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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 727

Brano: [...]nti superstiti, lo uccisero e posero definitivamente fine al mahdismo. Dal 1900 il Sudan orientale diventò colonia britannica, mascherata da condominio angloegiziano.

Colonia angloegiziana

II Sudan rivestiva una grande importanza strategica per l’Inghilterra, in quanto assicurava la continuità territoriale deH'impero britannico in Africa dall'estremo Nord all'estremo Sud, ma era anche un'importante fonte di materie prime. Gli inglesi e gli egiziani, in pieno accordo, sterminarono i dervisci deportandoli lungo le rive del Nilo, usandoli come schiavi per eliminare gli ammassi vegetali galleggianti che ostacolavano la navigazione lungo il grande fiume e per raccogliere il legname necessario alle loro cannoniere. Lavorando nell’acqua e nelle paludi in un clima micidiale sotto la sferza degli egiziani, i dervisci morirono a centinaia di migliaia, tanto che la popolazione di Omdurman, in pochi anni, scese da 200.000 a 60.000 abitanti. Inoltre i colonialisti britannici intrapresero la raccolta della gomma arabica e la coltivazione intensiva del cotone, costruendo interamente a spese del governo egiziano una ferrovia di

1.500 km per trasportare fino al mare la relativa produzione. Al nuovo regime schiavista la popolazione rispose con numerose rivolte locali, sempre represse nel sangue. All'indomani della Prima guerra mondiale sorsero tuttavia forti dissidi tra le autorità coloniali britann[...]

[...]iali britanniche e la borghesia nazionalista egiziana che voleva ricavare una più sostanziosa parte di vantaggi dal comune sfruttamento della colonia. Nel 1920 l’Egitto proclamò quindi la propria sovranità sul Sudan e la indivisibilità dei due paesi. Il conflitto relativo alla colonia si inasprì dal 1922, dopo il riconoscimento formale dell’indipendenza dell’Egitto e a partire dal 1924 il Sudan divenne teatro di agitazioni popolari dirette dagli egiziani ivi residenti. Alla fine il governo laburista britannico impose l'evacuazione di tutte le truppe egiziane dal paese, trasformando il Sudan in una esclusiva colonia britannica.

L’indipendenza

Durante la Seconda guerra mondiale il Sudan svolse un ruolo particolarmente utile per la Gran Bretagna, sia perché si trovava al centro del grande sistema imperiale britannico dall'india al Mediterraneo sia perché assicurò cotone e altri prodotti destinati al rifornimento delle forze armate. Soldati sudanesi furono inoltre mobilitati contro le truppe italiane in Africa Orientale e nel Nordafrica. Kh[...]

[...]consultivo per il Sudan settentrionale, dipendente dall'amministrazione della colonia. Nel frattempo erano cominciate a sorgere le prime formazioni politiche sudanesi, la più importante delle quali, il General Graduates’ Congress (G.G.C.) fondato da Ismail elAzhary (1937) e costituito da studenti del Gordon College di Khartum, da associazione studentesca cominciò a trasformarsi in movimento politico nazionalista. Visto con simpatia dai dirigenti egiziani, ma non riconosciuto dagli inglesi, nel 1942 il G.G.C. avanzò le prime rivendicazioni per l’autodecisione nazionale da attuarsi nel dopoguerra, naturalmente respinte dalle autorità coloniali.

Dal G.G.C. presero vita due distinti movimenti politici: il Partito Ashigga (Fratelli di sangue), comprendente la maggioranza del G.G.C. e poi trasformatosi in Partito Unionista Nazionale [N.U.P.], sostenuto dagli egiziani e dalla potente setta religiosa Khatmiyya, auspicante l’unione federativa del Sudan con l’Egitto per la creazione della “Unità della valle del Nilo” sotto corona egiziana; e il Partito Umma (del popolo)

(U.P.), di ispirazione mahdista e orientato invece verso la completa indipendenza.

Dopo la rivoluzione egiziana del 1952, pur di ottenere l’autogoverno gli unionisti si accordarono coi inalidisti e, con l’appoggio di Nasser, ottennero dagli inglesi il riconoscimento deH'indipendenza del Sudan (1.1.1956). Fu quindi costituito un

governo di coalizione tra unionisti e mahdisti, sotto la [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 726

Brano: [...]niente dall’Egitto. Con il pretesto di combattere la tratta degli schiavi e di esplorare il paese, nel 1840, durante gli anni del despota egiziano Mohammed Alì, agenti francesi penetrarono nel Sudan risalendo il Nilo a bordo di 10 battelli con circa 400 fra soldati e marinai mercenari di varia risma. Dopo questa prima ricognizione, nel 1861 giunse come “esploratore scientifico” l’agente britannico Samuel Baker che, nel 1865, venne nominato dagli egiziani “governatore” della provincia equatoriale del Sudan. Da quel momento il Sudan orientale entrò nell’orbita del colonialismo britannico. Analoga sorte subirono, attraverso altre vicende, i territori abitati dalle tribù arabe e sudanesi nella parte occidentale del paese (Darfur, Bahr al Ghazal). Nel 1877, nominato viceré del Sudan dal governo egiziano che stava passando sotto il controllo britannico (v. Eqitto), il generale inglese Charles George Gordon (Gordon Pascià) si insediò a Khartum. La rivolta dei capi locali (Soliman Ziber nel Bahr el Ghazal, il sultano Harun nel Darfur), protrattasi da[...]

[...]ta da un esercito egiziano comandato dall’ufficiale italiano Romolo Gessi che, tra l’altro, fece uccidere a tradimento Soliman e i suoi generali dopo aver loro promesso la vita in cambio della resa.

Lo Stato mahdista

Di famiglia povera araba, il predicatore musulmano Mohammed Ahmed Ibn Abdallah chiamato Mahdi (Messia), in nome della “vera fede islamica” nel 1880 sollevò le popolazioni del Sudan contro gli invasori bianchi e i loro complici egiziani, compreso l’alto clero. Estromesso dalla chiesa musulmana ufficiale, il Mahdi strinse intorno a sé una setta (dervisci) e chiamò il popolo alla lotta. Con una massa armata di bastoni ma spinta da fanatismo religioso, alla testa dei suoi seguaci il Mahdi colse una vittoria dopo l’altra: il 9.12.1881 affrontò un presidio di 1.400 uomini comandato dal governatore egiziano di

Fashoda (oggi Kodok) distruggendolo completamente; il 18.1.1883 attaccò a El Obeid un'armata di 4.000 soldati egiziani, sbaragliandola; nell’autunno dello stesso anno fu la volta del generale inglese Hicks che, giunto all[...]

[...]la chiesa musulmana ufficiale, il Mahdi strinse intorno a sé una setta (dervisci) e chiamò il popolo alla lotta. Con una massa armata di bastoni ma spinta da fanatismo religioso, alla testa dei suoi seguaci il Mahdi colse una vittoria dopo l’altra: il 9.12.1881 affrontò un presidio di 1.400 uomini comandato dal governatore egiziano di

Fashoda (oggi Kodok) distruggendolo completamente; il 18.1.1883 attaccò a El Obeid un'armata di 4.000 soldati egiziani, sbaragliandola; nell’autunno dello stesso anno fu la volta del generale inglese Hicks che, giunto alla testa di 10.000 soldati egiziani, si trovò di fronte a 40.000 dervisci inferociti e subì una catastrofica sconfitta (solo 500 dei suoi uomini si salvarono ed egli stesso cadde in combattimento). Nel 1884 la rivolta mahdista investiva ormai l’intero Sudan e, dopo 10 mesi di assedio, cadde infine la capitale Khartum, i cui difensori (compreso il viceré inglese Gordon) furono letteralmente sterminati.

Sorse così, per la prima volta sul continente africano dopo l’intrusione degli imperialisti europei, uno Stato indipendente. Il Mahdi fece costruire nei pressi di Khartum la nuova capitale Omdurman e fondò una grande federazion[...]

[...]o a scrivere: « Non credo che il fanatismo esista più come una volta nel mondo, a giudicare da quanto ho visto in questo paese, che chiamano paese di fanatici. Si tratta piuttosto di una questione di proprietà, e sembra piuttosto il comuniSmo sotto la bandiera della religione ». Cfr. Endre Sik, Storia dell’Africa Nera, La Pietra, 1970, voi. I, pag. 321.

Per quasi un ventennio dall’inizio della loro lotta i dervisci si difesero strenuamente da egiziani, inglesi e anche italiani nel Sudan orientale (189699), ma poiché la loro unità si fondava in gran parte sulla figura del Mahdi, alla morte del “messia” (1885) cominciarono a sorgere le divisioni interne. Il suo successore, il califfo Abdullah, si dimostrò incapace di proseguirne l’opera e si ebbe un graduale sgretolamento del nuovo Stato. Dopo aver vinto una guerra contro il negus d’Etiopia Giovanni che, istigato dagli inglesi, attaccò lo Stato mahdista con 150.000 uomini, i dervisci si trovarono a fare i conti direttamente con la Gran Bretagna che nel 1896, per chiudere la questione, inviò [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 192

Brano: Egitto

rente rivoluzionaria, poi sboccata nella rivoluzione del 1919, alla quale si sarebbero successivamente richiamati tutti i movimenti patriottici egiziani. Forte di un vasto appoggio popolare, la rivoluzione ebbe carattere dichiaratamente borghese, con obiettivi di indipendenza nazionale e di egizianizzazione di alcuni settori dell’economia, allora interamente dominata dallo straniero. Guidata da Saad Zaghlul, fondatore dei Wafd (il partito nazionalista che avrebbe dominato la vita del paese dal 1921 al 1952), l’ondata rivoluzionaria portò alla nascita del primo regime costituzionale della storia egiziana. Interprete degli interessi della borghesia commerciale e finanziaria locale il Wafd continuò a battersi per un’effettiva indipendenza, riuscendo a ottenere nel 1936 l’evacuazione delle truppe inglesi da tutto l’Egitto, esclusa la zona del Canale di Suez.

Una crescente convergenza di i[...]

[...]ia locale il Wafd continuò a battersi per un’effettiva indipendenza, riuscendo a ottenere nel 1936 l’evacuazione delle truppe inglesi da tutto l’Egitto, esclusa la zona del Canale di Suez.

Una crescente convergenza di interessi tra capitalismo britannico e borghesia egiziana condusse in seguito il Wafd a dipendere sempre più dai colonialisti inglesi fino a perdere ogni originaria caratteristica. La seconda guerra mondiale trovò i nazionalisti egiziani divisi su varie posizioni; una parte di essi, animata da profonda avversione contro il dominio inglese e influenzata dalla setta islamica dei Fratelli musulmani, finì per cadere nel gioco delle potenze delTAsse. Sorse in Egitto anche un’organizzazione dichiaratamente fascista, e non priva di influenza, detta delle Camicie verdi. Il nazifascismo, da parte sua, tentò di sfruttare la situazione (Mussolini si attribuì addirittura il titolo di Spada dell’IsIam) per rovesciare il dominio inglese e sosti tu irvisi.

Nel 1942 la situazione fu invece risolta, ma solo in superficie, da un colpo di fo[...]

[...]la profondità del processo rivoluzionario in atto. Dal 1949 al 1951 l’Egitto fu scosso da ininterrotte lotte interne, con improvvise jacqueries nelle campagne e violenti scontri armati. Quando gli inglesi imposero al governo di Mustafà Nahas pascià (18761960) l’annullamento del trattato del 1936, si scatenò (19.1.1952) una vera e propria battaglia [battaglia del Canale, della zona di Ismailia dove ebbe luogo) tra guarnigioni inglesi e partigiani egiziani, que

sti ultimi capeggiati da Fratelli musulmani, da comunisti, da giovani iscritti al Wafd e da Liberi ufficiali. Nei giorni successivi si ebbe al Cairo l’incendio di proprietà inglesi e degli alberghi che ospitavano i colonialisti. Faruk rispose al movimento popolare sciogliendo il governo e rifiutandosi di esigere dall’Inghilterra l’abbandono del Canale. Ormai il rovesciamento della monarchia era nell’aria, ma il movimento popolare non seppe trovare uno sbocco politico a causa della crisi che travagliava i partiti tradizionali, compromessi del resto con la monarchia, e stante la debolez[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 549

Brano: [...] di politica e tutti i partiti si sarebbero dovuti sciogliere per far convergere i loro iscritti nell 'Unione nazionale, partito unico di modello egiziano. In realtà Nasser mirava a fare della Siria un polo di attrazione per le popolazioni arabe con essa confinanti, quindi l’unione tra i due paesi si dimostrò subito assai più problematica del previsto: di fatto i siriani si trovarono politicamente, militarmente ed economicamente subordinati agli egiziani e il Ba’th si rese conto che stava per perdere un qualsivoglia ruolo dirigente. La situazione interna peggiorò anche in seguito al clima di repressione instaurato dal colonnello Sarraj (ministro siriano “regionale” agli Interni, nel quadro della R.A.U.), dimostratosi ben presto più legato ai leader egiziani che non al proprio paese.

Un ulteriore elemento di tensione giunse dall’Iraq, dove nel luglio 1958 il generale Kassem aveva spodestato la monarchia e dove il Partito comunista stava conquistando, con il favore delle masse, un notevole peso politico, tutto ciò grazie all’appoggio sovietico. Questo rivolgimento iracheno offriva ai siriani un'alternativa concreta, per cui i rapporti degli egiziani con il Ba’th e con la borghesia siriana si deteriorarono rapidamente. A ciò si aggiunse una pesante situazione economica, inasprita dalla concorrenza dei capitali e delle industrie egiziane nonché dal fallimento della riforma agraria.

II 28.9.1961 la situazione sfociò in un nuovo colpo di stato militare che staccò la Siria dall’Egitto. Il 15 novembre dello stesso anno fu promulgata una costituzione provvisoria e l’1 dicembre vennero indette nuove elezioni: il Ba’th ottenne soltanto 24 seggi su 165 e Nazim Al Qudsi fu eletto presidente. La guida del paese fu assunta da un governo di restaur[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 115

Brano: [...]ono la loro decisione di invadere i territori della nuova repubblica di Israele. Nel conflitto che seguì prevalsero invece gli israeliani, il cui esercito in

2 mesi occupò la Galilea occidentale e la Palestina centrale (che l’O.N.U. aveva assegnato agli arabi), nonché il quartiere nuovo (occidentale) di Gerusalemme. L’esercito della Transgiordania entrò nella Palestina orientale e occupò la parte orientale (vecchia) di Gerusalemme, mentre gli egiziani occuparono la striscia di Gaza. Lungo i nuovi confini tra Israele, Egitto e Siria venne creata, sotto gli auspici dell’O.N.U., una zona smilitarizzata. Il « cessate il fuoco », ottenuto dall'O.N.U. il 18 luglio con l’intervento del « mediatore » conte Folke Bernadotte, non venne però rispettato: nonostante che avessero esteso i propri confini del cinquanta per cento in più rispetto al territorio originariamente rivendicato, alla fine del 1948 gli israeliani avevano occupato anche l’intera regione del Negev fino alla vecchia frontiera con l'Egitto (fuorché una striscia di costa tra Gaza e Rafa[...]

[...] il fuoco », ottenuto dall'O.N.U. il 18 luglio con l’intervento del « mediatore » conte Folke Bernadotte, non venne però rispettato: nonostante che avessero esteso i propri confini del cinquanta per cento in più rispetto al territorio originariamente rivendicato, alla fine del 1948 gli israeliani avevano occupato anche l’intera regione del Negev fino alla vecchia frontiera con l'Egitto (fuorché una striscia di costa tra Gaza e Rafa, rimasta agli egiziani). Nel 1949 il nuovo mediatore deH’O.N.U. Ralph Bunche (succeduto a Bernadotte, assassinato nel settembre 1948 in Gerusalemme da estremisti ebrei) combinò armistizi separati tra Israele ed Egitto (24.2.1949), Libano (23 marzo), Transgiordania (3 aprile) e Siria (20 luglio). Il governo iracheno, da parte sua, decise di ritirare le pro

prie truppe, trasferendo alla Giordania i territori palestinesi che aveva occupato. L’Egitto continuò a tenere chiuso al traffico israeliano il canale di Suez. L’11.5.1949 lo Stato di Israele fu riconosciuto membro deH’O.N.U.

Costruzione dello Stato Le elezi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 769

Brano: [...]i', Unione degli Emirati Arabi. Federazione di monarchie assolute della penisola Arabica. Costituita il 18.7.1971 dagli emiri di sei sceiccati [Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Fujairah, U\mm alQuwain), si è ampliata nel febbraio 1972 con l’adesione di Ras alKhaimah.

Con una popolazione complessiva salita dai 200.000 abitanti iniziali a circa 900.000 dopo dieci anni (in conseguenza deH’immigrazione di lavoratori pakistani, iraniani, indiani, egiziani e palestinesi) l’Unione, con una superficie di 83.600 kmq, si stende per circa 700 km lungo il golfo Arabico tra il Qatar e l’Oman. L’intesa federale ha scelto come capitale Abu Dhabi, città omonima del più forte ed esteso degli emirati, e qui risiede un presidente del Consiglio dell’Unione che resta in carica due anni. II Consiglio è composto da 12 rappresentanti di Abu Dhabi, 8 di Dubai e 4 per ciascuno degli altri Stati. Il potere esecutivo è formato da un governo federale, cui partecipano gli emirati membri con 3 esponenti ciascuno.

L’intesa federativa contempla la cooperazione nel cam[...]

[...]nte sotto il controllo degli Ottomani, vide nel secolo XVI i primi insediamenti di basi commerciali olandesi, portoghesi e inglesi.

Dagli inizi dell’800 la presenza britannica divenne predominante, specie per l’impegno della Compagnia delle Indie Orientali che, al fine di proteggere le proprie vie di comunicazione, condusse una dura guerra navale contro i pirati. In concorrenza con i tentativi di espansione contemporaneamente intrapresi dagli egiziani sotto la guida del sovrano Ibrahim, nel 1819 la Gran Bretagna riuscì a sconfiggere le flotte degli sceicchi pirati e, nel gennaio 1820, impose un trattato che, oltre a vietare la pirateria e il commercio degli schiavi, sanciva nella zona la supremazia della Compagnia. Da allora, l’area venne conosciuta con il nome di Costa della Tregua o Oman della Tregua [Trucial Oman).

Nel 1892 il governo di Londra perfezionò il suo protettorato facendo un nuovo accordo con gli sceicchi locali, contenendo così i tentativi di infiltrazione turchi, tedeschi, francesi e russi. Tale protettorato durò oltre c[...]



da [Aida / Giuseppe Verdi], p. 2Copertina (Disco vinile

Brano: [...]a da Auguste Mariette, egittologo francese consigliere di Urna il Pascià, fl quale peraltro sembra esse re stato l'ispiratore in prima persona di questi vie end i, che in Egitto passava per realmente accaduta. Sul testo di Mariette fu approntato da Antonio Chislanzoni il libretto in vervi. Mariette poi venne spedito a Parigi per curare da vicino costumi e gioielli di squisita fatturi, e di là scrisse lettere agitate al sovrintendente dei teatri egiziani Draneht Bey. L'egittologo era preoccupato di far coincidere le necessità fantastiche del teatro lirico con quelle storiche del l’argomento, ambientato nell 'antico Egitto. Egli si accorgeva che un cantante in scena poteva diventare una caricatura. “Un re può essere molto bello in granito" scriveva a Draneht “con un'enorme corona sulls testa, mi quando si tratta di abbigliarlo in cime ad ohi e di firlo camminare e di fario cantare, ciò diventa imbarazzante a bisogna temere... di far ridere."

Inoltre la regole religiose dell'antico Egitto imponevano visi rasali, anche l'estetica della statua[...]



da [Aida / Giuseppe Verdi], p. 2Copertina (Disco vinile

Brano: [...]esto anche di un’altrs collaborazione : quella di scrivere un inno per 1 Inaugurazione del nuovo teatro, anche in coincidenza dei festeggiamenti organizzati per il taglio dell'istmo di Suez. D canale fu inaugurato il 17 novembre, quindi sedici giorni dopo il teatro, e ognuno può capire quanto la partecipazione di Verdi fosse ritenuta di prestigio.

0 maestro bussetano non scrisse Unno, ma compose poi questa Aida che risultò oltremodo cara agli egiziani, alle varie comunità europee là residenti, e soprattutto al viceré Iemali Pascia, che governava l'antichissimo territorio come vassallo formale del sultano turco, lamafl rimase certamente lusingato dall’ultima opera verdiana, sia par il nome di un compositore tanto celebre, sia per il soggetto egiziano dalla testa ai piedi, sia per la grandiosità della concenone scenica. Ismal infatti, sognatore e romantico, amava le cose in grande, soprattutto quando avevano una provenienza europea.

G. m



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 376

Brano: [...]9 al 1187 fu il principale teatro di guerra delle Crociate e, dal 1517, entrò a far parte dell’impero Ottomano. Durante l’ultimo periodo di dominazione ottomana la Palestina, considerata parte della grande Siria, conservò una propria specificità amministrativa e tra i suoi abitanti andarono gradualmente rafforzandosi le aspirazioni di autonomia nei confronti dell'impero. Verso la fine del secolo XIX tali fermenti si collegarono a quelli siriani, egiziani e iracheni per la rinascita della nazione araba.

L’intrusione sionista

Intorno al 1880 la popolazione palestinese era di circa 500.000 abitanti, per la maggior parte arabi sunniti, con un 16 per cento di arabi cristiani (cattolici, ortodossi), nonché piccoli gruppi di sciiti e drusi. Con i palestinesi aveva sapunto pacificamente convivere il modesto nucleo israelita, di circa

24.000 persone, per lo più religiosi con le rispettive famiglie, sovvenzionati dalle comunità ebraiche sparse nel mondo.

Fin dai primi passi del movimento sionista (v. Ebrei), i palestinesi videro in esso una[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 375

Brano: [...]posta sotto regime internazionale speciale.

La guerra araboisraeliana del 1948 (v. Israele) disattese però quelle indicazioni e permise agli israeliani di ampliare, sia al sud che al nord, il territorio loro assegnato. Nello stesso tempo la Cisgiordania e la città vecchia di Gerusalemme vennero occupate dalla Transgiordania che, da quel momento, cambiò il proprio nome in Giordania, mentre la cosiddetta striscia di Gaza rimase presidiata dagli egiziani.

Con il conflitto del 1967 lo Stato di Israele, avendo occupato la Cisgiordania e Gaza, fornì indirettamente le basi per un rilancio delle rivendicazioni del movimento nazionale palestinese, rappresentato dall 'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (v. O.L.P.), per costituire uno Stato indipendente in quei settori della Palestina mandataria indiscutibilmente attribuiti dall’O.N.U. al popolo palestinese.

Cenni storici

Le vicende degli ultimi sessantanni, sommariamente rievocate, indicano come il concetto stesso di Palestina, nel senso geografico, storico e politico sia and[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine egiziani, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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