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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 234

Brano: Espressionismo

La « Nuova oggettività »

È dunque questo terzo aspetto che qui appare più interessante. Si tratta di un aspetto maturato negli anni della prima guerra mondiale. L’esperienza del conflitto infatti, un'esperienza di violenza e di morte, insieme con lo spettacolo dell’ipocrisia patriottica borghese, con l'ostentazione della ricchezza e la boria dei generali, e infine col disordine della sconfitta e il conseguente crollo di un’intera società nella vergogna, non poteva non avere una profonda ripercussione sugli artisti tedeschi e, in generale, sul popolo della Germania (v.). La rivoluzione d[...]

[...] capitali (1933)

dedicò il suo capolavoro, l'Uomo massa, « ai proletari »; Arnold Zweig pubblicò i suoi libri contro la guerra; Thomas Mann il suo grande romanzo La montagna incantata; Alfred Dòblìn, il suo Berlin Alexanderplatz; e mentre Heinrich Mann continuava la sua requisitoria antiborghese, tutta una letteratura di tipo documentario (il reportage sociale) si affermava come vero e proprio genere nuovo.

Si notò insomma, aH’interno dell’espressionismo nato come « protesta dei sentimenti », lo svolgersi e il prender consistenza di un‘ espressionismo « realistico », più direttamente collegato ai problemi dell’uomo nei suoi rapporti con la società.

Questo modo nuovo di porsi davanti alla realtà, che durante il periodo della Repubblica di Weimar (v.) si sarebbe tradotto in opere di alto e originale valore, era maturato negli anni della guerra.

E. Piscator mette ciò in evidenza in un suo saggio del 1929: « Se fino allora avevo sempre veduto la vita attraverso le lenti della letteratura, in seguito alla guerra era avvenuto un rovesciamento: ormai potevo vedere l'arte e la letteratura soltanto attraverso le lenti della vita. D’altra part[...]



da Messe 2 e 3 opera 13 in Sol e Si bemolle maggiore / Franz Schubert, p. 2Copertina (Disco vinile

Brano: [...] trombe e timpani ricordano Haydn, i ritornelli orchestrali e le arie denotano l'influenza di Mozart, particolarmente in questo campo della musica sacra, sul giovanissimo e romantico viennese. Le Messe del ragazzo Schubert (siamo nel 1815) sono improntate a un gusto legato al rococo, dove il testo dell’uffizio è trascinato dal piacere della musica, dove l’insieme stesso tende a sparire con le sue parole sacre, per lasciare spazio ad una sorta di espressionismo la cui portata ci sfugge un secolo e mezzo più tardi, a noi che abbiamo avuto l’opportunità di conoscere Bach o il Rinascimento o anche l’alba dell’arte sacra occidentale, con le messe medioevali.

Pertanto, l’amore di Schubert per il genere liturgico è sincero. E troppo presto sa di riuscirvi: la sua prima Messa del 1814 è la sua prima opera notevole. Non bisogna dimenticare che il 1815 è per Schubert, per giovane che sia, l’anno della più ricca produzione 203 opere, delle quali 145 lieder dove il suo genio comincia ad espandersi, la Seconda e la Terza sinfonia, il primo quartetto, gli ab[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 861

Brano: [...]ronte all’uomo smarrito, era antitetica rispetto all'ottimismo accademico di Casella. Se all’ostentata serenità del musicista torinese ben si addiceva il neoclassico come recupero in chiave moderna degli antichi valori musicali italiani retorizzanti del nazionalismo, l’animo disincantato di Malipiero si esprimeva in un linguaggio che lo inseriva nella problematica delle avanguardie europee. Oltre al simbolismo, matrice comune a impressionismo ed espressionismo, da questo ultimo Malipiero accolse anche la tematica desolata della notte squarciata dalla luna, delle tenebre silenziose e della solitudine. Temi ricorrenti della sua poetica erano quindi l’impossibilità di comunicare,

il gioco delle apparenze di una realtà illusoria. Lo straniamento simbolico da questa realtà viene espresso nel teatro malipieriano dal motivo delle maschere che, già presente nelle Sette canzoni (191720), conclude l’atto unico del Torneo notturno (1931) con la scena della macabra mascherata del carro funebre.

La lucida presa di coscienza critica della crisi di valori c[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 586

Brano: [...]l 1941. Nel 1944, a Berna, pubblicò la serie di tavole « La terra sotto il segno di Saturno ».

Anche le sue opere del secondo dopoguerra furono cariche di spunti antifascisti: si ricordino il ciclo di xilografie Ecce Homo, la serie L’Apocalisse del nostro tempo e i Cavalieri dell’Apocalisse (195354), evocazioni delle contraddizioni sociali di ogni tempo espresse con un linguaggio duramente realista, nel quale però non è sopita la matrice dell’espressionismo.

A. Pan.

Maset, Pietro

Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. N. a Conegliano (Udine) nel 1911, m. a Pian Cavallo (Friuli) il 12.4.1945; insegnante elementare. Capitano degli alpini, dopo I’8.9.1943 raggiunse le formazioni partigiane sui monti della Carnia, dove per la sua competenza militare fu nominato comandante della 5a Brigata « OsoppoFriuli ». Distintosi in numerose azioni, nel dicembre 1944 tenne testa a un rastrellamento nazifascista in vai Cellina. Nel corso di un successivo attacco da parte di soverchiarti forze tedesche si batté a oltranza mettendo a dura prova il [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 233

Brano: Espressionismo

rono di arruolarsi nell’esercito di Salò), e infine l’attiva lotta di liberazione dei partigiani dimostrarono ai più scettici che l’identificazione italianifascisti era una generalizzazione ingiusta.

Dopo un affrettato tentativo di costituire un corpo di volontari (v. Gruppi combattenti Italia), naufragato nel nascere, ma che tuttavia dimostrò la volontà popolare di prender parte alla lotta, e dopo non poche difficoltà frapposte dagli Alleati, nel novembre 1943 fu costituito il I Raggruppamento motorizzato italiano (v.), forte di circa 5.000 uomini. Aggregata alla V Armata americana, ne[...]

[...]A. Pucchetti, Rossi, Ucci, Vigilerò.

Bibliografia: R. Cadorna, La Riscossa, Milano, 1948; E. Scala, La Riscossa dell'esercito, Roma, 1948; M. Torsiello, Settembre 1943, Milano, 1963; C. Primieri, Il Secondo Risorgimento, Roma, 1955; G. Zanussi, Guerra e catastrofe d’Italia, Roma, 1945; R. Zangrandi, 25 luglio 8 settembre, Milano, 1964.

P.Se.

Per l’Esercito della Repubblica Sociale Italiana si veda la voce Forze armate repubblichine.

Espressionismo

L’espressionismo artistico, fenomeno precipuamente tedesco, anche se la sua influenza si è diffusa ovunque, in Europa e in America, si presenta storicamente sotto tre aspetti fondamentali, enucleati in tre gruppi di tendenza: Die Brucke (« Il Ponte »), il Blaue Reiter (« Cavaliere azzurro ») e la Neue Sachlichkeit (« Nuova oggettività »). Il primo gruppo si costituì nel 1905 e vi appartennero artisti come Ernst Ludwig, Max Pechstein e EmiI Nolde; il secondo, di cui fecero parte Wassily Kandinsky, Franz Marc e Paul Klee, si riunì nel 1911; il terzo, di cui Otto Dix e George Grosz furono i maggiori esponenti, p[...]

[...]te »), il Blaue Reiter (« Cavaliere azzurro ») e la Neue Sachlichkeit (« Nuova oggettività »). Il primo gruppo si costituì nel 1905 e vi appartennero artisti come Ernst Ludwig, Max Pechstein e EmiI Nolde; il secondo, di cui fecero parte Wassily Kandinsky, Franz Marc e Paul Klee, si riunì nel 1911; il terzo, di cui Otto Dix e George Grosz furono i maggiori esponenti, prese decisa fisionomia è consistenza dopo il 1920.

La generale tendenza dell’espressionismo tedesco, in ogni campo della cultura, è quella della protesta e dell’opposizione: protesta e opposizione dapprima contro la piatta morale borghese dell’epoca guglielmina, quindi contro la guerra e la reazione postbellica. Mentre però gli artisti della Brucke manifestavano la loro inquietudine protestataria con un abbandono agli impulsi dei sentimenti, al flusso irrazionale dei propri istinti profondi, specie Nolde; e i pittori del Blaue Reiter rivelavano il loro rifiuto nei confronti di una società ostile all’uomo con una scelta d’evasione lirica dalla realtà contingente, gli artisti più avan[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 149

Brano: [...]ocolo di vecchio prussiano, che rivelano la capacità dell’artista di saper cogliere storicamente il fenomeno del militarismo tedesco.

La vena satiricogrottesca si ritrova nella serie delle Fantasie che Mafai, in esilio a Genova, cominciò a dipingere nel 1940, portandole avanti fino al 1944. Vi sono rappresentate scene di supplizi, fucilazioni di ostaggi, cortei fascisti, scene orgiastiche (per esempio un Carnevale di S.S.), in un appassionato espressionismo di grande tensione e di notevole eccitazione cromatica, non immune qua e là da

reminiscenze ensoriane. Tutte queste pitture, ora tanto accese da sembrar fiammeggianti e ora tanto concitate da apparir formicolanti, sono « fantasie » per modo di dire, ché tutte si riferiscono alla realtà degli anni in cui furono realizzate, e denotano lo sdegno morale dell’artista di fronte alla barbarie nazifascista e agli orrori della guerra. Ma senza dubbio la satira più mordace, più vasta, più blasfema nei confronti di Mussolini è quella realizzata da Tono Zancanaro nella sua serie di Gibbo, personaggio [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 147

Brano: [...]ciste. Le notizie dei crimini commessi dai falangisti correvano per il mondo, riempiendo di orrore e sdegno gli antifascisti. In quell’atmosfera nasceranno opere come Fucilazione nelle Asturie (1936) e Fucilazione, Spagna (1939) di Aligi Sassu; Il combattente ferito di Madrid (1938) che lo spagnolo Xavier Bueno, dal '40 esule a Firenze, ha dedicato all’amico Nazario Cuarterio, « muerto en el frente de Madrid »; la serie di concitati disegni, tra espressionismo e visione metafisica, che Bruno Becchi (19141944) eseguì durante gli anni della guerra civile spagnola, e il noto Bozzetto per una fucilazione in campagna che Renato Guttuso, forse pensando a « La fucilazione del 3 maggio » di Goya, dipinse nel 1937 in memoria di Garcia Lorca (fucilato nel 1936 nei pressi di Viznar), come appunto stava ad attestare la dedica al poeta spagnolo scritta nel retro del quadro. Sono, queste, opere in cui cominciano ad apparire i soggetti che si ritroveranno in molte altre nate nel periodo della lotta partigiana: scene di violenza omicida; popolani combattenti per l[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 388

Brano: [...]i ebrei eliminati nei campi di sterminio del Terzo Reich. Queste opere si trovano oggi nel Museo di Gelsenkirchen.

Dal 1947 al 1958 insegnò all'Accademia di Dusseldorf. Successivamente si ritirò a lavorare a Brunn, presso Wesel, dove trascorse i suoi ultimi anni.

« Il pittore dei perseguitati »

Otto Pankok fu considerato, specialmente per la poetica potenza della sua produzione grafica, uno dei più significativi rappresentanti del tardo espressionismo. Fecondissima e rigogliosa la sua tavolozza di bianco e nero, che poteva dare, secondo il Worringer, le più forti illusioni coloristiche. Per la sua viva solidarietà con gli oppressi di quello che egli chiamava « il tempo maledetto » del nazismo, sarà definito « il pittore dei perseguitati ». Nessun tipo di persecuzione sfuggì infatti, malgrado il Berufsverbot e la sorveglianza poliziesca, alla sua attenta e creativa indagine, così che il complesso delle sue opere di quegli anni, in parte clandestine, dedicate agli zingari, agli ebrei, alle vittime politiche e a quelle del terrore bellico, as[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine espressionismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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