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Il segmento testuale egoismo è stato estratto automaticamente da un complesso algoritmo di KosmosDOC di tipo "autogeno", ossia sulla sola analisi dei segmenti testuali tra loro.
Nell'intera base dati, stimato come nome o segmento proprio è riscontrabile in 548Entità Multimediali, di cui in selezione 9 (Corpus autorizzato per utente: Spider generico. Modalità in atto filtro S.M.O.G.: INTERO CORPUS (AUTORIZZATO)FILTRO S.M.O.G+ passivo). Di seguito saranno mostrati i brani trascritti: da ciascun brano è possibile accedere all'oggetto integrale corrispondente. (provare ricerca full-text - campo «cerca» oppure campo «trascrizione» in ricerca avanzata - per eventuali ulteriori Entità Multimediali)


da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 85

Brano: [...]beramento a Roma, il giorno della festa della santa Croce, di una croce che non è quella del Cristo ». Di lì a poco la guerra mondiale diventava determinante per la scelta del campo ideologico. Allo scoppio delle ostilità, infatti, mancava qualsiasi riferimento di partito: i cattolici si limitarono pertanto a seguire i dettati dottrinali, ossia il ripudio della guerra quale strumento di oppressione e l’esaltazione della persona umana contro ogni egoismo particolare.

Così si espressero i giovani intellettuali della Federazione degli universitari cattolici (F.U.C.I.), mentre uomini più responsabilizzati, come monsignor Adriano Bernareggi assistente ecclesiastico dei laureati cattolici, affermavano:

« Di fronte all’avvenire il cattolico non potrebbe non assumersi le sue responsabilità: ha un programma di vita elevatissimo, inflessibile, disincagliato. Non è sufficiente riaffermare la fedeltà ai principi, perché il contatto con la realtà è condizione indispensabile per esercitare la più intima fecondità ».

Ben diversa fu naturalmente la[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 134

Brano: [...]

Kapò assiste una deportata dopo la Liberazione del lager

contro gli stessi compagni di pena perché ognuno poteva sottrarre all’altro il pezzetto di pane conservato con sacrificio, la cucchiaiata di zuppa meno acquosa, gli zoccoli; ognuno poteva estromettere l’altro dal misero giaciglio o tirare tutta a sé l’unica coperta destinata a tre o quattro persone. Da qui i frequenti litigi e le zuffe talora cruente, per cui ognuno veniva spinto all’egoismo e aH’abbrutimento. D’altra parte, tutto ciò era voluto e perseguito deliberatamente dai responsabili dei campi per far perdere ai deportati il rispetto di se stessi e impedire qualunque manifestazione di solidarietà fra loro. Per questo era proibito aiutare un compagno caduto, raccogliere qualche cucchiaiata di minestra da dare a un ammalato, fare il lavoro al posto di un altro, o anche semplicemente parlare con gli altri per sostenerne il morale.

Resistenza individuale

Nelle condizioni di vita dei lager, gli episodi di solidarietà interperso

L'intemo di una baracca nel lager di Buch[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 126

Brano: [...]in cui egli si oppone a certo meccanico determinismo economico: se l'avverarsi del socialismo è necessario e fatale e si realizzerà per naturale evoluzione economica, perché non incrociare le braccia? Occorre, dice lui, che la propaganda socialista si faccia morale, attui la rivoluzione delle coscienze la quale —nel quadro della proprietà collettiva dei mezzi di produzione — genererà un nuovo senso sociale capace di superare I individualismo e l’egoismo del bellum omnium contra omnes, instaurando i valori della solidarietà e della fratellanza. La lotta dei socialisti come via per far crollare, assieme al capitalismo, la sua moralità belluina.

Assertore senza riserve dei metodi e dei contenuti permanenti del cosiddetto socialismo gradualista e riformista, che ebbe in Filippo Turati (v.) la sua bandiera, ma conobbe una notevole varietà di tematiche, sembra utile porre in rilievo, accanto ai citati elementi premarxisti presenti in Treves, alcune altre su differenziazioni dalle posizioni turatiane.

Convinto della universalità della causa d[...]



da Contro ogni ritorno : dal fascismo alla Costituzione repubblicana : Provincia di Firenze, 2 giugno 1972 / \a cura di Claudio Galanti, Paolo Tinti, Giovanni Verni!, p. 6Prefazione/premessa/introduzione con numerazione propria (Monografia/libro

Brano: [...]rdoti tedeschi — che chiamavano le S.S.' C(societas satanae " — il nazionalismo aveva potuto esercitare un ruolo di qualche importanza: ma la loro fiera opposizione poteva derivare anche dalVaver sentito Vartiglio nazista sulle istituzioni ecclesiali, perché lo stesso clero in Germania aveva subito l'urto di una violenta persecuzione da parte del regime.

Noi eravamo certo fra tutti i più straccioni e miserabili, ma forse anche i più spogli di egoismo nazionalistico. Il nostro antinazismo era nato dalVesigenza di difendere la dignità umana e la libertà di coscienza, il diritto di credere nel Dio del Vangelo e il dovere di amare il prossimo.

Questo tesoro di valori morali e di tensione ideale — oltre quello degli innumerevoli combattenti e dei tanti caduti — è stato, io credo, l'apporto più tipico del cattolicesimo, e in particolare dei preti, alla resistenza. Senza sottovalutare altri valori e ideologie, mi sembra che tale apporto sia stato fondamentale: perché costituì, al di sopra delle correnti e delle teorie, una grande forza di uni[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 485

Brano: [...]dramma spesso protagonista dei suoi romanzi di ispirazione più propriamente « civile ». « La casa in collina — ha scritto a tale proposito Asor Rosa — rappresenta il momento più chiaro e coraggioso di una autoanalisi che solo pochissimi altri scrittori italiani ebbero il coraggio di fare nel periodo postresistenziale: una confessione cruda e spietata, anche se non priva di morboso compiacimento, della propria irrimediabile impotenza, del proprio egoismo e della propria insormontabile solitudine ». Pavese espresse tali temi anche poeticamente, nella raccolta di versi Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, pubblicata postuma nel 1951, un anno dopo la scomparsa dello scrittore, suicida in una^camera d’albergo di Torino.

Tra le altre opere postume: La letteratura americana e altri saggi; Il mestiere di vivere. Diario 193550 (1952); Notte di festa (1953), racconti; Fuoco grande (1953), romanzo incompiuto.

Al. Co.

Pavia

Provincia lombarda di circa 529.000 abitanti (di cui 87.000 nel capoluogo). Con un territorio di 2.965 kmq, suddiviso in[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 212

Brano: [...]ivelli

GII erano congeniali in modo particolare alcuni elementi della dottrina fascista: il nazionalismo (la Patria che trascende l’individuo: egli sentiva il fascino dei racconti paterni della Grande guerra), la cri» tica antiliberale in quanto antindividualistica e antimaterialistica, la « Nazione proletaria » con le sue implicazioni sociali e l’idea corporativa, la « romanità » (le « pietre severe », l'università, la tradizione), il no all’egoismo, alla «vita comoda » e alla mediocrità borghese, l'ordine e la disciplina, la tensione morale. Inoltre Olivelli fascista era « costantiniano », vedeva i vantaggi che lo Stato « riconciliato » poteva dare alla Chiesa e non avvertiva ancora, non soffriva ancora gli aspetti crociani del problema fondamentale della libertà.

Fino al 1938 non trovò nulla nel regime littorio che lo portasse a pensare a un contrasto di fondo con la sua posizione di cattolico, ritenendo anzi che fosse possibile conferire allo Stato l’etica del Vangelo, « cristianizzare » il fascismo in concorrenza con l’idealismo d[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 52

Brano: [...]lla sua cosciente partecipazione alla vita politica. La vittoria della battaglia antifascista voleva dire per questi giovani la liberazione del proletariato dalle ideologie riformiste e corporativiste; l’entrata delle grandi masse contadine sulla scena politica e la loro partecipazione attiva e autonoma nella vita nazionale: l’abbandono da parte della piccola borghesia del vecchio abito spirituale, fatto di ipocrisia, di scetticismo, di meschino egoismo personale. In queste loro aspirazioni essi volevano riattaccarsi, compendiandoli e superandoli in un’unica nuova esperienza politica, ai movimenti liberali dell’anteguerra: al sindacalismo antiriformista e meridionale; al

l'Unità di Salvemini; al movimento vociano. ...Nel seno dell’Aventino avevano rappresentato una forza di propulsione e di critica. Logicamente, dunque, a sconfitta certa, esse dovevano essere le prime a darsi ad una opera di revisione, condotta freddamente, senza sentimentalismi, senza pietà per i ” vecchi ”. Quest’opera di critica è riassunta nel nome e nell’opera di Pie[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 70

Brano: [...]i lavoratori e ne tuteleremo gli interessi, a fianco delle loro organizzazioni che rappresentano le forze imponenti dei nuovi valori sociali, cercando di non svincolarle da contatti di uomini liberi e nuovi, che intendano regolare senza compromessi ma con onestà i propri destini. Fisseremo in tre punti la nostra azione: risanamento della vita sociale; audaci riforme sociali; carattere nazionale. Ricordando che la nostra patria non si chiude nell’egoismo particolare, ma sta più in alto: si apre verso l’umanità ».

Nelle elezioni politiche del 1919 i combattenti si presentarono in molti collegi con liste proprie e, in altri, con propri candidati in liste concordate, conquistando complessivamente 47 seggi (precisamente 21 con liste proprie e 26 con le altre). Con lista propria furono eletti, fra gli altri, Sem Benelli, Guido Bergamo, Luigi Gasparotto, Giuseppe Macaggi, Paolo Orano, Gaetano Salvemini; in lista concordata, Vittorio Emanuele Orlando, Giuseppe Marcora, Giuseppe Lanza di Trabia.

L’opposizione al fascismo

Con l’avvento del fa[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol I (A-C), p. 168

Brano: [...]a imposta dalla necessità di difendersi non può risolversi che in un danno. E ciò non soltanto perché abbiamo nuovamente per avversari i criminali di ieri, resi ancora più feroci dalla paura dell'inevitabile rendiconto finale; non soltanto per i tedeschi, che armano e aiutano i fascisti nei loro crimini, quando non ne commettono essi stessi; ma soprattutto per la ignavia servile di quella medesima moltitudine cieca che, spinta dalla paura e dall’egoismo, ieri accettò il fascismo e oggi ritorna pavidamente a subirlo ». islell'altro articolo, dal titolo « Onestà », si poteva invece leggere: « ... tra gli otto milioni di baionette di mussoliniana memoria e l'esercito di liberazione nazionale degli italiani demagoghi c’è soltanto una differenza: quelle non c’erano, ma molti credevano che ci fossero, mentre questo non c’è e tutti lo sanno ».

L'insidia dell'attesismo accompagnò la Resistenza dall’inizio alla fine, con momenti particolarmente acuti di recrudescenza, specialmente alla vigilia della liberazione di determinate zone da parte degli A[...]


Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine egoismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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