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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 119

Brano: [...]181883), sostiene il punto di vista della negazione assoluta. Il nichilismo teorico nega la possibilità di una conoscenza della verità; quello etico, ogni valore morale o norma dell agire; quello politico, qualsivoglia ordine sociale costituito; quindi nega principi e tradizioni della cultura vigente, pregiudizi religiosi ed estetici, nonché le correnti norme morali. Spesso il nichilismo è soltanto uno scetticismo radicale, la reazione contro un dogmatismo di cui si palesa l’insostenibilità. « Con il termine "nichilismo”, preso a prestito da Turgenev, F. W. Nietzsche (18441900) indicherà il fenomeno per cui si annullano i più alti valori in grado di dare un senso allenterò agire e soffrire dell’uomo, non esiste più nulla per cui valga la pena di vivere o di morire, si fa strada la coscienza che tutto sia inutile » (l/l/. Broker).

I nichilisti russi

II nichilismo fu popolarizzato in Russia dallo scrittore liberale Turgenev che, nel suo libro più importante (Padri e figli, 1862) schierò i principali protagonisti contro i valori tradizionali[...]

[...]sa e Pisarev, arrestato per aver scritto un violento pamphlet contro il regime poliziesco, fu chiuso per tre anni in cella di segregazione nella fortezza di Pietro e Paolo. Le repressioni e il carattere del movimento non permisero che esso avesse un seguito popolare. Isolati dalle masse, i nichilisti confluirono poi in gran parte nell’anarchismo (v. Anarchici).

Ideologia borghese

Movimento interno al dominio della borghesia, con il suo antidogmatismo e la sua prassi terroristica, il nichilismo non costituiva un pericolo per il potere zarista semifeudale (che infatti uscì rafforzato da quell’attacco). Esso si proponeva di distruggere nei rapporti giuridicosociali il principio stesso della « normativa » come tale, per adeguare la società del tempo alle esigenze di più avanzato sviluppo capitalistico (un’operazione che riuscirà, mezzo secolo dopo, al fascismo). Per questo il nichilismo, criticato e combattuto dai teorici del movimento operaio, non va confuso con l’anarchismo che è pur sempre un movimento rivoluzionario di classe. Il nichilis[...]



da Per avanzare verso il socialismo [rapporto al IX congresso] / Palmiro Togliatti, p. 67

Brano: [...]on vi è manifestazione di pensiero, di cultura, di arte che noi respingiamo con una preconcetta negazione, non solo perché da tutti possiamo avere qualcosa da imparare, ma perché questo è il momento in cui le barriere artificialmene erette per la guerra fredda devono cadere e l’attività culturale prendere un respiro nuovo, europeo e mondiale. L’anticomunismo deve apparire a tutti, ma anche grazie alla nostra capacità di superare gli ostacoli del dogmatismo settario, come una bruttura repugnante e meschina, un lurido straccio il cui posto è tra le spazzature.

Affermazione di una democrazia di nuovo tipo, sviluppo economico democratico, lotta contro l’oscurantismo clericale, rinnovamento della scuola e della cultura sono



67



da Per avanzare verso il socialismo [rapporto al IX congresso] / Palmiro Togliatti, p. 87

Brano: si dovevano risolvere e per gran parte sono stati risolti questi problemi.

Il settarismo e il dogmatismo non potevano e non possono non essere l’ostacolo principale alPapplicazione di una politica che rompe, effettivamente, gli schemi di un chiuso classismo corporativo: che respinge ogni posizione di massimalismo avveniristico e parolaio; che non vive di mistiche attese; che esige nel presente il lavoro per fare della classe operaia la guida di un grande movimento democratico e rivoluzionario. La ricerca délPincontro con altri gruppi sociali, l’alleanza con i contadini e con il ceto medio, la trattazione dei temi della emancipazione femminile, della cultura, della scuola, esigono che noi sappiam[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 562

Brano: [...]hi.

Martinetti, Piero

N. a Ponte Canavese (Torino) nel 1872, m. a Torino nel 1943; docente universitario.

Compiuti gli studi in Germania, nel 1906 fu nominato docente di filo

Martini, Eugenio

sofia teoretica aH’Università di Milano. Accanto all’insegnamento, svolse ricerche sui filoni di riforma religiosa suscitati, sia pure in modo assai tenue, in Italia dal modernismo. Critico severo di ogni forma di religione rivelata e di ogni dogmatismo, la sua ispirazione centrale fu nell’alveo del pensiero idealistico trascendente.

L’avvento del regime fascista Io trovò manifestamente contrario. Nel 1931, fu tra i 12 professori universitari che rifiutarono di sottomettersi al giuramento fascista (v.). Abbandonò l’insegnamento ritirandosi sdegnosamente nei suoi studi, senza peraltro aderire ad alcuna corrente politica.

Fra la sue opere più note si ricordano: Introduzione alla filosofia: I. Teoria della conoscenza (1904); La libertà (1928); Gesù Cristo e il Cristianesimo (1934); Ragione e Fede (1942).

M. Gi.

Martinetto

Poligon[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 3

Brano: [...]al ’48 al ’55) il Partito comunista si fosse completamente screditato agli occhi dei lavoratori. Se si volevano evitare sommosse anticomuniste del tipo di quella avvenuta poco prima a Berlino, secondo Nagy bisognava porre fine alle illegalità del regime staliniano, di cui Rakosi era l’agente in Ungheria. Le posizioni di Nagy non erano isolate. Già dopo il XX Congresso del P.C.U.S., il filosofo Gyorgy Lukàcs (v.) aveva apertamente denunciato il « dogmatismo » della burocrazia del partito e, se Rakosi ebbe nel giugno 1956 la forza di allontanare Nagy dal governo, poco più tardi egli stesso e i suoi dovranno a loro volta andarsene, travolti dalla insurrezione ungherese dell'ottobre.

La rivolta ungherese

Esplosa la rivolta, il 27.10.1956 Nagy fu chiamato a formare un governo di emergenza, del quale chiamò a far parte altri perseguitati dal regime quali Kadar (v.), Gyorgy Lukàcs e Ferenc Munnich, ma si trattava di un governo al quale la presenza militare sovietica non consentiva alcun potere effettivo. Nel tentativo di sedare i tumulti, Nagy o[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 720

Brano: [...]artido Socialista Portugués, con Soares segretario generale. Nato sotto gli auspici del Partito socialdemocratico tedesco di Willj Brandt e di alcuni sindacati europei (tra cui la C.l.S.L. italiana), il nuovo Partito socialista accolse nelle proprie file soprattutto intellettuali e professionisti, facendosi rappresentante degli interessi della classe media, propugnando sul piano teorico l’esigenza di liberare il

socialismo dalle influenze del dogmatismo e della burocrazia.

La « via portoghese al socialismo » doveva basarsi sull’autogestione, sulle garanzie istituzionali e sulla socializzazione dei mezzi di produzione, con l’intento di costruire una società senza classi, a economia pianificata, ma con la piena libertà di iniziativa economica, politica e intellettuale. Non si escludeva un'alleanza con i comunisti, ma a condizione che questi rinunciassero a considerarsi gli unici rappresentanti del movimento dei lavoratori ed eliminassero dal loro programma ogni riferimento alla prospettiva di una rivoluzione tendente alla dittatura del prol[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 804

Brano: [...]udioso anarchico

Proudhon fu un grande studioso, ma non seppe collegare in modo organico le diverse correnti di pensiero alle quali attingeva e che spaziavano dalle meditazioni giovanili sulla Bibbia fino alle opere dei socialisti utopisti.

Ammiratore di Kant e di Comte, influenzato da Rousseau e da Adamo Smith, dalla conoscenza di Marx e dalla dialettica di Hegel, ne rinvigorì gli insegnamenti con posizioni critiche originali. Respinse il dogmatismo di qualsiasi genere, riconoscendo solo le leggi positive: pensiero e azione, concetto ed espressione, progetto ed esecuzione erano per lui indivisibili.

Staccandosi da ogni concetto mistico e utopista della critica sociale dell’800, tracciò alcune linee formulando la liberazione dell’uomo in una concezione anarchica. Può essere considerato un anarchico anche per la sua avversione a ogni « governo invadente e tiranno, sia pure democraticamente tiranno, che limiti la libertà degli individui ». In coerenza a questo principio, sostenne la necessità di abolire lo sfruttamento dell’uomo da parte[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 451

Brano: [...] come fondamento e scopo finale della scuola rinnovata non un ritorno puro e semplice al l’educazione “apolitica” del giolittismo, che aveva agevolato la vittoria del fascismo proprio perché non aveva dato alle masse gli stumenti critici per comprenderne la natura e la forza morale per combatterlo, ma piuttosto la formazione di un più maturo senso civico e politico, fondato sulla fede nella democrazia, sull’anti

autoritarismo, sul ripudio del dogmatismo e del nozionismo. Quindi una scuola “politica” nel senso più profondo della parola, una scuola di formazione per il cittadino democratico e che, per diventare operante, avrebbe chiesto una profonda riforma di tutto l’apparato dell’istruzione.

Ma, a parte i suoi limiti politici, il Partito d’Azione, prigioniero per altri versi di suggestioni neoidealistiche e crociane, o di reminiscenze salveminiane, questo non era in grado di prospettarlo. Già nel primo Manifestoprogramma del Movimento liberalsocialista, quello del 1940, che conteneva tante apprezzabili anticipazioni, a proposito della scu[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 609

Brano: [...]a e improvvisa fioritura di scrittori, docenti, artisti, insieme a una diffusione amplissima di cultura a livello di massa. Fu così che la sconfitta della Repubblica diventava anche la sconfitta della cultura in tutti i suoi livelli. Dopo il 1939 la immensa maggioranza dei docenti universitari, degli scrittori e degli uomini più rappresentativi della cultura dovrà abbandonare il suolo patrio e, per chi resterà, la più pesante censura e un chiuso dogmatismo impediranno lo sviluppo di qualsiasi reale crescita culturale nel popolo e negli intellettuali. Inutile, poi, ricordare che, sempre a partire dal 1939, impedendo l’uso delle lingue catalana, basca e gallega, il franchismo uccise anche la realtà plurinazionale della cultura spagnola, il sacrificio di due poeti aprirà e chiuderà emblematicamente la guerra civile: quello di Federico Garcia Lorca (v.), fucilato dai clericofranchisti di Granada; e quello di Antonio Machado, morto presso un villaggio francese dei Pirenei subito dopo che le truppe repubblicane sconfitte avevano dovuto varca

re la[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 82

Brano: [...] “promemoria” Togliatti rivolgeva a Krusciov con linguaggio diplomatico non poche critiche, rivendicando l'autonomia dei diversi partiti comunisti (« siano tenaci fautori dell'unità del nostro movimento, ma questa unità deve realizzarsi nella diversità di posizioni politiche concrete, corrispondenti alla situazione e al grado di sviluppo di ogni paese ») contro la manifesta tendenza accentratrice dell'U.R.S.S., ma anche contro lo schematismo, il dogmatismo, le falsificazioni della realtà persistenti nella dirigenza sovietica: non criticava il sistema in sé, ma poneva l'esigenza di adeguarlo ai nuovi sviluppi della situazione internazionale.

Considerato un vero e proprio testamento politico di Togliatti, il “promemoria” sarà utilizzato negli anni successivi dal P.C.I. che si ispirerà a esso per affermare una nuova linea di graduale distacco dall’Unione Sovietica.

Il 25 agosto, riportata in patria la salma, ebbero luogo a Roma i funerali che videro una imponente partecipazione di folla e di personalità politiche giunte da ogni parte del mon[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine dogmatismo, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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