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da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 651

Brano: [...]la causa di molte carenze riscontrate nella accelerata industrializzazione e di placare in parte il malcontento crescente nel paese. Ma l’inizio del terrore staliniano si fa risalire all’1.12.1934, quando da oscuri sicari venne ucciso Sergiei M. Kirov (v.)f segretario dell’organizzazione comunista di Stalingrado e oppositore di Stalin.

I mandanti del delitto non furono mai scoperti, ma tanto Krusciov (v.) quanto la storiografia sovietica meno conformista (per esempio, lo storico Medvedev) faranno chiaramente intendere dopo il XX Congresso del P.C.U.S. (1956) che il principale mandante era Stalin.

L’assassinio di Kirov consentì comunque a Stalin di liberarsi di un pericoloso rivale e, nello stesso tempo, di assumere vesti di giustiziere della rivoluzione facendo varare un decreto che privava delle normali garanzie di difesa gli imputati di atti terroristici attuati o anche soltanto progettati. Le condanne a morte decise in applicazione di quel decreto andavano effettuate

subito, senza ricorsi in appello. Soppresse in tal modo le garanzie[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 444

Brano: [...]i a tacere con l’accusa di rappresentare la cultura “positiva” e democratica responsabile di quel decadimento degli studi e di quella crisi della scuola, cui si doveva appunto far fronte.

Il valore centrale della riforma, per cui essa potè essere definita come « la più fascista delle riforme fasciste », consistette soprattutto nella sua capacità di neutralizzare i dissenzienti mobilitando intorno all’obiettivo reazionario la massa apolitica e conformista, in questo caso costituita dalla maggioranza dei docenti e dei funzionari amministrativi della scuola. Il “consenso” fu il principale motivo del successo della riforma gentiliana, attraverso la quale il fascismo penetrò nell’istituzione scolastica. Questa del resto fu la ragione profonda della strenua difesa, compiuta da Gentile, della preminenza della tradizionale cultura classica nei confronti della nuova cultura scientificotecnologica.

La solenne riaffermazione dei valori dello « spiritualismo » contro il materialismo e il positivismo si traduceva, sul piano curricolare, in una gerarchi[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol V (R-S), p. 399

Brano: [...]i re d’Italia (un regno contestato e illusorio), Umberto fu una delle figure dei Savoia fra le più sconcertanti.

Secondo Francesco Ruffini, il giovane principe presentava la stessa debolezza di carattere di Carlo Alberto e analoghe crisi di sensualità e bigotteria.

Figlio della regina Elena e di Vittorio Emanuele III, nacque nel castel

lo di Racconigi e, affidato alle cure del futuro ammiraglio Attilio Bonal* di, ricevette un'educazione conformista, da caserma. Fin dalla giovinezza interiorizzò il motto paterno per cui, in casa Savoia, si era re « uno alla volta »; in questo senso fu forse la prima vittima del lunghissimo regno dell’augusto genitore.

Stando a un giudizio di Benito Mussolini, tutto intriso di forza plebea, gli si era insegnato a non pronunciarsi, non aveva che opinioni correnti e si portava addosso un insuperato « infantilismo ».

In effetti, fino al 1943 la vita di Umberto ebbe tutta l’apparenza di una lunga adolescenza. Dalla metà del 1946 si spegnerà in un lungo esilio.

Gli anni del fascismo

Ad aggravare i [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 594

Brano: Pietre

PIETRE

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E. Alvi.so Ir , 3 IW>.

L.f.5or«irrr. 1.50

La copertina di « Pietre » (n.

4 del 1927)

antifascista unitaria, fuori da ogni influenza di partito. Nei suoi ultimi numeri, si occupò della crisi ideale e morale in cui era caduta la cultura italiana a causa della sua adesione conformista al regime.

Per iniziativa di Basso, il gruppo di collaboratori cercò anche di organizzare intorno alla rivista un movimento clandestino chiamato La Giovane Italia, con legami a Genova, Milano e Torino. In seguito all’attentato contro il re, avvenuto il 12.4. 1928 (v. Fiera di Milano), la polizia effettuò retate di antifascisti in tutta Italia e, in queste, furono coinvolti redattori, collaboratori e anche abbonati di « Pietre ». Fra gli arrestati furono Lelio Basso, Segre, Bartellini, Paggi, Vinciguerra, Dagnino, Antolini e molti altri.

A Genova, la polizia fece irruzione nella Tipograf[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 499

Brano: Pedussia, Aldo

Pedio, Tommaso

N. a Potenza nel 1917; docente universitario.

Figlio di un insegnante di Lettere del Liceo di Potenza e nipote del noto storico e parlamentare Ettore Ciccotti (curatore delle edizioni italiane delle fondamentali opere di Marx, Engels, Lassai le e Mehring), fin da ragazzo attinse nell’ambito familiare un orientamento antifascista, nonostante il clima conformista che dominava l’ambiente cittadino. Laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche, sarà titolare della cattedra di Storia moderna alI’Università di Bari.

Antifascismo giovanile a Potenza

Con alcuni coetanei, nel 1935 Tommaso Pedio fu promotore di un circolo che, trovata una sede nei locali dell’Archivio di Stato, cioè nel Palazzo del governo di Potenza, dove aveva sede anche la Questura, sotto l’etichetta di un innocuo sodalizio studentesco svolse un’attività culturale antifascista e di orientamento marxista. Lo affiancarono in questa iniziativa il fratello Mario, Gino Grezzi, Domenico [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol IV (N-Q), p. 409

Brano: Parlamento

to nazionalista, dopo la marcia su Roma era passato al fascismo. Redattore politico del « Popolo d'Italia » fino al 1928 e segretario dei fasci all’estero, dal 1939 fu consigliere permanente presso la Presidenza del Consiglio in Albania, poi commissario civile delle isole dell’Egeo dal 1941 al 10.9.1943. Durante il periodo della Repubblica di Salò ebbe un atteggiamento contraddittorio e non del tutto conformista verso i tedeschi. Dopo gli scioperi del marzo 1944 prese severi provvedimenti nei confronti dei tranvieri e degli operai per i danni da essi causati, ma poi dichiarò che i provvedimenti erano stati un male minore rispetto alle richieste di rappresaglie formulate dai tedeschi. Ebbe stretti rapporti con la Legione fascista « Ettore Muti », ma cercò contatti anche con esponenti delle forze partigiane, specialmente in riferimento al problema della paventata distruzione degli impianti idroelettrici e industriali da parte dei tedeschi. Tentò anche di opporsi all’applicazione delle leggi razziali.
[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 454

Brano: [...]la Brigata Garibaldi « Antonio Gramsci ».

Maccari, Mino

N. a Siena nel 1898; pittore e scrittore.

« Il Selvaggio »

Nel 1924, con Leo Longanesi, fondò a Colle Val d’Elsa II Selvaggio, un periodico satirico di cui fu il principale illustratore.

Originariamente coinvolto, come altri artisti e intellettuali della sua generazione, nell’equivoco della « rivoluzione fascista » intesa come reazione « antiborghese », Maccari non agì mai da conformista, ma fu capace di ricredersi e di denunciare, sia pure dall'interno, la corruzione del regime. « Il Selvaggio » infatti, pur continuando a professarsi lealista nei confronti del regime, assunse posizioni di fronda, manifestando la propria ostilità al militarismo nazista e alla rozza ideologia hitleriana, in una polemica che non sospese neppure quando i fascisti fecero propria la politica razzista del loro alleato.

Maccari chiamò a collaborare alla sua rivista (che cesserà le pubblicazioni nel 1943) numerosi artisti italiani attaccati dalla critica ufficiale per il loro anticonformismo: Mora[...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol III (H-M), p. 333

Brano: [...]o vittoriniano ispirato alla Resistenza milanese; o, per Pavese, alle pagine di opposizione antifascista e di vita partigiana (// compagno, 1947; Prima che il gallo canti, 1949; La luna e i falò, 1950), in cui si ritrova la cronica impotenza del personaggio pavesiano a risolvere il proprio rapporto tra partecipazione attiva alla vita politica e coscienza individuale; o aH’improbabilità degli assunti « politici » di certi romanzi moraviani (da II conformista, 1951, alla stessa e ben più risolta Ciociara, 1957).

Si delineava intanto una vasta area di narratori che impostavano il loro discorso più sulla restaurazione di un ideale di vita e di cultura prefascista e prenovecentesco, che autenticamente antifascista e antiborghese. II nome più illustre è forse quello di Vitaliano Brancati, con la sua contrapposizione polemica e satirica del mito moralisticoborghese di una felice Italia (o Sicilia) prefascista, al mondo assurdo di stupidità e di violenza del fascismo (dal romanzo fortemente allusivo Gli anni perduti, 1941, alle pagine più esplicite: [...]



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol VI (T-Z e appendice), p. 518

Brano: [...]i, 1963); La mano sul fucile (Davide Turolla, 1963); Le stagioni del nostro amore (Florestano Vancini, 1966); L'ammiraglio (Anton Giulio Majano, 1965); L’età del ferro (Roberto Rossellini, 1965); La strada più lunga (Nelo Risi, 1965); Andremo in città (Nelo Risi, 1966); Una questione privata (Giorgio Trentin, 1967); Flashback (Raffaele Andreassi, 1968); I sette fratelli Cervi (Gianni Puccini, 1968), Giovinezza giovinezza (Franco Rossi, 1969); Il conformista (Bernardo Bertolucci, 1970); Corbari (v. Orsini, 1970); Strategia del ragno (Bernardo Bertolucci. 1970); Quel giorno Dio non c'era (Osvando Civirani, 1970);

518



da Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza. Vol II (D-G), p. 199

Brano: [...]icò la sua ricca produzione scientifica, di cui un altro contributo fondamentale rimane Gli effetti economici e sociali della guerra in Italia (1933).

Negli anni del fascismo

Senatore del Regno nel 1919, all’avvento del fascismo si dedicò

esclusivamente all’attività pubblicistica e all'insegnamento di Scienza delle finanze nella facoltà di Legge dell'Università di Torino. Fermo nei propri convincimenti e alieno da ogni gesto di adesione conformista verso il regime (che pure non aveva osteggiato apertamente), fece del suo magistero un esempio di rettitudine morale. La fama di studioso gli aveva procurato riconoscimenti in patria e all’estero. Membro dell’Accademia dei Lincei, di cui più tardi divenne vicepresidente; corrispondente di numerose accademie straniere, dell’istituto internazionale di statistica e dell'American Economie Association, fu anche collaboratore dell’« Economist » di Londra.

Nel 1935, quando il governo fascista vietò la continuazione della pubblicazione della « Riforma Sociale », Luigi Einaudi diede vita alla Rivis[...]


successivi
Grazie ad un complesso algoritmo ideato in anni di riflessione epistemologica, scientifica e tecnica, dal termine conformista, nel sottoinsieme prescelto del corpus autorizzato è possible visualizzare il seguente gramma di relazioni strutturali (ma in ciroscrivibili corpora storicamente determinati: non ce ne voglia l'autore dell'edizione critica del CLG di Saussure se azzardiamo per lo strumento un orizzonte ad uso semantico verso uno storicismo μετ´ἐπιστήμης...). I termini sono ordinati secondo somma della distanza con il termine prescelto e secondo peculiarità del termine, diagnosticando una basilare mappa delle associazioni di idee (associazione di ciò che l'algoritmo isola come segmenti - fissi se frequenti - di sintagmi stimabili come nomi) di una data cultura (in questa sede intesa riduttivamente come corpus di testi storicamente determinabili); nei prossimi mesi saranno sviluppati strumenti di comparazione booleana di insiemi di corpora circoscrivibili; applicazioni sul complessivo linguaggio storico naturale saranno altresì possibili.
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