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Il segmento testuale espansionista è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 75Entità Multimediali, di cui in selezione 6 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 554

Brano: [...]ccelerato processo di espansione imperialista, da operarsi attraverso le conquiste militari.

Uno dei libri che ebbero maggior successo nel paese in quegli anni, penetrando profondamente negli ambienti militari e in quelli dell’apparato statale, fu l’opera intitolata Linee per una ricostruzione del Giappone di Kita Ikki, considerato il fondatore del fascismo giapponese. Nel libro si prefigurava un « impero giapponese nazionalista all’interno e espansionista all’estero », sotto il comando supremo dell’imperatore e con il potere tenuto dai soli militari.

Altri scritti importanti furono quelli di Okawa Shumei che predicava la « missione universale » dello spiritualismo nipponico; e quelli di Gondo Seikyo e Tachibana Kosaburo che invece volevano il ritorno puro e semplice al potere dei samurai. Il fascismo giapponese si tingeva inoltre di panasiatismo con alcune punte di polemica antioccidentale. Si trattava naturalmente di uno strumento demagogico, in funzione dell’esps, .sione del capitalismo giapponese, il quale però consentì nel corso della s[...]

[...]an, derivati non solo da conflitti di competenze (tra esercito e marina, ad esempio), ma da orientamenti politici e sociali. Al momento della presa del potere i due clan principali erano quelli del Kodoha e del Toseiha: il primo traeva il suo nazionalismo dalla tradizione agrariofeudale, aveva una terminologia precapitalistica e vedeva come un pericolo l’espansione corruttrice dei costumi « moderni » che lo sviluppo capitalistico portava con sé. Espansionista e fascista, il Kodoha indicava come principale nemico da battere l’U.R.S.S. e chiedeva una collaborazione del Giappone con le potenze occidentali a questo fine.

L’altro clan, il Toseiha, il cui nerbo era dato dagli ufficiali di grado superiore, esprimeva invece direttamente gli interessi del mondo degli affari. Non meno espansionista e fascista del Kodoha, puntava però sulla espansione dei mercati in concorrenza con gli altri paesi capitalistici; sosteneva la necessità dello sviluppo monopolistico, era

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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 164

Brano: [...]uesti venissero presentati come “difensivi”, ognuno dei paesi che ne faceva parte (tranne l’Italia che, quantunque legata alla Triplice Alleanza, si riservò sempre una relativa autonomia, migliorò i rapporti con la Francia e mantenne buoni quelli con la Gran Bretagna, spianandosi così la strada per la conquista di Libia) si sentì incoraggiato daH’irrigidimento degli schieramenti internazionali a sviluppare con maggior energia la propria politica espansionista, quindi la corsa agli armamenti.

Dalla crisi balcanica alla guerra mondiale

L'aggressività e l’inconciliabilità dei contrasti non vennero affatto ridimensionate da quella che fu chiamata “politica di equilibri europei”; al contrario, la competizione fra i due blocchi internazionali si accese più viva che mai: la mai sopita rivalità austrorussa nei Balcani venne esasperata dagli avvenimenti maturati fra il 1908 e il 1913 (rivoluzione dei Giovani turchi, annessione austriaca della Bosnia, guerra doganale austroserba, prima e seconda guerra balcanica) e si allargò alle altre potenze europe[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 401

Brano: [...]tatura, per cui forse non era né amato né ammirato, con una notevole attenzione per la politica militare ed estera, che gli competeva in modo particolare; e nelle sue prerogative non si può dire né che fosse impreparato né che avesse complessi. Conformemente al clima che era venuto prevalendo, nutriva sentimenti irredentistici, per cui dagli alleati della Triplice (Germania e Austria) si sospettava che potesse riprendere la tradizione patriotticoespansionista di un Vittorio Emanuele II.

Una monarchia borghese

Ma i tempi del Risorgimento, nonostante una certa agiografia aulica, erano passati per sempre. Le celebrazioni del primo cinquantennio dell'unità d’Italia, nel 1910 e 1911, si svolsero nel segno della stabilità, del progresso e del consenso delle classi borghesi.

In realtà, non si capisce molto del regno e della personalità di Vittorio Emanuele se non si tiene conto di questo predominante fattore, in cui gli ultimi dei Savoia si erano ridotti a vivere e, a loro modo, a prosperare: gli hobby eruditi del re, la sua monumentale raccolta[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 838

Brano: [...] contatti non ancora interamente conosciuti ma dei quali possediamo già sufficienti notizie.

I legami col nazismo

Secondo le ricerche più accreditate,

i primissimi contatti di Quisling con ambienti nazisti risalirebbero al 1935. È inoltre probabile che nel 1936 Quisling si sia incontrato direttamente con Alfred Rosenberg, capo dell'Ufficio esteri del partito nazionalsocialista e ideologo del « Mito del XX secolo » che, nel suo programma espansionista e razzista, attribuiva un ruolo di primissimo piano alla Scandinavia, come matrice del più puro « sangue nordico », e che per questa via avvertiva una naturale affinità per movimenti come la N.S. di Quisling. Soltanto nel 1939 però, evidentemente nella prospettiva della guerra imminente, l’ufficio di Rosenberg parve veramente interessato a stringere rapporti con Quisling, che chiese esplicitamente finanziamenti al Reich per la stampa del suo movimento e che, il 13 giugno, ebbe un incontro con Rosenberg. Tuttavia, a determinare l'interesse del Reich nazista per la Norvegia non fu tanto la pros[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 384

Brano: [...]ria 6e\V Unione Panamericana a Washington, onde poter sempre meglio imporre le loro tesi.

L’inizio della Prima guerra mondiale frenò il crescente antagonismo e l’Unione Panamericana cominciò a essere vista da tutti come un organismo capace di tenere lontano il nuovo mondo dal conflitto, ma l’esito della guerra, I’indebolimento deH’Europa e il conseguente rafforzamento del capitalismo nordamericano fecero esplodere una nuova, decisiva tendenza espansionista degli Stati Uniti verso l’America Latina, facendone campo naturale di dominio imperialistico.

Panamericanismo e imperialismo

La grande crisi economica del 1929 confermò definitivamente questa tendenza e comportò l’inizio di un nuovo ciclo storico nei rapporti tra gli Stati americani. La crisi ebbe due conseguenze immediate nella sfera americana: da una parte, si ebbe, con la scomparsa degli europei dalla scena latinoamericana, un ulteriore rafforzamento dell'egemonia statunitense; dall’altra, durante la presidenza di F.D. Roosevelt la politica degli U.S.A. mutò: furono ritirati i marine[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 743

Brano: [...]e nelle contraddizioni delle grandi potenze dopo la rivoluzione russa del 1917 e alla fine della prima guerra mondiale: da un lato, l’intervento armato contro la giovane repubblica dei Soviet aveva bisogno del sostegno dei nazionalisti ucraini, di Wrangel e degli altri gruppi reazionari russi; dall’altro, lo stesso intento presupponeva una Polonia antisovietica forte ed estesa. Non era però facile conciliare le pretese territoriali della Polonia espansionista con quelle dei nazionalisti ucraini e dei generali bianchi; per cui, dopo il fallimento dell’ intervento diretto contro la rivoluzione bolscevica, le potenze dell’Intesa (Francia, Inghilterra, Stati Uniti, ecc.) I’8.12.1919 decisero, non senza contrasti, di tracciare alla Polonia frontiere orientali che arrivassero soltanto sin dove vi era effettivamente popolazione polacca.

La Polonia non accettò tale limitazione e si spinse in territorio bielorusso e ucraino, nell’intento di arrivare al Mar Nero. Si giunse così alla guerra russopolacca del 1920, durante la quale i sovietici ricacciarono [...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine espansionista, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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