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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 302

Brano: Federalismo europeo

L'UNITA’ EUROPEA

Maggio 19%3 Voeo del Movimento Fodor&lUta Europio Anno I*

Atta fate di questa gatrt* V antficzaione dfEu'opa rappresenterà tra compito possibile ed essentiaie. La divisione in ùdaii naturali dtU V Ettopa i oggi il nemico pHt grave della impostasene e sóhaione emana dei nostri problemi: ia minaccia esterna, fantastica o reale, to"ba tutti i processi ed apre la vi* a fatte le forse reazionarie, *11'assorda marcia verso V assurdo, verso U guerra, degli «timi sedani'anni.

Ubo tki natii»

IL MOVIMENTO

L’ANGOSCIA Ier, l’altro ho vitto piangere un tenente de[...]

[...]si attenuò » (A. Spinelli).

Ma su questa situazione di grande fervore ed entusiasmo federalista che aveva toccato, pur con le più diverse motivazioni, gruppi socialisti (Ignazio Si Ione, il sei li ni, Col orni) e gruppi reazionari (« L’uomo qualunque » lancerà l’idea di « L’europeo qualunque»), si innestava la realtà di un’Europa distrutta, impossibilitata a prendere iniziative autonome.

« Una passeggera curiosità storica », fu definito il federalismo da A. J. Toynbee. E dopo che I’1.9.1946 Winston Churchill ebbe dichiarato a Zurigo che « ricostruire la famiglia europea significa creare un qualcosa come gli Stati Uniti d’Europa; ed il primo passo in questo senso sarà di costruire un Consiglio d’Europa », Gaetano Salvemini affermò: « W. Churchill desidera una cintura di protezione per le isole britanniche mercé la riorganizzazione di alcuni stati europei, satelliti del mondo anglosassone ».

Era avvertibile l’inizio di un processo involutivo dell’idea di federalismo europeo, non più come esigenza genuina di masse popolari, ma come arma ca[...]

[...]ichiarato a Zurigo che « ricostruire la famiglia europea significa creare un qualcosa come gli Stati Uniti d’Europa; ed il primo passo in questo senso sarà di costruire un Consiglio d’Europa », Gaetano Salvemini affermò: « W. Churchill desidera una cintura di protezione per le isole britanniche mercé la riorganizzazione di alcuni stati europei, satelliti del mondo anglosassone ».

Era avvertibile l’inizio di un processo involutivo dell’idea di federalismo europeo, non più come esigenza genuina di masse popolari, ma come arma camuffata di politica internazionale. I democristiani crearono le Nouvelles équipes internationales (A/.E./.) ; i socialisti, il Movimento socialista per gli Stati Uni

FEDERALISTA

FEDERAZIONE EUROPEA, che la Fedei azione Europea NON si ia «e non scom paiono gli STATI NAZIONALI come li conosciamo oggi

che 1' Europa, alla fine delia guerra, tr troverà di fronte ali* autaut o SCOMPARSA DEFINITIVA della SOVRANITÀ NAZ'ONALE ILLIMITATA 0 pi epurazione di ur * nuova guerra a scadenza di quindici anni. Questo dilemma sign[...]

[...]ei (M.L.E.U.). Era il momento in cui gli Stati Uniti d’America davano un totale appoggio a questa iniziativa che avevano addirittura ispirato, e che trovava come infaticabili propugnatori Adenauer, Schuman, De Gasperi. Restano emblematici di quel periodo i discorsi infuocati, la psicosi d'invasione dell’Europa da parte dell'Unione Sovietica, la profetizzata caduta di quella parte del mondo che, allora come adesso, era chiamato « libero ».

Dal federalismo all'atlantismo

Al fondo, erano ben rilevabili due filoni di interessi che condizionavano ogni scelta e ogni slogan di quella crociata federalista; di questo nome che ha subito tante strumentalizzazioni e sul quale tutti concordano in astratto, ma che nessuno vede con eguali occhi: da un lato, il preciso calcolo egemonico del governo statunitense, pronto a barattare aiuti economici contro servilismo politico; dall’altro, il calcolo esclusivamente economico di singoli Stati europei, spinti non da un’idea di unione sovrannazionale, ma da una chiara esigenza di raggiungere una dimensione più a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 304

Brano: Federalismo europeo

dopodomani la Costituente dell’Europa Federale ».

Il Consiglio d’Europa è d’altra parte il segno di una somma di volontà politiche che toccano tutti i registri: solo nel dicembre 1969 la Grecia fascista è stata posta in condizione di abbandonare il suo seggio, nonostante le precise denunzie che già da tempo avevano dimostrato in modo inoppugnabile l’esistenza in quel paese di un regime intollerabile. Basti ricordare i numerosi rapporti ufficiali (« la tortura è stata adoperata come sistema amministrativo corrente ») e le risposte dei colonnelli greci (« c’è la minaccia di un col[...]

[...]ata creata una « zona di libero scambio» [E.F.T.A.), senza propositi politici. La Gran Bretagna, principale sostenitrice di questo nuovo organismo, ha tentato un agganciamento alla C.E.E., fino al 1971 frustrato dalla Francia, che a sua volta si dichiara favorevole all’integrazione economica, ma che a livello politico auspica un patto confederale tra Stati, atto a mantenere intatta la sovranità di ciascuno di essi.

Una valutazione globale del federalismo europeo, al di là degli equivoci e dei torbidi calcoli politici che ha coperto, deve tener presente la esistenza di un’idea per alcuni versi certamente valida. Ne sono riprove il suo periodico affacciarsi e il serrato discutere che, ininterrottamente, ormai se ne fa da oltre ventanni. Per contro, troppi esempi inducono a giudicare questa stessa idea come il riflesso di un desiderio più che una possibilità reale. Al fondo, e al di là di particolari correnti propugnanti il federalismo europeo come unica arma « per contrapporsi alle due superpotenze », e che paiono voler risolvere ogni nodo stor[...]

[...]uivoci e dei torbidi calcoli politici che ha coperto, deve tener presente la esistenza di un’idea per alcuni versi certamente valida. Ne sono riprove il suo periodico affacciarsi e il serrato discutere che, ininterrottamente, ormai se ne fa da oltre ventanni. Per contro, troppi esempi inducono a giudicare questa stessa idea come il riflesso di un desiderio più che una possibilità reale. Al fondo, e al di là di particolari correnti propugnanti il federalismo europeo come unica arma « per contrapporsi alle due superpotenze », e che paiono voler risolvere ogni nodo storico con un atto di fede, resta decisamente singolare questa «. battaglia per far accettare un ordinamento che evidentemente l’opinione pubblica sente come giusto, ma troppo astratto e non ancora radicato nella coscienza collettiva.

C.Car.

Principali comunità europee

Consiglio d’Europa

Al Consiglio d’Europa, avente sede a Strasburgo, citta aell’Alsazia (Francia), appartengono attualmente (1970) 17 Stati: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Germania Federale, Gran B[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 629

Brano: [...]ento comunista. Qualche anno dopo, non si era trovato d’accordo neppure con la rettifica dell'Internazionale stessa in direzione del “fronte popolare”

(1935), vedendo in ciò « manovre e contromanovre, frequenti, brusche, eseguite sempre con esagerazione, miranti sempre solo alla conquista del potere assoluto » (Ibidem, pag. 204). La sua fede crollò del tutto a Ponza, quindi giunse la notizia dei “processi di Mosca” (1937).

Dal comuniSmo al federalismo

Nell'estate 1937, pochi mesi dopo il suo arrivo a Ponza, fu espulso dal Partito comunista e completamente emarginato dagli ex compagni di lotta. Due anni più tardi fu trasferito a Ventotene (v.), e qui rimase confinato ancora quattro anni, ossia fino alla caduta del fascismo. Ma a Ventotene, grazie all'incontro con il giellista Ernesto Rossi (v.), con il socialista Eugenio Colorni (v.) e con la moglie di quest’ultimo Ursula Hirschmann, Spinelli “scoprì” il federalismo.

Scriverà a tale riguardo: « Accettai in Colorni un maestro dell'anima, nel l'altro un maestro della mente. L’altro è Er[...]

[...] 1937, pochi mesi dopo il suo arrivo a Ponza, fu espulso dal Partito comunista e completamente emarginato dagli ex compagni di lotta. Due anni più tardi fu trasferito a Ventotene (v.), e qui rimase confinato ancora quattro anni, ossia fino alla caduta del fascismo. Ma a Ventotene, grazie all'incontro con il giellista Ernesto Rossi (v.), con il socialista Eugenio Colorni (v.) e con la moglie di quest’ultimo Ursula Hirschmann, Spinelli “scoprì” il federalismo.

Scriverà a tale riguardo: « Accettai in Colorni un maestro dell'anima, nel l'altro un maestro della mente. L’altro è Ernesto Rossi ». (Ibidem, pag. 301).

Ursula Hirschmann, dopo la morte di Colorni (caduto lottando nella Resistenza romana), diverrà compagna di vita e infine moglie di Altiero Spinelli.

Nel giugno 1941, a Ventotene, Spinelli e Rossi stesero un programma politico da attuare al di sopra dei vari partiti e sul piano internazionale, per giungere a una federazione democratica dei paesi europei, vista come unica soluzione sovrannazionale possibile e valida per il definitivo[...]

[...] superamento degli antagonismi nazionalistici fomentatori di conflitti ideologici, economici e militari (v. Ventotene, Manifesto di). Dopo aver vanamente tentato di raccogliere tra gli altri confinati adesioni a tale programma, gli estensori del manifesto riuscirono a diffonderlo (soprattutto grazie all'impegno personale di Ursula Hirschmann) tra i piccoli gruppi di intellettuali socialisti e giellisti in Ita

lia, in Svizzera e in Francia (v. Federalismo europeo).

Riacquistata la libertà nell’agosto

1943, Spinelli tornò a Roma e si recò subito dopo a Milano (dove, nel frattempo, si era trasferita Ursula Hirschmann) e qui fu tra i fondatori del Movimento federalista europeo. Durante la Guerra di liberazione divenne membro della segreteria del Partito d’Azione per l'Alta Italia, continuando poi a far parte della segreteria nazionale fino al suo scioglimento (1946).

Dal 1946 al 1963 fu segretario del Movimento federalista italiano e delegato generale della Unione europea dei federalisti, confermandosi come uno dei più attivi sostenitori[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 474

Brano: [...]eputato del Senegai nella Assemblea Nazionale nelle liste del Partito socialista francese (S.F.I.O.). Tornato successivamente in patria, nel 1948 si staccò dal Partito socialista e fondò il Blocco democratico senegalese (B.D.S.), alla testa del quale, nelle elezioni politiche del 1951, sconfisse il socialista LamineGueye. Nello stesso anno divenne sindaco di Thiès.

Oppositore della neocolonialista “legge quadro” francese del 1956, appoggiò il federalismo africano e nel 1957 fondò la Convenzione Africana, ma a differenza del guineano Sekou Touré non si oppose alla “unione francese” e, nel dicembre del 1959, raggiunse un accordo con De Gaulle per un’autonomia limitata del Senegai, nell’ambito del dominio francese. Grazie a tale accordo, nel 1960 venne eletto presidente della repubblica.

Per circa un ventennio Senghor, pur promuovendo una politica blandamente riformista, rimase alla testa di uno Stato formalmente indipendente, ma saldamente legato di fatto alla Francia, dipendente per quasi tutti i mezzi di produzione dalle multinazionali fra[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 92

Brano: [...] concorrere comunque all’unità della patria, e l’impresa dei Mille nel Mezzogiorno ne rappresentò l’apporto più riuscito e drammatico. Giuseppe Mazzini (v.), ritenuto dall’agiografia del Regno unitario con Vittorio Emanuele II, con Garibaldi e Cavour il quarto grande del Risorgimento, aveva incarnato la sconfitta dell’idea repubblicana ed era scomparso nel 1872, poco dopo l’annessione di Roma e la fine del potere temporale. La stessa memoria del federalismo repubblicano o del socialismo risorgimentale, di Carlo Cattaneo e di Carlo Pisacane (v.), subì il contraccolpo del successo dello stato monarchico che, raccogliendo l’eredità sabaudopiemontese e agevolandosi di tutti i contributi garibaldini e patriottici, era sfociato in una egemonia politica borghesemoderata (v. Italia).

Nella critica a questi risultati sopravvisse però una cultura politica democratica; sopravvissero alcuni spezzoni e circoli del movimento repubblicano che si andò ricostituendo come un fatto provinciale non secondario. Forse il tramonto dell’antico repubblicanesimo (in s[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 510

Brano: [...]ssaggi di incoraggiamento, ma in essa scrisse ampiamente Luigi Castellazzo, la discussa figura di agitatore legata in varia misura all’impostazione internazionalistica e a quella massonica.

Si oppose invece alla « Favilla » un nuovo giornale, la Provincia di Mantova, sotto la direzione di Alberto Mario. Pur essendo in polemica con gli internazionalisti, questo foglio riuscì a influire profondamente sul movimento operaio con il suo richiamo al federalismo di Carlo Cattaneo e l’esaltazione dei libero associazionismo, delle autonomie comunali e regionali.

Anche se lo scontro politico si svolgeva nel seno di associazioni semiclandestine, timorose della repressione governativa e raggruppanti poche decine di iscritti legati da giuramenti segreti, la stampa mantovana non solo si inserì nel dibattito nazionale, ma pose a proprio fondamento la questione sociale e la « redenzione » dei contadini. Il dibattito divenne così il segno di una realtà sociale nuova. Le « società » sorsero anche nelle campagne e, oltre a svolgere le tradizionali funzioni di[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 294

Brano: [...]della Russia rivoluzionaria. Mentre tuttavia criticava il « bolscevismo statolatra » (Umanità Nova, 4.6.1922), egli ribadiva la solidarietà internazionalistica degli anarchici (v.).

Sviluppava intanto una critica del

marxismo che univa confusamente i motivi della tradizione proi^ dhoniana con jl revisionismo di destra. Nel 1925 pubblicò uno studio dal titolo: Un federalista: Pietro Kropotkin (Roma, ed. Fede), nel quale svolgeva la tesi del federalismo come sistema di autogpverno antiautoritario: tesi nella quale confluivano suggestioni risorgimentali e salveminiane. Tra i due poli della critica al marxismo e della conseguente battaglia anticomunista, e — d’altra parte — della delineazione di un nuovo assetto sociale anarcoIiberalista, si svolse la successiva esperienza ideale e politica di Berneri, resa spesso interessante da numerosi episodi polemici, ma teoricamente incoerente.

In Spagna

Dopo la vittoria del fascismo in Italia scelse la via dell’esilio, continuando la propria attività pubblicistica militante dapprima in Francia, po[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine federalismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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