutti l’istruzione; attuare l’eguaglianza fra l’uomo e la donna; formare un governo di operai, contadini e soldati; attuare la ri

Ho Chi Minh nel 1924

forma agraria distribuendo la terra ai contadini poveri; nazionalizzare le banche e le altre imprese imperialistiche.

Nel 1930 esplose in Indocina la più violenta delle rivolte nazionaliste, che venne duramente soffocata nel sangue. Decine di dirigenti comunisti furono imprigionati e lo stesso Tran Phu, segretario del giovane partito co[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine feudalesimo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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