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Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 169Entità Multimediali, di cui in selezione 12 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 421

Brano: [...]e ai partigiani delle formazioni di montagna immediatamente a ridosso, operavano sappisti che, soprattutto dal maggio 1944, condussero brillanti operazioni di ricupero di armi, di sabotaggio alle vie di comunicazione ferroviarie e stradali, di interruzione delle linee telefoniche, fino ad attacchi audaci contro automezzi e reparti tedeschi e fascisti.

Le S.A.P. non ebbero tuttavia nel Parmense lo sviluppo numerico registrato in altre province emiliane e le loro azioni presentarono caratteristiche simili a quelle dei G.A.P., non sorrette cioè da un ampio movimento di massa. Parma, del resto, non fu teatro di grandi scioperi e intense lotte sociali come si ebbero in altre province.

Tra le principali azioni delle S.A.P. vanno ricordate quelle del 30.6.1944 contro il Consorzio agrario di Parma e la Casa del fascio di Colorno, e del 3 luglio contro la sede del Comando militare nel capoluogo. Particolarmente incisive furono poi le azioni condotte lungo la Via Emilia, come pure contro le imbarcazioni e i ponti di barche allestiti dai tedeschi [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 420

Brano: [...]i settarismo i comunisti che, a loro volta, accusavano di attesismo la D.C., determinando rapporti non facili tra i due partiti. Si trattava, del resto, di un elemento comune a gran parte del movimento di liberazione, sia su scala regionale che nazionale. Fu evidentemente dovuto a tali rapporti, oltre che a considerazioni sulla particolare situazione economica e sociale della regione, se il 3.8.

1944 si giunse all’autonomia delle tre province emiliane occidentali (tra cui Parma) dal C.U.M.E.R. (v.) e alla costituzione della Delegazione NordEmilia. Questa fu voluta soprattutto dal P.d’A. e dalla D.C.,

alla ricerca di proprie zone di influenza.

Questi contrasti, del resto sempre superati dal prevalere dello spirito unitario che informava la lotta partigiana, non influirono sull'attività delle formazioni che, anzi, divenne sempre più intensa via via che aumentavano gli effettivi. Ormai non passava giorno che non venissero effettuati attacchi lungo le tre più importanti vie di comunicazione della provincia, nonostante che il nemico tenta[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 318

Brano: [...]re i partigiani del Distaccamento « Lori », fra la via Romea e la strada del Bosco) compiva poi i suoi interventi chirurgici presso l’Ospedale Gamberini. Nel dicembre 1944, essendosi venuto a trovare questo ospedale sulla linea del fronte, furono allestiti un presidio di pronto soccorso sulla riva del Senio e due infermerie, rispettivamente in piazza Monti all’interno del Palazzo municipale e nel Palazzo Farné di via Mazzini.

Nelle formazioni emiliane di montagna, un servizio sanitario particolarmente efficiente fu organizzata nel Modenese dopo l’1.8.1944 dalla Divisione Garibaldi « Armando », quando questa venne ricostituita nella zona di Pavullo. Durante le durissime giornate della battaglia di Montefiorino, i medicinali per i primi soccorsi vennero forniti dalI’Ospedale di Verica e dal sanatorio di Gaiato. I malati e i feriti furono quindi trasferiti in gran parte all’Ospedale di Porretta Terme, mentre altri trovarono ricovero presso famiglie ospitali o in altri rifugi, affidati alle cure di un gruppo di medici coordinati dal dott. Enzo[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 230

Brano: [...]provvedere — scrisse in quei giorni Italo Ealbo, il « ras » di Ferrara — c’è quella di Parma. È l’ultima roccaforte in mano alle forze antinazionali e rappresenta un luogo di rifugio e di aiuto morale per il sov* versivismo italiano ».

Per dare una lezione al « sovversivismo » parmense, i fascisti decisero una spedizione punitiva in grande stile. Il 2.8.1922 cominciarono a confluire a Parma le squadracce provenienti non solo dalle altre città emiliane, ma anche dal Veneto, dalla Toscana, dalla Lombardia e dalle Marche, per un totale di circa 20.000 uomini perfettamente armati e guidati da Balbo.

La difesa popolare

Il direttorio degli Arditi del popolo (v.), presieduto da Guido Picelli (v.), assunse il comando della difesa: in poche ore furono innalzate barricate, scavate trincee, posti i reticolati; i rioni popolari della città e in particolare l’Oltretorrente, centro principale della resistenza, assunsero l'aspetto di un campo trincerato. Furono creati quattro settori: il Nino Bìxio e il Massimo D'Azeglio nell’OItretorrente; il Navi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 779

Brano: [...]lari.

Clamoroso fu il caso della risaiola Giuseppina Lecchini, arrestata assieme ad altre tagliatrici di riso per avere intonato durante il lavoro (e « a la stesa », com’è d’uso tra le mondine) canzoni sovversive.

Lo sciopero che costituì il più importante movimento di massa tra i lavoratori delle campagne sotto il fascismo fu tuttavia quello scoppiato il 12.6.1931 in Piemonte. Vi parteciparono ben 180.000 mondine, tra locali e forestiere (emiliane, venete e lombarde), che si opposero alla pretesa padronale di una dimi

nuzione salariale del 35 per cento. (La esagerata richiesta padronale rientrava nella manovra concordata con i sindacati fascisti i quali, ottenendo poi una riduzione percentuale minore, potevano atteggiarsi a sostenitori vittoriosi delle lavoratrici). La diffusione de «La Risaia » e un capillare volantinaggio incitarono allo sciopero generale.

« In una riunione del Centro interno [del P.C.I.] — racconterà nelle sue memorie Teresa Noce — discutemmo sulle direttive da dare In un numero del giornale " La Risaia ” che [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 567

Brano: [...]mento delle squadracce e lo stabilirsi di collegamenti ad alto livello /tra ufficiali dell’esercito e gerarchi fascisti; consentì inoltre alla polizia di spalleggiare le violenze degli squadristi. Soltanto nel gennaio 1921, forse ritenendo che i socialisti fossero ormai sufficientemente indeboliti,

Il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti (ottobre 1913)

Giolitti, Giovanni

dichiarò di voler imporre il disarmo ai Fasci nelle province emiliane. Tuttavia, quando la stampa della grande borghesia, dal Corriere della Sera al Giornale d’Italia, insorse contro quella « incomprensibile disposizione », Giolitti fece macchina indietro e del disarmo fascista non se ne parlò più.

Nel giugno 1924, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, Giolitti passò all’opposizione e attaccò apertamente alla Camera la politica del fascismo. Particolarmente ricordato è il suo intervento contro la legge che costituiva la nuova Camera delle corporazioni (v. Camera, Riforma fascista della).

La figura e l’opera

La figura di Giolitti è stata assai discuss[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 472

Brano: [...]ente anche ad Antonio Gramsci, in carcere, e forse in forma non del tutto favorevole, a giudicare da una nota trovata nei suoi « quaderni »: « Il galletto rosso. Dal francese le coq rouge, termine che dev'essere d’origine contadina e indica l’incendio appiccato per ragioni politiche nelle lotte di fazione e nelle jacqueries. Si potrebbe ricordare la cosiddetta tattica del fiammifero predicata da Michelino Bianchi e Umberto Pasella nelle campagne emiliane durante il predominio sindacalista verso il 190S » [Passato e presente, p. 151). In realtà il titolo era stato ispirato dal ritornello di una canzone popolare milanese, in voga tra i giovani nel secolo scorso e cantata in coro durante le gite domenicali.

Galli, Luigi Michele

N. a Gallarate (Varese) il 27.10.

1944. Attivo nell'Azione Cattolica,

compì la sua formazione presso l’università milanese del Sacro Cuore, conseguendo la laurea in Economia e commercio.

Dopo I'8.9.1943 partecipò alla Guerra di liberazione, nelle file della Resistenza, ufficiale nella Brigata « Rizzato » de[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 635

Brano: [...]anche a Pistoia l'occupazione delle principali fabbriche, con la partecipazione di gruppi di « guardie rosse » locali. Fu questa, di fatto, l'ultima grande lotta guidata da Alberto Argentieri, un socialista originario di Gizzi (Abruzzo) e che, durante una sua permanenza negli Stati Uniti come emigrato, aveva preso parte al movimento sindacale della W.W.U..

Alla fine del 1920 Argentieri fu sostituito da Onorato Damen, un bordigbiano di origini emiliane. La sinistra socialista pistoiese aveva anche altri dirigenti, come Ermindo Gargini (poi emigrato in Francia), il già citato capo storico Giovanni Martini (che nel 1920 operava a Bologna, insieme a Bucco) e diversi giovani, fra cui il tipografo Ugo Trinci, ordinovista convinto.

Nelle elezioni amministrative dell'ottobre 1920 il P.S.I. ebbe una grande vittoria, conquistando il Comune di Pistoia, i centri operai di San Marcello e Sambuca, i comuni agricoli di Larciano e Lamporecchio. Nella vai di Nievoie (ancora in provincia di Lucca) fu rovesciato il precedente rapporto di forza e i liberal[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 81

Brano: [...]91923, Roma, 1973; Giacomo Varini, Storia di Reggio Emilia, Reggio Emilia, 1968; Antonio Zambonelli, Reggiani in difesa della Repubblica spagnola (19361939), Reggio Emilia, 1974; Guerrino Franzini, Storia della Resistenza reggiana, Reggio Emilia, 1966; Cesare Campioli, Cronache di lotta, Parma, 1965; AA.VV., Aspetti e momenti della Resistenza reggiana, Reggio Emilia, 1967; Alfredo Gianolio, La Resistenza nelle campagne reggiane, (In “Le campagne emiliane nell'epoca moderna"), Milano, 1956; Aldo Ferretti, Ricordi e lotte antifasciste, Reggio Emilia, 1971; AA. VV., Origini e primi atti del C.L.N. Provinciale clandestino, Reggio Emilia, 1974; Aldo Ferretti, Comunisti a Reggio Emilia, Reggio Emilia, 1977; Vittorio Pellizzi, Trenta mesi, Reggio Emilia, 1954; Avvenire Paterlini, Partigiane e patriot e della Provincia di Reggio Emilia, Reggio Emilia, 1977.

G.Fr.

Comandanti delle formazioni partigiane del Reggiano (sulla base dei riconoscimenti ufficiali) :

Comando Unico Zona Reggio Emilia Comandante colonnello Augusto Berti [Monti); vicecom[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 391

Brano: [...]tica divenne direttore de La Squilla, il settimanale della Federazione del P.S.I., ricoprendo questo incarico per dieci anni.

Dopo le elezioni amministrative del 1951 fu eletto, con i voti del P.S.I. e del P.C.I., presidente deH’Amministrazione provinciale di Bologna. Rieletto nel 1956, nel 1960 e nel 1965, ricoprì tale carica fino al 1970. Nello stesso periodo fu direttore de La Regione EmiliaRomagna, il mensile deN'Unione regionale province emiliane. Nel 1956 fu anche eletto al Consiglio comunale di Bologna e nel 1960 fu nominato presidente del Consiglio federativo della Resistenza deH’EmiliaRomagna.

Nel 1970, dopo oltre un sessantennio di militanza, abbandonò la vita politica attiva, ma continuò a far parte di alcuni Consigli di enti locali, oltre che del Comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali.

N.S.O.

Viglongo, Andrea

N. a Torino nel 1900, ivi m. il 17.11. 1986; giornalista.

Figlio di braccianti vercellesi immigrati nel capoluogo subalpino, lasciati gli studi di ragioneria per mancanza di mezzi e imp[...]


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Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine emiliane, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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