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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 202Entità Multimediali, di cui in selezione 16 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 122

Brano: [...]diato.

1 movimenti di liberazione nazionale italiano e jugoslavo comprendevano forze politiche e sociali eterogenee: in Istria erano confluiti nel movimento i residui della vecchia T.I.G.O.R., la Mlada Istra e i Narodnjaki, ossia forze tipicamente nazionalistiche che preme

vano per porre subito e in modo esplicito le rivendicazioni territoriali miranti a spostare i confini jugoslavi fino a includere Trieste e la Carnia (v.). Tali posizioni estremiste urtavano però non soltanto i nazionalisti italiani, ma anche molti italiani della Venezia Giulia e dell’lstria che nazionalisti non erano e dimostravano aperta comprensione dei problemi delle minoranze slovena e croata.

Le posizioni ultranazionaliste slave erano, d’altra parte, espressione di gruppi borghesi e piccoloborghesi confluiti nel movimento di liberazione, dove potevano far sentire la propria influenza. In Istria, i comunisti erano così tallonati dai cristianosociali e da altri gruppi politici non proletari che, spingendo i Comandi partigiani e i loro organi politici a prendere uf[...]

[...]sì tallonati dai cristianosociali e da altri gruppi politici non proletari che, spingendo i Comandi partigiani e i loro organi politici a prendere ufficialmente posizione sulle annessioni e a compiere atti concreti di sovranità, senza attendere l’autodecisione delle popolazioni, rischiavano di portare la divisione all’interno del movimento partigiano.

Il 14.12.1942 Edvard Kardelj scrisse a Tito: « Se non ci fossimo decisi ad accettare le tesi estremiste dei nazionalisti, è chiaro che avremmo dato uno strumento in mano ai seguaci di Mihailovic che nella loro stampa clandestina pretendono questo e quello. Abbiamo discusso a lungo nella Direzione il problema e siamo giunti alla conclusione che le richieste del popolo sloveno sono giuste dal punto di vista del diritto di ogni popolo all'autodecisione. Tanto Trieste che Klagenfurt sono completamente circondate da territori sloveni, ciò che anche Lenin considerava fattore decisivo per l’appartenenza delle città ».

Negli accordi tra comunisti italiani e jugoslavi si era tuttavia affermato che il[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 378

Brano: [...] P.O.U.M. (Partito Obrero de Uni

ficación Marxista). Facevano parte di una colonna detta « Lenin ». Erano in maggioranza inglesi dèll’Independent Labour Party, belgi dell'ala sinistra del Partito operaio, francesi della frazione « Gauche révofutionnaire socialiste»; vi erano fra essi, anche, alcuni italiani provenienti dal Partito socialista massimalista o dalla « Sinistra comunista bordighista » o senza partito. Le difficoltà delle posizioni estremiste si rivelarono per altro ben presto e si ripercossero sugli stessi volontari internazionali. L’esercito di Franco, che poggiava nella sua retroguardia sulla riorganizzazione di una burocrazia statale centralizzata e gerarchica, adottò la strategia classica del dividere le forze del nemico e batterle separatamente. Perciò, venendo dal Marocco, le forze principali dei ribelli marciarono nella direzione BadajozCaceresNavalmovalTalaveraToledoIllescaMadrid, con l’intento di isolare anzitutto la capitale dal resto del paese (l’isolamento di Madrid non riuscì; ma Franco persistette nella sua strategi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 363

Brano: [...]ò critiche e contrasti. In particolare, l'immissione di giovani reclute spagnole inesperte della vita militare, non preparate moralmente ad affrontare i disagi e i sacrifici di una guerra durissima, spesso analfabeti, non consentiva alla brigata di mantenere il suo carattere di unità d'assalto, pronta a combattere fino all'ultimo sangue. La stessa politica debole e incerta del governo spa* gnolo, unita a una propaganda denigratrice delle forze « estremiste », incideva negativamente sul morale della brigata e si rese necessario un lavoro intenso di educazione politica, di spiegazione dei motivi della guerra e di ciò che avrebbe significato la vittoria del fascismo. La brigata utilizzò ogni sosta e continuò questo lavoro anche nelle trincee, per riconquistare quell’omogeneità e quell'ardore combattivo che possedeva quando era costituita di soli volontari.

La calda estate del 1937 vide la Brigata « Garibaldi » impegnata in altre dure battaglie: in giugno partecipò all’offensiva repubblicana su Huesca per alleggerire il fronte di Bilbao, sul qua[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 333

Brano: [...]onalità, Bordiga era il capo effettivo del nuovo partito; ne fu quindi il primo segretario (allora non esisteva la figura del segretario generale) e ne diresse la lotta negli anni della difesa armata contro l’offensiva fascista e le violenze delle squadracce. In quella stessa situazione di guerra civile fu creata l’organizzazione del partito e nel II Congresso (marzo 1922) Bordiga presentò le famose « tesi di Roma », nelle quali le sue posizioni estremiste e settarie vennero teorizzate. Le tesi non incontrarono nel congresso alcuna opposizione aperta, se non da parte del rappresentante delTInternazionale comunista, il bulgaro Vasil Kolarov.

La lotta aH’interno del partito

Per disciplina verso l’Internazionale, Bordiga aveva abbandonato la posizione «astensionista» per quanto riguardava il Parlamento (il P.C. d’I. aveva infatti partecipato alle elezioni del 1921), ma in realtà tutta la sua concezione lo portava allastensionismo nei confronti della politica reale di ogni giorno: era infatti contrario a qualsiasi azione di fronte unico o di [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 284

Brano: Bentini, Andrea

frequentando i corsi di cultura sindacale, egli e altri giovani comunisti dimostravano che il fascismo conduce una politica contraria ai propri postulati del 1919; nelle lezioni di filosofia airUniversità, con vivace spirito polemico esternava* no idee estremiste, ben lontane da quelle fasciste, scrivevano articoli critici sugli stessi giornali fascisti ». Dopo I'8.9.1943 è stato fra gli organizzatori della Resistenza nel Bolognese, partigiano combattente, membro del Comando unificato militare per l’Emilia e la Romagna.

Bentivegna, Rosario

N. a Roma il 22.6.1922; medico. Antifascista attivo fin dagli anni del liceo, nel 1939 costituì — con Leonardo Jannaccone, Corrado Nourian e Nino Baldini — un gruppo detto di « unificazione marxista ». Nel settembre 1941 fu arrestato per attività antifascista e nel 1943 aderì al Partito comunista.

Dopo 1*8.[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 169

Brano: [...]1938 furono condannati 13 giovani comunisti di Bologna, tra cui Giorgio Scarabelli (a 18 anni di reclusione) e Giovanni Bottonelli (a 16 anni), rei di «sfruttare le possibilità legali per svolgere attività antifascista: frequentando i corsi di cultura sindacale dimostrano che il fascismo conduce una politica contraria ai propri postulati del 1919; nelle lezioni di filosofia all’Università gli studenti, con vivace spirito polemico, esternano idee estremiste ben lontane da quelle fasciste, scrivono articoli critici sugli stessi giornali fascisti ».

Il 26.11.1938 un gruppo di 29 comunisti



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 162

Brano: [...]sore Canuto Barelli, Pietro Barello; a dirigere la sezione giovanile si succedettero Secondo Saracco, Dino Pessi e Giuseppe Gaeta (nel

1924 passeranno al Partito comunista gli «internazionalisti », tra cui Federico Torretta, Giacomo Biglia e altri, che saranno tra i più attivi dirigenti dei lavoratori astigiani nel periodo della dittatura fascista e della Resistenza).

La lotta antifascista

Furono precisamente le giovani organizzazioni « estremiste » che dovettero tener fieramente testa alla brutale reazione fascista, scatenatasi ad Asti soprattutto nel 1922. Sia la città che i comuni circostanti subirono numerose incursioni di squadristi provenienti da Alessandria, Casale, Nizza, Torino. Il 10.3.

1922 fu devastata la sede della Camera del lavoro, ma il 10.6 una vigorosa reazione popolare riuscì a scacciare gli squadristi dal rione San Rocco. Il 10.7 cadde assassinato a Zonco il consigliere provinciale comunista Innocenzo Boario. Il 22.7 ebbe luogo ad Asti un comoatto sciopero per protestare contro le violenze compiute dai fascisti a[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 141

Brano: [...]’8.9.1943 ha preso parte alla Guerra di liberazione nazionale nelle file della Resistenza romana.

Doriot, Jacques

N. a Bresles (Francia) il 26.9.1898, m. in Germania il 23.2.1945. Di origine operaia, militante comunista, nel 1924 fu eletto deputato e nel 1927 divenne segretario generale dei giovani comunisti francesi. Nel

1934, sindaco comunista del sobborgo di SaintDenis (Parigi), fu espulso dal partito per le sue posizioni settarie ed estremiste. Rivoltosi all’estrema destra, fondò un movimento di tendenze fasciste finanziato dagli industriali. Durante la seconda guerra mondiale, dopo l’occupazione tedesca della Francia, si distinse come uno dei più servili collaborazionisti. Con Joseph Darnand organizzò la Legione antibolscevica, da schierare sul fronte russo a fianco dei tedeschi. Organizzatore delle trasmissioni radio di propaganda in lingua francese da Berlino, combattè in uniforme germanica sul fronte orientale. Venne ucciso da un mitragliamento aereo alleato mentre percorreva una strada in Germania.

Doro, Caffè del

Locali[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 522

Brano: [...]ovembre è una menzogna dei nostri avversari, tanto ridicola quanto insensata », dirà nel 1922 Scheidemann;

la corrente socialdemocratica indipendente, staccatasi dai maggioritari, più radicale, ma anche più confusa (ne facevano ancora parte Ledebour, Kautsky, Hilferding, Bernstein, K. Liebknecht e R. Luxemburg): e infine quella costituita più tardi dagli spartachisti e dall’ala sinistra degli indipendenti, ma fortemente inficiata da,posizioni estremiste e settarie. c Soldati e operai chiedevano la pace subito e ad ogni costo; gli indipendenti: pace e socialismo; e i socialdemocratici maggioritari, raggiunti quelli che ritenevano i principali obiettivi di democrazia borghese, si preoccupavano solo di riportare il movimento nella legalità.

Il 9 novembre, nella capitale, soldati e operai fraternizzarono. Tutti gli edifici pubblici furono occupati dagli insorti. Il principe Max di Baden annunciò al Reichstag l'abdicazione del Kaiser, fuggito in Olanda,

quindi rassegnò egli stesso le dimissioni, designando come cancelliere il socialdemocrat[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 219

Brano: [...]zionario, facendo pagare il prezzo più alto alla classe operaia: dal 1906 al

1912 furono sciolte circa 600 organizzazioni sindacali, soppressi un centinaio di giornali e riviste; i maggiori dirigenti bolscevichi che non finirono in carcere o al confino dovettero fuggire all’estero.

L’attacco reazionario provocò grosse difficoltà nella direzione e nell’assetto unitario dei partiti della sinistra. Fra i bolscevichi vennero alla luce tendenze estremiste (come quella degli “otzovisti” che volevano il ritiro dei deputati eletti alla Duma) che, in realtà, nascondevano uno spirito di rinuncia alla

lotta date le difficoltà del momento. Molti intellettuali che avevano aderito al movimento rivoluzionario se ne allontanarono. Un gruppo di filosofi stampò la pubblicazione “Vechi” (Pietre miliari) schierandosi apertamente contro la lotta di classe e il materialismo.

Da parte sua, lo zarismo si rese conto che doveva cercare di crearsi una base di consenso nelle campagne. Portavoce di questa tendenza fu il primo ministro Stolypin che propugnò l’at[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine estremiste, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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