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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 183Entità Multimediali, di cui in selezione 8 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 84

Brano: [...]

Nella "repubblica dei Consigli"

Nella capitale bavarese, attratto nel circolo della U.S.P.D. facente capo a Kurt Eisner, nei primi mesi del 1918 fu attivo nelle agitazioni e nel

lo sciopero contro la guerra, in seguito ai quali subì anche un breve periodo di carcere. Più tardi, mentre si trovava a Berlino durante le giornate della rivoluzione di novembre, Toller (che aveva già pubblicato le sue prime liriche, fra l'altro, sulla rivista espressionista “Die Aktion”) fu richiamato da Eisner a Monaco, dove divenne presidente del Consiglio centrale dei Consigli degli operai, dei contadini e dei soldati della città, allora uno degli epicentri della rivoluzione tedesca (v. Germania).

Dopo l'uccisione di Eisner, nel febbraio del 1919 divenne presidente della U.S.P.D. e il 7 aprile successivo presidente del Consiglio centrale rivoluzionario della “repubblica dei Consigli” bavarese. Impegnato nella difesa armata di Monaco assediata dalle forze controrivolu

zionarie, subì anch’egli la feroce repressione governativa: arrestato ai primi di giugn[...]

[...]se. Impegnato nella difesa armata di Monaco assediata dalle forze controrivolu

zionarie, subì anch’egli la feroce repressione governativa: arrestato ai primi di giugno del 1919, alla metà di luglio venne condannato a

5 anni di reclusione che trascorse nella fortezza di Niederschònefeld, dalla quale uscì il 16.7.1924.

In carcere nacquero alcune delle sue opere poetiche più significative e alcuni dei testi più impegnati della drammaturgia espressionista (v. Espressionismo) e dei “teatro politico” weimariano: i lavori teatrali Die Wandiung (1919), MasseMensch (1921), Die Maschinensturmer (1922), Hinkemann (1923) e Das Schwalbenbuch (1924), un delicato canzoniere lirico.

Artistapolitico

Tornato in libertà, Toller si dedicò interamente alla lotta politica come scrittore al fianco del movimento proletario, impegnandosi in innumerevoli manifestazioni di solidarietà con la rivoluzione bolscevica (compì nel 1926 il suo primo viaggio nell’U.R.S.S.), con la lotta antimperialista (partecipò nel 1927 al Congresso anticoloniale di Bruxelles) e col[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 148

Brano: [...]i nel bassorilievo a cera Gruppo di donne sorprese dall’allarme (1942), vi è chi non tralascia di riferirsi più esplicitamente alla crudeltà del fascismo. È il caso di Agenore Fabbri, in numerosi disegni sulle torture e sulle persecuzioni fasciste (194045); di Giovanni Stradone, in Perquisizione in cantina (1942) e di Giovanni O micci oli, in Operaio suppliziato e nell’olio Tortura, ambedue del ’43. In queste ooere di Omiccioli è la concitazione espressionista che rispecchia la drammaticità del momento. Il disordine di un’epoca in sfacelo viene del resto accoratamente messo in evidenza da questo stesso artista anche in altre opere: per esempio, in Tram bombardato, pure de! 1943.

Giacomo Manzù: Il nazismo per la nuova Europa. 1944

Tuttavia, se la grande tensione morale dell’opposizione fa dipingere a Sassu quella profetica Morte di Cesare (1939), la stessa tensione spinge taluni artisti a ricorrere a strumenti più sferzanti, ma non per questo meno umanamente accorati, come la satira e il grottesco: Nemesio Oisatti ci dà nell’olio II generale ([...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 354

Brano: [...] nella crisi politica e culturale della Germania fra le due guerre mondiali e, durante il secondo conflitto mondiale, tra le file dell’emigrazione antifascista, è strettamente legata alle battaglie politiche e culturali della Repubblica di Weimar e del movimento operaio tedesco. Ciò soprattutto a partire dal 1926, epoca intorno alla quale si accostò più strettamente alle posizioni del Partito comunista, avviandosi anche al superamento della fase espressionista con la quale aveva imzialmente manifestato la sua protesta contro la società capitalistica, sin dai primi lavori teatrali maturati nel clima della guerra e della rivoluzione di novembre [Baal, 1918; Tamburi nella notte, 1919). Trasferitosi nel 1924 a Berlino dalla natia Augusta, prestò la sua opera nel teatro berlinese di Max Reinhardt e collaborò con Piscator in alcuni famosi spettacoli della Volksbuhne; dalla collaborazione con il musicista Kurt Weill nacquero opere come la Ascesa e rovina della città di Mahagonny (1930) e VOpera da tre soldi (1928), il lavoro suo forse più acclamato nel mo[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 684

Brano: [...]ri novecentisti e la galleria del Milione (anch’essa, come il Belvedere, in via Brera) faceva conoscere direttamente, sotto la direzione dei fratelli Ghiringhelli e la diretta influenza di Edoardo Persico, i pionieri deH’avanguardià europea (tra gli altri Kandinskj, Klee, Max Ernst) proclamando con moderazione, nei suoi bollettini, la necessità della conoscenza di quell’arte «astratta» che nello stesso momento Hitler condannava, insieme a quella espressionista, come entartete Kunst (arte degenerata), bruciando dimostrativamente alcune di queste opere nelle piazze di Berlino.

Mentre in Germania l’hitlerismo imponeva i soggetti politici di celebrazione nazista, in Italia invece il Novecento tollerava gli artisti moderni, molti dei quali erano tra i suoi elementi migliori; e dello stesso Ottocento italiano un gruppetto di critici (Enrico Somarè, Raffaello Gioì li e lo stesso Persico) non valutava tanto le forme di decadenza verista, quanto il filone più vivo dell’« arte di natura I giovani che poi dovevano confluire in Corrente [Allgì Sassu, Renato[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 224

Brano: [...]n contesto tendenzialmente fantascientifico e misticheggiante.

Vive attualmente a Londra.

Kokoschka, Oskar

N. a Pòchlam (Austria) l’1.2.1886; pittore e scrittore.

Frequentò dal 1905 al 1909 la Scuola di arti e mestieri di Vienna. Dal

1907 cominciò a lavorare presso la Wiener Werkstàtte, dedicandosi a studi grafici, alla tecnica dell'incisione e realizzando nel contempo drammi teatrali che si collocano tra le prime opere del teatro espressionista.

Nel 1908 conobbe Adolf Loos che

10 introdusse negli ambienti culturali radicali: da qui l’attenzione di Kokoschka per Munch, per i Fauves e per gli altri artisti della « Brucke » che lo portarono a essere un « espressionista » pur non appartenendo a nessun gruppo (v. Espressionismo). Nel 1910 collaborò con illustrazioni e poesie alla rivista berlinese d'avanguardia « Der Sturm », e nel 1912 partecipò alla

11 Mostra della « Blaue Reiter » a Monaco.

Nel 1914, allo scoppio della Prima

guerra mondiale, si arruolò in cavalleria. Nel settembre 1915, gravemente ferito, fu ricoverato in un ospedale della Galizia.

Una profonda crisi spirituale e una certa prostrazione fisica lo accompagnarono negli anni del primo dopoguerra, nei quali continuò tuttavia a lavorare e a scrivere, mentre iniziava il suo insegnamen[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 319

Brano: [...]a, la sua coscienza antifascista si manifestò in opere fortemente critiche del costume e della cultura del regime fin dal 1937, ma prese corpo in modo particolare nella serie dei disegni partigiani eseguiti negli anni dal 1943 al 1945 (v. Arte e Resistenza).

Nel dopoguerra, pur prendendo le distanze dalla poetica degli artisti del Realismo, non ha mai abbandonato l’impegno diretto sui temi sociali e civili. Partito da un linguaggio di matrice espressionista e postcubista, la sua pittura costituisce uno degli esempi più vivi nella si

tuazione delle arti figurative contemporanee. A ciò va aggiunta la continuità di un impegno didattico che Vedova ha protratto per molti anni aH’Accademia di Venezia, dove tuttora insegna.

A. Pi.

Vegetti, Giovanni

N. a Musocco (Milano) il 29.10. 1902; operaio.

Appartenente a un’organizzazione comunista clandestina attiva nella campagna milanese all’inizio del

1927, fu arrestato per aver diffuso manifestini e l'Unità. Deferito al Tribunale speciale, il 7.12.1927 fu condannato a 5 anni di reclusione pe[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 639

Brano: [...]della morte contorti in una spirale di cieca violenza, cui si contrappongono, serenamente e classicamente composti, il partigiano pronto ad affrontare il sacrificio, la madre e il bambino simboleggianti la vittoria e la ripresa della vita.

A Napoli il grande monumento di Mazzacurati, dedicato alle Quattro Giornate e ulti

mato nel 1969, comprende violentemente sbozzati nel travertino quattro possenti murales che, in un linguaggio a suo modo espressionista, raggiungono una luminosità mediterranea.

Tra i più prestigiosi esponenti di un realismo drammatico e di grande vibrazione formale sono da ricordare Luciano Minguzzi (v.) e Giacomo Manzù (v.). Quest'ultimo realizzò il monumento alla Resistenza in Bergamo (1977), opera torse meno drammatica delle precedenti Crocifissioni: qui il partigiano appeso per i piedi, guardato con composta mestizia dalla donna, riduce il tema a una moderna “Pietà”.

Sulla scia del figurativo, ma con una diversa impostazione formale, si colloca lo scultore ed ex partigiano Nardo Dunchi (v.). Di impronta realista ma[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 645

Brano: [...]o alla Partigiana veneta in Venezia (1969), dal monumento in Vittorio Veneto (1968) a quelli di Tambre (1970), di Caviola (1974), del Grappa (1974), di Trichiana (1975), di Mirano (1975), di Mirandola (1985), di Mestre (1985) e altri ancora che ne hanno fatto l’artista forse più noto in questo campo.

In tutte le sue opere egli ha trasfuso il

ricordo delle drammatiche vicende vissute in prima persona, con un linguaggio che è stato definito “espressionista”. « Ma — soggiunge Luciano Gal mozzi, che del Murer è uno dei più attenti studiosi — forse è più corretto parlare [...] di una enfasi da tragedia classica, forte e persuasiva perché di immediata comunicabilità ».

Si veda anche la voce Monumenti alla Resistenza e, per una più ampia documentazione,

il volume di L. Gaimozzi Monumenti alla libertà (La Pietra, 1986).

Musatti, Elia

N. a Venezia il 15.4.1869, ivi m. il 3.9.1936; avvocato.

Figlio del presidente della comunità israelitica veneziana, si laureò a Roma, dove fu allievo di Antonio Labriola e aderì al P.S.I., divenendo poi u[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine espressionista, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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