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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 729

Brano: [...]tpolitik del cancelliere tedesco Brandt (a partire dal 1969) avviasse un lento processo di conciliazione con i paesi dell’Europa centroorientale già vittime dell’aggressione nazista.

E. Co.

Suez, Guerra di

Tra la fine di ottobre e i primi di novembre del 1956, assunse questo nome il conflitto esploso tra le forze francoangloisraeliane da una parte e l’Egitto (v.) dall'altra, per il controllo del Canale di Suez nazionalizzato dal governo egiziano.

Le operazioni armate ebbero inizio il 29.10.1956, con un attacco israe

liano, protetto da forze aeronavali francesi, contro il territorio egiziano del Sinai, cui fece seguito un'avanzata israeliana verso il Canale di Suez. Il 30 ottobre i governi di Londra e di Parigi, alleati con Israele (v.), attribuendosi un pretestuoso ruolo di “mediazione” fra le parti intimarono un ultimatum per l’interruzione dei combattimenti entro

24 ore, che gli egiziani naturalmente respinsero. L’indomani, inglesi e francesi attaccarono direttamente le posizioni egiziane con pesanti bombardamenti, lanci di paracadutisti e sbarchi a Porto Said (conquistando la città il 5 novembre), mentre da parte loro gli israeliani proseguivano l’attacco occupando la stri[...]

[...]ione” fra le parti intimarono un ultimatum per l’interruzione dei combattimenti entro

24 ore, che gli egiziani naturalmente respinsero. L’indomani, inglesi e francesi attaccarono direttamente le posizioni egiziane con pesanti bombardamenti, lanci di paracadutisti e sbarchi a Porto Said (conquistando la città il 5 novembre), mentre da parte loro gli israeliani proseguivano l’attacco occupando la striscia di Gaza e Sharm el Sheik. Il presidente egiziano Nasser, di contro, ordinò la ritirata delle proprie truppe dal Sinai e bloccò il Canale.

A questo punto, l’ingiunzione del* l’O.N.U. di cessare il fuoco, il rifiuto degli Stati Uniti di sostenere il brigantesco attacco anglofrancese, e infine la minaccia sovietica di intervenire militarmente in appoggio del Cairo imposero (7 novembre) l’arresto degli scontri. Una settimana più tardi giunsero i contingenti O.N.U. a separare con un corridoio di sicurezza le forze israeliane da quelle egiziane.

Nel dicembre le truppe anglofrancesi furono ritirate dalla zona e, nel marzo 1957, anche quelle [...]

[...]ere il brigantesco attacco anglofrancese, e infine la minaccia sovietica di intervenire militarmente in appoggio del Cairo imposero (7 novembre) l’arresto degli scontri. Una settimana più tardi giunsero i contingenti O.N.U. a separare con un corridoio di sicurezza le forze israeliane da quelle egiziane.

Nel dicembre le truppe anglofrancesi furono ritirate dalla zona e, nel marzo 1957, anche quelle israeliane dovettero andarsene dal territorio egiziano che avevano occupato nella fase iniziale dello scontro.

Le cause del conflitto

Per quanto poco fondate sul piano di una seria ricostruzione dei fatti, le ragioni che spinsero il governo francese guidato dal socialdemocratico Guy Mollet (v.) a intervenire contro la Repubblica egiziana vanno ricercate nella convinzione che questa prestasse un sostegno massiccio e decisivo agli insorti algerini e che il regime di Nasser costituisse, con la sua azione politicopropagandistica, una seria sfida alle posizioni colonialiste ancora tenute dalle potenze coloniali nel Vicino Oriente e in tutto il m[...]

[...] su quest'ultimo punto convenne il governo conservatore britannico presieduto da Anthony Eden (v.) che, nell’Egitto rivoluzionario (un paese di fatto controllato dall’Inghilterra sino alla fine della Seconda guerra mondiale), paventava una minaccia eversiva per le ultime vestigia dell’impero coloniale britannico a est di Suez e ancora in vaste zone dell’Africa.

Quanto agli israeliani, l’emergere di un orientamento sempre più accanitamente antiegiziano va fatto risalire al ricupero attivistico patrocinato da David Ben Gurion (che aveva momentaneamente lasciato la guida del governo) e dal capo di Stato Maggiore Moshe Dayan. Questi dirigenti e i loro diretti collaboratori (dal direttore generale del ministero della Difesa S. Peres al colonnello B. Givli capo dei Servizi di informazione militare e altri), dopo aver sabotato i tentativi di pacifica intesa avviati con l’Egitto e imbastito nel 1954 una provocazione terroristica al Cairo (il cosiddetto affare Lavon), fin dal febbraio 1955, con la spedizione d’un commando israeliano a Gaza si erano[...]

[...] capo di governo) accettò la richiesta di far scattare l’attacco israeliano alla vigilia delle elezioni americane (6 novembre), confidando che il presidente uscente Eisenhower non fosse materialmente in grado di intervenire. Tutte le mosse ufficiali per protestare contro la nazionalizzazione del Canale (compreso l'abbandono dei piloti della Compagnia, che vennero immediatamente e soddisfacentemente sostituiti con personale di fiducia del governo egiziano) e la costituzione di un’Associazione degli utenti del Canale, alla quale aderirono i paesi occidentali, risultarono pertanto semplici manovre in attesa che giungesse il momento dell’azione di forza. D’altra parte, neppure sul piano giuridico le tesi anglofrancesi erano sostenibili.

Le conseguenze

Mentre l’Egitto (uscito dalla guerra non sconfitto sul piano militare e moralmente vincitore) si riaffer

729



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 726

Brano: [...]n

buona parte cristianizzate, del Sud. Lingua ufficiale è l’arabo.

Cenni storici

Il territorio sudanese rimase ignorato dai colonialisti europei fino al secolo XIX. La sua parte occidentale era terra di conquista dei sultani marocchini, mentre quella orientale lungo il Nilo subì l’invasione araba proveniente dall’Egitto. Con il pretesto di combattere la tratta degli schiavi e di esplorare il paese, nel 1840, durante gli anni del despota egiziano Mohammed Alì, agenti francesi penetrarono nel Sudan risalendo il Nilo a bordo di 10 battelli con circa 400 fra soldati e marinai mercenari di varia risma. Dopo questa prima ricognizione, nel 1861 giunse come “esploratore scientifico” l’agente britannico Samuel Baker che, nel 1865, venne nominato dagli egiziani “governatore” della provincia equatoriale del Sudan. Da quel momento il Sudan orientale entrò nell’orbita del colonialismo britannico. Analoga sorte subirono, attraverso altre vicende, i territori abitati dalle tribù arabe e sudanesi nella parte occidentale del paese (Darfur, Bahr al Gh[...]

[...]ome “esploratore scientifico” l’agente britannico Samuel Baker che, nel 1865, venne nominato dagli egiziani “governatore” della provincia equatoriale del Sudan. Da quel momento il Sudan orientale entrò nell’orbita del colonialismo britannico. Analoga sorte subirono, attraverso altre vicende, i territori abitati dalle tribù arabe e sudanesi nella parte occidentale del paese (Darfur, Bahr al Ghazal). Nel 1877, nominato viceré del Sudan dal governo egiziano che stava passando sotto il controllo britannico (v. Eqitto), il generale inglese Charles George Gordon (Gordon Pascià) si insediò a Khartum. La rivolta dei capi locali (Soliman Ziber nel Bahr el Ghazal, il sultano Harun nel Darfur), protrattasi dal 1877 al 1879, fu stroncata da un esercito egiziano comandato dall’ufficiale italiano Romolo Gessi che, tra l’altro, fece uccidere a tradimento Soliman e i suoi generali dopo aver loro promesso la vita in cambio della resa.

Lo Stato mahdista

Di famiglia povera araba, il predicatore musulmano Mohammed Ahmed Ibn Abdallah chiamato Mahdi (Messia), in nome della “vera fede islamica” nel 1880 sollevò le popolazioni del Sudan contro gli invasori bianchi e i loro complici egiziani, compreso l’alto clero. Estromesso dalla chiesa musulmana ufficiale, il Mahdi strinse intorno a sé una setta (dervisci) e chiamò il popolo alla lotta. Con una massa ar[...]

[...]ollevò le popolazioni del Sudan contro gli invasori bianchi e i loro complici egiziani, compreso l’alto clero. Estromesso dalla chiesa musulmana ufficiale, il Mahdi strinse intorno a sé una setta (dervisci) e chiamò il popolo alla lotta. Con una massa armata di bastoni ma spinta da fanatismo religioso, alla testa dei suoi seguaci il Mahdi colse una vittoria dopo l’altra: il 9.12.1881 affrontò un presidio di 1.400 uomini comandato dal governatore egiziano di

Fashoda (oggi Kodok) distruggendolo completamente; il 18.1.1883 attaccò a El Obeid un'armata di 4.000 soldati egiziani, sbaragliandola; nell’autunno dello stesso anno fu la volta del generale inglese Hicks che, giunto alla testa di 10.000 soldati egiziani, si trovò di fronte a 40.000 dervisci inferociti e subì una catastrofica sconfitta (solo 500 dei suoi uomini si salvarono ed egli stesso cadde in combattimento). Nel 1884 la rivolta mahdista investiva ormai l’intero Sudan e, dopo 10 mesi di assedio, cadde infine la capitale Khartum, i cui difensori (compreso il viceré inglese Gordon) f[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 26

Brano: [...]zona del Bourget. Successivamente raggiunse la moglie a Matigny Court (Marne) e vi organizzò un gruppo di lotta armata contro l’occupante. Nei giorni dell'insurrezione partecipò a vari combattimenti contro i tedeschi in ritirata. Ferito al braccio durante uno scontro e impossibilitato a difendersi, si trovò circondato dai tedeschi che lo finirono,.

Nasser, Gamal Addei

N. ad Alessandria di Egitto nel 1919, m. al Cairo il 28.9.1970; statista egiziano.

Primo di cinque figli, Nasser nacque da una famiglia di piccola borghesia impiegatizia. A sette anni si trasferì al Cairo, presso uno zio a sua volta impiegato, e nella capitale egiziana compì gli studi, arrivando alla facoltà di giurisprudenza, per poi intraprendere la carriera militare.

Adolescenza

Ancora adolescente si impegnò nell’attività politica. Il paese era allora percorso da forti tensioni politiche e culturali, e Nasser, come la maggior parte dei giovani studenti, vi partecipò formandosi alla scuola del rigoroso nazionalismo di \Mustatà Kamel, ispiratore del partito Al Wa[...]

[...]bedelaziz elChurbaghi ricorda che « Gamal non

aveva ancora delle concezioni precise e un suo programma politico [...]; andava di qua e di là fra i vari partiti politici, nella speranza di trovarne uno che rispondesse alle sue aspirazioni nazionali ». In realtà « il partito ideale, capace di possedere tutti gli elementi necessari alla realizzazione delle aspirazioni nazionali, non esisteva ». Il Wafd infatti, che pure era il più grande partito egiziano allora esistente, si presentava come compromesso con la Corte e in parte anche con i dominatori inglesi; il « Partito nazionale » era in una fase di estinzione; i comunisti costituivano una piccola minoranza di intellettuali, per lo più europei, e quanto alle altre formazioni (Mirs elFatat e Fratelli mussulmani), esse portavano un segno di destra. Mirs elFatat (Giovane Egitto) era influenzata dal fascismo e dai nazisti, fenomeno non raro nei movimenti nazionalisti dell'epoca, per cui si pensava di battere la Francia, l’Inghilterra ecc. appoggiandosi ai loro antagonisti, mentre i Fratelli muss[...]

[...]o si trova tra i protagonisti dei moti studenteschi del dicembre 1935. L’Inghilterra si era dichiarata contraria al ripristino della Costituzione del 1923 e gli studenti erano scesi per le strade del Cairo. Due di loro furono uccisi dalla polizia e Nasser rimase ferito alla testa. Il suo nome cominciò ad apparire nei rapporti di polizia tra quelli dei « pericolosi agitatori ».

Ma i moti del 1935 erano una semplice vampata. Nel 1936 il governo egiziano firmò un nuovo trattato con gli inglesi che sancì il loro « diritto » a occupare il paese e soprattutto la zona del canale di Suez. Il riflusso fu profondo e il diciannovenne Nasser decise di entrare nell’esercito, frequentando l’Accademia militare di Abassieh.

Vita militare

Iniziò così un periodo grigio della sua esistenza, alternata tra servizi di guarnigione e comandi di varia natura. Un periodo nel quale però nacquero e si consolidarono una serie di amicizie personali che avrebbero avuto un grande peso nella storia dell’Egitto (v.) contemporaneo: Zakaria Abdel Mohieddin, K hai ed Mo[...]



da [Aida / Giuseppe Verdi], p. 2Copertina (Disco vinile

Brano: [...]pli, i palazzi di Menfi e le piramidi. Kamfis (basso), capo dei sacerdoti, informa Radamès (tenore), giovane capitano delle guardie, che gli etiopi minacciano ancora una volta Tebe e la valle del Nilo (“Si: corre voce che l’Etiope...”). Gli etiopi a quel tempo erano propriamente i nubiani, abitanti dell'attuale Sudan. Ramfis dichiara inoltre a Radamès che la dea Iside ha già pronunciato il proprio responso, nominando il condottiero dell’esercito egiziano. E’ un ufficiale giovane e valoroso.

Radamès spera di essere lui il prescelto ( “Se quel guerrier io fossi!...”); si abbandona infatti a un vaneggiante sogno di gloria. Spera di tornare carico di allori e di ottenere il trionfo a Menfi. Offrirà i frutti della vittoria alla dolce Aida (soprano), la donna che ama e della quale tesse un elogio esaltato, quasi mistico (“Celeste Aida...”). Vorrebbe inoltre restituirla al “bel cielo”, alle “dolci brezze del patrio suol”, che dunque non è quello egiziano, ma una terra straniera. Aida infatti è una schiava etiope.

In tale stato di esaltazione l[...]

[...] spera di essere lui il prescelto ( “Se quel guerrier io fossi!...”); si abbandona infatti a un vaneggiante sogno di gloria. Spera di tornare carico di allori e di ottenere il trionfo a Menfi. Offrirà i frutti della vittoria alla dolce Aida (soprano), la donna che ama e della quale tesse un elogio esaltato, quasi mistico (“Celeste Aida...”). Vorrebbe inoltre restituirla al “bel cielo”, alle “dolci brezze del patrio suol”, che dunque non è quello egiziano, ma una terra straniera. Aida infatti è una schiava etiope.

In tale stato di esaltazione lo sorprende Amneris (mezzosoprano), la figlia del re (“Quale insolita fiamma...”). Con intuizione tutta femminile ella riconosce nella “nobil fierezza” del volto di lui gli effetti della fiamma d’amore. Radamès tenta di giustificarsi, dichiarando che la sua gioia deriva dalla speranza di essere nominato capo dell esercito. Ma la donna insinua che qualche altro sentimento lo illumina, e formula tra sé minacce di gelosia, mentre Radamès

trema all’idea che Amneris abbia compreso i suoi sentimenti per [...]

[...]pazione di Verdi fosse ritenuta di prestigio.

0 maestro bussetano non scrisse Unno, ma compose poi questa Aida che risultò oltremodo cara agli egiziani, alle varie comunità europee là residenti, e soprattutto al viceré Iemali Pascia, che governava l'antichissimo territorio come vassallo formale del sultano turco, lamafl rimase certamente lusingato dall’ultima opera verdiana, sia par il nome di un compositore tanto celebre, sia per il soggetto egiziano dalla testa ai piedi, sia per la grandiosità della concenone scenica. Ismal infatti, sognatore e romantico, amava le cose in grande, soprattutto quando avevano una provenienza europea.

G. m



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 727

Brano: [...]re il mausoleo del Mahdi e disperdere, come estremo atto simbolico, le ceneri del “messia” nel Nilo. I superstiti mahdisti tuttavia si riorganizzarono, conducendo un'accanita guerriglia, finché il 25.11.1899 gli inglesi circondarono sul Jedid il califfo Abdullah insieme ai suoi 5.000 combattenti superstiti, lo uccisero e posero definitivamente fine al mahdismo. Dal 1900 il Sudan orientale diventò colonia britannica, mascherata da condominio angloegiziano.

Colonia angloegiziana

II Sudan rivestiva una grande importanza strategica per l’Inghilterra, in quanto assicurava la continuità territoriale deH'impero britannico in Africa dall'estremo Nord all'estremo Sud, ma era anche un'importante fonte di materie prime. Gli inglesi e gli egiziani, in pieno accordo, sterminarono i dervisci deportandoli lungo le rive del Nilo, usandoli come schiavi per eliminare gli ammassi vegetali galleggianti che ostacolavano la navigazione lungo il grande fiume e per raccogliere il legname necessario alle loro cannoniere. Lavorando nell’acqua e nelle paludi in u[...]

[...]e e per raccogliere il legname necessario alle loro cannoniere. Lavorando nell’acqua e nelle paludi in un clima micidiale sotto la sferza degli egiziani, i dervisci morirono a centinaia di migliaia, tanto che la popolazione di Omdurman, in pochi anni, scese da 200.000 a 60.000 abitanti. Inoltre i colonialisti britannici intrapresero la raccolta della gomma arabica e la coltivazione intensiva del cotone, costruendo interamente a spese del governo egiziano una ferrovia di

1.500 km per trasportare fino al mare la relativa produzione. Al nuovo regime schiavista la popolazione rispose con numerose rivolte locali, sempre represse nel sangue. All'indomani della Prima guerra mondiale sorsero tuttavia forti dissidi tra le autorità coloniali britanniche e la borghesia nazionalista egiziana che voleva ricavare una più sostanziosa parte di vantaggi dal comune sfruttamento della colonia. Nel 1920 l’Egitto proclamò quindi la propria sovranità sul Sudan e la indivisibilità dei due paesi. Il conflitto relativo alla colonia si inasprì dal 1922, dopo il ric[...]

[...]idionali, proclamò la Repubblica Democratica del Sudan. Nello stesso tempo strinse i rapporti con l’Egitto e con la Libia, in vista di una unione federale dei tre Stati. Ma quando, dopo la morte di Nasser (settembre 1970), si cominciò a profilare un mutamento nei rapporti di forza all’interno del mondo arabo, Nimeiry cambiò improvvisamente politica: nel 1971 espulse dal governo i comunisti e, appoggiandosi alle forze arabe conservatrici, seguì l’egiziano Sadat (successore di Nasser) in una linea filooccidentale e di conciliazione con Israele. A questo punto i comunisti sudanesi, esclusi dal governo, attuarono a loro volta un colpo di stato con l’appoggio di una parte delle forze armate e di alcuni paesi dell'Europa orientale (Bulgaria, D.D.R.), ma il loro governo cadde dopo tre giorni.

Riassestatosi al potere, Nimeiry scatenò una dura repressione contro la sinistra: sciolse il Partito comunista e ne fece giustiziare i diri

727



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 193

Brano: [...]entamento nazionalista dei Liberi ufficiali non avrebbe tuttavia tardato a scontrarsi con i reali interessi della borghesia indigena, saldamente intrecciati a quelli dell'imperialismo. La partecipazione dell’Egitto alla conferenza di Bandung (v.) nell'aprile 1955 e, nel novembre, il rifiuto di sottoscrivere con Inghilterra, Iran, Pakistan, Turchia e Iraq il patto di Baghdad portarono a un raffreddamento dei

rapporti con gli U.S.A.. Il governo egiziano si avvicinò per contro al mondo socialista; acquistò armi dalla Cecoslovacchia e, dopo il rifiuto americano di concedere crediti per la costruzione deH’importantissima diga di Assuan, li chiese e li ottenne dall’U.R.S.S..

Il 26.7.1956 Nasser annunciò la decisione del governo di nazionalizzare la Compagnia del canale di Suez allo scopo di finanziare la grandiosa costruzione della diga, atta a consentire l'irrigazione di 800.000 ha e la produzione di 10 miliardi di kwh. La violenta reazione imperialista, culminata nell’attacco anglofrancoisraeliano dell’ottobre 1956 e conclusasi con l’isolam[...]

[...]ne imperialista, culminata nell’attacco anglofrancoisraeliano dell’ottobre 1956 e conclusasi con l’isolamento politico degli attaccanti che furono costretti a ritirare le loro truppe, aprì la seconda e più importante fase della rivoluzione egiziana, portando il regime di Nasser a nuovi rapporti col mondo socialista, a una concezione più avanzata del distacco dalTOccidente, e soprattutto all’individuazione del potenziale rivoluzionario del popolo egiziano, mobilitatosi compatto contro l’aggressione. D’altro canto, la nazionalizzazione del Canale ha aperto concrete prospettive alla pianificazione economica, condizione essenziale per fare dell’Egitto un paese moderno.

Dal « socialismo arabo » al socialismo scientifico

Pur arrivando a una diversa politica verso le forze di sinistra, messe in libertà dopo la guerra di Suez; pur dando vita a una nuova Costitu

zione, nella quale l’Egitto è definito « Repubblica democratica fondata sulla solidarietà sociale », il regime nasseriano era tuttavia rimasto profondamente legato alla borghesia. L'U[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 192

Brano: [...]te il già glorioso partito e diede l’avvio a quel processo di separazione dell’esercito (nel quale già pullulavano organizzazioni nazionaliste clandestine) dalla monarchia, fenomeno che avrebbe condotto al colpo di stato del 1952.

Dalla monarchia alla repubblica

Alla fine della seconda guerra mondiale, in assenza di un accreditato partito nazionale e con una monarchia che mostrava sempre più segni di irreparabile decadenza, il nazionalismo egiziano si frantumò in

numerosi gruppi e società cospirative, più o meno influenzate dai Fratelli musulmani. Nel 1945 il capitano Gamal Abd el Nasser (v.) fondò una organizzazione clandestina, dandole il nome di Società dei liberi ufficiali. Altre forze politiche attive erano quelle della sinistra, tra cui i comunisti, divisi però in vari partiti e con un’influenza limitata a gruppi dj operai e a ristretti ambienti intellettuali.

Il sentimento antinglese esplose violento nel 1946, dando luogo a manifestazioni popolari di carattere insurrezionale soprattutto al Cairo e ad Alessandria. La ribelli[...]

[...]ed Naguib, diventato popolare durante la guerra mondiale e nella campagna contro Israele. Il 26 luglio Faruk fu costretto ad abdicare. Naguib assunse la carica di primo ministro e poi anche di presidente della repubblica, quando questa fu proclamata (giugno 1953). Il colonnello Gamal Abd el Nasser, vero Jeader dei Liberi ufficiali ed effettivo realizzatore del colpo di stato, fu no*

Una sentinella sul Canale di Suez nazionalizzato dal governo egiziano e dichiarato « zona militare » (luglio 1956)

192



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 194

Brano: [...]sidente iracheno Aref e il presidente dello Yemen Sai lai premono insieme il bottone per far esplodere la carica di dinamite che devierà il Nilo, onde costruire la diga di Assuan (14.5.1957)

«leggi socialiste» del 1961, tra le quali figurava una più avanzata riforma agraria, per cui la borghesia veniva privata di ogni potere economico. Conseguì a questa decisione la rottura tra Siria ed Egitto (ottobre 1961) e la fine della R.A.U. (il governo egiziano decise tuttavia di mantenere tale denominazione).

In questi stessi anni era venuta maturando in Egitto una posizione ideologica socialmente avanzata ,e definita di « socialismo arabo », che però negava la lotta di classe. Solo aU'indomani della rottura con la Siria Nasser — in una famosa autocritica — riconobbe: « Ho avuto il torto di credere che si potesse fare un compromesso con la borghesia. La lotta di classe è un fatto reale. I milionari non hanno posto nella nostra società socialista ».

Si aprì così la terza fase della rivoluzione egiziana. L’Unione nazionale fu sciolta. I comunis[...]

[...]o della natura interamente cospirativa del colpo di stato, rimasero come elementi di difficoltà e di contraddizione del regime nasseriano, di cui il governo si rese conto dopo la sconfitta nella « guerra dei sei giorni » contro Israele (1967). Questa mise in luce, con le debolezze militari, il permanere di forti elementi di divisione nella società egiziana. Nasser si dimise, ma grandi manifestazioni popolari lo richiamarono alla testa del popolo egiziano, di cui assunse pieni poteri come capo del

lo Stato, presidente del Consiglio dei ministri e segretario generale deH’Unione socialista araba. L’improvvisa scomparsa di Nasser (28.9.1970) ha aperto nuovi problemi nel complesso equilibrio del paese, di cui la sua spiccata personalità costituiva uno degli elementi determinanti. I suoi successori hanno mostrato di volerne continuare la politica. Questa comunque ha segnato in modo probabilmente irreversibile la vita della società egiziana, con scelte socialiste aH’interno e una collocazione antimperialista in campo internazionale la quale ha as[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 27

Brano: [...]el potere.

Morì a soli 52 anni, stroncato da un attacco cardiaco. Per quanto riguarda la sua azione di governo, si veda la voce Egitto.

Giudizi su Nasser

Il giudizio su Nasser, sulla sua personalità, e sulle sue qualità di leader è ancor oggi molto controverso. Vi è stato chi

lo ha definito un « Hitler formato ridotto »

(Guy Moli et), chi lo ha visto come un campione del socialismo, chi un conserva

tore che ha deviato il popolo egiziano dal suo cammino rivoluzionario. Sta di fatto che Nasser fu un convinto nazionalista, emerso in un preciso contesto nazionale e internazionale. A questo si può aggiungere la sua qualità di eccezionale statista e di leader politico. La dimensione con cui egli seppe accedere al potere è esclusivamente nazionale, avendo come unici punti di riferimento la piena riconquista della identità nazionale egiziana e una netta visione della necessità di fare del suo paese un organismo moderno all'altezza delle correnti che scuotono il mondo contemporaneo. Cresciuto in una società ancora gelatinosa sotto il[...]

[...]ne della necessità di fare del suo paese un organismo moderno all'altezza delle correnti che scuotono il mondo contemporaneo. Cresciuto in una società ancora gelatinosa sotto il profilo delle classi, espressione di un ceto piccolo e medio borghese, egli era portato naturalmente a mettere in secondo piano i problemi sociali che pure pulsavano in quella società; ma vi era qui il dato concreto e oggettivo dello sviluppo del movimento di liberazione egiziano, risorgimentale più che rivoluzionario. Le implicazioni sociali sarebbero venute dopo, quando Nasser percepì che al conseguimento di una piena indipendenza nazionale e di quella modernità che egli considerava il cardine dell'esercizio di una piena sovranità nazionale, facevano ostacolo interessi economici e sociali ben precisi, perciò da liquidare, per proseguire sulla via nazionalista. È questo un punto importante del giudizio sul ruolo avuto da Nasser in Egitto e nell’intero mondo arabo: rifiutando ogni compromesso che potesse intaccare gli obiettivi di costruzione di uno Stato nazionale so[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 202

Brano: [...]cino 0riente (con l’indipendenza di Siria e Libano che s’aggiunsero a Transgiordania e Iraq, da poco emancipatisi) all'Asia meridionale (India, Pakistan e Ceylon, poi Sri Lanka) e a quella sudorientale (Birmania, Indonesia e successivamente Malaysia o Federazione della grande Malesia) .

La conferenza afroasiatica di Bandung (v.), alla quale parteciparono (1824.4.1955) i massimi esponenti di 24 paesi con dirigenti quali il cinese Chou Enlai, l’egiziano Gamal Abd elNasser, l’indiano Jawaharial Nehru e l'indonesiano Ahmed Sukarno, costituì un importante momento di raccordo e di bilancio dei successi fino a quel momento conseguiti dall'azione anticolonialistica, stimolando e sollecitando ulteriori iniziative future. Tale conferenza (la prima duna serie che tuttora continua) cercò di individuare anche quei principi di neutralismo positivo e di nonallineamento che avrebbero dovuto fare dei paesi decolonizzati un punto di riferimento mondiale per un ordine internazionale di pace e progresso economico, un ideale che avrebbe tuttavia incontrato eno[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine egiziano, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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<---A.N.C. <---A.N.P.L <---Abdirashid Ali Sharmake <---Abolizione dei Consigli <---Adan Abdulla Osman <---Ahmed Sukarno <---Akram Awrani <---Al Fatah <---Alberto Cautero <---Alberto Dominutti <---Alberto Levi <---Aldo Di Lenardo <---Aldo Mi <---Alessandria di Egitto <---Alessandro di Jugoslavia <---Alpina G <---Alpina G L <---Amin Al Hafiz <---Anche I <---Anna Si <---Anthony Eden <---Antonio Gramsci <---Argentina Adolf Eichmann <---Assuan sul Nilo <---Battaglia del grano <---Battaglione Azzurro <---Battaglione Carabinieri <---Battaglione Libico <---Ben Gurion <---Benedetto Croce <---Bibliografia <---Bondeno di Gonzaga <---Borgonovo Val Tidone <---Brigata Mat <---C.L.N. <---C.L.N.A.I. <---C.N. <---C.R. <---Camp David <---Camp David fra Egitto <---Canale di Suez <---Castelfranco E <---Chaim Weizmann <---Charles George Gordon <---Che-Lib <---Codice Rocco <---Compagnia Reggimentale Cannoni <---Compagnia del Canale di Suez <---Conferenza di Baghdad <---Conferenza di Locamo <---Conferenza di Potsdam <---Congresso del Ba <---Consiglio della rivoluzione <---Corriere della Sera <---Costa Calatroni <---D'Agostino <---D.D.R. <---Dal G <---Dal G G <---Dario Barni <---Dialettica <---Difesa S <---Difesa S Peres <---Dimessasi Golda Meir <---Diplomatica <---Discorso di Mussolini <---Discorso di Mussolini a Bologna <---Discorso di Mussolini a Pesaro <---Dopo I <---Editori Riuniti <---Emilio De Bono <---Energie Nuove <---Enrico Frattini <---Esteri a Golda Meir <---Etica <---Ettore Bastico <---Faruk I <---Feisal Al Atassi <---Feldmaresciallo Erwin Rommel <---Felice Vedani <---Ferdinando Giorgiutti <---Ferruccio Cus <---Fidel Castro <---Folke Ber <---G.A. <---G.A.P. <---G.G.C. <---G.L. <---G.N.R. <---Gaetano Consolo <---Gamal Abd <---Gamal Addei Nasser <---Gebel El Akdar <---Generale H <---Generale H G <---Germania di Bonn <---Giacomo Ta <---Giambattista Sa <---Giovani Turchi <---Giovanni Bec <---Giovanni Sac <---Giovanni in Monte <---Giulio Cesare <---Giunge a Roma <---Giunge a Roma 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