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Il segmento testuale fatalismo è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 194Entità Multimediali, di cui in selezione 4 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 668

Brano: [...] lanciato in quell'occasione, il gruppo terzinternazionalista giustificava la propria infrazione disciplinare: « La ribellione all'equivoco — vi si leggeva — è nostro diritto. La lotta contro il collaborazionismo e le sofisticazioni dell’intransigenza sono il nostro dovere [...]. Fra riformisti e rivoluzionari ondeggia un gruppo d'incerti, nelle cui persone si assorbono le volontà prevalenti nella direzione del partito. Questo gruppo professa un fatalismo politico che si gabella per determinismo; esso predice i pericoli del fare, la necessità di lasciar passare la bufera, quasi che i partiti di masse possano accontentarsi di assistere rassegnati agli spettacoli di una storia, nella quale il nemico agisce impla

668



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 671

Brano: [...]zioni del 1920 alle tesi sulla « questione meridionale » del 1926, fino al fondamentale saggio scritto da Gramsci proprio alla vigilia dell’arresto e pubblicato poi su lo Stato operaio, resta ancor oggi, a mezzo secolo di distanza, il cardine di una valutazione scientifica del problema del Sud e della sua soluzione.

La questione meridionale — dice essenzialmente Gramsci — è una questione sostanzialmente politica. Bisogna perciò abbandonare il fatalismo a cui conducono quelle concezioni che vedono i mali del Mezzogiorno come mali naturali e quindi non modificabili, per convincersi, sulla base della riflessione critica di tutta la storia d’Italia, che i mali del Mezzogiorno sono mali storici, dovuti cioè al modo in cui quella parte del Paese è stata governata e a chi ha esercitato tale governo.

D’altra parte non serve a nulla limitarsi a descrivere quei mali e a deprecarli, affidando la loro soluzione al concetto illuministico dell’« educazione » delle masse del Sud da parte di alcuni uomini « illuminati » o di « cento uomini d'acciaio » ([...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 295

Brano: [...]osì come dovevano essere portate a fondo dai bolscevichi, egli si fece convincere da Lenin e Trotzkij: è difficile valutare fino a qual punto il suo convincimento fosse dovuto al fascino esercitato da quegli uomini che, per primi, avevano realizzato la dittatura del proletariato, e fino a che punto fosse invece frutto di una chiara volontà di dare sbocco positivo al proprio intransigentismo. Inseriti nel gioco delle forze politiche del tempo, il fatalismo e l’intransigentismo di Lazzari appaiono fenomeni assai complessi. È pertanto difficile tracciare un solco tra

i meriti e i difetti della sua azione politica; al suo integralismo di derivazione operaistica si è sempre accompagnata l’espressione di una carica eversiva delle masse italiane lungo quarant’anni di storia.

A.Pa.

Lazzari, Giorgio

Effe. N. a Genova il 21.9.1913; ufficiale dell’esercito. Capitano in s.p.e., dopo I’8.9.1943 prese parte alla Guerra di liberazione, nelle file della Resistenza parmense, divenendo comandante della 31a Brigata Garibaldi « Forni », operante nella[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 568

Brano: Città futura, La

la lotta collettiva per abbattere il vecchio e costruire il nuovo, la Città futura. Ciò richiede il ripudio di ogni indifferenza e d’ogni fatalismo in materia politica; uno slancio rivoluzionario; una disciplina di ferro nella libertà, cioè una grande autodisciplina come mezzo per giungere al l’autogoverno delle masse popolari. Tutti questi temi — riconoscerà Gramsci stesso più tardi, ad esempio in « Materialismo storico » (Einaudi, pag. 199) — erano però ancora presentati ne « La città futura » « in una forma certo primitiva e certissimamente inadeguata », poiché, in quel tempo, Gramsci era « tendenzialmente piuttosto crociano » e « il concetto di unità di teoria e pratica, di filosofia e politica », il concetto cioè di « unità di teori[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine fatalismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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